Sarà metaverso in mille settori: ecco tutte le possibilità di business - Agenda Digitale

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Sarà metaverso in mille settori: ecco tutte le possibilità di business

Da quanto Mark Zuckerberg ha annunciato il rebranding di Facebook in meta, l’interesse per esperienze e spazi virtuali è aumentato drasticamente, con la parola metaverse che ha fatto capolino sulle maggiori testate mondiali, attirando l’attenzione di consumatori, investitori, brand e grandi player globali

05 Gen 2022
Elisabetta Rotolo

CEO & Founder MIAT Multiverse Institute For Arts & Technology

Non è una sorpresa che l’attenzione verso il metaverso, concetto una volta di nicchia amato dagli appassionati di tecnologia, nato dalla mano di Neal Stephenson nel 1992, e il numero di utenti attivi in spazi sociali virtuali come Roblox e Fortnite, sia cresciuta radicalmente dopo l’annuncio del rebranding di Facebook in Meta.

Ma, nonostante Facebook si sia preso meriti e lustro, non è l’unico grande player che da tempo si sta muovendo per la realizzazione del metaverso.

Anzi, i metaversi già esistenti stanno giovando di una rapida innovazione e incremento della produttività grazie alla curiosità che si è generata nel mondo del business. Questi metaversi stanno creando dei veri e propri mercati multimilionari grazie a creatori di contenuti ed esperienze virtuali.

E se si parla di business, si parla di economia. Nel caso del metaverso, un’economia digitale e interoperabile, in cui gli utenti possono creare, acquistare e vendere beni per poi spostarli da una piattaforma all’altra molto facilmente.

Metaverso in azione: da Zepeto a Starline, primi scorci di Internet del futuro

Il metaverse è ovunque ma nessuno sa davvero cosa sia

Un videogioco, una piattaforma per esperienze virtuali, l’upgrade di internet, un social esperienziale, un MMO (Massively Multiplayer Online) persistente, un fac-simile del mondo reale.

Tutti ne parlano, nessuno lo definisce. Da un certo punto di vista, infatti, definire il termine metaverso è un po’ come cercar di definire la parola “Internet” negli anni ’70. Era chiaro il fatto che qualcosa stesse accadendo ma nessuno poteva prevederne la portata.

50 anni dopo, esattamente come internet, il metaverso attira la curiosità delle audiences e si pone come la prossima scommessa tecnologica, stravolgendo la catena di creazione di valore dei brand e persino il modo in cui le persone socializzano, collaborano e vivono.

Facebook e Microsoft che annunciano nuovi modi per collaborare online, Nike che si prepara a vendere scarpe da ginnastica virtuali, come già Gucci ha fatto, shopping virtuale, lavoro in modalità collaborativa virtuale e formazione in formato ibrido, eventi con avatar virtuali live, intere collezioni di Balenciaga e Moncler disegnate per avatars sono solo alcuni dei modi in cui i giovani ma non solo passano del tempo negli spazi digitali.

Un upgrade dei social media o un’esperienza nuova?

L’industria videoludica, gli MMO, le tecnologie emergenti come realtà virtuale, aumentata e mixata, blockchain, motion traking, hardware e software specifici 3D sono tutti elementi costitutivi del ponte verso il futuro digitale che il metaverso abiliterà. Infatti, che si tratti di realtà virtuale, realtà aumentata, PC, mobile o console, la promessa del metaverso è quella di consentire una maggiore sovrapposizione delle nostre vite digitali e fisiche accessibile e facilmente fruibile universalmente.

Non bisognerà poi pensare al metaverso come un upgrade dei nostri social media in quanto, a differenza di questi, il metaverso si svilupperà con un approccio prevalentemente corporate-used e corporate-based al contrario dell’approccio originalmente consumer-based dei social media poi trasformato in B2B.

