Lo studio

Lavorare troppo, guadagnare poco: il paradosso italiano comincia dalla Scuola

Troppe ore di lavoro e poca produttività a scuola, all’Università e in azienda. Possiamo ipotizzare tre ragioni delle difficoltà del Sistema Italia, mettendo in correlazione tre ricerche Ocse. Non a caso le caratteristiche che rendono eccellente un sistema scolastica sono le stesse che rendono più produttivo il sistema delle imprese e il mercato del lavoro

23 Apr 2015
Paolo Ferri

Professore Ordinario di Tecnologie della formazione, Università degli Studi Milano-Bicocca

ferri-121029185146

Tre recenti ricerche Ocse rendono evidente tre problemi molto gravi, a nostro avviso correlati, che affliggono il mercato del lavoro, la scuola e il sistema della ricerca italiana. Il primo dato riguarda il lavoro. E’ il risultato di un’elaborazione statistica sulle “ore effettivamente lavorate” dai cittadini Europei. Un recente articolo del settimanale tedesco Die Zeit su dati Ocse, richiama l’attenzione sul fatto che le “ore effettivamente lavorate” in Italia sono sopra la media. Al vertice di questa “faticosa classifica” troviamo – in modo solo apparentemente sorprendentemente – Messico, Grecia Polonia, Cile, Russia Ungheria. Se si eccettuano gli Stati Uniti e Corea che hanno, però, un mercato del lavoro incomparabile con quello europeo troviamo, perciò, tra i più “sgobboni”, paesi a “intensità” medio-bassa di sviluppo dell’economia digitale. Il dato più interessante, però, è quello che riguarda i cittadini europei che lavorano di meno: sono i tedeschi e gli olandesi, seguiti da belgi, danesi, norvegesi, svizzeri e perfino inglesi. Tutti paesi, ad alta digitalizzazione, che evidentemente. grazie all’infrastruttura tecno-sociale che hanno costruito in questi ultimi vent’anni, possono permettersi di lavorare di meno e guadagnare di più. Questo perché evidentemente le persone, il contesto e le infrastrutture sono molto più “produttive” e ricche nel campo dell’”economia della conoscenza” rispetto a noi.

Si può ipotizzare che questa divergenza tra produttività e ore lavorate sia dovuta a tre fattori.

1. Il livello globale di efficienza del sistema, che raggruppa sviluppo produttivo, sociale, legalità e welfare.

2. Gli investimenti in ricerca e formazione e le capacità di trasferimento tecnologico.

2. La gestione digitale integrata dei processi produttivi, della burocrazia e della formazione “aumentata” e semplificata attraverso Internet e le tecnologie di rete.

Figura 1 Ore lavorate nei paesi OCSE (https://stats.oecd.org/Index.aspx?DataSetCode=ANHRS).

Quale correlazione esiste tra questi dati e il sistema della formazione e della ricerca? Una correlazione molto stretta, evidentemente, perché un efficiente sistema di alternanza scuola lavoro e una ricerca più innovativa ed efficace sono il modo migliore per aumentare la “produttività”, il tasso di soddisfazione delle persone e la sicurezza sociale.

In un paese come il nostro che ha più del 40% di disoccupazione giovanile è evidente che chi lavora, lavora troppo e in condizioni di inefficienza burocratica e tecnologica se non di “sfruttamento” e illegalità (le varie forme di precariato e di lavoro nero). Gli altri, in particolare i giovani, restano disoccupati …. . Il dato paradossale è quello che ci permette di affermare che la classifica delle “ore effettivamente lavorate” in Europa è molto simile a quella delle ore “effettivamente studiate a casa” – troppe anch’esse – in Italia e che portano, poi, come nel caso della produttività del lavoro a risultati di apprendimento “medi” non soddisfacenti (OSCE, PISA, 2012). Gli studenti italiani sono, nel mondo, tra i più “afflitti” dai compiti a casa. I quindicenni trascorrono quasi nove ore la settimana a fare i “compiti” contro una media Ocse di 4,9 ore. E’ uno tra i dati più elevati tra i paesi dell’area OCSE (Si veda a questo proposito P. Ferri Studiare tanto e ed imparare poco).

