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Direttore responsabile Alessandro Longo

la lettera

Ho la tessera sanitaria, che cambia con Spid?

di Andrea Lisi, coordinatore del Digital & Law Department

14 Mar 2016

14 marzo 2016

Domanda

Sono un normale cittadino, gradirei sapere dalla viva voce dei responsabili, cosa cambia per l’accesso ai servizi della P.A. e come si integra con l’accesso mediante TS – Regione Emilia Romagna, di cui usufruisco già.

Grazie! Cordialmente

E.R.

 

Risponde l’Avv. Andrea Lisi, coordinatore del Digital & Law Department – Studio Legale Lisi

SPID non sostituisce i processi di identificazione informatica con CIE e CNS, ma semplicemente si aggiunge ad essi. I portali delle PA dovranno, quindi, continuare a consentire l’accesso tramite CIE e CNS ai sensi dell’art. 64 e 65 del Codice dell’amministrazione digitale (D. Lgs. 82/2005).

In particolare, l’art. 64 del CAD precisa che “la carta d’identità elettronica e la carta nazionale dei servizi costituiscono strumenti per l’accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni per i quali sia necessaria l’identificazione informatica. Le pubbliche amministrazioni possono consentire l’accesso ai servizi in rete da esse erogati che richiedono l’identificazione informatica anche con strumenti diversi dalla carta d’identità elettronica e dalla carta nazionale dei servizi, purchè tali strumenti consentano l’individuazione del soggetto che richiede il servizio. Con l’istituzione del sistema SPID di cui al comma 2-bis, le pubbliche amministrazioni possono consentire l’accesso in rete ai propri servizi solo mediante gli strumenti di cui al comma 1, ovvero mediante servizi offerti dal medesimo sistema SPID. L’accesso con carta d’identità elettronica e carta nazionale dei servizi è comunque consentito indipendentemente dalle modalità di accesso predisposte dalle singole amministrazioni”.
Quindi con l’avvento dello SPID la scelta del legislatore è di affidare solo a CIE, CNS o SPID l’accesso dei servizi di egov.
Con le modifiche al testo del CAD che si stanno discutendo in questi giorni la situazione dovrebbe sostanzialmente rimanere invariata.

 

  • Alessandro Osnaghi

    Questa giusta domanda mi consente di riproporre un tema già ampiamente trattato nei miei recenti articoli per Cantieri FPA a cui rimando.
    http://www.forumpa.it/riforma-pa/spid-gli-equivoci-che-mettono-a-rischio-il-progetto

    Tralasciamo per il momento le considerazioni sulle norme in particolare l’allucinante tormentone degli Art. 64 e 65 del CAD che dopo 16 anni di pasticci non è detto trovino ancora oggi una formulazione sensata e soprattutto implementabile.

    Tralasciamo per il momento anche le considerazioni già svolte e relative al fatto che per motivi tecnici, organizzativi e gestionali le credenziali basate su smartcard hanno in pratica una fruibilità molto limitata ai fini dell’accesso a servizi erogati in internet.

    Per proporre una lettura della TS in chiave SPID è utile approfondire alcuni aspetti concettuali e tecnici. Infatti TS è un dispositivo che risponde alle specifiche di una Identità digitale SPID al livello di garanzia (LoA)3. TS è distribuita a livello nazionale da MEF, Agenzia delle Entrate, Sogei che in pratica svolge le stesse funzioni di un Identity Provider SPID. TS è già ora, e maggiormente lo sarà in futuro, accettata per l’accesso a tutti i servizi erogati in paricolare dalle pubbliche amministrazioni territoriali (Regioni e Comuni) e risponde quindi alla narrazione tutta politica e deviante del PIN unico. L’identità digitale non è unica nel senso che un soggetto ne può avere una sola (questa si chiama identità personale) ma è unica nel senso che con la stessa identità si può accedere a tutti i servizi.