E nonostante ad oggi, la maggior parte delle piattaforme possiede un’immagine identitaria, non si esclude che in futuro il proprio avatar virtuale, vestito anche con un abbigliamento che diventa esso stesso un NFT, quindi con un valore economico, possa essere trasportato di piattaforma in piattaforma. Un viaggio trasversale che trasmetterà alle persone proprietarie degli avatar, di acquisire usi, costumi, valori ed esperienza, che, se prima erano beni intangibili propri del mondo unicamente fisico ora si duplicano e si fluidificano tra realtà e piattaforme generando una nuova self-identity virtuale.

Pionieri, next players e Facebook superstar

L’annuncio del rebranding di Facebook, oggi Meta, ha fatto faville. Un tentativo, definitivo, per segnalare che l’azienda non sarà più solo una piattaforma social, ma inizierà a lavorare a tutti gli effetti alla sua interpretazione del metaverso.

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Mark Zuckerberg e il suo avatar virtuale durante Connect 2021.

Forse più in sordina rispetto a Zuck, anche Nvidia Corp, produttore di Chip per Computer-graphics, i produttori di Epic Games Inc., Unity, Microsoft Cor, Snap, e Tiktok, proprietario di Bytedance Ltd., hanno iniziato investimenti importanti ed acquisizioni strategiche per poter guidare questo innovativo tipo di mercato. Persino il gigante dell’e-commerce Amazon, il più grande fornitore di servizi cloud al mondo è visto come un potenziale attore nel metaverso.

Sono molte le piattaforme che hanno invece già conquistato la loro fetta di mercato, anticipando collaborazioni con grandi brand, e permettendo alle persone di riunirsi in milioni per imparare, lavorare, giocare, creare e socializzare. Tra queste Samsar, un mondo virtuale, dove i giocatori plasmano la narrazione mentre si svolge; CryptoVoxels, progetto ispirato a Minecraft; Virbela, che costruisce mondi 3D immersivi per lavoro, apprendimento e eventi virtuali; VRChat, un’esperienza social in formato 3D molto popolare nel mondo dei giochi e presente sui siti di streaming Twitch e Youtube;

Facebook Horizon, piattaforma collaborativa in VR; Somnium Space, un mondo in VR aperto, sociale e persistente. Horizon Worlds and AltspaceVR le versioni di Microsoft del metaverso; Spatial, dedicata agli incontri di lavoro; Hoppin, che ti permette di scoprire luoghi reali a 360 gradi, attraverso video caricati direttamente dagli utenti; The Wild, una piattaforma di collaborazione immersiva dedicata ai team di progettazione, architettura e ingegneria; The Sandbox, una piattaforma multiplayer in 3D, ancora in versione Beta, che mira ad utilizzare la tecnologia blockchain per offrire un mondo virtuale in cui i giocatori possono costruire, possedere e monetizzare le loro esperienze di gioco, o gli ancora più famosi Fortnite, un gioco multipiattaforma free-to-play dove è possibile guardare un concerto, costruire un’isola o giocare e Roblox, che mira a dare agli utenti e agli sviluppatori modi per creare mondi digitali.

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Il metaverso Roblox

Un’esperienza virtuale per mille settori: nuove opportunità di mercato

Dal marketing con Balenciaga e il gioco distopico Afterworld o Fortnite che in collaborazione con Nike e Travis Scott ha presentato le nuove Jordan, raggiungendo oltre 10 milioni di spettatori in meno di 20 minuti.

Al banking che utilizza il metaverso per migliorare l’interazione con il cliente come la Kookmin Bank che permette ai consumatori di viaggiare in uno spazio virtuale e personale e di comunicare con lo staff per scoprire le offerte personalizzate e organizzare incontri e videochiamate.

Dal settore retail con l’evento organizzato da Roblox e Gucci a maggio, dove uno spazio chiamato “Gucci garden” ha permesso ai giocatori di vivere una serie di sale a tema basate sulla filosofia del direttore creativo Alessandro Michele, e dove è stata lanciata un’edizione limitata di borse virtuali vendute al 21% in più del valore al dettaglio.

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Lo spazio virtuale chiamato “Gucci garden”

Allo smart working con i Facebook Horizon – working rooms – che permettono a chi fa smart working di interagire a distanza tramite realtà virtuale.

