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Direttore responsabile Alessandro Longo

identità digitale

Spid, gli errori di comunicazione che ha fatto il Governo

di Eugenio Prosperetti, avvocato, docente di informatica giuridica - LUISS

05 Dic 2016

5 dicembre 2016

L’attuazione del CAD richiede un forte accompagnamento. Ma tutto ciò stenta ad avvenire. La prova lampante è SPID

Siamo nel periodo immediatamente dopo l’approvazione del CAD, il più delicato perché la riforma è “legge” ma, come ho scritto già su queste pagine, “fatto il CAD bisogna fare gli italiani”.

Ebbene l’impressione è che si stia procedendo a macchia di leopardo ma senza una strategia nazionale organica.

Si notano fughe in avanti di alcune regioni – quelle dove già si poteva fare tutto con la CNS – che già hanno in bella mostra siti in cui si può usare lo SPID per accedere al fascicolo sanitario elettronico e a molteplici servizi.

In altre realtà lo SPID fatica, prima ancora che ad essere adottato, ad essere “capito”.

I media mainstream non ne parlano affatto: gli unici approfondimenti in questo periodo riguardano il tema referendario, mentre in precedenza veniva chiamato “PIN unico” e molti non saranno riusciti a comprendere che si tratta della stessa cosa (anche perché lo SPID non funziona tramite un PIN).

Anche enti che dovrebbero e potrebbero fare divulgazione fanno il minimo sindacale.

Il MIUR, che ha reso obbligatorio lo SPID per richiedere i 500 Euro della c.d. “carta del docente” (dunque per tutte le insegnanti di ruolo) si limita a dare la seguente indicazione: “Per l’utilizzo della “Carta del Docente” sarà necessario ottenere l’identità digitale SPID presso uno dei gestori accreditati (http://www.spid.gov.it/richiedi-spid) e successivamente ci si potrà registrare sull’applicazione. L’acquisizione delle credenziali SPID si può fare sin da ora. Si tratta di un codice unico che consentirà di accedere, con un’unica username e un’unica password, ad un numero considerevole e sempre crescente di servizi pubblici (http://www.spid.gov.it/servizi).”.

E’ legittimo (ed ho personalmente verificato) che non pochi docenti comprendono che viene assegnato un codice che si deve spendere per ottenere la registrazione alla app del docente ma poi non è più particolarmente necessario, salvo futuri usi.

Non viene cioè spiegato che richiedendo lo SPID lo Stato assegna la credenziale che sostituirà tutte le altre e che entro circa due anni sarà l’unica che verrà utilizzata. Non viene spiegato agli insegnanti che potranno presto usare SPID in molti altri usi scolastici, per accedere alle aree riservate dei siti ministeriali (a proposito, perché questo ancora non è possibile?) e che gli si sta consegnando dunque uno strumento utile e vantaggioso che farà risparmiare tempo e complicazioni.

Non viene spiegato che è una credenziale sicura e che garantisce il cittadino rispetto ad altri tipi di credenziali.

Anche il sito della 18app, la app per per il bonus cultura per i 18enni, altro caso di SPID obbligatorio, è piuttosto stringato nelle spiegazioni e si limita a chiarire che: “SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, ti permetterà di accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione con un’unica Identità Digitale (username e password) utilizzabile da computer, tablet e smartphone.”.

Anche qui non una riga sul perché sia importante o necessario questo sistema, con i risultati (piuttosto evidenti su Facebook) che lo SPID sembra una ennesima invenzione per complicare la vita o una cosa in più che si poteva evitare. Un 18enne è abituato a dare a malapena la mail per registrarsi e dovrebbe, ad avviso di chi scrive, essere motivato ad utilizzare un sistema con una registrazione complessa ma che, alla lunga offre indubbi vantaggi come, appunto è SPID.

Eppure in Italia gli switch-off li dovremmo saper fare.

Pensiamo al digitale terrestre: eravamo un paese di teledipendenti, fortemente ancorati all’analogico.

In relativamente poco tempo, grazie a una imponente operazione di comunicazione persino gli ultracentenari hanno preso familiarità con il concetto di decoder digitale terrestre e hanno conosciuto le date di switch-off della propria regione.

Non si può pensare di introdurre concetti inizialmente complessi come identità digitale, domicilio digitale e fascicolo elettronico senza spiegarli e spiegarli al cittadino nelle sedi in cui vive, lavora ed opera.

L’identità digitale può essere diffusa assieme a servizi utili, come le app di incentivo sociale di cui sopra, ma perché venga mantenuta ed appresa dai diretti interessati e sperimentata per altri servizi questi aspetti vanno spiegati.

Sarebbe interessante rilevare quante delle SPID diffuse a docenti e 18enni vengono utilizzate su altri siti della PA.

Temo siano per ora molto poche.

