La digitalizzazione della PA italiana sta vivendo una fase di accelerazione senza precedenti, spinta dalle direttrici del PNRR e dalla necessità di offrire servizi sempre più “cittadino-centrici”.
In questo scenario, il Comune di Trento ha avviato il 18 maggio scorso una campagna full digital per l’invio proattivo dei prospetti di pagamento dell’Imis 2026. Per farlo ha previsto un ecosistema tecnologico e organizzativo integrato che unisce App IO, Area personale del sito, Single Sign-On, domiciliazione digitale (Inad e Ini-Pec), gestione delle deleghe affiancata a supporto sul territorio e facilitazione digitale, dimostrando che innovazione e inclusione possono viaggiare sullo stesso binario.
Indice degli argomenti
Il passaggio da una PA reattiva a una PA proattiva
Il paradigma classico del rapporto tra fisco locale e cittadino si è basato, per decenni, sull’onere della prova e dell’azione a carico del contribuente o, tutt’al più, sull’invio massivo e costoso di documentazione cartacea. Il Comune di Trento sta provando a ribaltare questo schema, progettando un servizio di comunicazione full digital e proattivo per l’IMIS (Imposta Immobiliare Semplice, l’equivalente trentino dell’IMU nazionale).
In vista della scadenza del versamento dell’acconto, fissata al 16 giugno 2026 come per tutti i Comuni italiani, l’Amministrazione ha orchestrato una complessa operazione tecnologica, organizzativa e comunicativa. L’obiettivo? Rendere disponibili i prospetti di calcolo e i modelli F24 precompilati direttamente nelle “tasche” digitali di circa 60.000 cittadini e oltre 3.000 persone giuridiche, eliminando del tutto l’invio tramite posta tradizionale, raccomandata o email a indirizzi non “certificati”. Più nel dettaglio, la comunicazione ha raggiunto complessivamente oltre 59.000 contribuenti tramite l’Area Personale, di cui circa 30.000 effettivamente tenuti al versamento dell’imposta, inviando la comunicazione comunque non solo a loro, ma anche agli altri 29.000, dal momento che l’Imis non è dovuta per l’abitazione principale (salvo categorie di lusso).
L’architettura tecnologica dietro l’Imis 2026 Trento
Per realizzare una campagna di tale portata, il Comune di Trento ha implementato un’architettura IT complessa e altamente interoperabile, capace di far dialogare software legacy con le moderne piattaforme SaaS e i layer nazionali abilitanti. Il processo non si è limitato alla mera generazione del PDF, ma ha previsto un workflow strutturato:
- Elaborazione e calcolo: alla base del sistema c’è l’attuale applicativo gestionale dei tributi, sviluppato internamente dall’Ente, che si è occupato del calcolo dell’imposta e della generazione massiva sia dei prospetti Imis, che dei relativi modelli F24 per i soggetti paganti.
- Integrazione documentale e Middleware: Per gestire i flussi in modo efficiente, l’ente ha previsto l’utilizzo del proprio middleware proprietario basato su tecnologie cloud-native sviluppato internamente. Questo strato intermedio automatizza l’interrogazione delle banche dati nazionali (Inad per le persone fisiche e Ini-Pec per le persone giuridiche) per il recupero dei domicili digitali, gestendo inoltre la protocollazione automatica e la fascicolazione di tutte le comunicazioni attraverso il sistema di protocollo e gestione documentale PI-Tre (Protocollo Informatico Trentino).
- Erogazione del front-end: I documenti sono quindi stati resi disponibili ai cittadini all’interno della sezione “Documenti” dell’Area Personale del sito del Comune, accessibile rigorosamente tramite identità digitale (SPID o CIE), come previsto dalle linee guida di design dei siti e dei servizi della PA e del relativo “Modello dei Comuni”
- Monitoraggio automatico e in near real time: grazie all’utilizzo delle API dell’Area personale disponibili, il Comune ha attivato un sistema di raccolta, storicizzazione e analisi dei dati tramite gli strumenti della propria Data platform, in modo da monitorare l’effettiva visualizzazione dei singoli prospetti inviati, aggregando i dati e prevedendo anche di incrociare tali dati con l’effettivo pagamento dell’imposta tramite F24.
