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Agricoltura 4.0, che cosa è e perché l’Italia deve investirci

Pubblicato il 07 Feb 2018

Andrea Bacchetti

Direttore Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia

Maria Pavesi

Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia

Pietro Pezzolla

Osservatorio Smart AgriFood, Politecnico di Milano e Università degli Studi di Brescia

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Le tendenze di mercato dell'Agricoltura 4.0

Di evoluzione tecnologica in agricoltura si parla da parecchio tempo. Già dagli anni ’90, infatti, grazie a tecnologie satellitari, GPS e software sui macchinari, il settore ha visto diffondersi il concetto di “Agricoltura di Precisione”, intesa come approccio finalizzato ad eseguire interventi agronomici mirati ed efficienti, tenendo conto delle effettive esigenze colturali e delle caratteristiche biochimiche e fisiche del suolo.

Che cosa è l’Agricoltura 4.0 e a che serve

Oggi, grazie alla piena maturazione delle tecnologie digitali, tale strategia vive una “seconda giovinezza”: in particolare attraverso l’Internet of Things e i Big Data, l’Agricoltura di Precisione è in grado di fornire e gestire più informazioni, in maniera più accurata e tempestiva, permettendo di automatizzare attività produttive altrimenti non collegate. Il tutto, integrando le attività di campo con gli altri processi (logistica in primis) che afferiscono all’azienda agricola nel suo complesso, il cosiddetto Internet of Farming. Ebbene, la sommatoria tra Agricoltura di Precisione e Internet of Farming conduce all’Agricoltura 4.0, ovvero l’utilizzo armonico e interconnesso di diverse tecnologie finalizzate a migliorare resa e sostenibilità delle coltivazioni, qualità produttiva e di trasformazione, condizioni di lavoro. Di fatto, l’Industria 4.0, in campo.

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Le applicazioni di Agricoltura 4.0

Quali i principali benefici applicativi? L’analisi incrociata di fattori ambientali, climatici e colturali consente di stabilire il fabbisogno irriguo e nutritivo delle coltivazioni, prevenire patologie, identificare infestanti prima che proliferino; di conseguenza è possibile intervenire in modo mirato, risparmiando risorse materiali e temporali ed effettuando interventi più efficaci, che incidono positivamente sulla qualità del prodotto finito.

Il beneficio quindi è sia qualitativo sia quantitativo: si pensi, da un lato, ad aziende agricole che hanno ottenuto un risparmio sugli input produttivi del 30% con il 20% di produzione in più, e dall’altro, ad aziende che hanno ottenuto prodotti di maggiore qualità senza alcun residuo di sostanze chimiche. Non è tutto: grazie a tali tecnologie è infatti possibile stabilire il momento più opportuno per la raccolta e gestirla, se necessario, in più fasi, in modo da cogliere il prodotto nel momento più indicato a seconda dell’utilizzo che ne verrà fatto lungo la filiera. Ed è proprio sfruttando tali dati lungo la filiera che si coglie il maggior valore dell’Agricoltura 4.0: è possibile tracciare e certificare prodotti dal campo fino all’industria di trasformazione, costituire filiere corte, ottenere prodotti di massima qualità e creare efficienza non solo nei processi produttivi, ma anche in quelli di scambio merci e informazioni tra i vari attori della value chain.

Quanto è diffusa Agricoltura 4.0

A fronte di cotanti benefici, la diffusione di tali pratiche è significativa? Non proprio. Si stima che solo l’1% della superficie coltivata complessiva in Italia sia gestita con queste tecniche. Nonostante, o forse proprio per questo, il mercato sta crescendo. L’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia ha mappato oltre 200 soluzioni di Agricoltura 4.0 offerte in Italia, costituenti un mercato che oggi cuba già 100 milioni di euro, pari a circa il 2,5% di quello globale.

Gli ostacoli alla diffusione

Quali sono i principali fattori ostativi ad una diffusione su più ampia scala?

In primis, esiste una barriera culturale nei confronti dell’innovazione, che genera cambiamenti rispetto all’approccio tradizionale.

In secondo luogo, c’è spesso un elemento di limitata consapevolezza; dalle interviste svolte sul campo dai ricercatori dell’osservatorio è emersa una ridotta comprensione della gamma dei benefici riconducibili alle applicazioni di Agricoltura 4.0, spesso limitati alla sola riduzione dei costi di produzione.

Occorre inoltre considerare anche una certa immaturità da parte degli attori dell’offerta, che si stanno strutturando al fine di offrire soluzioni effettivamente in linea con i fabbisogni delle aziende della domanda, peraltro da sempre abituate a intrattenere relazioni con pochissime e consolidate aziende (es. concessionario di fiducia, agronomo amico di famiglia, etc.).

Infine, incide negativamente la dimensione media delle aziende agricole; un rapporto Eurostat del 2015 segnala che la dimensione media aziendale è dell’ordine dei 12 ettari coltivati, dato decisamente inferiore a quello di altri paesi, europei e non. Dimensioni inferiori significa maggiori difficoltà ad investire e ad apprezzare i benefici delle tecnologie di precisione, anche se, ad onor del vero, le ricerche dell’Osservatorio evidenziano benefici sostanziali anche per aziende di pezzatura ridotta, a fronte di investimenti (e tempi di ritorno) più che ragionevoli.

Dove investire per un rilancio

Occorre lavorare sulla formazione, ma prima ancora sulla sensibilizzazione delle aziende agricole. Esse devono poter apprezzare appieno i benefici potenziali della rivoluzione 4.0, laddove possibile toccando con mano l’esperienza concreta di chi ce l’ha già fatta.

In secondo luogo, è auspicabile che l’attuale piano Impresa 4.0, concepito in particolare per l’industria manifatturiera, possa essere concretamente esteso a tutti gli attori della filiera agro-alimentare, incluse le aziende agricole.

LEGGI COSA SERVE ALL’ITALIA PER LO SMART AGRICULTURE

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La ricerca completa dell’Osservatorio Smart AgriFood è disponibile sul sito www.osservatori.net

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Bibliografia

Mipaaf, 2015. Report sullo stato dell’arte dell’Agricoltura di Precisione in Italia

Gatto Simone, 2012. Applicazione delle tecnologie di Agricoltura di Precisione nella coltivazione del Mais in una azienda cerealicola-zootecnica. http://tesi.cab.unipd.it/42408/

Eurostat, 2015. Statistiche sulla struttura delle aziende agricole https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Farm_structure_statistics/it&oldid=370120

Osservatorio Smart AgriFood, 2018. Coltiva dati. Raccogli valore. La trasformazione digitale dell’agroalimentare

Cema – European Agricultural Machinery, 2017. Digital Farming: what does it really mean?

Ministero dello Sviluppo Economico, 2017. Piano nazionale Industria 4.0

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