IL REPORT WEF

Lavoro in Industry 4.0: sfida su competenze, politiche, contratto sociale

I robot toglieranno o creeranno posti di Lavoro? Le nuove stime del World economic forum, che vedono 58 milioni di nuovi posti al 2022, diventano spunto di dibattito fra economisti ed esperti del mondo del lavoro, che si dividono fra ottimisti e pessimisti ma concordano sulla centralità di formazione e politiche attive

05 Ott 2018
industria 4.0

Il World Economic Forum ha cambiato idea: la quarta rivoluzione industriale creerà nuovi posti di lavoro. Ma su questo i dubbi degli esperti – anche quelli intervistati dalla nostra testata – continuano a permanere. 

Vediamo la piega che sta prendendo il dibattito sul rapporto tra occupazione e sviluppo tecnologico.

Le nuove stime del WEF

Intanto, la sorpresa. Nel giro di due anni, uno dei più accreditati think tank del mondo, ha drasticamente rivisto la propria stima sull’impatto che Industria 4.0 è destinata ad avere sull’occupazione globale. Per la precisione, il report sul futuro del lavoro in Industry 4.0 del 2016 stimava che entro il 2020 a causa della trasformazione digitale del mondo del lavoro sarebbero andati persi 5,1 milioni di posti di lavoro.

Evento in presenza
SAP NOW, 20 ottobre | Sostenibilità e innovazione per un ecosistema digitale che rispetta il pianeta
Cloud
Datacenter

L’edizione 2018 dello stesso report, The future of jobs, prevede invece che entro il 2022 di posti di lavoro se ne guadagneranno 58 milioni. Diciamolo, c’è una bella differenza. Non solo perché le due previsioni indicano trend opposti rispetto al lavoro 4.0, ma anche per la forbice che c’è in termini quantitativi. A prenderli alla lettera (esercizio evidentemente poco sensato), si dovrebbe pensare che nei prossimi due anni si perderanno 5,1 milioni di posti di lavoro, e nei due successivi se ne creeranno oltre 50mila.

Al di là delle battute, è lo stesso Klaus Schwab, fondatore e presidente del Wef, a mettere in guardia su due fattori fondamentali: «la nostra analisi – scrive nella prefazione del report – rileva che la crescente domanda di nuove professionalità è destinata a controbilanciare il calo che invece riguarda altre mansioni lavorative. In ogni caso, questo incremento non è scontato. Comporta anzi una difficile transizione per milioni di lavoratori e la necessità di investire su formazione e talento a livello internazionale». In parole semplici, la sfida è molto difficile, perché lo scenario positivo può trasformarsi rapidamente nel suo opposto: «cambiamento tecnologico accompagnato da carenza di talenti, disoccupazione di massa, ineguaglianza crescente».

E riguarda tutti: le imprese, che devono insistere su reskilling e upskilling dell’attuale forza lavoro, i lavoratori, che devono continuamente aggiornare le proprie competenze, e i governi, che devono creare un ambiente adeguato a questi cambiamenti, in modo «rapido e creativo». In questi termini, come si vede, il discorso va oltre i numeri, a fornisce spunti per un dibattito articolato sul “Futuro del lavoro“, per riprendere il titolo del report del Wef.

Le stime degli esperti sul lavoro in Industry 4.0

Perché il punto, secondo Mauro Lombardi, economista dell’università di Firenze, è che «non si possono prevedere, con numeri precisi, i posti di lavoro che vengono creati o distrutti. Industria 4.0 è ancora un mondo tutto da scoprire e sviluppare, che presenta molte variabili. Fra l’altro, la dinamica dell’occupazione dipende anche dal tipo di politiche macro che vengono fatte, piuttosto che da trend internazionali in atto (penso all’incertezza, alle politiche protezionistiche). Per cui direi che si tratta di un’operazione molto difficile, forse addirittura eccessiva».

Anche secondo Massimo Bonini, segretario della Camera del Lavoro di Milano, «il buon senso indica che è complicato fare previsioni. La mia sensazione – prosegue -, è che nel breve periodo si possano distruggere posti di lavoro, che poi si ricostruiranno nel medio-lungo termine». Più nel dettaglio: «nell’immediato si perdono posti perché non ci sono competenze adeguate nell’attuale mondo del lavoro, mentre nel futuro ci si riprende attraverso l’istruzione». Francesco Seghezzi, direttore di Adapt, che già due anni fa avvertiva che su Industry 4.0 per avere scenari misurabili e compiuti bisogna aspettare il 2030, ritiene che «il Rapporto del 2018 sia più esaustivo e condivisibile in quanto calcola anche i nuovi lavori che la tecnologia potrà generare. Questo però a patto, come il rapporto sottolinea, che si accompagnino gli investimenti in tecnologia con formazione di una serie competenze soprattutto trasversali che il rapporto elenca. Infatti se la distruzione di molti posti è quasi scontata in concomitanza dell’introduzione di alcune tecnologie, la creazione di posti di lavoro è profondamente legata alla formazione delle competenze e alla creazione di nuovi modelli di business e nuovi mercati che creino conseguentemente nuovi lavori oggi non esistenti».  Molto simile la posizione di Teodoro Valente, prorettore al Trasferimento tecnologico della Sapienza di Roma: «diciamo che è un esercizio sensato se contestualizzato. E’ indubbio che la digitalizzazione ha un impatto negativo, nel senso che con il controllo in automazione dei processi di fabbricazione alcune attività manuali sono a rischio. Però la digitalizzazione creare anche nuove figure professionali». Quindi la sfida vera è sulla formazione.

