scenari

Le banche e fintech, ecco le sfide ai tempi della Psd2

La direttiva PSD2 pone le premesse per l’affermazione di un nuovo modo di fare banca attraverso la creazione di piattaforme multiservizi, sviluppate e gestite da banche, società non finanziarie o da entrambe. Vediamo che potrebbe succedere e come si stanno posizionando le banche italiane

30 Gen 2018
Mariagrazia Miele

Servizio Coord. e Rapporti con l’esterno, Dip. di Vigilanza Bancaria e Finanziaria, Banca d’Italia

Alessandro Scognamiglio

Servizio Coord. e Rapporti con l’esterno, Dip. di Vigilanza Bancaria e Finanziaria, Banca d’Italia

pagamenti_558986938

La rivoluzione tecnologica dell’industria finanziaria è – almeno in Italia – ancora in fase d’avvio: contano un modello di distribuzione dei prodotti e di erogazione dei servizi finanziari ancora imperniato sugli sportelli, l’onda lunga della crisi finanziaria, che ha assorbito risorse altrimenti destinabili all’innovazione, un quadro regolamentare per necessità modellato sulle imprese preesistenti.

LEGGI TUTTO SULLA PSD2: NUOVI SERVIZI, TUTELE, INTERCHANGE FEE

Gli investimenti Fintech

Attualmente le banche italiane stanno adottando un comportamento del tipo wait and see: si guardano intorno in attesa della opportunità giusta per cominciare seriamente ad investire; è quanto emerso dalla recente indagine campionaria della Banca d’Italia, che ha sì censito circa trecento progetti di investimento Fintech, ma quasi tutti caratterizzati da una scala modesta.

17 novembre, milano
Scopri Insight e Tips & Tricks dai migliori professionisti di settore: un evento unico ti aspetta!

La stessa indagine ha delineato un mondo a due velocità, un vero e proprio digital divide tra i principali gruppi bancari, ai quali fa capo oltre la metà dei progetti, e i restanti intermediari; i primi più consapevoli dei secondi delle possibilità offerte da Fintech e dunque maggiormente pronti a rivedere il proprio modello imprenditoriale. Investendo prevalentemente nello sviluppo di tecnologie e strumenti per la conclusione di contratti e operazioni a distanza (circa il 25% degli investimenti censiti), le banche maggiori si preparano ad alleggerire la propria rete distributiva e ad accrescere il peso dei servizi digitali da offrire alla clientela: si tratta, per lo più, di progetti per la gestione dell’identità elettronica ed il riconoscimento a distanza del cliente, necessari per sottoscrivere in remoto il contratto associato a un qualunque servizio bancario e finanziario.

Quale sarà la precisa traiettoria di riconfigurazione dell’industria finanziaria non è facile dirlo, ma è certo che gli snodi cruciali saranno rappresentati da un lato dalla riduzione dei costi anche attraverso l’alleggerimento degli sportelli e dall’altro dagli investimenti necessari per integrare le nuove tecnologie con i sistemi informatici preesistenti (i cosiddetti sistemi legacy). Le banche italiane, pur disponendo di un vantaggio competitivo in termini di approfondita conoscenza della clientela, dovranno adeguarsi al cambiamento per intercettare la domanda di servizi finanziari innovativi e reggere la concorrenza dei nuovi soggetti innovatori, tra cui probabilmente i giganti della tecnologia informatica e dei social media.

