telecomunicazioni

DESI 2021, come va l’Italia 5G e fibra: ecco le priorità

La fotografia del DESI 2021 sulla diffusione delle tecnologie di accesso a larga banda fissa e mobile; lo stato dell’arte della connettività 5G in Europa e in Italia; gli scenari post covid e lo sviluppo del 6G: facciamo il punto

18 Nov 2021
Giovanni Gasbarrone

Ingegnere - Associazione Ufficiali Tecnici Esercito (ANUTEI) - dirigente CIU Unione delle professioni intellettuali

smart mobility

Mentre in Europa esce l’ultimo rapporto Digital Economy and Society Index (DESI) 2021 – che fotografa anche lo stato di sviluppo della connettività in Europa con un focus particolare su quella di rete fissa – e si discute delle potenzialità e dello stato di implementazione del 5G, in ambito internazionale nei gruppi di ricerca come il Wireless Research World Forum conference (WWRF) si lavora da tempo allo sviluppo del 6G.

Partendo dal Desi, facciamo allora il punto sullo stato dell’arte della connettività fissa e mobile in Europa e sugli scenari di sviluppo della banda larga.

Desi 2021, l’Italia va male ma c’è speranza: ecco perché

Il ruolo delle infrastrutture tlc nella trasformazione digitale

Iniziamo dai numeri: l’industria delle telecomunicazioni incide sul 2-3% del PIL nazionale e rappresenta circa il 5% degli investimenti in Italia. L’interconnessione dei sistemi di smart logistics e smart mobility, così come delle smart grid energetiche è al centro dei nuovi scenari di investimento e le opportunità per l’economia nazionale sono legate allo sviluppo delle tecnologie 5G nel mobile e della infrastruttura in fibra ottica nazionale. Tutto il processo di trasformazione digitale dipende dall’industria delle telecomunicazioni che abilita i cambiamenti anche nell’organizzazione del lavoro come nel caso dell’Industria 4.0.

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La connettività nel DESI

Il Digital Economy and Society Index (DESI) è una relazione annuale pubblicata dalla Commissione europea che monitora i progressi degli Stati membri dell’UE in materia di digitale. In questo articolo esaminiamo solo alcuni aspetti della connettività in particolare per la banda larga fissa, e mobile.

La fibra ottica per la casa/edificio (FTTH/B) è diventata la modalità di accesso più in crescita negli ultimi anni e va ad erodere con la sostituzione la quota di mercato della connettività xDSL, portando la % delle linee FTTB/H a crescere in modo significativo dal 5% nel 2012 al 26% nel 2020.

Si segnala ancora un ritardo notevole sulla media europea per copertura “gigabit” (Vhcn, ora solo di tipo ftth), come riconosciuto anche dal nostro Sviluppo economico a commento del Desi.

Ma la vera esplosione di servizi e ricavi attesi è nel 5G a cui viene dedicata una componente importante degli investimenti in Europa. Il 5G sarà il motore dell’economia della Gigabit society in Europa e riveste nel medio lungo termine una rilevanza sia economica che strategica.Per quanto riguarda la diffusione delle tecnologie di accesso a larga banda fissa si rileva nel rapporto DESI come l’xDSL sia rimasta quella più utilizzata in Europa, sebbene la sua quota di mercato sia scesa al 50% nel 2020 dall’82% nel 2006.

5G, l’Italia al di sopra della media Ue

Nel documento DESI 2021 – Digital infrastructures, viene raffigurata un Europa a più velocità e disomogenea nello sviluppo delle reti a larga banda che sono indicate come la struttura portante della trasformazione digitale. L’Italia non ne esce benissimo in tutti i settori e dopo l’iniziale terzo posto nell’indice DESI per il 5G nel 2020 grazie all’accelerazione nel rilascio delle licenze e alla partenza di numerosi trial con sperimentazioni in tutte le principali città, ora sconta un riposizionamento al centro del ranking europeo dovuto alla minore percentuale di copertura della popolazione.

Se andiamo a misurare a fine agosto 2021 la disponibilità del 5G in termine di % dello spettro assegnato in relazione allo spettro totale 5G previsto dalla regolamentazione, l’Italia raggiunge un 60% per la quota disponibile per gli operatori

Questo parametro per l’indice DESI di sviluppo del 5G pone l’Italia al di sopra della media europea insieme ai paesi “peer” come Francia e Spagna che hanno un analogo mercato e grado di complessità regolatoria. Tuttavia, un gruppo di paesi nordici come Danimarca, Finlandia e la Germania raggiungono le primissime posizioni con il 100% della disponibilità delle frequenze.

I dati sulla copertura 5G in Europa

A seguito delle assegnazioni dello spettro, 13 Stati membri hanno avviato l’implementazione della rete 5G commerciale già dalla metà del 2020. I livelli di copertura più elevati sono stati registrati nei Paesi Bassi e in Danimarca (80% delle aree popolate ciascuna), seguiti da Austria (50%), Irlanda (30%) e Germania (18%). Mentre la media europea è di poco inferiore al 15%, l’Italia si pone al di sotto del 10 %.

Tuttavia, questo parametro della percentuale di copertura della popolazione favorisce i paesi a minore superficie geografica e con una situazione di concentrazione demografica più favorevole e con caratteristiche orografiche che ne facilitano il dispiegamento sia della rete sia della copertura radio. Paesi come l’Italia scontano così un apparente ritardo dovuto ad una dispersione della popolazione e una orografia decisamente complessa. Inoltre, vengono messi a confronto paesi con PIL e sviluppo industriale molto differente; se consideriamo che una regione come il Lazio ha il PIL paragonabile e analogo a paesi come il Portogallo o l’Irlanda, si comprende come questi confronti siano assolutamente fuorvianti sulle effettive dinamiche di sviluppo dei parametri DESI”.

