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Workation, come funziona e perché introdurlo in azienda



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Lavorare in smart working da una località turistica: è il fenomeno workation, neologismo che unisce le parole work e vacation. Una soluzione vantaggiosa per lavoratori e imprese: ecco le modalità di attuazione

Pubblicato il 23 ott 2023

Chiara Ponti

Avvocato, Privacy Specialist & Legal Compliance e nuove tecnologie – Baccalaureata



turismo digitale

Lavorare in smart working da una località turistica: in questo consiste il fenomeno del workation, che promette la conciliazione tra lo svolgimento dei propri incarichi e la vacanza. Una soluzione che consente di migliorare l’equilibrio lavoro-vita privata, per una maggiore sostenibilità, ma che presenta anche dei limiti: è importante infatti garantire il diritto alla disconnessione.

Cosa si intende con workation

Il termine workation deriva dall’unione delle due parole work e vacation cioè lavoro e vacanza e, infatti, indica il lavorare da luoghi solitamente considerati come mete per le vacanze. Un’evoluzione dello smart working, assimilabile anche al south working, che consente di svolgere il proprio lavoro dappertutto sempre nel rispetto dei diritti del lavoratore, primo tra tutti quello alla disconnessione.

Alcune aziende già lo stanno attuando grazie alla previsione di un periodo di workation, in località attrezzate e accoglienti, per riequilibrare da un lato il rapporto lavoro-vita privata, e dall’altro per aumentare la produttività.

Workation, come funziona

Il workation richiede alcuni requisiti. Anzitutto, occorre che la mansione di ufficio sia compatibile con il lavoro da remoto. È naturale che, come per il lavoro agile, anche questo nuovo paradigma si basi sull’autonomia, la fiducia e il lavoro per obiettivi e risultati.

Workation: pro e contro del lavorare in remoto da un luogo di vacanza

I vantaggi del fenomeno workation per i lavoratori sono:

  • potersi recare in un luogo di villeggiatura senza dover aspettare il periodo estivo o vacanziero in generale o dover per forza prendere le ferie,
  • far coincidere i propri momenti di non lavoro condividendoli con chi si ha accanto;
  • non lavorare sempre nello stesso luogo e dalla stessa postazione;
  • recarsi dalla famiglia d’origine se dislocata in altro luogo;
  • seguire più agilmente gli impegni di famiglia fuori città.

Per le aziende i benefici che derivano dall’adottare tale politica sono:

  • maggiore produttività;
  • più motivazione;
  • un aumento della creatività;
  • lavoratori più contenti e soddisfatti e quindi fidelizzati.

Gli svantaggi

I contro del workation sono sostanzialmente annoverabili in un atteggiamento mentale che porta il lavoratore ad essere sempre con la testa sul lavoro, e non gli consente, per quanto sacro sia il diritto alla disconnessione, di disconnettersi davvero. Ciò può essere una causa di stress.

Ne consegue che gli svantaggi possono essere:

  • lavorare in modo continuativo senza riposarsi mai davvero;
  • trascorrere la maggior parte del tempo se non tutto al pc dovendo finire una data attività;
  • avere il pensiero fisso sul lavoro e quindi non rilassarsi magari anche divertendosi;
  • far ricadere ansie e stress sulle persone accanto vanificando la bellezza che il luogo di villeggiatura, di per sé, ha.

Come sfruttare al meglio il workation per aumentare la produttività aziendale

Per sfruttare al meglio il workation è bene pianificare con attenzione il proprio tempo e il lavoro nel quale aumentare la propria produttività aziendale. Stare molto ligi durante l’attività lavorativa, e non di meno nel momento di riposo.

Senza contare che il fenomeno può essere una soluzione efficace nella misura in cui sia l’eccezione e non la regola. Al riguardo, è bene precisare che il workation non intende sostituire affatto le vacanze né tanto meno abolirle. Ciò significa che, i lavoratori specialmente dipendenti, continuano ad avere il diritto alle ferie anche se l’azienda decida di permettere il workation.

Ecco che un ambiente rilassante e confortevole unito alla flessibilità sono le nuove leve, tanto per attrarre talenti, quanto per mantenere i membri del team produttivi e coinvolti.

Come organizzare una esperienza di lavoro da sogno per i tuoi dipendenti

Nel workation il lavoratore si sente privilegiato poiché trova l’equilibrio ideale tra gli impegni lavorativi e la propria vita privata.

Organizzarlo è semplice nella misura in cui l’azienda ci creda e decida di investirci. Per incrementare la produttività, l’azienda potrebbe concepire il workation come benefit aziendale con la conseguenza che la dimensione stessa consentirebbe da un lato al lavoratore di essere più performante poiché diversamente incentivato, e dall’altro alle aziende di trovare il modo, attraverso degli accordi con eventuali strutture che a ciò potrebbero prestarsi, di adottarlo con dei vantaggi anche fiscali, trattandosi di costo aziendali.

Mantenere un equilibrio tra lavoro e vita personale lavorando in vacanza

Premesso che nonostante il termine di “workation” come scritto all’inizio sia la crasi di due parole inglesi work e vacation, è bene intendersi sul più profondo significato di questa locuzione.

