biometria vocale

Servizi bancari online, come garantire un accesso “anti-digital divide”: le tecnologie utili

Tecnologie come la biometria vocale consentono di accertare o rafforzare la verifica d’identità degli utenti che accedono a sistemi e dati, riducendo il ricorso a password o ad altri sistemi meno sicuri. Per questo rappresenta uno strumento per garantire l’accesso ai servizi digitali di categorie a rischio digital divide

18 Feb 2022
Silvia Pontesilli

Junior analyst Hermes Bay

Marco Roberto Vecchiato

Senior consultant Hermes Bay

Le banche sui canali digitali: il cliente al centro di una moltitudine di servizi

Uno dei settori che si è adeguato con maggiore successo alla “digital transformation è quello bancario. I servizi bancari, negli ultimi anni, sono infatti stati oggetto di una profonda innovazione. Si tratta però di una trasformazione non esente da rischi e da disparità tra chi ha la possibilità di usufruire degli strumenti e delle tecnologie digitali e le relative competenze e coloro che non hanno accesso a tale possibilità

Anziani, persone con disabilità motorie e altre categorie svantaggiate, ad esempio, molto spesso non riescono ad accedere ai servizi finanziari e bancari, così come ai servizi della Pubblica Amministrazione, a causa delle misure di sicurezza in vigore (es. autenticazione a due o a più fattori). Tali misure di sicurezza sono necessarie per evitare furti di dati o di denaro, ma per queste categorie di persone, tali misure di sicurezza potrebbero costituire un ostacolo nell’accessibilità al servizio.

La tecnologia attuale offre molteplici soluzioni.

Le banche sui canali digitali: il cliente al centro di una moltitudine di servizi

Il settore bancario e la digital transformation

L’innovazione del settore bancario non ha riguardato solamente le banche “tradizionali”, che hanno attivato servizi online per i loro clienti, ma negli anni sono comparse diverse banche la cui attività si svolge esclusivamente online, senza alcuno sportello fisico sul territorio. Dall’apertura del conto alla sua chiusura, dalla sua gestione alle varie operazioni (controllo del saldo, bonifici bancari, bollette, MAV e RAV, ecc.), tutto viene svolto senza doversi muovere da casa e senza limiti di tempo e senza che sia necessario recarsi presso una sede fisica.

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Secondo quanto emerge dal The Global Open Banking Report , sono oltre 60 i Paesi nel mondo che hanno adottato iniziative o pratiche di open banking. In soli tre anni, a partire dal 2018, questo settore è passato da 7 a 43 miliardi di dollari, con un numero di utenti che aumenta di circa il 50% ogni anno e (si presume) arriverà a superare i 130 milioni di utenti nel 2024, di cui oltre 60 milioni solamente in Europa.

In Italia, sempre secondo il Global Open Banking Report, solo il 36% delle banche utilizza i servizi offerti dall’Internet banking; la stragrande maggioranza di esse dichiara che i servizi open banking sono utilizzati da meno del 5% dei clienti. Dati decisamente in controtendenza rispetto agli altri paesi dell’UE.

Le app di mobile banking, per attrarre il maggior numero di utenti, puntano molto sulla semplicità di utilizzo e sulla possibilità di avere sempre a portata di mano tutti i servizi di una filiale bancaria. Grazie alle applicazioni, all’intelligenza artificiale e all’analisi predittiva, infatti, le banche puntano a offrire agli utenti dei servizi sempre più personalizzati, in modo da dare risalto ai loro interessi e alle loro abitudini.

I rischi della digitalizzazione nel settore bancario

Il processo di digitalizzazione, soprattutto nel settore bancario, presenta tuttavia alcuni rischi. Truffe e furti sono ormai molto diffusi, soprattutto perché gli hacker puntano ai dati dei 9,7 milioni di clienti che accedono ai servizi bancari tramite smartphone o tablet. Poiché questa fascia di utenti è quasi raddoppiata in soli 5 anni, è facile capire quante possono essere, per soggetti malintenzionati, le opportunità di guadagno. Basti pensare che oggi un italiano su tre utilizza il proprio smartphone per effettuare operazioni di ogni tipo, compresi acquisti online e operazioni bancarie.

Banking online: tecnologie che consentono di superare le barriere

Se invece guardiamo alle tecnologie che consentono di superare le barriere che impediscono a molte categorie di persone di accedere ai servizi del settore bancario, tra queste vi è, ad esempio, l’autenticazione ad immissione vocale. È tuttavia necessario verificare la sicurezza di questo metodo di autenticazione, in quanto potrebbero verificarsi furti dei dati personali (biometrici) e delle credenziali bancarie.

L’impronta vocale di una persona è, ai sensi del Regolamento generale per la protezione dei dati (GDPR) “dato biometrico”. Ossia, una caratteristica fisiologica o comportamentale che rende identificato o identificabile un determinato individuo, come ad esempio l’impronta digitale, l’iride, il volto, il DNA, oppure caratteristiche comportamentali quali la firma o lo stile di battitura.

I vantaggi della biometria vocale

Anche se la sicurezza di telestrumenti di autenticazione deve essere ancora verificata, la biometria vocale presenta un vantaggio notevole: nessun dato viene memorizzato o conservato sui dispositivi mobili, a differenza delle altre forme di autenticazione biometrica, come quella facciale, che richiede di scattare una foto o effettuare una registrazione. Questo perché la voce viene “trasformata” in un codice numerico. Inoltre, la voce umana è molto più complessa da imitare, rispetto ad esempio a un’impronta digitale. L’applicazione o il software riconosce la voce dell’utente acquisendo, in una prima fase, una quantità sufficiente di dati per procedere al tracciamento di una impronta vocale, imparando con il tempo a identificare correttamente gli utenti.

L’identificazione delle persone tramite l’immissione vocale consente di accertare o rafforzare la verifica d’identità degli utenti che accedono a sistemi e dati, riducendo il ricorso a password o ad altri sistemi meno sicuri, più complessi da gestire per determinate categorie di utenti. Anche se vi sono degli aspetti pratici che necessitano di ulteriori approfondimenti e migliorie (come, ad esempio, il rumore di fondo che può distorcere le registrazioni o malattie comuni che possono alterare la voce e disturbare l’autenticazione) è interessante immaginare quali innovazioni potrebbe portare l’evoluzione di tale tecnologia nel tempo, implementandola nei vari assistenti vocali già in commercio.

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