società digitale

Un social diverso è possibile: ecco come creare piattaforme che non lucrano sui nostri dati

Eliminare le piaghe che funestano i social attuali – profili falsi, fake news, propagande – è possibile. Lo spazio per una nuova famiglia di piattaforme, a pagamento, rispettose dei dati degli utenti, c’è tutto. Ecco come riempirlo

Pubblicato il 20 Set 2021

Massimo Canducci

Professore di Innovation Management presso l'Università di Pavia e Chief Innovation Officer di Engineering

Le violazioni di Whatsapp sotto la lente di EDPB

I social network gratuiti oggi hanno raggiunto una situazione di stallo, la qualità delle conversazioni è sempre più scadente e le nuove funzionalità vengono sistematicamente copiate da una piattaforma all’altra[1]. Probabilmente un completo cambio di paradigma nel modello di business potrebbe fare la differenza tra piattaforme social antiquate e nuove piattaforme più innovative, pulite, trasparenti e attente alla privacy degli utenti.

Ma come fare?

Perché l’algoritmo di TikTok continua a proporre sesso e droga ai minorenni

Il concetto di “metaverso”

In una recente intervista su The Verge, Mark Zuckerberg ha provato a descrivere la sua visione per il futuro di Facebook e per fare questo ha preso in prestito il concetto di “metaverso”.

WHITEPAPER
La Top 5 delle minacce informatiche e come contrastarle
Sicurezza
Cybersecurity

Il “metaverso”, termine coniato dall’autore di fantascienza Neal Stephenson, nella visione di Zuckerberg è un’estensione della realtà ottenuta tramite l’applicazione di tecnologie come la realtà virtuale e la realtà aumentata, in cui le persone vivono esperienze più o meno immersive all’interno di mondi virtuali, incontrano altre persone e accedono a nuovi contenuti e servizi.

Per Facebook si tratta di una evoluzione piuttosto naturale per uscire dalla tradizionale comunicazione basata su contenuti testuali, immagini e video e, se la tecnologia sarà sufficientemente pronta, potremo presto sperimentare queste nuove modalità di interazione all’interno del metaverso di Facebook.

C’è da dire, tuttavia, che l’applicazione di nuove tecnologie a modelli relazionali che, negli anni, hanno dimostrato molte opportunità, ma anche molte debolezze, non può sfortunatamente consentire di superare queste ultime, a meno di non partire da un profondo ripensamento dei modelli relazionali stessi e dei modelli di business che si occupano di renderli economicamente sostenibili.

È necessario quindi fare un passo di lato, osservare il mondo dei social network dall’esterno e, di conseguenza, provare a ipotizzare quali caratteristiche potrebbe avere una piattaforma di socializzazione e networking in grado di superare le debolezze e le limitazioni che, sfortunatamente, oggi affliggono la stragrande maggioranza delle piattaforme esistenti.

Piattaforme non gratuite

Siamo abituati a pensare che i social network siano gratuiti. Non è vero. Quello che realmente accade è che l’utilizzo di questi servizi viene pagato con la cessione dei nostri dati personali e comportamentali. Tutto quello che scriviamo, i commenti che inseriamo, i ”like” o le varie reazioni che utilizziamo sui contenuti degli altri, la nostra rete di contatti, i gruppi che frequentiamo e molte della attività che tradizionalmente compiamo sui social network producono dati. Questi dati consentono alle piattaforme di costruire veri e propri profili commerciali a cui poi inviare messaggi pubblicitari mirati nella speranza che questi si convertano poi in acquisti reali di prodotti o servizi.

I dati degli utenti hanno quindi un valore, ma quanto?

Se volessimo provare a fare una quantificazione potremmo usare i dati presenti nel report che Facebook ha prodotto e che contiene i risultati economici del 2020: Facebook nel 2020 ha registrato ricavi per 84 miliardi di dollari, in aumento del 21% sul 2019, e utili per 32,2 miliardi. Avendo Facebook 1,84 miliardi di utenti attivi giornalieri, si può dire, per semplificazione, che ogni utente di Facebook ha contribuito nel 2020, attraverso i suoi dati personali e comportamentali, per circa 46 dollari ai ricavi della piattaforma.

