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Coperture

Banda ultra larga: 18% di italiani con la fibra, 40% con Lte

di Cristoforo Morandini, Between

27 Gen 2014

27 gennaio 2014

Le analisi aggiornate al 2014. Solo il 4% non è coperto da nessun servizio banda larga terrestre (satellite escluso). La copertura delle nuove reti in fibra è quasi raddoppiata in un anno, ma non basta. L’Lte avanza spedito

Se il 2013 è stato l’anno zero della banda ultra larga, fissa e mobile, il 2014 sarà l’anno delle verifiche, sia in termini di sviluppo effettivo della copertura del territorio che del reale interesse da parte degli utenti.

Vale però la pena di fare innanzitutto un punto sul passato e, in particolare, sulla definitiva chiusura del digital divide infrastrutturale, che in realtà il Commissario Kroes ha dichiarato a ottobre 2013 un problema sostanzialmente risolto grazie alla disponibilità di soluzioni satellitari in grado di coprire i territori che presentano ancora problemi di copertura di rete fissa e/o mobile. Come noto però, l’Italia si è dato un obiettivo specifico all’interno del Piano Nazionale per la Banda Larga, che prevede un’ulteriore sviluppo della copertura fissa e mobile, per  garantire almeno 2 Mbps di download a tutti gli italiani.

A fine 2013 erano oltre 6.600 i comuni dove era disponibile il servizio ADSL Full (7 Mbps) e in poco meno di 5.000 comuni è stato attivato anche il servizio a 20 Mbps, per un livello di copertura netta della popolazione pari al 91% nel primo caso e all’81% nel secondo.

Di fatto però, la copertura dei servizi a banda larga mobile (HSDPA) ha ormai superato quella della rete fissa, sia in termini di numero di comuni raggiunti (circa 7.800) che di popolazione coperta. A questa copertura si deve poi aggiungere il contributo delle reti WiMAX e di quelle HiperLAN, che coprono ormai anch’esse molte migliaia di comuni.

La conseguenza è che dei circa 1.500 comuni che non sono coperti da rete fissa, la stragrande maggioranza presenta una copertura almeno parziale da parte di reti radio, portando quindi la copertura effettiva netta dei servizi a banda larga (wired e wireless) al 96% della popolazione. Per il 4% ancora escluso la soluzione immediata può essere il satellite, a meno di aspettare gli effetti degli ultimi bandi del Piano Nazionale.

Passiamo al futuro.

Per quanto riguarda la rete fissa (FTTx), a inizio anno sono 40 le città dove il servizio è attivo e in 7 (le città nelle quali Fastweb ha storicamente dispiegato la sua rete in fibra ottica) di queste è in realtà disponibile sia l’offerta FTTC (fibra fino all’armadio), con velocità a partire da 30 Mbps, che quella FTTH (fibra fino a casa) che consente di raggiungere i 100 Mbps in download. A Milano i quattro operatori principali utilizzano la rete in fibra di Metroweb e offrono i servizi  a 100 Mbps, mentre nelle altre città FTTH è presente solo l’offerta fibra di Fastweb. In 33 città sono disponibili i servizi di più di 2 operatori, mentre in 6 città è presente solo un operatore.

In sintesi, in un anno la copertura è passata da circa il 10% della popolazione, all’attuale 18%.

Passando alla rete mobile, il dispiegamento dell’LTE è stato decisamente più veloce, in particolare da parte di Telecom Italia, ma la situazione evolverà molto rapidamente nel corso del 2014. A gennaio 2014 le città dove il servizio è dichiarato disponibile sono oltre 500, che corrispondono ad una popolazione nominalmente superiore 40%, anche se non tutte le città presentano lo stesso livello di copertura effettiva. Di fatto solo 36 città sono presenti più di 2 operatori. Sulle velocità effettive del servizio rimane qualche ambiguità e di fatto la velocità nominale raggiunge i 70 Mbps, ma tale valore va ricercato spesso nelle note, che chiariscono come si tratti di un limite teorico.

Infine, confrontando i due livelli di copertura emerge come, di fatto tutte le città FTTx sono coperte dall’LTE (al netto di 2 città minori).

Le nuove reti sono una realtà, ora tocca alla domanda.

  • Attilio A. Romita

    Tutti sarebbero molto contenti se esistesse una copertura al 100% a 100MHz fissa E mobile.
    I numeri di Between, aggiungendo il satellite, ci dicono che siamo messi realisticamente molto bene.
    Purtroppo tutta questa disponibilità di rete è inutilizzata al 50% perchè sono tanti quelli che NON SANNO usare la Rete e non per difficoltà reali, ma per ignoranza pratica ed è questo il vero Digital Divide italiano, non gap tecnologico, ma gap culturale

  • Rebus

    L’articolo mi pare eccessivamente ottimistico. L’anali non andrebbe effettuata solo sulla popolazione ma sul territorio coperto. Ci sono ampie aree (vivo in Emilia – provincia di BO) NON coperte da rete fissa oltre i 64k, senza wi-fi e con pochissima copertura di rete mobile. In parole povere il digital divide è ancora un grave problema non solo per i cittadini ma anche e soprattutto per le aziende presenti in quei territori. Sollecitazioni scritte di Sindaci ai fornitori di banda larga continuano a non ricevere risposte e i loro territori”soffrono”!!!

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