Vademecum

Formazione 4.0, aumentano le aliquote: cosa cambia con il Decreto Aiuti

Il Decreto Aiuti porta l’aumento delle aliquote per la Formazione 4.0 per piccole e medie imprese, con l’obiettivo di migliorare la trasformazione digitale delle PMI: ecco tutti i dettagli, i requisiti e la normativa di riferimento per approfondire questo tema di grande attualità

06 Mag 2022
Daniele Tumietto

commercialista

Il Decreto Aiuti ha come obiettivo, tra gli altri, quello di migliorare la trasformazione delle PMI, sia sotto l’aspetto tecnologico sia sotto l’aspetto della digitalizzazione, incrementando le aliquote relative al credito d’imposta per la Formazione 4.0 fino al 70 per cento per le piccole imprese e al 50 per cento per medie imprese.

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La normativa di riferimento

L’attuale normativa introdotta dall’articolo 1, commi da 46 a 56, della Legge 27 dicembre 2017, n. 205, nota come Formazione 4.0 prevede il riconoscimento di un credito d’imposta sulle spese di formazione del personale dipendente, se relative all’acquisizione e al consolidamento delle competenze nelle tecnologie relative alla trasformazione tecnologica e digitale come previste dal Piano Transizione 4.0. I benefici in questione sono riconosciuti a tutte le imprese, compresi gli enti non commerciali che esercitano attività commerciali, anche in relazione al personale impiegato promiscuamente.

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Le aliquote

La già menzionata misura prevede che il credito d’imposta sulle spese relative al personale dipendente impegnato nelle attività di formazione ammissibili e limitatamente al costo aziendale riferito alle ore o alle giornate di formazione, è ammesso nelle seguenti misure:

  • 50 per cento, nel limite massimo annuale di 300.000 euro, per le piccole imprese;
  • 40 per cento, nel limite massimo annuale di 250.000 euro, per le medie imprese;
  • 30 per cento, nel limite massimo annuale di 250.000 euro, per le grandi imprese.

È previsto un aumento del 60 per cento qualora i destinatari delle attività di formazione rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati (ai sensi delle definizioni contenute nel Decreto del Ministro del Lavoro del 17 ottobre 2017).

I requisiti

Il Decreto Aiuti prevede che gli incrementi del credito d’imposta siano ammessi a condizione che le attività di formazione, e di certificazione dei piani formativi, siano erogate da soggetti che saranno poi individuati con un decreto del Ministro dello sviluppo economico che sarà adottato entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri.

Nell’ipotesi in cui le attività di formazione vengano avviate successivamente all’entrata in vigore della Decreto, o che non adempiano alle condizioni che saranno contenute nel decreto ministeriale da emanare entro 30 giorni, è previsto che le aliquote siano diminuite nel seguente modo:

  • al 40 per centro per le piccole imprese,
  • al 35 per cento per le medie imprese.

Appare singolare, e per certi versi contrastante, che il provvedimento del Consiglio dei ministri incrementi (per il futuro) l’agevolazione del credito d’imposta su Formazione 4.0 senza però indicare le modalità ed i requisiti che regoleranno l’applicazione corretta di tale agevolazione.

Il taglio delle aliquote dei progetti ordinari

Questa incertezza è accompagnata anche dall’applicazione di un taglio dell’aliquota dei progetti ordinari, compresi quelli che sulla base decreto di prossima emanazione non saranno conformi alle disposizioni che lo stesso introdurrà, che introduce una ingiustificata riduzione che grava di più sulle piccole imprese. Infatti, per le piccole imprese l’aliquota scenderà del 25 per cento, mentre per le medie imprese la riduzione sarà contenuta del 12,50. C

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