I robot ci ruberanno il lavoro? Solo se non facciamo queste cose

Formazione e contratto sociale

Anche se, insiste Lombardi, «non possiamo comunque sottovalutare il fatto che su Industry 4.0 ci sono ancora molte variabili che rendono le previsioni troppo incerte. Un tema grosso è il seguente: quale tipo di contratto sociale ci vuole per affrontare la digitalizzazione del mondo del lavoro? Bisogna probabilmente pensare a nuove tipologie di intervento pubblico, che abbiamo impatto positivo su occupazione e posti di lavoro». E indubbiamente possibile che «con Industria 4.0 si creano nuovi fabbisogni e competenze che porteranno a un incremento dei posti di lavoro», ma al momento questo non può rappresentare una certezza. «Facciamo un esempio: la ristrutturazione intelligente delle città ha un potenziale enorme anche sul fronte occupazionale. Però tutto dipende dalle politiche pubbliche».

Bonini insiste sull’importanza, e sull’urgenza, della formazione («è uno sforzo che andava fatto da qualche anno»), e delle politiche attive, con un percorso che «si fa carico di chi è stato espulso dal mondo del lavoro, e lo riqualifica, lo forma e lo reinserisce. Senza questa azione, le politiche attive non servono a nulla». Il Jobs Act, invece, «ha fatto il contrario, prevedendo prima gli incentivi e poi le politiche attive». E «anche le imprese dovrebbero ragionare in termini di riqualificazione dei propri lavoratori, anche in considerazione del fatto chi ha già innovato, ha creato occupazione, mentre chi non l’ha fatto ha perso posti di lavoro, o addirittura ha chiuso». Dunque, c’è anche la sfida di «orientare l’imprenditore verso il futuro». Lombardi spezza una lancia a favore degli imprenditori, sottolineando che si trovano in una situazione molto difficile, proprio a causa della grande complessità e incertezza che caratterizza la trasformazione 4.0. «Io non vorrei essere un imprenditore oggi, lo scenario è veramente molto difficile, offuscato da problemi rilevanti non solo per la dinamica tecnologica, i cui trend non sono facilmente prevedibili, ma anche per le variabili politiche, culturali, sociali». Uno dei punti critici che Bonini rileva, parlando dell’attività che la Cgil svolge per la formazione nelle imprese riguarda l’atteggiamento delle imprese, «è la tendenza a formare chi ha già skill avanzate, abbandonando invece coloro che non ne hanno. Bisognerebbe invece concentrare gli sforzi non solo su chi parte già da un livello elevato, perché il rischio è che l’innovazione allarghi la forbice e tagli forza lavoro». Il risultato è che si crea uno svantaggio competitivo per la stessa impresa, che prima scarica costi sulla collettività e poi, nel tempo, assume».

La formazione, conclude Valente, deve basarsi sulla collaborazione fra pubblico e privato. «Ci sono molti strumenti, dalla classica laurea a corsi sempre a livello universitario ma targettizzati sulle imprese. Bisogna fare attività di orientamento, insieme ai digital innovation hub. Bisogna coinvolgere i grandi player del privato. E va differenziata la formazione a seconda del target: quadri, esperti, impiegati, operai a via dicendo».

Le tabelle su trend di mercato  e competenze al 2022

Il protezionismo, citato da Lombardi, è fra gli elementi che anche secondo il report del World Economic Forum incidono negativamente sulla crescita dell’occupazione al 2022. Ecco in tabella quali sono le strategie che, se messe in pratica, avranno un impatto positivo e quelle che, invece, hanno un effetto negativo sulla crescita delle imprese.

Trend con un impatto positivo al 2022Trend con impatto negativo al 2022
adozione di nuove tecnologieprotezionismo
big dataattacchi informatici
mobile Internetinstabilità governativa
intelligenza artificialeclimate change
cloudinvecchiamento della popolazione
cambiamenti delle dinamiche di crescita dell’economiafuga dei cervelli
espansione del benessere nelle economie emergenticambiamenti delle dinamiche di crescita nazionali
istruzionementalità delle nuove generazioni
new energycambiamenti nella crescita macroeconomica
crescita della classe mediaintelligenza artificiale

Come si vede, in alcuni casi ci sono gli stessi elementi, (ad esempio, l’intelligenza artificiale), che possono essere visti sia come driver di crescita che come elementi critici. Vediamo invece quali sono, sempre secondo il report, le soft skill che verranno più richieste nel 2022. La top ten:

  1. Pensiero analitico e propensione all’innovazione: in prima posizione anche nel 2018.
  2. Active learning e strategie di apprendimento: oggi è in quarta posizione.
  3. Creatività, originalità e spirito di iniziativa: oggi è in quinta posizione.
  4. Technology design and programming: nuova competenza, non presente nella top ten 2018.
  5. Pensiero critico: in discesa, oggi è in terza posizione.
  6. Problem-solving complesso: i discesa, oggi è il seconda posizione.
  7. Leadership e influenza sociale: oggi è in nona posizione.
  8. Intelligenza emotiva: in discesa, oggi è in ottava posizione.
  9. Ragionamento, problem solving e ideazione.
  10. Analisi dei sistemi e valutazione: nuova competenza, non presente nella top ten 2018.
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4