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Assegno unico universale, cos’è, come fare domanda e cosa cambia dal 30 giugno

Assegno unico universale al via, da metà marzo 2022 sono partite le erogazioni per chi ha chiesto il beneficio a gennaio e febbraio 2022, a maggio in pagamento le richieste di aprile: la misura sostituisce i precedenti incentivi a supporto delle famiglie, come le detrazioni fiscali per i figli a carico

17 Mag 2022
Nicoletta Pisanu

Redazione AgendaDigitale.eu

assegno unico

Un supporto economico per aiutare i genitori: l’assegno unico mensile e universale per i figli dal primo gennaio 2022 sostituisce le precedenti misure, come le detrazioni fiscali, che erano previste per sostenere i nuclei familiari con figli a carico. Fa parte del pacchetto di interventi previsto con il Family Act.

La domanda va presentata annualmente: per chi ha inoltrato la richiesta a gennaio o febbraio, le prime erogazioni saranno a marzo, in particolare tra il 15 e il 20 del mese. Vediamo tutti i dettagli di questa misura, come funziona, quali sono i requisiti e come richiederla. Grazie ai servizi Inps online è possibile anche fare una simulazione per capire a quanto si ha diritto, procedura disponibile anche sul sito istituzionale dedicato alla misura, assegnounicoitalia.it .

Come comunicato da Inps, sono stati chiesti in tutto assegni universali per circa 7,5 milioni di figli nei primi quattro mesi dal lancio della misura. Le domande presentate fino al 30 giugno 2022 permettono di ricevere anche gli arretrati dei mesi precedenti, dopo quella data invece l’assegno verrà pagato senza arretrati dal mese successivo.

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Cos’è l’assegno unico

L’assegno unico e universale è una misura a supporto delle famiglie. L’obiettivo della misura è quello di semplificare l’ambito dei contributi a sostegno della natalità e consiste in un aiuto economico per ogni figlio a carico fino ai ventuno anni di età. Non c’è invece alcun limite d’età in caso di figli disabili.

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L’assegno unico viene garantito a tutte le famiglie, indipendentemente dalla loro condizione reddituale, varia solo l’ammontare del contributo. Infatti, l’importo è basato sull’ISEE valido al momento in cui si presenta la richiesta, ma se non si dispone del documento si può comunque ottenere l’assegno.

L’assegno unico e universale per i figli sostituisce, da marzo 2022, queste precedenti misure:

  • Detrazioni fiscali per i figli a carico fino ai ventuno anni d’età
  • Bonus bebè
  • Bonus mamma domani
  • Assegni alle famiglie con figli e orfanili
  • Assegno per supportare i genitori con almeno tre figli minorenni

Come funziona

L’Assegno unico viene erogato da INPS e l’accredito avviene tramite conto corrente o bonifico domiciliato. Per ottenere l’assegno unico non importa la condizione economica in cui si trova la famiglia richiedente, l’ISEE va presentato non per essere esclusi o meno ma per determinare l’importo dell’assegno.

In generale la misura spetta:

  • Dal settimo mese di gravidanza per i nuovi nati;
  • Per ogni figlio con disabilità, senza un limite dovuto all’età;
  • Per ogni figlio minorenne;
  • Per ogni figlio maggiorenne a carico, fino ai ventuno anni d’età, il quale deve:
  • Frequentare un corso professionale, andare a scuola o all’università;
  • Svolgere uno stage o lavorare ma avere reddito inferiore agli ottomila euro all’anno;
  • Sia in cerca di lavoro (deve essere registrato ai centri pubblici come disoccupato e in cerca di occupazione)
  • Essere coinvolto in un’esperienza di servizio civile.

Quali sono i requisiti per l’assegno unico

Tutti i genitori possono chiedere l’assegno unico, indipendentemente dal tipo di lavoro che svolgono e dalla loro posizione di contribuenti (se per esempio sono autonomi o sono lavoratori dipendenti o ancora se sono inoccupati).

