il punto

Web 3: l’Internet che vorremmo? Esempi e rischi dei social decentralizzati

In principio era il Web1. Ora è arrivato il Web3 e i suoi social decentralizzati come Planetary, che promettono di risolvere tutti i problemi della ttuali piattaforme. ma sarà davvero così?

17 Mar 2022
Laura Brandimarte

Assistant Professor of Management Information Systems, University of Arizona

Machine learning e giornalismo

Negli ultimi anni si è diffuso il termine Web 3 per riferirsi a un modo nuovo di interagire via Internet. Uno dei servizi che il Web 3 si propone di migliorare, decentralizzandolo, è quello dei social network. Vediamo come funziona, come ci siamo arrivati e le problematiche.

Dal Web1 dal Web3

La terminologia deriva dal fatto che nella sua primissima versione (Web 1), prima che i suoi servizi venissero commercializzati, Internet aveva funzionalità piuttosto limitate e per il suo utilizzo ogni utente doveva necessariamente far conto sulle proprie conoscenze e risorse per gestire l’infrastruttura di base. Si trattava in essenza di un sistema di comunicazione e condivisione di documenti tra ricercatori o scienziati dell’informatica che gestivano ciascuno i propri computer e server.

WHITEPAPER
DATI: fonte imprescindibile per le aziende! PROTEGGILI e mantienili CONFORMI alle regole
Big Data
Sicurezza

Web3 basato su blockchain: una tecno-utopia che pecca d’ingenuità

Con la sua commercializzazione, Internet si è trasformato in Web 2, uno strumento di comunicazione di massa, accessibile alla maggioranza invece che solo agli esperti del settore, anche grazie ad aziende che hanno deciso di occuparsi delle infrastrutture come servizio per l’utente, il quale ha potuto concentrarsi quindi sulla creazione e condivisione di contenuti. Un sistema, quindi, in cui servizi di acquisto e gestione delle infrastrutture sono centralizzati in aziende come Amazon, Twitter o Facebook (oggi Meta), che forniscono la piattaforma su cui l’utente può esprimersi liberamente.

Questo modello centralizzato è senza dubbio comodo per l’utente, che delega ad un’azienda la gestione ed il mantenimento delle infrastrutture, consentendo così anche ai non esperti di informatica di usufruire degli immensi benefici apportati da un intero mondo connesso ad una rete unica.

La centralizzazione ha tuttavia i suoi costi: le grandi aziende che gestiscono l’infrastruttura di Internet hanno grande potere sulla selezione dei contenuti che circolano o che esse stesse promuovono tramite algoritmi proprietari, e come tali difficili da studiare e valutare; si espone Internet al problema del singolo punto di rottura, ovvero la situazione in cui, se si rompe qualcosa nel server centrale, cade tutta la parte di rete che da esso dipende; si favorisce la crescita a dismisura delle aziende che gestiscono il sistema, con le relative ripercussioni economiche e sociali che vediamo nel mondo di oggi, in cui si è persa la fiducia verso i giganti della tecnologia. Web 3 si ripropone di mettere a disposizione dell’utente tutte le grandi potenzialità di Web 2, aggiungendone molte altre ancora, senza i problemi legati alla centralizzazione: grazie a sistemi distribuiti, Internet torna ad essere di tutti, un Web 1 potenziato con le capacità di Web 2 e più.

Web3 e social network decentralizzati

Negli ultimi anni abbiamo assistito al sorgere di gravi rischi legati agli immensi mondi centralizzati di Facebook o Twitter. Al di là dei problemi ricorrenti dovuti alla mancanza di trasparenza sul trattamento dei dati personali degli utenti, che nelle ultime settimane si sono anche tradotti in annunci da parte di Facebook di dover potenzialmente abbandonare il mercato europeo, protetto da regolamentazioni stringenti come il GDPR e le nuove proposte del Digital Services Act ed il Digital Markets Act, abbiamo visto come queste piattaforme siano state associate a problemi di diffusione di disinformazione o di censura; di campagne pubblicitarie personalizzate contenenti messaggi politici che potrebbero aver influito sul risultato di votazioni fondamentali in Paesi democratici come gli Stati Uniti e il Regno Unito; di salute mentale, specialmente negli adolescenti, o di bullismo. Decentralizzazione e specializzazione sono potenziali soluzioni a queste problematiche: da un lato, decentralizzare un social network impedisce ad un singolo grande gestore di raccogliere e trattare i dati di tutti i propri utenti per scopi pubblicitari e di imporre regole di utilizzo decise dall’alto; dall’altro lato, creare diversi social network dedicati per diverse comunità di utenti risolve il problema della selezione o censura dei contenuti alla radice, in quanto saranno gli utenti stessi a selezionarsi e scegliere il network che fa per loro, con i contenuti che essi stessi desiderano vedere e condividere.

Il social Planetary e la piattaforma Scuttlebutt

Una tra le iniziative più interessanti per un social network decentralizzato è Planetary. Sembra esserci tra molti la convinzione che la decentralizzazione richieda necessariamente la tecnologia blockchain, vale a dire un registro pubblico su cui registrare transazioni di varie tipologie proteggendole tramite codici crittografici. In realtà si possono costruire infrastrutture decentralizzate indipendentemente dalla blockchain. Planetary ne è un esempio: si basa su registri immutabili di singoli utenti che funzionano di fatto come dei diari personali che sono salvati sul proprio computer, non trasferiti/ceduti alla piattaforma. Ciascun utente può creare la sua comunità e stabilirne le regole od unirsi ad una comunità esistente con cui condivide degli interessi, e ciascuna comunità funziona come un social network indipendente. Il codice è open source, vale a dire ispezionabile ed utilizzabile da tutti. Planetary utilizza una piattaforma aperta chiamata Scuttlebutt di natura fondamentalmente diversa da quella dei social network che tutti conosciamo. Ecco come funziona.

