videogame culture

Perché Discord piace a tutti? Il design è la risposta

Cos’è Discord è perché sta avendo tanto successo? Ecco le ragioni che rendono questa app di messaggistica nata per i gamer così popolare

16 Feb 2022
Lorenza Saettone

Filosofa specializzata in Epistemologia e Cognitivismo, docente di Filosofia e Storia

Jason Citron ha sempre avuto in mente di cambiare il mondo del gaming, dandogli una direzione più sociale e comunitaria. Nel 1015 propose un videogioco dal titolo Hammer & Chisel che non accolse i favori sperati e così decise di rivoluzionare totalmente l’obiettivo iniziale. Licenziò i programmatori e della struttura del gioco salvò solo la sezione della chat: ecco che nacque Discord. Questa app di messaggistica nata per i gamer, durante la pandemia ha avuto un boom eccezionale, accogliendo utenti al di là degli interessi videoludici.

Ma che cos’è che rende affascinante Discord, cosa lo differenzia da chat testuali e forum e perché questo boom? La pandemia? L’audio? O c’è altro?

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Discord, la struttura e le caratteristiche

La sua struttura è simile a quella di Slack, abitualmente utilizzata da team di lavoratori. Ci sono varie stanze, tipicamente chiamate server, a cui accedere tramite il proprio account. Lì si può scrivere, chiamarsi, chiacchierare via audio. Ci si tiene uniti sulla base di passioni specifiche e di regole condivise nel server. Discord non è solo uno strumento per creare comunità di interesse, anzi, è spesso scelta come luogo virtuale dove proseguire una frequentazione offline già esistente. Questa app è spesso scelta dai ragazzi, i quali strutturano gruppi privati di soli amici. Insomma, a volte i legami nascono su Discord e si finalizzano anche offline, altre volte le relazioni che esistono già nel contesto quotidiano si espandono pure in questo spazio virtuale.

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Tra le caratteristiche che hanno reso Discord così popolare tra i gamer c’è il fatto che si possa comunicare attraverso il software contemporaneamente alle nostre sessioni di gameplay. Ciò è un grande vantaggio per i gamer di giochi co-op. Inoltre, il fatto che il servizio abbia una bassa latenza e sia gratuito ne fa una soluzione ottimale per ogni utente. Al di là di queste caratteristiche, certamente ghiotte per i gamer, mi domando cosa abbia reso l’app tanto popolare al di là della nicchia di videogiocatori.

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La sua struttura ha l’appeal dei forum, con un plus che sembra essere stato essenziale nelle recenti fasi del web 2.0, prima dell’annuncio del Metaverso: mi riferisco alla possibilità di sentire la voce degli altri utenti in conversazione con noi e quindi allo spostamento di internet verso il canale uditivo. Abbiamo assistito al boom dei podcast, degli assistenti vocali e di social come Clubhouse e, appunto, questo.

Attualmente Discord non prevede pubblicità e guadagna attraverso Nitro: un servizio in abbonamento che offre funzionalità aggiuntive come emoji personalizzati e video HD. È inoltre possibile per gli utenti lasciare che i loro server diventino stanze a pagamento, permettendo all’azienda di trattenere una percentuale sul prezzo. Gli utenti possono personalizzare i propri server decidendo le regole e applicandole in autonomia. Inoltre, è possibile aggiungere musica di sottofondo: questa funzionalità è estremamente interessante, consente di agglutinare i membri del gruppo su uno stesso concetto di bello, una delle vie più forti per creare legami solidi.

Cosa troviamo su Discord

Su Discord si trova di tutto: server per accademici, luoghi specifici per l’istruzione, club scolastici, community di artisti, sulla scienza e sulla tecnologia, spazi che raccolgono i cittadini di una provincia per facilitare la conoscenza di quartiere e per la condivisione di eventi e nuove aperture.

Per rispondere alle mie curiosità, cioè perché Discord piaccia ai non-gamer ho preparato un questionario che ho somministrato ad alcuni gruppi presenti sul social network fondato da Citron. In particolare, mi sono iscritta a server di filosofia e di cultura giapponese e ho domandato agli admin di poter postare il mio Google Form senza venire bannata. Bisogna attenersi alle regole: lo spam o il fuori-tema sono sempre sgraditi.

Alle mie domande se loro avessero cominciato l’avventura su Discord motivati dal gaming, le risposte si sono divise in un 50% tra quelli che sono entrati per questo motivo e quelli che invece hanno scelto da subito di connettersi per far parte di altri gruppi di interesse. Alcuni di loro hanno effettuato l’accesso a Discord semplicemente per chattare con la loro cerchia di amici, dopodiché hanno ritrovato i forum di videogame che avevano su Reddit, entrando a farne parte anche da qui. Altri invece hanno mantenuto il loro profilo da non-gamer, partecipando a server di altra natura, o piccoli o relativi a temi di filosofia e coscienza.

In effetti tutti quanti hanno risposto che la motivazione primaria che li porta ad agire su Discord è il bisogno sociale di stringere amicizie (e la dopamina che ne risulta). In particolare, una risposta può far comprendere quanto il web possa aver aiutato in questo momento storico di distanze. Al di là dei facili dualismi reale-virtuale e delle battaglie luddistiche e apocalittiche che ancora semplificano la situazione, equivocando la fonte reale dei problemi, internet, la didattica a distanza, Roblox, Among Us hanno permesso alle persone di lavorare, di formarsi, di socializzare nonostante tutto. Ed è proprio il “nonostante tutto” la chiave per comprendere il ruolo degli strumenti digitali in questo momento eccezionale. Un partecipante, quindi, mi risponde quanto segue: “È il mio unico sfogo sociale, e non vedo cambiamenti fino a quando l’onda di Omicron non si calmerà”.