È però necessario avere i seguenti requisiti:

  • Essere cittadino italiano o di un Paese europeo oppure essere familiare di un cittadino italiano o UE, in alternativa è necessario avere regolare permesso di soggiorno per lunghi periodi o per lavorare o svolgere ricerca per periodi superiori ai sei mesi;
  • Avere domicilio o residenza in Italia ed essere stato per almeno due anni residente in Italia oppure abbia un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di almeno sei mesi;
  • Essere soggetti al pagamento dell’Irpef

Assegno unico con Isee o senza

Al momento in cui si presenta la domanda per l’assegno unico non è indispensabile avere l’ISEE in corso di validità. Tuttavia, le famiglie che l’avranno riceveranno un assegno con importi più alti, in base alla fascia di ISEE in cui rientrano i richiedenti. Invece, se non si ha l’ISEE al momento della richiesta ma lo si presenta entro il 30 giugno, le maggiorazioni saranno retroattive. A chi non presenta ISEE o ha ISEE superiore ai 40.000 euro, saranno corrisposte le cifre minime previste.

Assegno unico e reddito di cittadinanza

L’assegno unico e universale per i figli può essere fruito in contemporanea al reddito di cittadinanza: se chi richiede l’assegno percepisce il reddito di cittadinanza, il contributo sarà erogato sulla carta di cui i titolari di reddito di cittadinanza dispongono.

A chi è titolare di reddito di cittadinanza e ha figli l’assegno viene erogato in automatico, non c’è bisogno di presentare la domanda.

Come viene calcolato l’assegno unico

Per il calcolo dell’assegno unico, si tiene conto di una cifra base che cambia progressivamente in base all’ISEE e all’età dei figli:

  • Valore massimo disponibile 175 euro per ogni figlio con ISEE fino a 15.000 euro e figli minorenni;
  • Valore minimo disponibile 50 euro per ogni figlio con ISEE pari o maggiore di 40.000 euro o assenza di ISEE.

Le maggiorazioni

Sono previste maggiorazioni:

  • Per chi ha più di due figli, a partire dall’assegno per il terzo figlio;
  • Per le mamme con età inferiore ai ventuno anni;
  • Per i figli con disabilità
  • Per i genitori entrambi con redditi da lavoro
  • Per chi con le misure precedenti alla riforma dell’assegno unico avrebbe, in base ai calcoli, percepito somme maggiori (quindi una maggiorazione che funge da compensazione).

Come richiedere l’assegno unico

Per richiedere l’assegno unico si può fare domanda:

  • Tramite i servizi Inps online, accedendo con SPID, CIE o CNS (ricordiamo infatti che le vecchie credenziali personali sono state dismesse da tutti i siti della pubblica amministrazione);
  • Chiamando il numero verde 803.164 da rete fissa, gratuitamente, o lo 06 164.164 da cellulare, a pagamento;
  • Tramite i servizi telematici gratuiti offerti dai patronati.

Sul sito Inps è possibile fare una simulazione per capire l’importo che spetta.

Avviando la procedura “simulazione importo assegno unico” al link indicato sul sito istituzionale dell’ente infatti, si avvierà il percorso online per verificare a quanto ammonta l’assegno unico cui si ha diritto. Per prima cosa, vengono chieste informazioni specifiche sui figli, cioè bisogna indicare per esempio quanti figli minorenni si hanno, se sono disabili medi, gravi, non autosufficienti. Bisogna indicare anche se si è in possesso di ISEE e se si ha diritto alla maggiorazione o se si è una mamma con età inferiore ai ventuno anni.

Cliccando sul bottone verde “Calcola importo assegno mensile”, immediatamente comparirà il risultato con l’ammontare del contributo che spetta in base alle informazioni inserite.

Quando fare domanda per l’assegno unico

L’assegno unico per i figli richiede la presentazione di una domanda annuale. Può essere fatta dal primo gennaio 2022 e include anche i mesi di febbraio e marzo dell’anno seguente.

Quando viene pagato

Se le domande sono inoltrate a gennaio e febbraio, l’assegno unico verrà pagato dal 15 al 21 marzo. In generale, le domande presentate fino al 30 giugno includono il pagamento degli arretrati da marzo.

Chi fa domanda dopo il 30 giugno, riceverà dal mese successivo alla presentazione della domanda un compenso stabilito in base all’ISEE valido in quel momento.

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