Il modello della PA digitale per rivoluzionare le reti di gas ed energia: l’idea Agid-Agcom

Nell’ambito della collaborazione Agid/Agcom sul machine to machine è nata l’idea di mutuare le architetture dei servizi pubblici digitali per fare evolvere le reti energetiche e del gas. Grazie a una piattaforma basata su open data, api e app. Ecco come

01 Giu 2016
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Nell’ambito della collaborazione Agid/Agcom in ordine agli scenari che si profilano durante le attività del gruppo di lavoro M2M (machine to machine) inter-Autorità è nata l’idea, sotto rappresentata, di mutuare i paradigmi architetturali adottati nel modello strategico di evoluzione dei servizi pubblici digitali verso l’ecosistema energetico. L’introduzione del Sistema Pubblico di identificazione digitale (SPID), di un modello Linked Open Data, la condivisione di API rest per lasciare allo sviluppo da parte del mercato la realizzazione di APP specifiche per la misurazione e verifica del proprio profilo di consumo energetico potrebbero condurre ad una rivoluzione in termini di trasparenza e consapevolezza nei confronti dell’utente consumatore.

La bolletta di misura dei consumi energetici o del gas dovrebbe rappresentare lo strumento principale sulla base della quale provare a migliorare il proprio comportamento di consumo (energy footprint) ma, purtroppo, la scarsezza di informazioni comprensibili in essa contenuta e la non facile lettura di alcuni dati non sempre consente all’utente finale di ottenere risultati adeguati.  La breve analisi svolta di seguito, è un tentativo finalizzato ad abilitare, quanto più possibile, utilizzando i paradigmi architetturali sopra citati, gli strumenti correttivi e tecnologici da mettere in campo per rendere consapevole l’utente verso un percorso finalizzato a migliorare i propri consumi.

La misura dei consumi  

In Italia l’attività di misura dei consumi energetici è strettamente legata all’attività di distribuzione dell’energia stessa. Il Distributore di energia è l’unico soggetto titolato all’installazione del dispositivo di misura presso i clienti finali ed ha materialmente la disponibilità di questo asset. Svolge, pertanto, una funzione centrale e insostituibile nel sistema energetico, poiché le misure registrate dal misuratore presso l’utente finale, con frequenza e dettaglio temporale che dipendono dal quadro regolatorio, sono utilizzate per la fatturazione da parte delle imprese venditrici. In altri Paesi, invece, l’attività di misura è svolta dai venditori, come pure da soggetti terzi indipendenti.

Spesso accade che l’utente finale, soprattutto il consumatore domestico che ha un bassissimo potere contrattuale, sia esposto ad incertezze di fatturazione ed a rischi di esposizione economica o addirittura di sospensione del servizio per errori nella stima delle misure – se non nella stessa misurazione.

Peraltro la bassissima granularità temporale dei dati stessi oggi disponibili per il consumatore domestico non fornisce elementi sufficienti a definire come modificare tale comportamento, se non ricorrendo a servizi ed audit energetici che possano raccogliere ulteriori misure (smart meter). Tali servizi di smart metering evoluto, difatti, consentirebbero la rilevazione dei dati di consumo, di proprietà dell’utente stesso, con una frequenza elevata (almeno oraria) e la loro messa a disposizione del cliente medesimo. La disponibilità di tali informazioni continue e dettagliate sul prelievo di energia da parte di un utente potrebbe rappresentare un asset nuovo, intorno al quale è possibile disegnare servizi innovativi in grado di arricchire sia le possibilità di scelta dell’utente sia la varietà e la qualità dell’offerta di vendita.

Una piattaforma “energetica” per i dati sui consumi (e non solo)

Tra i numerosi attori coinvolti nella produzione/importazione, distribuzione, misura e vendita dell’energia, non è sembrato sino ad oggi emergere la possibilità di coinvolgere in modo attivo l’utente; in parte per limiti tecnologici, in parte per l’assenza di una capacità di “spinta” da parte della domanda di mass market (cioé degli utenti finali). L’utente è coinvolto solo nelle fasi di fatturazione, autolettura mensile, e disservizi tecnici e/o economici ed ha un ruolo sostanzialmente passivo rispetto all’offerta stessa.

Sarebbe opportuno, invece, non solo favorire lo sviluppo del mercato dell’energia attraverso la diversificazione dell’offerta e la spinta verso servizi a valore aggiunto, ma anche e soprattutto facilitare gli utenti nel percorso di miglioramento della consapevolezza del proprio energy footprint e di ricorso agli interventi comportamentali, di qualificazione mirata, e risparmio energetico. La conoscenza del proprio profilo di consumo è quindi un’opportunità da cui derivano non solo benefici in termini di impatto ambientale, ma anche la possibilità di premiare comportamenti “lodevoli” e viceversa disincentivare comportamenti “sfavorevoli”.

