Squid Game, ecco perché la serie è un fenomeno socio-culturale - Agenda Digitale

K-wave e società

Squid Game, ecco perché la serie è un fenomeno socio-culturale

La serie tv coreana Squid Game tocca trend estremamente attuali, tra la percezione della diseguaglianza economica e la crescita del gaming online con la complicità della pandemia di coronavirus: analizziamo i motivi del suo successo

05 Nov 2021
Gianna Angelini

Accademia di Belle Arti di Roma

La serie tv coreana Squid Game, tenuta nel cassetto per un decennio, probabilmente a ragione, è forse, semplicemente, la serie giusta al momento giusto. Al di là del suo uso distorto, che dovrebbe farci riflettere su quanto ancora ci sia da lavorare nel campo dell’educazione, essa non fa che riassumere trend e valori che, una volta esclusivi di alcuni popoli, adesso ci accomunano sempre di più tutti. Complice il digitale, è vero, la globalizzazione, ma non trascurerei la pandemia.

La domanda principale è: cosa ci racconta di così speciale la serie, da risultare irresistibile, imitata, desiderata, virale in modo incontrollabile? Appunto perché di riflessioni di questo genere è piena la rete, proverò a ribaltare la questione, chiedendomi: cos’ha di così speciale questo momento storico che stiamo vivendo, da rendere irresistibile, imitata, desiderata, virale in modo incontrollabile una serie di questo tipo?

Il fenomeno: Squid Game in numeri

Da quando Squid Game è stata rilasciata su Netflix il 17 settembre, non fa che accumulare record. È diventata la serie Netflix più vista al lancio con 111 milioni di spettatori nei primi 17 giorni, la più veloce ad aver superato 100 milioni dopo aver debuttato. Il 19 ottobre 2021, il CEO di Netflix Reed Hastings, nel condividere i risultati aziendali del terzo quarto dell’anno, indossa in tv la tuta utilizzata dai concorrenti della serie, in segno di gratitudine verso un prodotto che ha portato in poco più di un mese 4,28 milioni nuovi iscritti alla piattaforma, con l’Asia e il Nordamerica in testa alla crescita (entro la fine dell’anno si prevede che la tendenza tenda a gonfiarsi, per portare un aumento di altri 8,5 milioni di iscritti).

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La serie Netflix più vista di sempre al mondo, distribuita in Italia in lingua originale con sottotitoli, è vietata ai minori di 14 anni. Eppure sono moltissimi i bambini ad averla vista e che hanno tentato di emularla a scuola, generando la reazione immediata dei genitori che ne hanno chiesto la chiusura. Ma ad imitare la serie non sono mancati gli adulti. Al Centro Culturale Coreano (KCC) di Abu Dhabi, a “Squid Game”, un evento che ripercorre le principali tappe viste nella serie, si è giocato davvero per due giorni, dal 12 al 14 ottobre, con i concorrenti divisi in squadre. Una agenzia immobiliare romana, la Home Place Group di Tor Tre Teste, ha mandato in panico intere famiglie dopo aver distribuito bigliettini ispirati a quelli della serie, per pubblicizzarsi e cercare nuovo personale. E poi c’è Amazon che si riempie di gadget ispirati alla serie per Halloween, per non parlare della diffusione dei contenuti ispirati alla serie sui social.

Giochi e video a tema Squid Game

Un certo numero di canali di successo su YouTube Kids (progettati per spettatori sotto i 12 anni) hanno capitalizzato la tendenza Squid Game, negli Usa. Ci sono i video dei personaggi di “How to Draw Squid Game” e i video di gameplay a tema Squid Game del videogioco online Roblox.

Questo videogioco, popolare tra i bambini, permette agli utenti di programmare giochi e condividerli con altri utenti.Squid Game è diventato un tema molto comune in questi giochi Roblox programmati dagli utenti. Molti video di Squid Game Roblox hanno centinaia di migliaia o addirittura milioni di visualizzazioni.

Sia sulla versione per bambini che su quella principale di YouTube, i video rivolti ai bambini presentano persone (spesso bambini) che giocano a questi giochi ispirati a Squid Game in Roblox, con la sfida “Red Light, Green Light” che emerge come una tendenza particolarmente popolare. Questa sfida è anche una tendenza su TikTok, con persone che emulano il gioco in una vasta gamma di ambienti della vita reale e nei videogiochi Roblox e Minecraft.

Squid Game e criptovalute

Probabilmente l’ultimo record registrato ad oggi è legato alla criptovaluta Squid in vendita da martedì 26 ottobre, necessarie per accedere ad una versione on line del gioco. All’interno del progetto Squid Game, una piattaforma crypto play-to-earn, Squid è salita di quasi il 2.400% tra il 27 e il 28 ottobre, e la sua capitalizzazione di mercato è arrivata ai 174 milioni di dollari. La coin è stata inclusa fra i Biggest Gainers su CoinMarketCap.

Il record della valuta è anche negativo perché di colpo è scomparsa, il suo valore si è azzerato, dopo che gli anonimi creatori sono spariti dal web. Forse una truffa ben congeniata.

I trend toccati da Squid Game

Il contesto in cui si innesta Squid Game include alcuni trend globali.