L’Italia si distingue, poi, “in negativo” anche per il maggior divario, nei risultati, tra gli studenti socio-economicamente avvantaggiati che dedicano ai compiti a casa circa undici ore per settimana – e quelli con una famiglia meno abbiente che non vanno oltre le sei ore. E’ la differenza maggiore dell’intera Ocse. In questo modo anche la disparità di performance tra “ricchi” e “poveri” è tra le più elevate del mondo (si veda a questo proposito, Ferri, P. Ferri, La scuola italiana è quella che discrimina di più Does homework perpetuate inequities in education? 2014).

Si studia troppo e male nella scuola italiana. Come si lavora troppo e poco produttivamente.

Non a caso le caratteristiche che rendono eccellente un sistema scolastico, infatti, sono le stesse che rendono più produttivo il sistema delle imprese e il mercato del lavoro e che quindi permettono di lavorare di meno e in maniera più produttiva.

Nella scuola così come nelle aziende e nella pubblica amministrazione gli asset che aumentano l’efficienza e l’equità di un sistema sociale nella “società informazionale” sono:

– l’infrastrutturazione tecnologica: la banda larga in primo luogo e la diffusione delle piattaforme tecnologiche di supporto (gestionali, sistemi di formazione “aumentata” dalla tecnologia; CRM)

– la qualità della preparazione dei docenti e/o dei manager, dei quadri e dei lavoratori futuri e presenti e la presenza di un sistema formativo sia esso istituzionale o long life: cioè la formazione continua erogata sul posto di lavoro;

– la qualità della ricerca e dell’innovazione prodotta nei distretti universitari e della conoscenza, così come la quantità e la qualità dell’innovazione che viene applicata all’interno dei sistemi produttivi e delle aziende.

– la flessibilità e l’efficienza del modo in cui la pubblica amministrazione in tutti i suoi comparti riesce “adattare” norme e procedure alla velocità dell’innovazione del sistema produttivo e sociale.

L’Italia è deficitaria rispetto a tutti questi quattro asset strategici poiché si investe poco in “innovazione”, formazione, ricerca. Soprattutto l’investimento nelle tecnologie “abilitanti” e nell’Agenda digitale nel suo insieme è balbettante e scoordinato. Il combinato disposto di questi fattori fa sì che in Italia a scuola si studi di più, così come in azienda si lavori molto, ma si apprenda e si produca molto meno e con meno efficienza. Questo deficit tecnologico, metodologico e infrastrutturale si ribalta immediatamente sulla qualità della vita, sul reddito e sulla produttività del lavoro.

Figura 2. Relazione fra la retribuzione reale per addetto e la crescita della produttività nelle principali economie sviluppate, 1999-2013. http://impresalavoro.org/produttivita-vero-problema-dellitalia/ FONTE: ILO Global Wage Report 2014/15

Infatti, la produttività è strettamente collegata al reddito delle persone e quindi al loro livello di benessere che a sua volta è correlato al livello di istruzione, di innovazione tecnologica, culturale e sociale di un sistema paese. Come, dimostra il grafico qui sopra (che mette in relazione, la retribuzione reale per addetto e la crescita della produttività nelle principali economie sviluppate – dal 1999 al 2013) l’Italia si colloca molto in basso rispetto alle economie più sviluppate d’Europa e questo, in buona sostanza, dipende dall’incapacità del sistema di essere competitivo, al netto delle ovvie eccezioni, ma nel suo insieme sui quatto asset che abbiamo indicato più sopra. Ovviamente lavorare tanto e guadagnare poco non rappresentano un buon viatico per l’equità e la pace sociale … ma le classi dirigenti italiane paiono non rendersi conto di questo problema.

Quello che, davvero, non si riesce a comprendere, infatti, è come la relazione tra Tecnologia, Tolleranza e Talento che è stata dimostrata dagli studi di Richard Florida nei primi anni del decennio scorso (Florida, R. L’ascesa della nuova classe creativa, Mondadori, Milano, 2003) non sia compresa dalla nostra classe dirigente politica ed economica che non investe nei settori che possono dare sviluppo alla “classe creativa”: istruzione, ricerca, tecnologia.

La California è un esempio di questo circolo virtuoso come la Finlandia. È così difficile capire, alla nostra classe dirigente che la qualità della scuola e dei sistemi formativi, dell’innovazione tecnologica e della ricerca, e la valorizzazione del talento e del merito rendono più produttive e “potenzialmente” più eque le società avanzate. Questo come abbiamo visto succede già in Germania, in Belgio in Danimarca e in Svezia, dove si lavora meno, si guadagna di più e lo stato sociale è più efficiente. La Buona Italia in assenza della comprensione di questo dato è ancora lontana all’orizzonte…

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 2