Lavoro e vacanza sono un ossimoro: o si lavora o si è in vacanza intendendosi per “vacanza” il tempo di non lavoro. Ora, nel richiamare il fenomeno del workation sarebbe meglio invocarlo come luogo alternativo al posto di lavoro che poi sia di villeggiatura è una mera coincidenza (per esempio, il lavoro svolto da un albergo sulle Dolomiti è comunque o stesso di quello che viene fatto in ufficio, cambia solo il panorama visibile dalla finestra e il mobilio circostante). Ma nulla di più.

A questo punto, il workation si presenta come possibile punto di equilibrio tra lavoro e tempo libero, ben di più dello smart working, rappresentando meglio quel concetto di flessibilità lavorativa, dal momento che consente ai lavoratori di prendersi una pausa e di viaggiare, pur continuando a lavorare.

D’altra parte, il cambiamento di ambiente è vissuto positivamente, in quanto in grado di aumentare la produttività e aiuta a ripartire con un sprint ritrovato e migliore. Basta che il workation sia ben organizzato e adeguato alle occasioni, come già ampiamente scritto.

Sposando il nuovo paradigma del workation cosa cambierebbe rispetto al classico smart working è la località, non più casa, e soprattutto in deroga alla modalità ordinaria di cui all’accordo individuale siglato e che ciascun’azienda, a seconda della politica (2-3 giorni o più alla settimana in presenza o viceversa) ha stabilito.

Workation: le migliori destinazioni per professionisti

Il fenomeno del workation può essere declinato anche per i liberi professionisti, sempre che l’attività lavorativa lo consenta. Tendenzialmente, lo permettono le professioni intellettuali o meglio tutte quelle attività che prevedono l’erogazione di un servizio (consulenza, redazione di atti e documenti e via a seguire, per i quali non è necessaria la presenza fisica).

Ne consegue che anche per i professionisti è possibile organizzare una esperienza di lavoro “da sogno” valendo a questo punto le considerazione sopra esposte al riguardo.Migliorare la collaborazione e la comunicazione aziendale durante un workation

Durante la modalità in workation, la collaborazione e la comunicazione aziendali fattori che, a prescindere da come viene svolta l’attività lavorativa sono comunque essenziali, potrebbero finanche migliorare. Infatti, da un lato l’ambiente circostante magari solare e nuovo rispetto al talvolta grigiore dell’ufficio, consentono al lavoratore di essere più disteso e soddisfatto, e dall’altro più quindi concentrato.

Ciò con tutta evidenza si riverbera non solo sull’efficienza del prestatore d’opera, ma anche sull’azienda che avrà (ottenuto) un risultato migliore, anche in termini di tempo oltre che di qualità. Da qui, l’intera dinamica lavorativa anche relazional-comunicativa ne trae vantaggio nella misura in cui il tutto risponda a criteri di buona organizzazione.

Workation: consigli per gestire lo stress lavorativo

Partiamo con l’individuare i possibili fattori di stress, a titolo esemplificativo ma non esaustivo. Il primo elemento può essere dato che, durante il workation, il lavoratore è isolato dall’azienda a detrimento delle relazioni sociali, come il fare pausa andando a prendere un caffè, connesse alla normale vita di ufficio.

Altro elemento di stress può derivare dal fatto che il lavoratore potrebbe avere ritmi incompatibili con la convivenza familiare. Terza ipotesi, e potrebbero essere anche molte di più, nella modalità di conference call e a distanza le informazioni scambiate possono essere insufficienti o poco chiare, situazioni che difficilmente si verificherebbero in un rapporto colloquiale diretto finendo con una stretta di mano, in caso di dissapori.

Ora, individuati questi probabili fattori di stress che divengono tali in quanto ripetuti e continuativi nel tempo, chiediamoci come porvi rimedio. Posto che cercare di fornire consigli per gestire lo stress lavorativo non sia semplice. Al primo esempio fatto, parrebbe non esserci rimedio. Per gli altri due sì. Nel secondo sopra citato caso, il rimedio è una rigorosa gestione del tempo,

nel senso che si devono creare le condizioni di intervallo/disconnessione seguendo i ritmi imposti in presenza: la pausa pranzo deve essere scandita sulla falsa riga di quella che sussiste in azienda. Nel terzo caso, tutto sta nell’organizzazione dell’attività lavorativa: tanto più precisa e confidente, quanto meglio sarà il risultato anche per evitare problematiche di quel tipo.

Workation: tutte le tecnologie per lavorare in modo efficiente

Il fenomeno del workation risponde, dal punto di vista tecnologico, alle stesse esigenze dello smart working o remot working. Questo perché non è tanto la modalità o questa più il luogo di vacanza a cambiare le regole, men che meno in termini di sicurezza.

Quest’ultima deve essere sempre garantita massimamente. Certo è che l’implementazione dei processi aziendali, con l’adozione di strumenti e tecnologie, come ad esempio in cloud, agevola il tutto in ottica di una smart collaboration sempre più efficiente.

Ecco che, per aumentare efficienza e produttività, la tecnologia ricopre un ruolo fondamentale. Un incremento di questi due fattori, già nello smart working e vieppiù nel cambio di paradigma al workation, è garantito, per esempio, da comunicazioni unificate in cloud, da piattaforme di collaborazione che creano ecosistemi condivisi e accessibili a chiunque, dall’utilizzo di software di videoconferenza adattabili in ogni circostanza.

Tutti strumenti che, se ben integrati con i processi aziendali già esistenti a fronte della quotidianità di un lavoratore, permettono di connettere i gruppi di lavoro con i clienti, in totale sicurezza.

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