Il business model di queste piattaforme non è quindi basato sull’offrire la migliore esperienza per l’utente, ma sull’ottimizzare al massimo la raccolta dei dati comportamentali al fine di poter vendere pubblicità mirata. Questo introduce un conflitto di interessi intrinseco nella piattaforma: la quantità di relazioni e di interazioni è molto più importante della loro qualità, e questo, ovviamente, avviene a discapito dell’esperienza dell’utente finale che riceve un servizio, pagandolo con i propri dati, ma tale servizio non è studiato per essere il migliore per l’utente, ma per essere più efficiente nella raccolta dei dati e nella loro conversione in valore.

Questo si traduce nella presenza di profili falsi, nella proliferazione delle fake news, nei follower che vengono comprati, nella presenza di attività illegali e nella possibilità, da parte di paesi stranieri, di tentare di influenzare le elezioni politiche.

C’è quindi uno spazio per una nuova famiglia di piattaforme, totalmente rispettose dei dati comportamentali degli utenti, che non li utilizzino in alcun modo e che, per garantire la disponibilità dei servizi, si facciano pagare dagli utenti, abilitando quindi una convergenza di obiettivi per cui, a prezzi maggiori, corrispondano servizi di qualità migliore.

Una piattaforma di social networking deve vendere, attraverso i suoi servizi, la digitalizzazione delle relazioni sociali, non spazi pubblicitari.

Solo utenti la cui identità sia verificata

Una delle piaghe dei social network attuali è la presenza massiccia di profili falsi. A volte vengono creati per essere venduti come follower, talvolta sono vere e proprie macchine semi-automatiche di propaganda politica o di distribuzione di fake news, altre volte ancora sono profili secondari o anonimi utilizzati per attività di bullismo, intimidazione o vera e propria violenza psicologica che purtroppo, talvolta, si trasforma in violenza fisica.

Ecco, quindi, la necessità di ricorrere a identità certificate e profili verificati. Chi vorrà partecipare a questi social network dovrà provare la propria identità e presentarsi con il proprio nome e cognome, in nome della trasparenza e delle corrette relazioni sociali.

Attenzione però a non confondere la necessità per la piattaforma di verificare l’identità degli utenti, che è una scelta commerciale basata sulla necessità di garantire un servizio migliore agli utenti, con un’eventuale obbligatorietà normativa che obblighi tutte le piattaforme social ad operare in tal senso. Mentre il primo caso è assolutamente legittimo, al netto del corretto trattamento dei dati degli utenti da parte delle aziende, il secondo caso rappresenterebbe una forzatura inaccettabile in qualunque paese democratico, come ho avuto ampiamente modo di spiegare in passato. Molto semplicemente chi vorrà usare piattaforme anonime potrà continuare a farlo.

I profili verificati e le identità certificate garantiranno l’impossibilità di costruire profili falsi e bot che, oltre ad avvelenare molte delle conversazioni che avvengono oggi sui social network, in molti casi contribuiscono alla diffusione di notizie false e si comportano come megafono della propaganda.

Come effetto collaterale svanirà il mercato dei follower e di conseguenza anche il fenomeno dei finti influencer.

Modello di funzionamento

Il concetto di “amicizia sui social” sparirà e non ne sentiremo la mancanza. Il modello di funzionamento che prenderà il sopravvento sarà quello del “following”, cioè il seguire i contenuti delle persone che si ritengono meritevoli di essere seguite, senza per questo innescare meccanismi di reciprocità che non necessariamente devono avere un senso.

Già oggi le piattaforme che sono basate sul concetto di “amicizia” in realtà consentono anche di seguire persone al di fuori della propria rete, questo meccanismo diverrà lo standard.

Ognuno potrà decidere di avere un profilo pubblico, cioè che tutti potranno seguire, oppure un profilo privato, in questo caso sarà lui stesso a decidere quali richieste accettare, un po’ come oggi avviene su Twitter e Instagram. Allo stesso modo per ogni singolo contenuto si potrà decidere se renderlo pubblico, cioè accessibile a tutti indiscriminatamente, oppure se renderlo riservato ai propri follower, magari con opportune ulteriori limitazioni.