La regione Lazio è al centro di questo sviluppo della Digital Economy grazie alle infrastrutture. Il Lazio eccelle infatti con i suoi poli industriali delle Telecomunicazione, ICT ed Aerospazio, in particolare la provincia di Roma che ospita i più importanti centri nazionali degli operatori Telco, satellitari e dell’industria elettronica, grazie anche ad una elevata presenza di start up e poli tecnologici. Questo si riflette nella Innovazione, dove il Lazio è nelle prime posizioni in Europa per brevetti e ricerca

Secondo lo “European Regional Competitiveness index” la regione è tra la più attive d’Italia e tra le più avanzate in Europa

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Simulazione applicazione e dati EU – Source The EU Regional Competitiveness Index

Lo sviluppo della connettività in Europa e gli investimenti 5G a sostegno della ripresa

La pandemia di Covid-19 ha dimostrato l’importanza di comunicazioni resilienti e ad alta velocità per il lavoro a distanza, nella nostra vita quotidiana e per mantenere l’operatività dei processi aziendali. La Commissione e gli Stati membri hanno identificato l’infrastruttura in fibra e 5G come un settore chiave di investimento per il Recovery & Resilience Facility (RRF), per una ripresa dell’economia digitale.

Ma quali sono i servizi di connettività su cui punta la Commissione? La bussola della “Europe’s Digital Decade: digital targets for 2030” si basa su tre punti: Infrastrutture, Skill e Business. Per le infrastrutture:

Secure and sustainable digital infrastructures:

  • Connectivity: Gigabit for everyone, 5G everywhere,
  • Cutting edge Semiconductors: double EU share in global production;
  • Data – Edge & Cloud: 10,000 climate neutral highly secure edge nodes”

La bussola digitale 2030 stabilisce anche l’obiettivo che le reti gigabit dovrebbero essere disponibili per tutti entro il 2030. Secondo i dati del 2020, solo il 59% delle famiglie può beneficiare della connettività di rete fissa ad altissima capacità (VHCN) con il potenziale di offrire connettività gigabit. Permane un ampio divario tra i dati rurali e nazionali per ovvi motivi. Ma per quanto riguarda la copertura 5G della popolazione la media europea è di poco inferiore al 15% che ci pone in forte ritardi sia nei confronti degli Stati Uniti che traguardano il 50% delle connessioni mobili a fine 2025, sia nei confronti del Giappone prossimo alla copertura globale. (Fonte: La ricerca sui dati americani è stata pubblicata dalla GSMA in concomitanza con l’inizio della sua conferenza Thrive North America, mentre i dati globali GSMA, che organizza il MWC Mobile World Congress, sono pubblicati nel report “The Mobility Economy 2021).

Ripresa post covid: priorità al 5G

La Commissione europea per colmare il ritardo ha fissato obiettivi sfidanti per la diffusione del 5G in tutta l’Europa: nell’ambito del piano Recovery & Resilience Facility, è stata prevista una quota significativa per gli investimenti digitali per finanziare le infrastrutture per la connettività a banda larga ad altissima capacità, è prevista priorità elevata per il 5G.

Il 5G è infatti una delle 7 aree di punta di RRF: una quota significativa del suo budget digitale di 150 miliardi di euro dovrebbe finanziare le infrastrutture di rete 5G

I fondi RRF integreranno gli investimenti strategici del meccanismo con il programma Europa digitale. Durante l’intero periodo di ripresa, dovrebbe raddoppiare il livello degli investimenti annuali nelle infrastrutture di rete in Europa, dando impulso all’implementazione della rete 5G. Per ottenere questo obiettivo i fondi RRF beneficeranno di una serie di misure per la semplificazione ed incrementare la velocità in materia di autorizzazione degli aiuti di Stato.

Verso il 6G

Tra le tecnologie innovative wireless, quelle di Software Defined Radio e Cognitive Radio saranno in grado di adattarsi alle variazioni dell’ambiente, interferenze e disponibilità delle frequenze licenziate e non, contribuendo così alla gestione del traffico nelle comunicazioni tra diversi sistemi, anche in scenari operativi che prevedano metodologie di gestione dello spettro più flessibili.

6G, a che serviranno le reti post 5G: comincia la gara tra nazioni

La Cognitive Radio è la tecnologia intelligente che esplora lo spettro sfruttando i buchi delle frequenze non licenziate o sottoutilizzate e la loro disponibilità spaziale. Nella rete di comunicazione 6G si prevede che i dispositivi come gli smartphone, interagiscono con le stazioni radio base della rete cellulare e ricevono indicazioni in quale spettro possono trovare condizioni più favorevoli in termine di maggiore disponibilità per le frequenze e bit rate.

Tale tecnologia, in grado di garantire un accesso dinamico e non più statico allo spettro radio presenta tuttavia delle complessità per la sua implementazione, legate in particolare agli aspetti della normativa e della regolamentazione dell’accesso alle frequenze

Queste nuove tecnologie offrono una serie di potenzialità e vantaggi perché consentono di ottimizzare le risorse radio e gli investimenti e ottenere così una pianificazione efficiente nell’uso delle reti fisse e mobili, offrendo una mobilità globale agli utenti in una cornice in cui la sicurezza è sempre al centro dei requisiti di progettazione.

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