Pagamenti a portata di click

LE REGOLE PER I PAGAMENTI PSD2

La regolamentazione assumerà un ruolo cruciale: già adesso la PSD2 ha impresso una forte accelerazione ai processi di trasformazione e di adozione delle innovazioni nel sistema dei pagamenti, prevedendo, inter alia, la nascita di nuovi soggetti come i TPP (Third Party Payment Services Provider), che avranno la possibilità di accedere ai conti correnti bancari. Ricorrendo alle API (Application Program Interface) i TPP saranno in grado di offrire servizi informativi sui conti e nuovi servizi di pagamento slegati dalle carte; mettendo in diretta connessione i merchant con i conti correnti dei clienti offriranno servizi in potenza più efficienti e a costi più bassi rispetto alle tradizionali modalità di pagamento (carte, bonifici, ecc.). L’erosione dei margini reddituali in questo settore potrebbe però non essere così rapida, consentendo agli intermediari tradizionali di riorganizzarsi per tempo: nelle economie emergenti, prive di un preesistente e sofisticato sistema di pagamenti, il passaggio dal contante al digitale è stato rapido; nelle economie più avanzate la transizione dalle carte (e dal contante) verso l’on line potrebbe essere rallentata dagli switching costs, soprattutto se i benefici non dovessero apparire così evidenti alla clientela, anche in termini di maggiore sicurezza delle transazioni effettuate attraverso dispositivi mobili.

Banche e Fintech: collaborazione o competizione?

Nei fatti la direttiva PSD2 pone le premesse per l’affermazione di un nuovo modo di fare banca attraverso la creazione di piattaforme multiservizi, sviluppate e gestite da banche, società non finanziarie o da entrambe; le strade potenzialmente percorribili sono molteplici in funzione del ruolo che le piattaforme assumeranno nel business bancario: da distributrici di prodotti e servizi finanziari, nell’ipotesi più conservativa, a terminal di vere e proprie funzioni esternalizzate dalle banche, quali l’erogazione dei prestiti, nelle ipotesi più suggestive.

In prima istanza, le banche potrebbero ritenere più conveniente monetizzare il patrimonio informativo della clientela, limitandosi a garantire l’accesso ai conti della clientela fornendo le proprie API. In alternativa a questa scelta minimalista e in linea con le tendenze in atto, potrebbero sfruttare l’impulso normativo, trasformandosi in piattaforme di commercializzazione di servizi finanziari propri e di altri intermediari: le banche-piattaforma rivestirebbero un ruolo ancora preminente, specializzandosi nell’offerta di servizi core da offrire, anche in modalità integrata, con quelli di altri fornitori (ad esempio money transfers, società di assicurazioni, ecc.).

Ma non è escluso che siano le cosiddette GAFA digital companies (Google, Amazon, Facebook, Apple) a sviluppare piattaforme proprietarie attraverso cui veicolare i servizi degli intermediari, con questi ultimi che si limiterebbero ad aderire soprattutto se di piccole dimensioni. Infine potrebbe imporsi un modello basato su piattaforme aperte, nel quale le banche continuano a commercializzare prodotti e servizi finanziari propri eventualmente realizzati da sviluppatori esterni, messi in condizione di accedere alle API delle stesse banche.

LEGGI BANCHE COME PIATTAFORMA NELLA PSD2, NUOVI SCENARI

Prestiti, prestiti, prestiti

Anche l’attività di prestito è investita da cambiamenti profondi e potenzialmente capaci di abbattere le asimmetrie informative tra prestatori e prenditori ed i connessi costi di screening e di monitoring. Le innovazioni non mancano, spaziando dallo sfruttamento di nuove tipologie di informazioni (tratte dai social, dal “mobile”, dai flussi di pagamento), alle metodologie di accertamento del merito creditizio fondate su algoritmi di machine learning, per giungere alla completa automazione dell’iter valutativo e deliberativo di un fido. Queste innovazioni possono combinarsi e innervarsi in una piattaforma, riproponendo il leit motiv dell’accesso alle piattaforme e del tipo di relazioni (cooperazione vs collaborazione) che si instaureranno tra gli intermediari e le imprese non finanziarie. Queste ultime, in considerazione degli elevati costi di provvista, potrebbero muovere una blanda concorrenza, circoscrivendo il proprio raggio d’azione all’erogazione di prestiti in crowdfunding per una clientela di nicchia; oppure acquisire una licenza bancaria – con l’obiettivo di contenere i costi della provvista attraverso la raccolta di depositi a vista – e concorrere con le banche su un ampio spettro di prodotti e servizi; oppure infine sviluppare forme di cooperazione nelle quali l’attività di prestito venga “esternalizzata” dalle banche alle piattaforme, permettendo alle banche di raggiungere nuove e più ampie fette di clientela.