Comunicazione multicanale e Single Sign-On
Un importante elemento di questa campagna risiede nella strategia di comunicazione multicanale, pensata per intercettare il cittadino sul touchpoint a lui più congeniale. Il Comune ha sfruttato appieno le infrastrutture pubbliche digitali, ottenendo tassi di conversione molto alti per quanto riguarda i cittadini già digitalizzati.
La notifica effettuata tramite l’App IO (l’applicazione ufficiale dei servizi digitali della PA) ha rappresentato il vettore principale: quasi 30.000 contribuenti, ovvero oltre il 51% del totale, hanno ricevuto l’avviso direttamente sul proprio smartphone. Il vero salto di qualità in ottica di User Experience (UX) è stato garantito dall’integrazione del sistema di notifica tramite App IO con l’Area personale del sito. Il cittadino, ricevuta la notifica push, ha potuto cliccare su un link diretto al documento, sfruttando un accesso con Single Sign-On (SSO) all’Area Personale, abbattendo drasticamente le frizioni d’uso.

Parallelamente, il middleware ha garantito l’invio tramite Pec (Posta elettronica certificata) a tutti i soggetti aderenti agli indici nazionali: oltre 8.000 contribuenti titolari di un domicilio digitale hanno ricevuto l’informativa con pieno valore legale sulla propria Pec. Per chi aveva già registrato un profilo sul sito comunale ma non possedeva ancora l’App IO, è stato infine previsto un avviso fallback tramite email tradizionale, invitando all’accesso nell’Area Personale. Ai cittadini muniti di identità digitale, l’ente ha inoltre suggerito un primo accesso al portale per attivare le notifiche e incentivato il download dell’App IO.
Inclusione digitale e sportelli per non lasciare indietro nessuno
Il rischio intrinseco di ogni trasformazione full digital è l’esclusione delle fasce di popolazione meno alfabetizzate informaticamente. Il Comune di Trento ha affrontato questo tema (il cosiddetto digital divide) scegliendo di implementare due solide reti di salvataggio:
- un sistema di deleghe nativamente digitale
- l’attivazione di uno sportello fisico di facilitazione potenziato, collegato alla rete dei punti di facilitazione digitale già presenti sul territorio.
Il sistema di delega strutturata
Per chi non può gestire personalmente le proprie pratiche fiscali, non essendo ancora disponibile il Sistema nazionale di gestione deleghe, Trento ha introdotto un proprio sistema per garantire la possibilità di delegare una persona di fiducia. Il processo è stato digitalizzato attivando uno specifico servizio digitale sul sito, cui ha affiancato un gestionale semplificato per seguire l’istruttoria delle deleghe ricevute. Il delegato, in possesso di SPID o CIE, può richiedere l’accesso ai documenti del delegante compilando un form online e allegando il modulo firmato e i documenti di identità. Una volta approvata, la delega resta valida fino a eventuale revoca e permette al delegato di visualizzare i prospetti dell’Imis direttamente nella propria Area Personale, a partire dal 18 maggio.
Gli sportelli di facilitazione “Punto Digitale Facile”
Il supporto umano rimane fondamentale. Per questo, l’Urp (Ufficio relazioni con il pubblico) è stato potenziato per garantire un presidio fisico che permette di fungere sia da punto di ritiro per la stampa dei modelli per chi sceglie scientemente di non sfruttare il digitale, soprattutto over 75 (attività che ha aiutato nelle prime due settimane quasi 1.000 contribuenti privi di dispositivi e competenze).