Come funziona il network di Scuttlebutt

Anzitutto, per navigare nel network di Scuttlebutt è necessario un programma (in gergo, client) come Patchwork – una sorta di browser per il network come Firefox o Chrome lo sono per il World Wide Web – o un’estensione del proprio browser come Patchfox. Una volta installato, questo client crea una cartella nel computer in cui si troveranno tutti i contenuti che l’utente vorrà condividere: ogni interazione che l’utente avrà sul social network costituirà un record in questo diario personale. Il client utilizza la crittografia per proteggere questa cartella, generando una chiave privata che solo l’utente conosce, che verrà utilizzata per scrivere nel proprio diario, ed una chiave pubblica, che rappresenta la propria identità digitale, immutabile sul social network, e che serve a farsi riconoscere dagli altri utenti.

Il client consente di creare un proprio profilo associandovi un nome che l’utente può scegliere autonomamente: trattandosi di un diario privato, l’utente può ad esempio decidere di chiamarsi “Laura” senza doversi preoccupare che quel nome sia già stato scelto da qualcuno – non fa niente, la chiave pubblica, che tutti possono vedere, distinguerà quell’utente da chiunque altro decidesse di utilizzare lo stesso nome, senza il rischio che si correrebbe in un social network centralizzato in cui tutti devono necessariamente avere un nome unico per evitare casi di omonimia. Una volta creato il profilo, l’utente vede nella propria cartella semplicemente che l’unica attività su Scuttlebutt consiste, appunto, nella creazione del profilo, nient’altro: non ci sono suggerimenti su storie interessanti o su profili simili da seguire. Ricordiamo: si tratta semplicemente di una cartella nel proprio computer. Per cominciare a costruire il proprio network di “amici” occorre esplorare chi altro utilizza Scuttlebutt. Se si è connessi ad una rete pubblica, come quella di un caffè o di un aeroporto, il client rileva la presenza di altri utenti da seguire. Se Laura riconosce qualche amico, ad esempio Gabriele o Andrea, o vuole cominciare a seguire altri utenti che non conosce, semplicemente clicca su “Follow” (“Segui”) e solo allora il suo diario comincerà a popolarsi di contenuti, che verranno salvati nella cartella dedicata sul suo computer, restando così disponibili alla lettura anche quando non sarà più connessa ad Internet. Ogni interazione con Andrea e Gabriele verrà salvata sul diario di Laura, la quale può anche dare soprannomi ai suoi amici, ad esempio “Romanista convinto” per Andrea e “Romanista nonostante tutto” per Gabriele. Per il resto di Scuttlebutt i due amici resteranno sempre visibili come Andrea e Gabriele, ma Laura vedrà nella sua cartella locale i loro soprannomi.

Scuttlebutt consente anche ad utenti che non si “vedono” sullo stesso network locale (come la rete wifi pubblica di un caffè) di incontrarsi e sincronizzare i propri diari (accedere l’uno al diario dell’altro): lo si fa tramite dei “pub”, ovvero dei server che sono sempre connessi ad Internet e rendono quindi l’intera comunità raggiungibile. Il network consente anche di comunicare privatamente con i propri contatti utilizzando la crittografia end-to-end, un sistema di comunicazione che rende i messaggi leggibili solo tra le due parti senza che ve ne rimanga traccia alcuna altrove nell’infrastruttura. Scuttlebutt consente anche di bloccare altri utenti, il che automaticamente impedisce che i diari tra questi utenti e tra i loro amici si sincronizzino. Insomma, tutte le caratteristiche di un social network tradizionale ma creato per interazioni più umane, dettate dagli interessi degli utenti e non di una piattaforma centralizzata che, per sopravvivere e rimanere competitiva sul mercato, deve pensare anzitutto al profitto.

Altri esempi di social decentralizzati

Il mondo dei social network decentralizzati si sta espandendo velocemente. Oltre a Planetary e Scuttlebutt, che somigliano a Facebook, c’è Mastodon, con caratteristiche di microblogging simili a quelle di Twitter. E c’è un progetto all’interno di Twitter stesso, Bluesky, che mira alla decentralizzazione. C’è anche chi ci insegna, passo per passo, a creare e gestire un nostro social network del tutto autonomamente.

I rischi dei social decentralizzati

Oltre al rischio che si creino comunità potenzialmente pericolose (proprio perché autogestite e sottoposte solo a regole autoimposte), il problema di fondo dei social network decentralizzati è che, come spiega Moxie Marlinspike, co-fondatore della piattaforma di comunicazione privata Signal, l’utente tipico di Internet non ha alcuna voglia di gestire la propria infrastruttura: anche se si trovano guide comprensibili e relativamente facili da implementare, ci sono comunque costi di manutenzione e tempo necessario da dedicare anche a semplici infrastrutture di base che l’utente raramente ha a disposizione per simili attività.

Si rischia dunque di ricadere nella medesima situazione di partenza, in cui lentamente si delegano servizi di mantenimento a terze parti dietro pagamento, e presto queste terze parti diventano giganti stile Amazon che gestiscono enormi infrastrutture.

Conclusioni

Il Web 3 non è decentralizzato per natura – persino le caratteristiche più avanzate che utilizzano una blockchain, come le piattaforme di scambio di NFT o di criptovalute, hanno una parte fondamentale della loro struttura che è centralizzata e causa gli stessi problemi presenti nel Web 2. Siamo sicuri sia davvero l’Internet che vogliamo?

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4