Istruzione

Un milione di euro per formare i docenti al digitale sono ben poca cosa

Il nuovo decreto ha stanziato appena 1,25 euro a insegnante per la formazione. Una miseria. Ben maggiori risorse vanno alle smart cities, anche a progetti di ricerca nell’istruzione. Ha senso? il commento di Paolo Ferri

07 Gen 2015
Paolo Ferri

Professore Ordinario di Tecnologie della formazione, Università degli Studi Milano-Bicocca

ferri-121029185146

Altrove su questa testata abbiamo provato ad analizzare il provvedimento La Buona scuola del Governo Renzi relativamente al suo impatto sulla digitalizzazione della scuola. Lo reputiamo una sintesi organica e interessante. A parte alcune cadute il documento affronta i molti problemi della scuola italiana ma rischia di essere vago proprio sulla parte attuativa.

Se non saranno trovate le risorse per dare corpo ai principi che vi sono enunciati, si tratta di un “libro dei sogni”, non di un “incubo” come le contro-riforme Moratti e Gelmini ma di un buon libro dei sogni. Manca una road map chiara dei tempi di attuazione dei provvedimenti previsti e solo in questo modo le corrette indicazioni contenute ne La Buona Scuola potrebbero essere un reale viatico alla digitalizzazione “mancata”, fin ora, della scuola italiana. Da questo punto di vista la Legge di stabilità “tace” colpevolmente. Tuttavia due settimane fa è stato emanato un Decreto del Direttore Generale del MIUR che stanziata un milione di euro per la formazione al digitale degli insegnanti. Bene: ne La Buona Scuola si sosteneva correttamente come l’investimento in Tablet e Lim dovesse essere sostituito da quello, prevalente in “banda” e “formazione” e dall’applicazione per le macchine del principio Bring Your Own Device (BYOD) e questo pare oggi cominciare ad accadere.

Il ministero con il decreto n. 6 Decreto del Direttore Generale pubblicato il 6 novembre ha stanziato un milione di euro per la formazione alle uso delle tecnologie didattiche degli insegnanti.

Lo stanziamento è destinato al finanziamento degli interventi formativi per accrescere le competenze del personale docente sui processi di digitalizzazione e innovazione tecnologica a favore delle Istituzioni Scolastiche che saranno individuate mediante una selezione di progetti. Il finanziamento complessivo è stato ripartito su base regionale in proporzione all’organico docenti. Ecco la tabella della ripartizione dei fondi regione per regione:

Abruzzo € 23.240,62

Basilicata € 11.901,39

Calabria € 41.766,78

Campania € 119.362,10

Emilia Romagna € 65.256,14

Friuli € 19.892,58

Lazio € 92.678,91

Liguria € 22.084,81

Lombardia € 147.114,86

Marche € 26.840,72

Molise € 5.730,97

Piemonte € 70.534,41

Puglia € 75.933,73

Sardegna € 29.741,03

Sicilia € 96.935,69

Toscana € 60.334,41

Umbria € 15.156,57

Veneto € 75.494,29

Tot. € 1.000.000,00

Una buona notizia per l’Agenda digitale della scuola? L’interpretazione è duplice. Sì, perché dopo anni di “tagli” dell’organico del personale e delle risorse per la formazione si investe di nuovo sugli insegnati. No, per r almeno due ragioni, la prima delle quali molto evidente:

1. Un euro e venticinque centesimi per insegnante non serve a formare nessuno

Il problema come solito sta nei numeri e nelle poste di bilancio. Il fatto è che l’organico dell’Anno Scolastico 2013/2014 dei decenti italiani è pari a 600.839 posti di ruolo, cosi ripartiti tra i differenti livelli di scuola.

– Scuola dell’infanzia: 81.352; – Scuola primaria: 198.850; – Scuola secondaria di primo grado: 131.761; – Scuola secondaria di secondo grado: 188.876. A cui devono essere aggiunti, un numero difficile da rilevare di precari e supplenti annuali, numero che oscilla tra i 250.000/300.00 (stima sindacale) e i 150.000 stima del piano del governo che ne prevede l’assunzione entro il 2015[1]. Se facciamo una media delle due stime agli 800.000 insegnati italiani (precari e no) spettano quindi in formazione tecnologica l’equivalente di 1,25 euro a testa.

La cifra è davvero di esigua, forse i dirigenti delle scuole riusciranno ad acquistare per i loro insegnanti un quotidiano, nel giorno in cui esce il suo supplemento tecnologia; forse secondo l’italica arte di arrangiarsi si troveranno soluzioni ingegnose, ma lo stanziamento del governo in proporzione alla popolazione insegnate è davvero poca cosa. Non si vede, quale formazione possano progettare ed erogare, le reti di scuole che a livello locale dovranno gestire questo “ingente” quantitativo di risorse! Si tratta, in qualche modo, di un “annuncio”? Di un segnale che la necessità di formare gli insegnanti al digitale è stata compresa? Quello che è chiaro è che se non verranno stanziate maggiori risorse, si rischia di muoversi sulla stessa linea della formazione relativa al coding che dovrebbe erogare il ministero attraverso l’INDIRE a tutti gli insegnanti di tutte le scuole (poche ore ovviamente volontarie e non incentivate per gli insegnanti), e che potrebbe poi al grande risultato di erogare almeno un’ora all’anno di insegnamento di programmazione (coding) per gli studenti italiani della scuola primaria italiana e superiore di primo grado… California dreaming!

2. Smart Cities battono istruzione: diciannove a uno

Il secondo motivo, per cui il provvedimento del Governo, si presenta del tutto insufficiente rispetto all’obiettivo, è un motivo per così dire “comparativo”. Proviamo, infatti, a mettere a confronto le risorse stanziate nell’ambito del progetto smart cities alla voce “scuola” e quelle dedicate alla formazione degli insegnanti dal Governo. La comparazione è imbarazzate: diciannove milioni di euro (si tratta di fondi europei specificatamente dedicati a progetti “Scuola”) contro uno. Si dirà che la comparazione è indebita, che si tratta di progetti di ricerca e non di formazione, ma lo squilibrio tra gli stanziamenti finalizzati a singoli progetti dal MIUR nell’ambito del programma Smart Cities, e quelli messi in campo per la formazione digitale di tutti gli insegnanti italiani è davvero stridente. Analizziamo, poi, alcuni dei “titoli” dei progetti “Smart Cities” finanziati sotto l’etichetta” Scuola”, i cui fondi non sono ancora stati sbloccati definitivamente:

1. INF@ANZIA DIGItales 3.6: migliorare l’apprendimento tra i 3 e i 6 anni; 8.227.664,15;

2. S.A.M.E. – Soluzioni e Applicazioni Mobili contro l’Esclusione 1.000.000,00;

3. ILEARNTV, anywhere, anytime 8.455.030,00

4. Grand Tour 3.0 – Progetto di networking tra scuole e istituzioni culturali per una fruizione innovativa, partecipata, open source e on demand del patrimonio culturale italiano e internazionale; 800.000,00

5. Gli studenti di oggi: la scuola del domani 439.400,00.

Senza entrare nel merito della validità di questi progetti che è stata lungamente e faticosamente vagliata per due anni dagli organismi competenti, non possiamo non notare che la maggior parte dei finanziamenti di concentrano su due progetti: INF@nzia DIGItales e IlearnTV che hanno un impatto prevalentemente territoriale locale.

Il primo INF@ANZIA DIGItales 3.6 si propone, sono parole di uno dei partner del progetto, .di progettare “Tecnologia di nuova concezione, software intelligenti e hardware progettato ad hoc per la scuola materna e per le elementari (…) – il cui obiettivo, cito sempre testualmente, è – “traghettare la scuola verso il mondo digitale senza però dimenticarne le origini ma piuttosto cercando di creare una scuola Montessori 2.0”.

Speriamo che il progetto abbia successo riescano anche se l’impresa pare ardua, almeno nelle provincie di Roma, Trento e Napoli dove i nuovi “hardware” verranno sperimentati!

Il secondo è il progetto ILEARNTV, presentato dall’Università di Cagliari (Dipartimento di Matematica e Informatica) in partnership con altri enti pubblici e privati (ENEA, Lattanzio Learning e associati, Cybersar e Nexera) e ha come responsabile scientifico il prof. Gianni Fenu che afferma in un intervista “il progetto ha l’obiettivo finale di realizzare di una piattaforma completa per la formazione e l’aggiornamento a distanza dei docenti delle scuole, e anche attraverso la progettazione di moduli formativi e learning objects interoperabili”. Il progetto sarà sperimentato in Sardegna nei settori della giustizia e della sanità Perché non nella scuola, verrebbe da commentare, e poi c’era davvero bisogno di un’altra piattaforma di elearning cloud … ne esistono molte e molto simili.

Auguriamo, ovviamente, il miglior successo ai quattro progetti finanziati dal MIUR, e agli altri progetti per 350 milioni di euro finanziati nell’ambito dello stanziamento Smart Cities, ma ci chiediamo, perché, per la formazione al digitale degli insegnanti non vengono impiegate dal MIUR almeno le stesse risorse che vengono impiegate per finanziare progetti di ricerca, certamente innovativi ma con un impatto territoriale e sociale meno rilevante? Perché a livello governativo non si decide davvero di investire sul “capitale umano”, invero di grande qualità, anche se maltrattato, della scuola pubblica, e si sono finanziati negli ultimi anni solo progetti che prevedevano la progettazione o l’acquisto di hardware e software? Perché non si investe davvero, come il documento la Buona Scuola prevede, in “formazione” e “banda larga” e si erogano ingenti finanziamenti solo su progetti molto localizzati? Le risposte per ora sono perse nel vento…

[1] Questa assunzione tra l’altro non è un “atto” volontario del governo nella direzione di un nuovo “weltfare”, della conocenza” ma un imposizione dell’Unione europea che con la sentenza della Corte europea di giustizia del 26 Novembre del 2014 ha dato ragione al ricorso all’Anief un sindacato autonomo che ha promosso il ricorso relativo alla “illegalità” della riassunzione continua ad inizio anno di precari licenziati alla fine dell’anno scolastico . A questo punto per ottemperare alla sentenza della Corte Europea il Governo probabilmente dovrà assumere un numero molto maggiore dei 148.000 precari annunciati dal Ministro Giannini, pena pesanti sanzioni economiche da parte dell’Unione Europea (secondo alcune stime tra i 5 e 6 miliardi di Euro) http://www.tecnicadellascuola.it/item/8080-sentenza-ue-sul-precariato,-ora-tocca-ai-risarcimenti.html ).

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4