Intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale, cosa vogliamo dalle macchine smart?

Il mondo industriale e il mercato dei servizi richiedono sistemi intelligenti per renderci più produttivi nelle aree tecniche e dei servizi, ma dobbiamo reinventare l’uomo del futuro con le nuove professionalità e i nuovi ambienti. Perché e come fare intelligenza artificiale

Pubblicato il 17 Set 2021

Sandro Incerti

Università Campus Bio-Medico di Roma

intelligenza artificiale

Vogliamo macchine intelligenti? Vogliamo davvero l’intelligenza artificiale? Allora i computer dovranno commettere gli stessi stupidi errori che commettono gli uomini. Al di là delle riflessioni di H. K, Dicken, acuto osservatore dell’intelligenza artificiale (IA), ciò che il mondo industriale e il mercato dei servizi richiedono sono prestazioni di riconoscitori vocali e di oggetti, di sistemi esperti, di robot intelligenti per renderci più produttivi nelle aree tecniche e dei servizi.

Una via italiana all’intelligenza artificiale: strategie e linee di intervento

Le tendenze delle ricerche di intelligenza artificiale (IA)

L’albero evolutivo delle ricerche di IA in tanti anni mostra le potenziali linee di tendenza, in cui i principi darwiniani della selezione naturale (basata in questo caso sulle prestazioni dei sistemi) ispirano i ricercatori di nuove soluzioni.

I sistemi prodotti si evolvono o si estinguono, in maniera analoga alle specie naturali, in dipendenza della loro capacità di “adattamento” alle esigenze e della loro funzionalità.

Fare IA oggi significa costruire macchine e sistemi «intelligenti»,
superando contraddizioni di fondo come l’impiego di strumenti logici
precisi, per emulare o modellare qualcosa che non è sempre logico; per
esemplificare con D. Lenat: modelli causali , strategie e piani, aspettative e sottintesi, continuità spaziale e temporale, astrazioni e approssimazioni, analogie, modalità e convinzioni, conflitti e contraddizioni, sorgenti multiple di conoscenze, apprendimento dall’esperienza.

Bisogna ammettere che di questi problemi conosciamo oggi solo definizioni approssimate e quindi soluzioni grossolane.

La differenza fra informatica e intelligenza artificiale

La differenza fra IA e telematica è ovvia, sia nei fini che negli strumenti, invece fra informatica e IA è la strategia opposta, mentre, per ora alcuni, condividono strumenti e parte dei fini. La prima obbliga l’uomo a modi di pensare e di comunicare caratteristici del computer, e proietta, in ultima analisi, i vincoli formali della macchina nelle nostre teste. L’IA, invece, punta a realizzare sistemi nei quali sono inseriti i paradigmi comunicativi, logici, linguistici umani.

La cibernetica opera con un’ipotesi di lavoro completamente diversa,
presupponendo un legame diretto «percepire ~ reagire», con una
risposta allo stimolo del tipo «causa ~ effetto». In questa sequenza l’IA aggiunge un altro momento basato sulla considerazione che per reagire occorre decidere tra diverse alternative e per poter decidere occorre capire; la nuova ipotesi di lavoro diventa: «percepire ~ capire ~ decidere ~ reagire».

Nel prossimo futuro serviranno sistemi che incorporino le conoscenze di
esperti professionali, rendendole disponibili su larga scala per i compiti più svariati, ad esempio nell’assemblaggio di cavi, nella previsione dei costi dei semiconduttori, e nella conseguente valutazione di ritorno sugli investimenti o per immagazzinare nei robot le conoscenze di controllo di qualità del più famoso esperto del mondo.

Applicazioni industriali e robot del futuro

Non esistono peraltro solo le applicazioni industriali che ci sgravano dalla fatica fisica e da compiti non banali e fortemente ripetitivi, ma anche quelle civili.

I robot sarebbero utili dove esistano reali disagi e pericoli, in ambienti ostili: nelle miniere, sulle piattaforme oceaniche, nello spazio, nelle centrali nucleari; dove la manodopera è scarsa: nell’agricoltura, in casa.

