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Direttore responsabile Alessandro Longo

LE E-AGENDE REGIONALI

Il Piemonte vuole un ecosistema digitale. “Pronti al cambio di paradigma”

di Mila Fiordalisi

30 Lug 2015

30 luglio 2015

L’assessore all’Innovazione De Santis: “Cittadini, PA e imprese devono poter condividere e beneficiare di tutte le opportunità offerte dal digitale”. Agenda “aperta” alle novità tecnologiche

Creare le condizioni “abilitanti” affinché i possano erogare nuovi e più efficienti servizi: “dalla rete per facilitare l’accesso a Internet veloce e ultraveloce a cittadini e imprese, alla sicurezza, alle piattaforme per valorizzare i dati, dematerializzare i procedimenti e migliorare i servizi “di base” come i pagamenti. Quindi si procederà alla diffusione dei servizi, con interventi rivolti sia alle imprese, come lo Sportello unico, che ai cittadini (dal Fascicolo sanitario elettronico ad un vero e proprio Fascicolo digitale del cittadino), senza tralasciare l’erogazione di servizi digitali agli utenti finali in materia di ambiente, energia, sicurezza del territorio e turismo. Essenziale, ovviamente, sarà anche il ruolo degli operatori privati”. Giuseppina De Santis, assessore all’Innovazione della Regione Piemonte annuncia ad Agendadigitale.eu i prossimi step di una roadmap fitta di iniziative per traghettare la regione nell’era digitale.

“L’Agenda digitale è stata messa a punto negli ultimi mesi, ma è il frutto di un lavoro iniziato almeno due anni fa con le prime consultazioni che hanno visti coinvolti i principali stakeholder piemontesi – racconta l’assessore -. Le prime indicazioni degli indirizzi della Regione in tema di crescita digitale sono stati inoltre riportate nel documento di Strategia di specializzazione intelligente del Piemonte, in quanto la digitalizzazione del territorio rappresenta a nostro avviso una condizione irrinunciabile di crescita e sviluppo socio-economico. Centralità che trova conferma anche nel Por Fesr, con l’obiettivo tematico “Agenda digitale” che vede impegnati oltre 80 milioni di euro”. Alle risorse del Fesr vanno aggiunti 40 milioni che arriveranno dal Ministero dello Sviluppo Economico e altri 45 dal Por Feasr, entrambi destinati alla banda larga. La Regione Piemonte ha poi partecipato alle consultazioni per la definizione dei Piani nazionali su Crescita digitale e Banda ultralarga. “Un lavoro in costante divenire, che vedrà la Regione impegnata nei prossimi mesi nell’avvio dei propri piani, secondo un preciso cronoprogramma che si articola nell’asse temporale della nuova programmazione 2014-2020”, sottolinea De Santis.

La banda larga e ultralarga saranno protagoniste del secondo semestre 2015: “In autunno – annuncia l’assessore – si chiuderà il lavoro di mappatura e di analisi per definire al meglio gli ambiti di intervento e per meglio comprendere le esigenze del territorio, per quanto riguarda lo stato della domanda, dell’offerta e delle infrastrutture disponibili. Lo studio di fattibilità che ne deriverà sarà utilizzato per definire la strategia regionale di evoluzione del piano”.

Società digitale, economia digitale, accesso e connettività, ricerca e innovazione rappresentano il quadro complessivo entro il quale convergeranno le azioni poste in essere dalla Regione nell’ambito della digitalizzazione della PA. “Il Piemonte può vantare esperienze e competenze consolidate. Rimane certamente ancora molto da fare, le sfide saranno ancora molteplici e richiederanno il contributo di nuove risorse, nuove competenze e rinnovati modelli di attuazione. Il tema che forse rappresenterà al meglio l’esigenza di misurarsi con nuove politiche e nuovi modelli di investimento che puntino sul digitale come leva di crescita inclusiva e sostenibile è l’innovazione sociale”.

Costruire il Piemonte digitale significa realizzare progressivamente un ecosistema in cui tutti gli attori (cittadini, imprenditori, Pubblica Amministrazione) condividono e beneficiano di tutte le opportunità offerte dal digitale, evidenzia l’assessore. “Più che servizi, per costruire un ecosistema digitale, occorre realizzare un vero e proprio cambio di paradigma che porti a ripensare i tradizionali confini tra gli individui, le imprese e i vari livelli di governo. Le nuove tecnologie permettono infatti di aprire processi precedentemente chiusi all’interazione con gli utenti e con l’innovazione, fino a consentire ai cittadini stessi di co-progettare nuovi interventi e servizi e creare valore pubblico”.

Il documento piemontese si configura come un’agenda “aperta” per pianificare nel tempo le azioni, le scadenze, i ruoli e le responsabilità che saranno via via definiti in un processo in costante divenire. “La struttura dell’Agenda digitale del Piemonte prende spunto nella sua articolazione dall’Agenda nazionale e dalle relative strategie e si raccorda con il più ampio scenario europeo delineato dalla Digital Agenda for Europe. Abbiamo quindi costruito – conclude l’assessore – una strategia che dovrà via via essere costruita e adattata ai diversi scenari che si presenteranno, sia sul piano delle disponibilità della finanza pubblica, che su quello della reale capacità di far fronte ai più ampi obiettivi che ci siamo posti, in un quadro di riferimento complessivo delle politiche regionali per la digitalizzazione che sia coerente con le priorità nazionali ed europee”.

 

 

 

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