Mi auguro che l’occasione non venga sprecata e che lo SPID non si riveli, alla lunga, il sostituto della CNS per i cittadini che sapevano usare la CNS. Lo SPID, il cui uso è enormemente più semplice della CNS, è uno strumento regolato a livello europeo e non renderlo strategico sarebbe una grandissima occasione perduta.

  • Giogori

    Finalmente qualcuno che scrive cose sensate.

  • Spartacus

    Molto utile e spigato con intelligenza ed arguzia. Sono anche i gestori che non aiutano a capire come inserire, utilizzzare lo stesso.

  • Katy

    Lo Spid si può richiedere anche con Tim.Peccato che dopo innumerevoli passaggi e mail di controllo arriva l’ ultima comunicazione che dice di recarsi a Pomezia per essere identificati.Questa è l’ ennesima presa in giro di chi gestisce i servizi per il cittadino.

  • Giorgiolana89

    Fortunatamente sono un entusiasta, sono stato tra i primi a richiedere la “Spid” tramite infocert, ed in effetti si, sono stato pure contattato da un loro operatore che sembrava dubbioso sulle mie intenzioni; quasi come se fosse anomalo chiedere informazioni su un servizio prima che questo venga messo in circolazione… Fatto sta che ad oggi ho il mio bel account Spid e non ho ancora avuto modo di utilizzarlo in maniera pratica… Il concetto base è fantastico, in particolare se applicato anche a organi esterni alla pa come banche, università ecc.. Bisogna solo affrettarsi ad implementarlo prima che diventi desueto…

  • todean

    Ho richiesto lo SPID a TIM,ho completato la registrazione e devo solo fare l’identificazione con la mia CNS abilitata e pronta nel lettore.Vado su avvia identificazione e non succede niente.Sono 15 giorni che parlo con il n.del Callcenter e mi rispondono sempre che trattasi diun guasto tecnico che interessa tutta l’Italia che trovasi nelle mie condizioni. Sono incredulo che un servizio serio e protetto sia stato affidato alla TRUST tecnology che compra e vende piccoli gadget,mouse,tastiere,altoparlanti e cosette del genere- Di Tecnologie informatiche di un certo livello non mi sembra che ne abbia e mai avute. Come si possano affidare dati sensibili a tale Azienda o alla stessa TIM,interessate a vendere i loro prodotti non lo capisco.Quando risolveranno il problema ??? Penso a Gennaio 2017,anno in cui lo spid si pagherà. Cantone e l’antimafia,l’AGCom e la Magistratura cosa fanno ???? Stanno alla finestra a prendere aria fritta.

  • PAOLO

    E soprattutto nella parte in cui si criticano i “media stream” che non parlano affatto di questi temi fino al punto da fare solo “disinformazione”. Per quanto riguarda la CartaDelDocente purtroppo l’offerta di prodotti/servizi da comprare è quasi inesistente al momento attuale!

  • techno

    Sempre “avanti” questo Stato italiano quando si tratta di tecnologie di dominio sull’individuo e sul controllo delle masse, non per nulla si sta inseguendo la genialata di Obama che negli USA ha promosso l’analogo sistema di controllo denominato “National Strategy for Trusted Identities in Cyberspace (NSTIC)”, su Trump non faccio affidamento visto i suoi dichiarati propositi di sorveglianza di massa da parte di NSA.
    La vera idea che sta sotto è togliere l’anonimato in internet, tutti i cittadini col marchio a fuoco in fronte per essere costantemente tracciati ed identificati.
    Non voglio che ogni sito web di forum o blog di commenti conosca la mia vera identità.

  • nat

    per il CAD esistono anche CIE e CNS per accedere ai servizi online della PA e devono essere mantenuti! E la tessera sanitaria?
    Chi sarebbe più titolato a gestire credenziali SPID se non la PA e le ANAGRAFI? Perché invece le PA non possono dijavascript:void(0)ventare IDP anche se ad oggi già lo erano?
    Chi ci dice che i privati diano le stesse garanzie della PA nella gestione delle nostre credenziali???

  • Stefano

    Buongiorno,
    è possibile sapere i costi che applicheranno gli operatori privati dopo due anni gratuiti? Nei siti degli operatori privati non c’è traccia dei costi dopo i due anni, al ministero della pubblica amministrazione, sul sito di Agid, di Spid nessuno sa dirmi niente a riguardo e dicono che appena ci saranno sviluppi verremo informati. Ma voi firmereste un contratto, ad esempio, di telefonia con un operatore che vi da gratis il servizio per due anni e dopo a pagamento (e non si sa se si potrà rescindere gratuitamente o meno) senza sapere quanto costerà?

  • Ivan

    Ho attivato Spid con infocert ma ancora oggi, 24/01/17, l’accesso al sito MIUR per le iscrizioni scolastiche risulta “in fase di attivazione”.
    E’ uno scherzo ?

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