Ma anche nel settore della cultura, musei, gallerie e festivals che si sono rimessi in gioco con i loro fac-simile virtuali, o installazioni che lavorano in queste prospettive come l’opera intitolata I Never Think of the Future. It Comes Soon Enough #2 di Valentina Vetturi: un paesaggio performativo che trasporterà i visitatori alle origini di internet, visibile al Maxxi L’Aquila dal 27 novembre 2021, negli spazi di Palazzo Ardinghelli e sulla piattaforma arium.xyz; o come il Venice VR Expanded, che ha presentato il proprio mondo virtuale, dove Liz Rosenthal e Michel Reilhac hanno introdotto la sezione Virtual Reality della 78 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

Anche la casa d’aste Sotheby’s, una delle più antiche d’Inghilterra, sta lanciando Sotheby’s Metaverse. La piattaforma, costruita collaborando con crypto artisti, curatori e collezionisti nasce per sfruttare l’esplosione di interesse per il patrimonio artistico blockchain-based ed è dedicata ai collezionisti digitali ed offre uno spazio di raccolta virtuale con una selezione curata di NFT scelti dagli specialisti della casa d’aste.

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Nuove skills e possibilità di guadagno per i creators

Talenti con curriculum ibridi che spaziano da capacità artistiche a tecnologiche, mixando interesse per il mondo del gaming, del design, del fashion, dell’architettura ma anche del filmmaking e dello storytelling, sono le risorse principali sui quali i metaversi si stanno creando, dall’ideazione di ambienti, città e continenti virtuali, all’implementazione di esperienze coinvolgenti, allo sviluppo degli avatar fino all’organizzazione di eventi immersivi virtuali.

Senza dimenticare gli NFT, oggetti digitali da collezione che si stanno trasformando in beni da far sfoggiare ai propri avatar.

Definiti dal dizionario Collins parola dell’anno, i Token Non Fungibili rappresentano una delle chiavi di business del futuro metaverso: l’intelligente unione di arte, tecnologia e guadagno che rappresentano, traina non solo i profitti di creatori, artisti e tecnologi ma porta anche valore aggiunto alle strategie di marketing e comunicazione dei brand aumentando non solo i consumatori potenzialmente raggiunti ma anche le revenues.

Tornando al cuore di questa rivoluzione tanto tecnologica quanto linguistica, Collins definisce un NFT come «un certificato digitale unico, registrato in una blockchain, che viene utilizzato per registrare la proprietà di un bene come un’opera d’arte o un oggetto da collezione». In altre parole,

Un futuro necessariamente etico

Nuovi spazi sociali e cooperativi, nuove città e persino nuovi continenti virtuali, nasceranno nel corso degli anni, ampliando i sistemi sociali, politici ed economici del mondo fisico che si integreranno con quello virtuale.

Il metaverso che si creerà sarà decentralizzato e collaborativo, aperto, polifunzionale, interattivo, persistente e interconnesso. Un metaverso interattivo in natura, che coinvolge connessioni sociali, infrastrutture globali, e altri tratti del mondo reale costruito e controllato anche tramite blockchain, garantendo la formazione di un’economia di lunga durata all’interno di un mondo realizzato su misura di ogni persona o avatar che sia. Ma, soprattutto, un luogo in cui l’etica è un valore fondamentale che diventa il fluido vitale della filosofia del metaverso e la struttura portante della sua creazione quotidiana. Etico, accessibile e uguale per tutti, lo sviluppo della comunità e la salvaguardia dei valori dell’umanità guideranno le azioni dei più, garantendo sempre la sicurezza dei dati e la privacy.

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MIAT – Multiverse Institute For Arts & Technology è un centro creativo ed educativo per le arti immersive e le tecnologie emergenti, che integra un centro di produzione creativo che genera esperienze immersive originali e un’Accademia per le tecnologie emergenti (la realtà virtuale – VR – , aumentata -AR-, mixata -MR- e intelligenza artificiale -AI), con programmi di formazione hands-on, guidati da professionisti internazionali. https:// www.miat.tech/

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