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Puppato (PD): “Ecco gli obiettivi minimi per le competenze digitali”

di Laura Puppato, Partito Democratico

14 Set 2015

14 settembre 2015

Ecco un estratto dei contributi della senatrice Laura Puppato alla nostra rilevazione-sondaggio sullo stato dell’agenda digitale italiana, già riportata in una sintesi di valutazione e una di proposte.

Le priorità nel breve termine

* Intervenire sulla connettività, incrementando anche la capacità di cittadini e imprese di relazionarsi con la pubblica amministrazione e internamente alla P.A.

* Promuovere con urgenza, anche per ragioni di competitività turistica, l’uso di Wi-Fi negli esercizi privati e pubblici, oggi molto scarso;

* Far crescere le competenze digitali nella popolazione, ponendo un obiettivo minimo da raggiungere per tutti.

I principali ostacoli da superare

  • La pigrizia, anche nel privato.
  • L’arretratezza nella mentalità.
  • Lo scarso senso, presente nella P.A., dell’utilità delle tecnologie informatiche e dell’efficacia della loro azione.
  • Il ritardo enorme del Paese, ma recuperabile, nelle infrastrutture telematiche.

I principali punti di forza sui quali far leva

  • L’urgenza di competere con i paesi più avanzati, obbliga a intervenire sui punti su-elencati con celerità ed efficacia.
  • La riduzione dei costi per le famiglie che una buona informatizzazione porta con sé, ad esempio evitando spostamenti, usando di più e meglio il rapporto informatizzato con la P.A.
  • L’attrattività per le imprese anche straniere.

  • Silverio Carugo

    Poiché sono assolutamente d’accordo con lei, mi ha fatto particolarmente piacere rilevare che fra ‘i principali ostacoli’ da superare lei abbia citato: la pigrizia, anche nel privato; l’arretratezza della mentalità.

    Alla lista dei ‘punti di forza’ da lei menzionati mi permetto di aggiungere due iniziative per la diffusione delle competenze digitali in Italia attualmente ancora poco conosciute:
    – INTERNET for MINDS, dedicata alla Scuola [ http://www.InternetForMinds.it ]
    – INTERNET for JOBS, dedicata al Mondo del lavoro [ http://www.InternetForJobs.it ].

  • Wladimiro Bedin

    L’impatto delle competenze digitali sulla società viene addirittura prima delle infrastrutture, che saranno pure indietro sulla banda ultra-larga (quella che serve per vedere i film ad alta definizione oppure per videoconferenze ad alta qualità) ma che non sono affatto più indietro della maggior parte dei paesi Europei per quanto riguarda la banda larga (come dimostrerò più avanti).

    La senatrice Puppato fa un discorso ampio che comprende tutta la società, dallo studente al pensionato, passando per la PA, con impatti che vanno oltre al PIL e hanno a che fare con la qualità della vita. Io mi limito alle aziende, quelle che ci possono portare fuori da questa crisi profonda.

    Una dimostrazione di quanto siano importanti le competenze digitali viene da queste statistiche Eurostat sull’uso del Cloud nelle aziende Europee http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Cloud_computing_-_statistics_on_the_use_by_enterprises.

    Nell’uso “leggero” del Cloud (mail) le aziende Italiane sono addirittura al TERZO posto in Europa (!!!) sfatando la convinzione diffusa di arretratezza. MA SCIVOLIAMO al SETTIMO posto nell’uso più avanzato (gestionali, CRM, db, …). Scivoliamo è vero, ma rimaniamo davanti a Germania, Francia, Inghilterra e moltissimi altri paesi.

    Questa statistica dice, secondo me, che sulle infrastrutture si può fare meglio, ma se fossero disastrose non saremmo certo al TERZO posto in Europa e soprattutto che, se le competenze digitali fossero più diffuse, potremmo essere sul podio anche nell’uso “pesante” di Internet e del Cloud, quello che più impatta sulla produttività e sulla internazionalizzazione.

    Probabilmente un Milione investito nella diffusione delle competenze digitali, rende di più della stessa cifra investita in scavi e fibra ottica. Nella nostra zona, servita da qualche anno dalla fibra ottica, il problema sembra essere la scarsità di aziende disposte a pagare qualcosa in più. Se la competenza digitale fosse più diffusa ci sarebbe più “fame” di banda già disponibile ora.

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