Alla mia domanda se avessero mai proseguito le amicizie strette su Discord anche dal vivo mi hanno risposto che a volte è capitato, dipendeva da quanto tempo era passato, dal grado di fiducia che si era andato consolidandosi e, non ultimo, dalla geografia. Altri partecipanti mi hanno detto che su Discord hanno trovato amici che conoscevano già offline e che chattare nei server insieme a loro li hanno portati a rincontrarli anche al di fuori del software. Insomma, è come se l’app facesse riscoprire contatti perduti: “Trovo che Discord abbia la capacità di accendere nuove amicizie e nutrire quelle vecchie”. Un altro utente mi confessa che sui server grandi, quelli con più di 100 membri, non è mai capitato di incontrarsi anche al di fuori, mentre con i gruppi piccoli è frequente stringere legami destinati a svilupparsi anche dal vivo.

Un utente, ancora, individua come motivo dominante di esistere su Discord il bisogno di ampliare la propria presenza online e di discutere di temi che lo interessano. In effetti se anche io dovessi continuare la mia avventura su Discord probabilmente lo farei per avere un canale in più dove esistere sul web, uno strumento aggiuntivo attraverso cui farmi conoscere, diffondere ciò di cui mi occupo e approfondire ulteriormente le aree di mio interesse.

I motivi alla base del boom di Discord

Rispetto ai forum e agli altri spazi di messaggistica la flessibilità di cambiare “stanza” e switchare tra contenuti e modalità di interazione diversi è una caratteristica importante per tutti i partecipanti del questionario. È ciò che lo differenzia dagli altri social di comunicazione. “Non è tanto un’app di messaggistica quanto una bacheca in miniatura. Non è come una normale chat di gruppo perché i canali aggiuntivi e la sua formalità possono creare una comunità in modi in cui un canale di testo (chat di gruppo) non può.” Insomma, è il design di Discord a facilitare una forte condivisione di interessi, di esperienze e la nascita di legami, cosa che ad esempio Telegram non può fare.

“Apprezzo l’interazione con quasi tutti gli elementi dell’app. Lo preferisco a Snapchat e Instagram poiché posso copiare messaggi, reagire ad essi, citare/rispondere; inoltre condividere foto e video è molto più semplice. Mi piace la facilità di accesso e di spostamento tra canali e server, dove gli swipe e i tap possono portarti ovunque. Anche le chat vocali sono una caratteristica interessante”. Di nuovo la struttura dell’app, le sue funzioni vocali, la facilità di uso sono ciò che hanno fatto la differenza, trasformando Discord in un luogo frequentato da milioni di utenti ogni giorno. La pandemia ha aiutato, il gaming pure, ma forse, come ammettono gli stessi partecipanti al questionario, è il design, il fatto che sia “user-friendly”, l’aspetto decisivo: “L’aspetto della bacheca l’ha reso così popolare. È un palcoscenico molto conveniente (se ciò ha senso). Anche l’app desktop è molto buona, quindi probabilmente tutto ciò aiuta.”

C’è da dire che alcuni utenti apprezzano la privacy che Discord permette di mantenere rispetto ad altri strumenti social: nessuna informazione personale è accessibile, inoltre Discord permette di moderare molto bene, mutando e bannando velocemente gli utenti che potrebbero in qualche modo essere di disturbo, questo accade specialmente nei gruppi di piccole dimensioni.

Le criticità

Alcune criticità che hanno investito Discord riguardano proprio il linguaggio tossico, la presenza di gruppi che violano le norme dell’app e utenti che hanno meno di 13 anni, l’età limite consentita. All’ingigantirsi della piattaforma si fa più complesso moderare e sorvegliare. Recentemente era emerso il fatto che su Slack e Discord pullulasse di hacker e malware per rubare dati sensibili agli utenti. Il consiglio per difendersi resta ovviamente quello di non scaricare nulla, nemmeno file e link che sembrano in tutto e per tutto sicuri.

“Su Discord c’è un po’ di linguaggio sciocco”, ammette un partecipante. “Ma nei circoli che frequento è relativamente civile. L’anonimato può essere lentamente schiacciato dai poteri amministrativi e dall’essere attivi. Molte persone sui server si conoscono.” Insomma, su Discord, complice l’anonimato, è più probabile trovare gente molesta, ma è anche la più ampia libertà concessa a mod e admin a far sì che Discord combatta hater e troll con una maggiore incisività che altrove. Su Facebook, Instagram, Youtube ogni segnalazione cade spesso a vuoto.

L’auto-sorveglianza dei membri del gruppo è un fattore chiave. Essi possono decidere di far valere regole più o meno flessibili e, nel caso, ogni utente resta libero di decidere di abbandonare un gruppo per entrare in spazi di cui si condivide maggiormente la politica dei moderatori. Infine, la frequentazione costante di un server porta i membri a conoscersi più a fondo, questo finisce per rendere inutile l’anonimato e la leggerezza a violare norme di comportamento.

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