E il surplus dei clienti?

Fintech offre enormi opportunità di profitto a chi saprà per tempo coniugare le tendenze del mercato con l’adozione tempestiva di nuove tecnologie; al tempo stesso promette significativi benefici per i consumatori nel loro duplice ruolo di debitori e di risparmiatori-investitori: l’abbattimento dei tempi e dei costi connessi alle operazioni di pagamento, la riduzione dei tempi di erogazione dei prestiti e verosimilmente un minore razionamento del credito, un menù virtualmente illimitato e trasparente di opzioni dal quale scegliere il prodotto di investimento più adatto e alle migliori condizioni possibili. Senza dubbio nei processi in corso e nello spirito delle regolamentazioni che li hanno assecondati sono connaturate simili opportunità; c’è tuttavia da chiedersi se, alla luce di alcune tendenze già chiaramente in atto, esse possano pienamente esplicarsi. Senza avere pretese di generalità, qualche semplice esempio può lasciare intendere i rischi che potrebbero correre i consumatori.

Alcuni algoritmi impiegati nelle moderne piattaforme di vendita e distribuzione di beni e servizi non finanziari tendono ad attribuire minore evidenza alle offerte commerciali dei venditori indipendenti rispetto a quelle dei venditori affiliati, mediamente meno vantaggiose; ne consegue un ampliamento della forbice tra il prezzo dei prodotti raccomandati e quello dei prodotti più economici, che fa sì che i clienti spendano molto più di quanto potrebbero. La trasposizione di algoritmi analoghi in un mercato come quello delle attività finanziarie produrrebbe conseguenze opposte a quelle attese; occorrerebbe almeno che le logiche sottostanti, se non addirittura omologate, venissero rese trasparenti e comprensibili.

Queste preoccupazioni potrebbero anche essere derubricate qualora le spinte concorrenziali assicurassero una pluralità di piattaforme finanziarie in competizione tra loro. Tuttavia, analogamente a quanto osservato in altre industrie, non è escluso che anche nei mercati dei servizi finanziari si avviino processi di concentrazione; dunque la tutela della clientela impone di esaminare il complesso dei rapporti economici e giuridici che verosimilmente si svilupperanno tra piattaforme e intermediari, discriminando, per quanto possibile con esattezza, le due rispettive sfere d’azione.

Indirizzi futuri

Se questi sono i possibili scenari, il rischio per gli intermediari di rimanere indietro può non essere remoto, anche considerando alcune azioni già intraprese. Ad esempio per le banche di minori dimensioni, la prevista creazione dei gruppi bancari cooperativi, dotati di poteri di coordinamento, risorse patrimoniali e una scala superiori a quelli dei singoli componenti e maggiormente compatibili con la complessità degli investimenti in gioco, costituisce una condizione necessaria per destinare maggiori risorse in Fintech. Tale condizione potrebbe però non essere sufficiente; come pure le scelte di riposizionamento delle banche maggiori, caratterizzate da una miscela di disinvestimenti dai canali distributivi tradizionali e investimenti nei servizi digitali.

Ciò che assume rilievo per le banche è infatti una strategia che inquadri il ruolo delle imprese Fintech e delle piattaforme: i consumatori tendono ad effettuare ricerche presso lo stesso motore di ricerca, ad acquistare beni e servizi presso lo stesso distributore on line, a stringere amicizie attraverso il medesimo social media. Comunque la si veda è vistoso il processo di consolidamento in atto nelle piattaforme di qualunque segmento merceologico; in prospettiva, anche nel settore finanziario, sarà cruciale sviluppare piattaforme – in competizione o in sostituzione degli sportelli – che assicurino la distribuzione dei servizi finanziari o quantomeno riuscire a guadagnarne l’accesso in condizioni non vessatorie.

Nota: le opinioni espresse nell’articolo non riflettono quelle dell’istituzione di appartenenza, ma soltanto quelle degli autori

WHITEPAPER
Direct lending per PMI: il finanziamento alternativo per liquidità in tempi brevi
Finanza/Assicurazioni
Finanziamenti

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati