Cocco: "La ricetta di Milano taglia-burocrazia: digitale e collaborazione tra enti " | Agenda Digitale

L’esperienza

Cocco: “La ricetta di Milano taglia-burocrazia: digitale e collaborazione tra enti “

Gli accordi siglati dal Comune di Milano con l’Ordine degli Avvocati e Intesa Sanpaolo e l’aumento dell’uso di PagoPA dimostrano che è possibile snellire i processi burocratici e che una semplificazione efficace passa attraverso due direttrici: la trasformazione digitale e la collaborazione con partner pubblici e privati

04 Dic 2020
Roberta Cocco

assessore a Trasformazione digitale e Servizi civici, Comune di Milano

Semplificazione nella Pubblica Amministrazione. Una sfida o un ossimoro? A Milano sicuramente una sfida, che si è resa ancor più intensa nel difficile periodo di emergenza sanitaria che stiamo attraversando.

Dopo aver raccontato ad Agendadigitale.eu la gestione della prima fase dell’emergenza e come siamo riusciti, attraverso il digitale, a garantire il funzionamento dei servizi essenziali, in questo spazio vorrei invece porre l’attenzione su come la collaborazione tra enti e la trasformazione digitale, siano davvero due asset fondamentali per aiutare il cittadino a districarsi con più facilità tra le maglie della burocrazia e godere, finalmente, di una semplificazione sempre tanto annunciata ma mai pienamente realizzata.

L’app del fascicolo del cittadino

A maggio, quando la prima ondata dell’emergenza sanitaria si stava finalmente allontanando, abbiamo presentato la nostra “App del Fascicolo del cittadino”, che consente ai cittadini di scaricare i propri certificati anagrafici, controllare i propri dati anagrafici e catastali e le scadenze di documenti o pagamenti direttamente sullo smartphone. Un grande passo in avanti seguendo il mio mantra “Mobile first, one click”.

INFOGRAFICA
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Il tema dei certificati anagrafici, a Milano, è assolutamente centrale e lo dimostrano i dati: dal mese di gennaio al mese di novembre di questo complicatissimo anno abbiamo rilasciato oltre 650mila certificati anagrafici, un numero impressionante (l’anno scorso erano stati 532mila). Di questi, l’86% (oltre 490mila) sono stati scaricati online.

L’ottimo risultato è il frutto delle innovazioni a cui abbiamo lavorato, anche in collaborazione con alcune importanti realtà del territorio. In prima battuta le edicole: con le associazioni di categoria abbiamo siglato una convenzione per l’accesso al sistema dei certificati online del Comune di Milano. Siamo partiti a maggio con le prime 15 edicole attive e oggi contiamo oltre 70 punti dislocati in tutti i nove municipi (le convenzioni sono in costante crescita), che sono diventati veri e propri sportelli di quartiere emettendo, a oggi, oltre 40mila certificati e diventando un punto di riferimento per i cittadini, specialmente in un momento come questo in cui è necessario muoversi il meno possibile e rimanendo in prossimità della propria abitazione.

La convenzione con l’Ordine degli Avvocati di Milano e l’accordo con Intesa Sanpaolo

Seguendo l’ottimo esempio delle edicole, abbiamo siglato la convenzione con l’Ordine degli Avvocati di Milano per semplificare l’accesso alle certificazioni anagrafiche da parte dei professionisti e, qualche settimana fa, una collaborazione del tutto inedita che speriamo di estendere presto ad altre realtà.

Con il nostro tesoriere, Intesa Sanpaolo, abbiamo stretto un accordo che permette alla banca di collegarsi al nostro sistema di certificati online e acquisire direttamente la documentazione necessaria per le pratiche di mutuo, facendo risparmiare così tempo al cittadino che non deve più fare da tramite tra l’Amministrazione comunale e la banca. I due sistemi, infatti, dialogano e in questo modo permettono a tutti gli attori coinvolti un notevole risparmio di tempo.

A oggi, a tre mesi circa dalla partenza della sperimentazione, sono stati scaricati oltre 7mila certificati.

Il cambio di paradigma e i prossimi passi

Questi tre esempi che ho riportato sono la traccia evidente del cambio di paradigma che stiamo apportando: è possibile snellire i processi burocratici e una semplificazione efficace passa attraverso due direttrici: da una parte la trasformazione digitale, dall’altra la collaborazione con partner pubblici e privati disposti ad accettare le sfide che gli vengono poste.

Il prossimo traguardo che vogliamo raggiungere è utilizzare questo modello operativo per renderlo estendibile e replicabile alle aziende o agli enti che offrono servizi ai cittadini (banche, assicurazioni, etc) in un momento storico particolarmente favorevole per tutti i progetti di innovazione digitale.

L’uso di PagoPA

Anche l’aumento esponenziale dell’utilizzo di PagoPa per i pagamenti verso il Comune di Milano è un ottimo esempio della direzione in cui ci stiamo muovendo.

Lascio che a parlare siano alcuni esempi: quest’anno i pagamenti per i servizi educativi comunali sono stati interamente emessi attraverso il sistema PagoPa e la risposta dei cittadini è stata eccezionale. Quasi il 97% ha pagato online e solo il 3% circa ha scelto di utilizzare i canali tradizionali (Posta e banche) e lo stesso è accaduto per i pagamenti relativi all’occupazione suolo pubblico.

Di sicuro aziende e cittadini milanesi sono particolarmente ricettivi quando si parla di innovazione ma le loro scelte ci confermano che stiamo andando nella giusta direzione.

Un altro esempio è dato dalle donazioni del Fondo di Mutuo Soccorso, istituito lo scorso 9 aprile dal Sindaco Sala per il sostengo alla città: è possibile donare attraverso PagoPa, senza commissioni e con rilascio della ricevuta telematica per l’applicazione degli incentivi fiscali previsti dal Decreto Legge 18 del 17 marzo 2020.

Il Comune di Milano è stato tra i primi enti pubblici a credere nelle potenzialità di PagoPa, scegliendolo come metodo di pagamento unico per la Tari, l’imposta sui rifiuti. La nostra innovazione è stata ben analizzata da una simulazione condotta da Ambrosetti del 2019 che ha messo sotto la lente d’ingrandimento il “caso Milano” e i benefici derivanti dai pagamenti digitali. Lo scorso anno il Comune di Milano è risultato il terzo incassatore su PagoPa (alle spalle di Aci e Agenzia dell’Entrate) con 1,2 milioni di transazioni totali e un incasso per la sola Tari di oltre 412 milioni di euro.

Avvalendosi dei risultati ottenuti da Milano, lo studio ha evidenziato come l’attivazione di PagoPa in tutte le pubbliche amministrazioni porterebbe ad un risparmio di 375milioni di euro all’anno per l’intero Paese. Un risparmio che oggi, anche alla luce della particolare situazione che stiamo vivendo, potrebbe rivelarsi estremamente prezioso.

Conclusioni

Il percorso di Milano nel solco della semplificazione e dell’innovazione prosegue, anche e soprattutto in questo momento. Come assessorato alla Trasformazione digitale in queste settimane stiamo lavorando a sostegno delle diverse direzioni dell’Amministrazione impegnate nella gestione della seconda ondata e, al tempo stesso, stiamo monitorando attentamente tutto il lavoro fatto, attraverso la realizzazione di un’analisi dei benefici che quantifichi i vantaggi e i risparmi del digitale in termini di costi e sostenibilità. Sappiamo bene che i risultati vanno dimostrati e in questo modo contiamo di fare la nostra parte per convincere le Pubbliche amministrazioni a un cambio di passo necessario che potrebbe finalmente condurre l’Italia a compiere un passo in avanti nell’indice DESI. Insieme potremo rendere l’innovazione davvero sostenibile, creando così un importante vantaggio competitivo per tutto il Paese.

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