L’Urp però non si limita a questo, ma agisce come vero e proprio hub di alfabetizzazione, collegandosi con la rete degli sportelli della Provincia autonoma di Trento finanziati dal PNRR sotto l’egida del “Punto digitale facile”. Gli operatori accompagnano i cittadini nell’accesso all’area personale, supportando attivamente chi ancora sprovvisto di identità digitale nell’attivazione di SPID o della CIE.
Un ulteriore supporto viene infine garantito dal personale dell’Ufficio Imposte per gestire i casi particolari, come ad esempio quelli dei cittadini residenti all’estero (AIRE) o degli stranieri, fornendo assistenza tramite Pec, in presenza o grazie a un canale telefonico dedicato.
I risultati dell’Imis digitale: efficienza e accettazione sociale
Ad oggi sono disponibili solo dati parziali rispetto alla campagna del 2026, ma il percorso avviato a fine 2025 dimostra che un approccio integrato, in cui l’infrastruttura tecnologica è supportata da un service design orientato all’utente e da reti di facilitazione, porta a un’adozione massiva da parte della popolazione. Per il saldo Imis del 2025, a fronte di una platea di 27.469 persone fisiche contribuenti chiamate al pagamento, meno del 10% ha sentito la necessità di rivolgersi fisicamente agli sportelli dell’Urp o dell’Ufficio Imposte, garantendo comunque un tasso di pagamento vicino al 100%, assolutamente in linea con il trend degli anni precedenti in cui l’invio avveniva tramite posta cartacea. Tale dato ha evidenziato come oltre il 90% degli utenti avesse assorbito il cambiamento gestendo la pratica in totale autonomia digitale.
Il risultato dell’edizione di quest’anno sarà verificabile solo a valle del termine del pagamento, per la latenza del controllo dei pagamenti dovuto all’utilizzo del F24 come mezzo di pagamento.
In attesa di poter analizzare tali dati e trarre le nuove conclusioni, possiamo constatare che il Comune di Trento sta accompagnando questo switch tecnologico con una robusta comunicazione istituzionale, producendo comunicati stampa mirati e guide interattive dettagliate, costantemente in evidenza sull’homepage istituzionale. Ha inoltre invitato proattivamente i cittadini a muoversi in anticipo rispetto alla scadenza, attivando le deleghe entro il 10 maggio 2026 e rendendo disponibile il prospetto circa un mese prima la scadenza, cercando di evitare colli di bottiglia e attese fisiche.
Un ecosistema replicabile per la Pubblica Amministrazione locale
Il percorso del Comune di Trento rappresenta ad oggi un vero e proprio ecosistema scalabile per la Pubblica Amministrazione locale italiana. La transizione dalla semplice messa a disposizione ai cittadini di un “calcolatore” dell’imposta, a una comunicazione proattiva con distribuzione analogica verso indirizzi non “certi”, a una nuova modalità full digital accompagnata da un supporto sul territorio non va interpretata come una semplice dematerializzazione del documento, ma come un ridisegno completo dell’esperienza utente.
È stata sfruttata l’interoperabilità e l’utilizzo di un middleware per automatizzare i processi interni; è stato capitalizzato quanto reso disponibile a livello nazionale dalle piattaforme nazionali come l’App IO e Inad per il delivery; è stato garantito un accesso il più possibile frictionless grazie al SSO; sono stati contemporaneamente tutelati i cittadini più fragili con deleghe digitali e sportelli PNRR fisici…
Tutto questo può realmente rappresentare un modello concreto di applicazione di cittadinanza digitale.
Un modello che riduce drasticamente i costi di spedizione e gestione cartacea per l’Ente, diminuisce l’impatto ambientale, e restituisce al cittadino un servizio pubblico moderno, veloce, trasparente e, soprattutto, inclusivo. Il caso dell’Imis 2026 di Trento non è solo un caso di efficienza fiscale, ma una concreta dimostrazione di come la trasformazione digitale possa realmente cercare di rafforzare il patto di fiducia tra la Pubblica Amministrazione e i suoi cittadini.














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