Bisogna però intendersi: tutti quelli che oggi chiamiamo robot sono solo pallide ombre di quelli che vorremmo che fossero e che saranno. Ciò di cui abbiamo bisogno sono robot con capacità di percezione ed interazione dinamica con l’ambiente, auto-programmabili e dotati di apprendimento, per compiti non strutturati di interesse generale, che possono stabilire da soli i propri obiettivi in un contesto di macchine cooperanti. Poche persone per ora saprebbero costruire questo tipo di macchine. Ma questi sono i tipi di robot che servono e che dovremo cominciare a concepire da oggi in poi.

Perché e come fare Intelligenza Artificiale

L’IA può permettere all’industria di salvare milioni di dollari di
investimenti in conoscenze già acquisite e di incrementare la
produttività attraverso l’estensione dell’azione di una limitata forza
lavoro altamente specializzata. Negli Stati Uniti il costo medio annuo di un ingegnere esperto è stato calcolato sui 120.000 dollari/anno.

Risulta allora chiaro perché una nota industria abbia creato un Expert system per conservare il patrimonio costituito dai 44 anni di esperienza di un suo ingegnere della produzione. Naturalmente il beneficio va confrontato con i costi di un sistema esperto che in verità, non presenta oggi prezzi popolari! Il valore del sistema è pari al costo annuo di un esperto umano moltiplicato per il periodo durante il quale esso sostituisce in tutto o in parte l’esperto, eventualmente moltiplicato per i siti di applicazione.

Per esempio se l’Expert system permette un risparmio di 120 mila dollari all’anno per tre anni, il suo valore sarà di 360 mila dollari. Se, per mancanza di esperti, un’intera linea di prodotto o un processo dovessero essere bloccati, i profitti derivanti da quel processo o da quel prodotto dovrebbero essere comparati con il costo di sviluppo e manutenzione del sistema esperto.

Data l’enorme differenza di complessità del diversi sistemi intelligenti è quasi impossibile stabilire una media o una tipizzazione dei costi di sviluppo e manutenzione. Ad esempio, per i sistemi “intelligenti”, il prezzo oscilla da poche migliaia a molti milioni di dollari per una realizzazione su un personal o su un cloud. Per tentarne una tipizzazione, le voci di costo si possono suddividere in base agli scopi: familiarizzazione iniziale con la tecnologia, addestramento, hardware e sviluppi, software, integrazione con i sistemi esistenti, manutenzione, gestione del progetto eccetera.

Il fenomeno IA dal punto di vista macroeconomico. La necessità di finanziamenti pubblici all’innovazione

Oltre ad essere un fenomeno quantitativamente interessante come mercato, è un fenomeno dalla sconvolgente valenza strategica. Il costo degli investimenti da effettuare potrebbe essere paragonato al costo di un biglietto della metropolitana (tanto più vero se comparato a grandezze quali il prodotto interno lordo o le spese effettuate per la Ricerca e sviluppo) al cui capolinea troviamo gli investimenti internazionali.

Più importante di tutto, però dicevamo, c’è il mercato che si
preannuncia molto vasto nel prossimo decennio. Perciò bisogna presentarsi puntuali all’appuntamento: prima che le barriere di ingresso, già alte, non diventino irraggiungibili.

Giungere in ritardo significa lavorare di più, perché in meno tempo
bisogna fare ciò che gli altri fanno da più tempo.

All’ingresso dell’IA.nel mondo quotidiano e del lavoro si frappongono
però oggi ostacoli di varia natura. Agli utenti occorrono sistemi a propria misura che consentano la più facile interazione uomo/sistema.

Fino ad ora l’informatica, essendo stata prevalentemente modellata da
produttori, ha immesso sul mercato sistemi fatti da informatici per
utenti informatici. I produttori, tiepidi a rapidi decolli innovativi che rendono obsoleti i prodotti a magazzino o già immessi sul mercato, hanno visto finora l’innovazione indotta dall’IA come una minaccia alle loro posizioni consolidate.

Imparare a fare industria con l’IA

L’Italia ha una buona tradizione in fatto di industria di trasformazione e di sviluppo dell’IA e, secondo le esigenze dell’utenza, può rappresentarne una evoluzione e costituire una fonte di valore aggiunto.

