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nuovi social

Tik Tok, una finestra sul futuro dei social network (e di noi stessi)

Su TikTok e sui nuovi social senza barriere non si segue un amico o un personaggio famoso e non si può interagire: ci si trova subito in vetrina ma si perde anche molto della propria identità. Ecco perché stanno riscuotendo tanto successo tra i giovanissimi

16 Apr 2019
Nicola Ruggiero

Anitec-Confindustria


Non bisogna fare nulla, solo guardare, ascoltare la musica e continuare a guardare all’infinito quello che il sistema propone. Non c’è bisogno neanche di scegliere più di tanto, forse neanche di pensare se quello che si vede interessa o meno. C’è solo bisogno di essere presenti sul social network del momento: Tik Tok.

È l’applicazione più scaricata al mondo, conta oltre 500 milioni di utenti soprattutto nella fascia dai 10 ai 20 anni, e raccoglie già oltre 4 milioni di italiani. Ben oltre i big dei social come Facebook, Instagram o Snapchat.

Un fenomeno, è questo il tema vero, difficile da controllare o da imbrigliare in regole certe che valgano in tutti i paesi dove è attivo. Proviamo a capirne di più di TikTok e della nuova frontiera dei social network, con tutti i rischi che porta con sé.

TikTok e la rivoluzione della user experience

E’ la frontiera dei nuovi social network: è come fare uno zapping compulsivo tra i canali TV, ma con un algoritmo che sceglie per noi, ci profila e affina la proposta.

E lo fa attirando l’attenzione sui sensi che meno hanno bisogno di un input volontario e di concentrazione: la vista. Una sequela di video di qualche decina di secondi postati dagli utenti. Via ogni barriera, non c’è bisogno di essere nella cerchia di amici o di essere invitati.

La rivoluzione che questo social, ed altri che stanno seguendo, porta è di user experience, ma è virale più degli altri. Non ti devi registrare per vedere, lo fai solo se vuoi postare un video o dei contenuti. E non ci si fa notare con un like o un clik, ma scorrendo dall’alto verso il basso e viceversa.

Come e perché funziona TikTok

Il fenomeno, o meglio il social network, nasce nel 2016 in Cina ma solo dalla fine del 2017 conosce lo sviluppo esponenziale, cioè da quando il fondatore Zhang Yiming fonde la sua app con il sito americano musical.ly.

Tik Tok è una macchina complessa di marketing, fidelizzazione e forte utilizzo dell’intelligenza artificiale. E funziona perché coglie i propri utenti, nella fascia adolescenziale, nella voglia di essere belli e famosi come i propri idoli. L’idea è semplice: scegli un brano musicale e registra un video al ritmo di quel brano, scegliendo soggetto, scenografia e danza.

Ma come si fa ad interagire e bloccare l’utente dopo averlo colto nel suo ego e nel suo narcisismo?

L’esca dei contest

La piattaforma mette a disposizione una serie di strumenti per elaborazione dei video, per il montaggio con l’audio prescelto e per la generazione di effetti speciali. E poi lancia settimanalmente dei contest, un obiettivo chiaro per tenere la comunità unita ma anche per continuare a raccogliere dati e profilazioni.

Tik Tok rappresenta oggi l’evoluzione dei social che, ricordiamo, sono partiti dai pochi caratteri di Twitter, per passare alle immagini e alle comunità di Facebook e procedere con Instagram. Tik Tok è la più grossa comunità di condivisione video tra privati esistente oggi. Il punto di arrivo degli altri social network (video di breve durata) rappresenta il punto di partenza di Tik Tok.

Tik Tok è oggi al centro dell’attenzione perché sta contribuendo alla ulteriore diffusione di stereotipi sociali, soprattutto tra le ragazze, che rischiano di ulteriormente influenzare i nostri adolescenti più di quanto la TV ha fatto negli anni ’80 e ’90. Se osservate i video vedrete spesso che i soggetti cercano di assomigliare alle star, di essere di bell’aspetto e di vestirsi e truccarsi come loro. Questo fenomeno sociale è sotto osservazione in molti paesi per le conseguenze che può creare.

Un concentrato di tecnologia

TikTok è l’applicazione più avanzata delle moderne tecnologie per l’analisi delle immagini, l’uso dell’intelligenza artificiale applicata contemporaneamente ai video ed alla community, una delle maggiori librerie musicali, un sistema di streaming audio e video ad alta qualità che deve girare il pianeta, uno dei più grossi repository di dati esistente in ambito social networks.

Ed è anche una nuova sfida per le reti radiomobili. Infatti, la sua fruizione è tipicamente su smartphone o tablet, in movimento così come in movimento sono fatti i video e postati sul sistema, è perfetta per le reti di nuova generazione 4.5G e 5G.

Il concentrato di tecnologia che un social di questo tipo muove, direttamente o indirettamente, ma anche di norme, tutela della privacy, etica e problematiche sociali è veramente ampio. Ed il vero tema è che un social network di questo tipo, come dimostrano le vicende di Facebook ed altri big degli ultimi mesi, è difficile da controllare o da imbrigliare in regole certe che valgano in tutti i paesi dove è attivo. Il rischio di uso improprio dei dati raccolti da utenti minorenni è alto, ma questo non ha fermato l’ascesa esponenziale del numero di utenti.

L’algoritmo al potere

Ad oggi si sa ancora poco degli algoritmi che governano il sistema, di certo sono tutti incentrati nel trovare la proposta migliore di video per ogni utente, creando dei palinsesti personali, tenendo traccia di ogni immagine e video che guardiamo, ivi compreso per quanti secondi l’abbiamo vista e in quale posizione dello schermo abbiamo poggiato il dito per fare lo scrolling o premere un tasto.

Di fatto la casa madre di Tik Tok è ByteDance, un colosso valutato 75 miliardi di dollari, specializzato in intelligenza artificiale che ha impostato la sua vision sul creare sistemi di intelligenza artificiale ad uso social, e non come gli altri social network predefinire una mission e perseguirla utilizzando la tecnologia. La differenza è sostanziale: loro creano la piattaforma la quale decide cosa fare e cosa proporre analizzando gli utenti ed i contenuti. Non viceversa.

Una volta entrato nella piattaforma spesso l’utente rimane isolato in una bolla, ovvero riceve sempre e solo contenuti uguali, simili ai propri gusti, e quasi non percepisce il resto del mondo di utenti e video di Tik Tok. La tecnologia gli crea un mondo proprio fatto da propri simili.

E l’utente non ha bisogno dei follower per essere un influencer. Semplicemente posta un video ed ha un pubblico immediato che li guarda senza neanche conoscere chi li sta guardando. Su Tik Tok siamo tutti subito in vetrina e siamo certi che gli spettatori, e anche tanti, ci siano.

Ma tanta intelligenza artificiale non può essere usata solo per soddisfare gli utenti, è necessariamente a disposizione della pubblicità. Innanzitutto la musica: comporre un video su una base musicale proposta dal sistema significa anche far ascoltare quella canzone ad altri. Poi i dati degli utenti, ma ancora di più i contest sono il mezzo con cui Tik Tok genera attenzione su temi specifici.

Vantaggi e rischi di un ecosistema mondiale

Questi nuovi social network sono la dimostrazione che gli utenti non hanno voglia di scegliere in maniera consapevole e cosciente cosa vogliono vedere, ma allo stesso tempo sono parte di un ecosistema mondiale con tutti i vantaggi e rischi insiti in esso.

Essere parte di un unico social network senza limiti e senza barriere all’ingresso rischia di farci perdere il contatto con la realtà più di quanto gli altri social han fatto. Perché? Perché tutti quelli visti fino ad ora si basavano sul concetto di comunità, di amicizia, di conoscenza reciproca o per interposta persona. C’è quindi un legame di trust diretto tra persone che si conoscono ed hanno condiviso esperienze insieme, che spesso si frequentano anche nella vita reale (e non solo quella sui social). Perché i social visti sino ad ora permettono di seguire un amico, o un personaggio famoso, ma anche di interagire con loro, c’è una limitazione di prossimità anche geografica tra i gruppi che si formano che aiutano anche a fortificare le relazioni personali.

Con i nuovi social senza barriere tutto questo non c’è più. Ci si trova subito in vetrina ma si perde anche molto della propria identità. Forse è proprio questo essere uno sconosciuto tra i tanti, un anonimo che pubblica video spesso solo espressione di un momento di estro creativo personale, che rende i nuovi social interessanti alla massa.

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