Con queste due dimensioni si potrà spaziare dall’avere la massima distribuzione dei propri contenuti, al poterli distribuire in modo granulare esclusivamente ad alcune persone selezionate, nella massima libertà e con la migliore flessibilità.

Chi potrebbe investire in queste nuove piattaforme?

Molti pensano che il mondo dei social network sia ormai saturo, in realtà di saturo c’è solo, per ora, il mondo delle piattaforme gratuite.

Passando invece a piattaforme a pagamento, completamente rispettose dei dati e dei comportamenti degli utenti e con funzionalità che privilegino la qualità delle conversazioni e la retribuzione dei creatori di contenuti, potrebbe aprirsi un nuovo tipo di mercato, soprattutto se queste piattaforme fossero inserite all’interno di ecosistemi già esistenti e potessero contribuire ad arricchirli.

Apple, per esempio, potrebbe realizzare una piattaforma di questo tipo e metterla a disposizione gratuitamente per un periodo limitato a chi acquista un suo nuovo dispositivo. La stessa Apple ha speso nel 2020 circa 3 miliardi di dollari in contenuti per la piattaforma Apple TV+ e nel 2021 si prevede che ne spenderà circa altri 6, il tutto per entrare in un mercato da molti giudicato saturo. Questo servizio viene usato da Apple anche come incentivo all’acquisto di nuovi dispositivi della casa di Cupertino che inizialmente concedeva 12 mesi di accesso gratuito, poi ridotti a 3, a chiunque avesse acquistato un nuovo smartphone, tablet o computer. Si potrebbe addirittura pensare ad una piattaforma accessibile unicamente tramite dispositivi Apple, oppure a canoni differenziati in funzione del tipo di dispositivo con cui si accede alla piattaforma.

Anche Twitter potrebbe inserire seriamente dei servizi a pagamento per i propri utenti, obbligando alla verifica dell’account e consentendo di filtrare tutti i contenuti e tutte le interazioni unicamente tra altri profili verificati. In questo modo si otterrebbe un sottoinsieme del social network in cui tutti gli utenti siano verificati, senza account falsi, senza bot e in cui le conversazioni siano destinate a diventare qualitativamente più rilevanti.

In entrambi i casi queste aziende partirebbero da numeri elevati di utenti potenziali, cosa che in un social network è una caratteristica determinante.

La condivisione dei ricavi

La condivisione dei ricavi con i creatori di contenuti più prolifici, o la cui qualità venga considerata più alta, garantirebbe anche uno spostamento degli stessi sulle nuove piattaforme e, di conseguenza, attirerebbe anche l’iscrizione da parte di chi è solo fruitore e non necessariamente produttore.

All’interno di queste nuove piattaforme, anche grazie all’utilizzo di nuove modalità di interazione come la realtà virtuale, la realtà aumentata e le proiezioni olografiche, sarà possibile produrre ed erogare nuove tipologie di contenuti da fruire direttamente dentro la piattaforma. Pensiamo, per esempio, alla possibilità di vedere un film o una puntata di una serie TV con la compagnia virtuale di alcuni dei nostri amici, in modalità totalmente immersiva, stando virtualmente insieme ma fisicamente lontani.

La stessa cosa accadrà per i videogame e per gli eventi sportivi.

Queste nuove modalità di interazione costituiranno presto nuovi mercati e attiveranno nuove professioni e nuovi posti di lavoro.

Il nodo delle fake news

L’eliminazione di account falsi e bot consentirà di limitare moltissimo la diffusione di notizie false costruite ad arte per scopi politici o di disinformazione. Non bisogna dimenticare però che non sempre è semplice determinare cosa sia una notizia falsa e cosa non lo sia, soprattutto se questo compito è affidato ad un algoritmo.

Probabilmente la migliore qualità delle conversazioni potrà tradursi anche in una maggiore attenzione ai contenuti che si condividono, ma è sicuro che chi vorrà parlare di terra piatta o di piramidi costruite dagli alieni potrà continuare a farlo.

Note

  1. https://vincos.it/2021/07/22/social-media-e-formati-verso-lomologazione/
WHITEPAPER
Gestione dei contratti e GDPR: guida all’esternalizzazione di attività dei dati personali
Legal
Privacy
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Valuta questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 3