I produttori di IA sono pronti; si tratta ora di aggregare una domanda
tecnologica, anche attraverso l’intervento governativo, in modo da creare un mercato per l’offerta di A. Infatti quello che manca non è solo il sostegno alla ricerca (fatto dal pubblico, in maniera casuale e con scarsi investimenti dei privati) né tanto il capitale finanziario (il nostro è sempre stato un capitalismo senza capitali), quanto soprattutto il mercato per le applicazioni che potrebbe essere stimolato dai finanziamenti pubblici all’innovazione.

Le risorse umane nel campo dell’IA sono poche e distribuite geograficamente in maniera non uniforme; basterebbero due-tre progetti di vero impegno per assorbire tutti i veri esperti italiani.

Per aumentare le risorse umane occorrono scuole distribuite sul territorio, organizzate congiuntamente da accademia e industria, in grado di cooperare garantendo la necessaria comunicazione tra le diverse tessere del mosaico.

Gli investimenti richiesti per lo sviluppo dell’IA sono proporzionalmente agli sbocchi di mercato limitati e comunque dovrebbero essere distribuiti ordinatamente tra ricerca base, applicata ed applicazioni finali collegate in maniera originale attraverso piattaforme.

Oggi è possibile legare il profitto al valore aggiunto. Ciò che occorre
aggiungere ai sistemi è: consulenza, formazione, manutenzione, assistenza eccetera. Per intenderci, ad esempio, fatto 100 il valore di un contratto robotico, negli USA un produttore di robot riesce a fornire un 45% come valore di vendita del robot propriamente detto e 55% di servizi annessi.
Quello che occorre realmente inventare è come fare industria con l’IA.

Non è importante chiedersi se la tecnologia funziona o no, ma realizzare buoni sistemi. Basta prendere atto dei risultati statunitensi, cinesi e giapponesi: tantissime installazioni presso tutti i concessionari delle industrie automobilistiche dimostrano che la tecnologia funziona ed è matura industrialmente.

Il punto non è dunque di stabilire se la tecnologia funziona, ma è di
saperla valutare, capire quando è conveniente impiegarla perché risulta
più economica, dove la si deve localizzare, a chi la si deve rivolgere, a preferenza delle altre tecnologie. Abbiamo visto che l’IA è ineluttabile perché utile: bisogna pertanto decidere se governarla perché si sviluppi anche nel nostro Paese o viceversa se subirla, importandola.

Cosa ci riserva il futuro delle macchine intelligenti

Si sta alacremente lavorando per applicare computer e robot in casa, in
fabbrica, nelle fattorie, negli ospedali, nelle banche. In casa ad esempio per controllare l’ambiente domestico, l’uso ottimale dell’energia, il comfort, la sicurezza, il tempo libero, l’istruzione, i sistemi di informazione e di comunicazione.

Nell’industria si organizza una fabbrica con meno addetti ma migliore qualità del lavoro. Si rivoluzionano sia i processi che i prodotti per mezzo di robot che per passare dalla fase infantile ad una prima giovinezza attingono massicciamente all’IA. Dalla delega all’uomo si passa alla delega al robot.

Si studiano fattorie modello nelle quali la produttività dell’animale e la sua salute sono sotto stretto controllo del computer.
Si progettano ospedali dove finalmente ci sia più tempo da dedicare alla cura umana del paziente. Per non parlare delle applicazioni nella genomica, proteomica eccetera.

Questo vuol dire che l’innovazione indotta dalla IA rivoluzionerà tutti i settori fino a quello domestico; perciò è vitale capirla perché tutta l’operazione sia fatta per risolvere problemi veri e sia pilotata equilibratamente dall’offerta tecnologica e dalla domanda.

Il progresso, per essere abbracciato deve essere capito; si ha paura di ciò che non si capisce. Ma non si esorcizza il futuro avendone paura, lo si subisce soltanto.

Quello che bisogna reinventare è l’uomo del futuro, con le sue nuove
professionalità ed i suoi nuovi ambienti.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati