l'iniziativa

Nella scuola del futuro si “Impara Digitale”

In Italia si apre la sfida per colmare il divario tra l’insegnamento e i nuovi modi con cui i giovani assimilano, organizzano e condividono il sapere. Ci prova, tra gli altri, un’associazione che il 6 giugno si presenta per la prima volta al pubblico. Obiettivi, aggiornare i docenti e sperimentare approcci didattici inediti

04 Apr 2013
impara-130403230029

La scuola come la conosciamo è al capolinea. Il modello di insegnamento frontale, con il docente dietro la cattedra intento a raccontare sempre la stessa lezione allo studente solo al suo banco, seduto davanti a un libro aperto, è un modello che non funziona più. Una modalità d’insegnamento resa obsoleta dagli stessi giovani che, vivendo immersi nella tecnologia e nella rete, hanno mutato radicalmente il loro modo di acquisire, organizzare e condividere la conoscenza. Di fatto, imponendo dal basso una vera e propria rivoluzione copernicana del nostro sistema scolastico.

“I nostri ragazzi sono cambiati – conferma Dianora Bardi, insegnante presso il Liceo Scientifico Lussana di Bergamo e anima del Centro Studi Impara Digitale – specie per quelli che oggi hanno tra i 14 e i 15 anni. Per loro la tecnologia è trasparente, una protesi della mente con cui fruiscono il sapere, tramite la quale interagiscono con reti di amici create superando i tradizionali limiti geografici. Se non ne teniamo conto – continua – non comunicheremo più con loro, né saremo in grado di trasmettere loro il sapere”. Rinnovare la scuola affinché sia ancora capace di formare i futuri cittadini digitali: è questa la sfida raccolta dal Centro Studi Impara Digitale, associazione nata nel marzo 2012 “per promuovere lo sviluppo di una modalità didattica innovativa”, questione centrale nella realizzazione di una vera Scuola Digitale.

Affinché quest’ultima diventi realtà, non basta infatti dotare gli istituti scolastici di tablet e Lavagne Interattive Multimediali (LIM), né è sufficiente digitalizzare i testi scolastici tradizionali. Ciò che deve cambiare radicalmente è la didattica: “Normative europee e italiane dicono chiaramente che noi dobbiamo andare verso una didattica laboratoriale, una didattica per competenze – spiega ancora la professoressa Bardi – lo studente deve essere protagonista della propria formazione e deve capire i processi dell’apprendimento, lavorando in gruppo secondo quelle logiche di rete e di condivisione cui è abituato vivendo quotidianamente nella Cloud”.

E’ un cambiamento che parte dal basso, perché viene richiesto a gran voce dagli stessi studenti, molti dei quali seguono con crescente interesse l’evoluzione del progetto Impara Digitale e di altre iniziative simili che in questi mesi vedono la luce in Italia. E che in massa sono accorsi per iscriversi all’evento Tablet School, convegno organizzato dall’associazione a Bergamo il prossimo 5 aprile. Un incontro costruito intorno ai ragazzi cui sarà dato modo di fare domande, porre istanze, avanzare proposte a insegnanti, esperti e rappresentanti delle Istituzioni, nell’ottica della collaborazione e condivisione. Un’occasione per lavorare insieme alla creazione una scuola veramente digitale che non è passata inosservata: “Abbiamo avuto ottocento iscrizioni in una settimana”, rivela infatti con soddisfazione Dianora Bardi.

Inutile dire che l’entusiasmo e la partecipazione degli studenti da soli non bastano a cambiare le carte in tavola: “La scuola ha una filiera lunga: ragazzi, professori, Istituzioni, case editrici, genitori. Siamo e dobbiamo essere tutti coinvolti – Spiega Marco Zamperini, Chief Innovation Officer presso NTT DATA e anche lui parte del progetto Impara Digitale – la scuola digitale non è una cosa che si fa per Decreto Legge. Richiede cooperazione e si fa solo se c’è amplissimo consenso. La tecnologia c’è – aggiunge – magari serve un po’ più di banda e più infrastruttura negli edifici, ma c’è. Devono cambiare la mentalità e il metodo d’insegnamento”.