    Al momento tuttavia Sogei svolge solo una parte (il provisioning) delle funzioni di un Identity Provider e per adeguarsi al modello SPID dovrebbe farsi carico anche della funzione di autenticazione per conto di tutte le altre amministrazioni, funzione che peraltro già svolge limitatamente ai servizi MEF. Il beneficio economico per tutte le amministrazioni territoriali sarebbe enorme per non parlare degli aspetti di sicurezza.

    Posso affermare senza timore di smentita che dal punto di vista delle soluzioni software necessarie allo scopo si tratterebbe di un gioco da ragazzi. Questa stessa idea limitatamente alle credenziali di livello di garanzia 1 fu infatti adottata su mio impulso dal Comune di Roma che già 10 anni fa consentiva l’acceso ai prorpi servizi con credenziali rilasciate dalla Agenzia delle entrate.

    La decisione di integrare TS in SPID è pertanto una decisione tutta politica. Questa soluzione renderebbe del tutto inutile ed estremamente costoso imporre la CIE come ulteriore dispositivo di accesso di livello 3. Per la CIE peraltro non si possono ripetere le considerazioni fatte per la TS e considerare la CIE come uno strumento di e-government è un errore che ci portiamo dall’anno 2000 e che sarebbe diabolico ripetere.
    Tutte le norme sulla CIE dovrebbero uscire dal CAD ed entrare nella legislazione che riguarda i documenti di identificazione personale; l’agenda digitale del paese non ha bisogno della CIE che finora è servita solo a buttare denaro.

  • maxi

    siamo alle solite.

    d’altronde in un paese dove abbiamo carabinieri, polizia, guardia di finanza, polizia municipale, ecc. ecc. ecc. ecc. oppure motorizzazione+pra
    è possibile pensare di avere un unico documento di identità che assommi tutte le esigenze di un cittadino moderno e non? patente, codice fiscale, documento di identità, CNS, CIE: basta! una posizione anagrafica unica dove caricare tutto, voglio girare con in tasca solo il mio documento unificato e la carta di credito, e non dite che non è possibile che non ci credo!

    e per favore eliminiamo tonnellate di carta.

    trovo aberrante che si cerchino partner privati prospettando servizi a pagamento.
    visto che dei parla di costi…. ma non sarebbe un risparmio avere un documento unificato della Repubblica Italiana, con una anagrafe centrale, dove caricare TUTTO?!?!?
    in un paese normale questo tipo di servizio deve essere statale, e non ditemi che non ci sono i soldi, che col danaro sperperato (non fatemi citare l’ente ponte sullo stretto et alia per favore)
    se ne farebbero di cose!

    e se un profitto è possibile, perché non deve averlo lo stato per finanziare i servizi?
    come al solito, quello che è dello stato non è di nessuno, o per dirla meglio lo paghiamo tutti col profitto di pochi, mi ricorda una storia torinese…perdite pubbliche e profitti privati.

    se mancano i soldi è perché si spendono, il problema è che dei spendono male!

  • grandefratello

    Sono d’accordo con maxi.
    Del resto a pensar male… non è forse un certo provider molto noto di Bibbiena (AR), guarda caso, che avrebbe altri clienti grazie a SPID dopo quelli acquisiti con la FAMIGERATA PEC?
    Il governo toscano centrico sa bene quel che sta facendo, gli amici ringraziano.

  • patrizia saggini

    Una delle principali ragioni per cui è nato SPID è proprio l’utilizzo delle credenziali di identità anche su dispositivi “mobiles”, per cui la necessità di supporti (ES lettori di smart card) era un ostacolo.
    Quindi chi è già in possesso di CNS/TS o CIE già attivate, può chiedere direttamente ad uno dei soggetti gestori fino ad ora individuati di ottenere un’identità SPID, senza bisogno del riconoscimento “de visu”, che altrimenti sarebbe indispensabile.
    Poi sull’opportunità e su altro si può discutere per molto e molto tempo ancora….!

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