  1. La crescita esponenziale del gaming on line. Dati raccolti da statista.com indicano che il settore del gaming on line ha registrato 20 miliardi di dollari di entrate solo nel 2020, con, all’attivo, circa 1 miliardo di giocatori online in tutto il mondo. CoinMarketCap mostra come, ad oggi, 162 token legati al gaming on line vantano una capitalizzazione di mercato totale di circa 13 miliardi di dollari, con valori quadruplicati rispetto a metà giugno. La possibilità di monetizzare l’attività del gioco, diffusasi in modo prepotente durante la pandemia, ha rappresentato, per alcune fasce di popolazione, l’unica fonte di reddito durante le chiusure legate alla diffusione del Covid-19.
  2. La crescita nella percezione della diseguaglianza economica. Dati Ipsos di marzo 2021 relativi ad una indagine condotta in collaborazione con il Policy Institute del Kings College di Londra in 28 Paesi, indicano che per il 60% dei rispondenti, la disuguaglianza economica è tra le principali forme di disuguaglianza presente nel proprio Paese di appartenenza. Il divario tra ricchi e poveri, la disuguaglianza dei redditi e la disparità di ricchezza viene percepita come la più grave disuguaglianza sociale in cui sono immersi. I Paesi in cui la percentuale è più alta sono: la Russia (83%), la Corea del Sud (80%) e l’ Ungheria (77%). In Italia, il 56% dei cittadini ritiene che la disuguaglianza economica rientri tra le tipologie di disuguaglianza sociale più gravi nel proprio Paese.
  3. I survival games, da genere di nicchia a fenomeno di massa. A dare origine alla narrazione tipica del genere, c’è l’esistenza di una forte competitività per l’affermazione sociale. La difficoltà di superare barriere all’ingresso legate all’educazione e allo sviluppo sociale, che fino a qualche tempo fa era tipica per lo più di culture asiatiche (dove il genere dei survival games si afferma prima, un caso per tutti il Giappone), è diventata ormai sempre più generalizzata. Ad aumentare la frustrazione nei confronti dell’esclusione sociale, prodromo di una vita mediocre e all’insegna dell’insuccesso, contribuiscono il già citato divario economico, ma anche e soprattutto le incertezze che la pandemia e la conseguente crisi economica mondiali, stanno portando con sé. Il genere, quindi, non è affatto nuovo nella sua espressione, ma può contare, negli ultimi mesi, di un pubblico sempre più disposto a provare empatia per il suo racconto. Tanto più che ad essere protagonisti non sono più solo adolescenti e giovani aspiranti al college, scelte tipiche dei survival games dei primi anni del 2000, ma adulti, caduti in seguito a crisi finanziare endemiche o rovinate dall’esclusione dal mondo lavorativo in tarda età.
  4. La diffusione della K-wave. Con le sue radici alla fine degli anni ’90, l’impennata nella popolarità dei contenuti sudcoreani che include anche il film vincitore agli Oscar “Parasite” e il gruppo musicale BTS, è oggi sempre di più una realtà. Scrive Robert Ji-Song Ku, professor all’University of New York e Binghamton: “There was an effort to turn music, cinema, and TV into exportable commodities. The Korean wave begins in the ’90s in places like China and Japan. From 2000 onward, there was a steady but increased consumption of Korean pop culture, starting in neighboring Asian nations and branching out”. Una moda, forse, ma che tende ad evolvere e che di sicuro viene favorita dalla diffusione di contenuti da parte di piattaforme internazionali come Netflix.
  5. Il simbolismo delle maschere nelle serie tv. Le maschere sono utilizzate come fattore di riconoscibilità e esaltazione dello stereotipo nelle rappresentazioni, sin dal teatro greco. Al di là del motivo prettamente pratico, che permetteva ad uno stesso attore di poter recitare più ruoli all’interno della stessa opera, le maschere garantivano una immediata riconoscibilità dei personaggi: il servo, il vecchio, l’innamorato, il che permetteva a sua volta di concentrarsi sulle dinamiche interne della narrazione, senza distrazioni legate alla individualità del singolo attore. Questa immediatezza nella riconoscibilità che garantisce l’anonimato del personaggio, favorisce l’esaltazione di emozioni stereotipate che si collegano al valore della maschera, più che alla sua incarnazione. Essa generalizza e nello stesso tempo stimola reazioni immediate. In una momento storico in cui il genere della distopia sembra prevalere nei media non è un caso la registrazione di un aumento nella abitudine di vedere intere serie tv caratterizzate da uomini in divisa. Un esempio per tutti, “La casa di carta”. Le maschere, come gli stereotipi, infatti, esaltano l’impatto emotivo dello spettatore e sono facili da memorizzare. Necessitano di scarsa concentrazione, e si prestano ad essere standardizzate.
  6. La riscoperta delle relazioni umane. La pandemia ha rivoluzionato il nostro modo di vivere costringendoci ad abbracciare, forzatamente, nuovi paradigmi del vivere sociale. Uno degli elementi sicuramente maggiormente in discussione è la riscoperta di un uovo umanesimo che vede, nel risveglio delle relazioni umane, le sue radici di sviluppo. La riscoperta di una economia della cura e della conoscenza che si fonda sulla rivalutazione della nostra stessa natura. La disperazione riscattata dai legami familiari e la solidarietà fra pari, diventa un fattore cruciale di immedesimazione contemporanea. Nei survival game assistiamo ad un tutti contro tutti, ma a vincere è chi non nasconde le proprie crisi di coscienza e la propria umanità.

E l’elenco potrebbe continuare.

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