Quanto detto finora rende palese sia la centralità del ruolo degli insegnanti, sia la sfida che si prospetta loro di fronte. Lasciarsi la didattica “lineare” alle spalle per entrare in una dinamica di collaborazione con gli studenti, per quanto agevolata da nuove tecnologie e strumenti digitali, non è cosa da poco. Un passaggio che impone la ridiscussione dalle fondamenta del ruolo stesso di formatore. “Quando dico che oggi gli insegnanti sono sempre più dei ‘community manager’ che usano le tecnologie per coordinare il lavoro di gruppo degli studenti, per guidarli nella scelta e nella selezione delle fonti, nella costruzione del loro percorso formativo, spesso leggo perplessità e spaesamento negli occhi di chi mi ascolta”, spiega Frieda Brioschi, presidente di Wikimedia Italia, che per Imparare Digitale si occupa anche della formazione dei docenti.

“Il problema più grande non è far adottare le tecnologie ai professori, quanto farli lavorare insieme, secondo lo stesso modello collaborativo adottato dai ragazzi”, aggiunge ancora Dianora Baldi. Secondo la professoressa che per prima in Italia ha introdotto nella scuola i tablet tre anni fa, “nell’era digitale, orari e programmi non hanno più alcun senso quando tutti siamo in rete e possiamo condividere nella ‘nuvola’ materiali, appunti, testi, progetti, di fatto abbattendo le pareti delle classi e creando una scuola che finalmente è aperta”.

In questo contesto, il docente diventa sempre più una guida, che deve essere capace di comunicare con i ragazzi usando il loro linguaggio, di proporgli percorsi di apprendimento compatibili con le loro nuove modalità di acquisire conoscenza. E che – cosa non banale – deve sapersi mettere in discussione al punto da accettare il “reverse mentoring”, ovvero di apprendere dagli stessi studenti quello che non sa delle tecnologie, in un’ottica di collaborazione e crescita comune costanti.

“Grazie al tablet e alla nuvola, i ragazzi hanno accesso ad archivi online dove dal primo giorno trovano tutto il materiale che useranno nel corso dell’anno scolastico, dove caricano i loro appunti – spiega la professoressa Bardi – e senza una guida opportuna, senza una progettualità che deve venire dai docenti, rischiano di perdersi. E’ tempo di comprendere che non esiste più il programma, esiste solo il progetto, concepito in modo multidisciplinare e trasversale”.

L’apprendimento come esperienza creativa, sperimentata partendo da fonti certe (i libri di testo digitalizzati e resi multimediali, ma anche la rete e le sue voci), che impone agli studenti la selezione e l’organizzazione delle fonti e dei contenuti, così come la rielaborazione critica dello scibile messo loro a disposizione, da ricostruire dinamicamente in un contesto collaborativo e creativo. Un paradigma semplicemente opposto rispetto al passato.

Ma la scuola italiana è pronta a tanto? “Ovviamente no – risponde Giovanni Biondi, capo dipartimento del MIUR – gli insegnanti non sono nativi digitali, e le strutture scolastiche attuali sono fatte per una scuola di tipo industriale: una sorta di catena di montaggio per la trasmissione del sapere. Però ci stiamo lavorando. Per esempio è per questo che nel piano d’innovazione della Scuola Digitale – continua – abbiamo dato linee guida anche su come si devono costruire le nuove scuole, i nuovi luoghi dell’apprendimento, dove i ragazzi non devono venire solo per prendere appunti, ma per essere protagonisti della didattica”. Intanto altri passi sono stati fatti, come l’introduzione del libro digitale a partire dall’anno scolastico 2014/2015. “Una scelta che sicuramente darà spinta al cambiamento – precisa Biondi – e che speriamo contribuisca a diffondere viralmente l’innovazione nelle nostre strutture scolastiche”.

La strada è segnata e non ci sono alternative. La sperimentazione è avviata e come tale, aggiusta il tiro strada facendo, procede alla ricerca di nuovi modelli grazie al confronto costante con il mondo della scuola e i suoi attori. Tra questi figurano anche i genitori, che devono essere necessariamente sensibilizzati e coinvolti nel processo del cambiamento: “Come genitori dobbiamo comprendere che la scuola digitale non solo una cosa bella da avere – conferma infatti marco Zamperini – ma un passaggio fondamentale per il futuro dei nostri figli. Siamo prigionieri di un modello alla Montessori. Siamo contenti se sono educati ma non altrettanto attenti al fatto che gestiscano la tecnologia con consapevolezza, e il rischio – conclude – è che siano usati dalla tecnologia invece di essere loro ad usarla”.

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 3