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Il caso

Il digitale al centro del programma politico regionale: in Veneto

di Gianluigi Cogo, Regione Veneto

27 Mag 2015

27 maggio 2015

Una regione che per molti anni è stata identificata come la ‘locomotiva d’Europa’ sconta, come molte altre, la velocità del cambiamento dei paradigmi tecnologici, delle logiche di mercato, degli stili di vita dei cittadini, siano essi utenti, consumatori, piuttosto che produttori.

Sconta anche l’adeguamento delle imprese e della Pubblica Amministrazione che stentano a rivedere i loro processi in funzione di ciò che il modello digitale oggi impone.

Il Veneto in questi ultimi anni ha fatto molto e ha fatto bene in ambito di Agenda Digitale, provando a diminuire il divide infrastrutturale e culturale. Molto resta ancora da fare perché le tecnologie digitali corrono veloci, richiedono adeguamento strutturale (i 100 Mb ormai sono un must) ma richiedono anche una profonda rivisitazione dei processi produttivi.

A questo proposito si è costituita una lobby digitale con un board di tutto rispetto e un impeto creativo garantito da circa 70 Digital Champions veneti che hanno coordinato i lavori propedeutici alla stesura di un manifesto per il Veneto Digitale.

Il 9 maggio scorso circa 180 innovatori digitali (imprenditori, ricercatori, tecnici, digital champions, ecc.) hanno lavorato tutti assieme su 10 tavoli di lavoro tematici per definire le traiettorie digitali che il nuovo governatore del Veneto dovrà sostenere.

I 5 candidati alla poltrona di governatore hanno firmato il manifesto (disponibile sul sito http://www.venetodigitale.org) e hanno messo al centro della loro politica per i prossimi anni, proprio lo sviluppo economico indotto dal digitale.

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