Per poter ottenere questi risultati, è necessario raccogliere non solo informazioni dettagliate sui consumi (e sulla qualità dell’energia erogata) il più possibile vicine al tempo reale (near-real time o real time), ma anche aggregare i dati di consumo, ad esempio per micro-zone climatiche, ed affiancarli a dati che caratterizzano gli ambienti nei quali avviene il consumo (temperature esterne/interne; ore di luce; caratteristiche di base delle abitazioni, ecc.).

A tal fine è indispensabile rendere disponibile a tutti gli interlocutori del mercato energetico una piattaforma digitale, BIG DATA – scalabile, sicura e affidabile – dove raccogliere questi dati e renderli disponibili sia agli utenti stessi, sia al Mercato “allargato”, cioè non solo distributori e venditori ma anche ESCO, soggetti aggregatori ed altri. La figura di seguito ne delinea un possibile disegno architetturale.

Le caratteristiche tecnologiche della piattaforma

La piattaforma dovrebbe essere dotata  di:

  • strumenti per la raccolta dei dati (Machine to Machine) da affiancare agli strumenti di misura laddove sia necessario supplire alle carenze di telelettura ed alle limitazioni di banda delle linee di comunicazione in uso;
  • strumenti di raccolta di ulteriori informazioni “a corredo” (eventualmente recuperabili da altre “authentic sources”, come ANPR, Catasto, zone climatiche e regolamenti comunali/regionali, ecc.);
  • strumenti di sintesi e analisi del contesto (di base, ma anche sofisticate se fornite in un contesto di servizi di consulenza ed ottimizzazione);
  • strumenti di accesso e consultazione dei dati sicuri e personalizzati (tramite SPID ad esempio Sistema Pubblico di identificazione Digitale istituito con DPCM del 24 ottobre 2014 )  in base alla tipologia di utente (consumatore, misuratore, distributore, aziende di servizi di smart metering, ecc.).

Si tratta, quindi, di mettere in campo una soluzione che, partendo dall’uso spinto di soluzioni M2M (dialogo Machine to Machine), arrivi a costruire una piattaforma IoT (Internet of Things) complessiva, capace di supportare enormi moli di dati di diversa tipologia (Big Data); il tutto in un contesto di “User Data Vault” per garantire la riservatezza delle informazioni nei casi specifici ove questa si configuri come requisito critico.

Tale piattaforma “energetica” – disponibile come “PaaS” ad utenti e sviluppatori del Mercato – dovrebbe avere caratteristiche di massima apertura, sia in termini di memorizzazione ed accesso (sicuro e conforme alla privacy) ai dati, sia in termini di disponibilità funzionale allo sviluppo di applicazioni – mobile e web – che realizzino servizi a valore aggiunto da parte di tutti gli interlocutori interessati.

Il caricamento dei dati di consumo dovrebbe essere consentito sia attraverso i Distributori, sia direttamente dagli strumenti di misura (dei Distributori e/o aggiuntivi, “intelligenti” (smart meters, in grado di connettersi direttamente alla piattaforma); a tal fine, i Distributori (in quanto installatori di strumenti di misura “certificati”), ed i costruttori di smart meters dovranno sviluppare componenti programmatici (API REST) in grado di consentire tale caricamento dei dati.

In caso di cambio del misuratore e/o del Distributore, il caricamento dei dati sulla piattaforma potrà essere garantito dal componente programmatico associato al misuratore e/o al Distributore.

La soluzione proposta

Lo schema di seguito seguente illustra una possibile architettura della Piattaforma, che potrebbe essere approfondito con il contributo di tutti gli interlocutori gas ed energia elettrica nell’ambito del gruppo di lavoro già esistente con le autorità di settore. E’ bene evidenziare, infatti, come questa piattaforma potrebbe e dovrebbe, in linea di principio, essere basata sul Sistema Informativo Integrato realizzato dall’Acquirente Unico che per sua natura ha la finalità proprio di gestire i flussi informativi relativi ai mercati dell’energia elettrica e del gas ed è basato su una banca dati dei punti di prelievo e dei dati identificativi dei clienti finali (Registro Centrale Ufficiale).

L’utilizzo di API REST potrebbe fornire agli sviluppatori delle applicazioni (APPS) un metodo di accesso standard, basato su protocollo internet sicuro (https), ai dati ed alle funzionalità della piattaforma. Il sistema SPID garantisce l’identificazione sicura del soggetto che accede ai data base.

I dati potrebbero essere memorizzati in formati diversi, sia “Linked Open Data” (in particolare, per quanto riguarda dati aggregati ed anonimizzati), sia basati su sistemi di gestione basi dati preferibilmente di tipo “verticale” ove si consideri la natura dei dati di misura. La scalabilità orizzontale dei dati potrà essere realizzata, ad es., adottando tecnologie open source di tipo “big data”, come ad esempio hadoop, e soluzioni di scalabilità e flessibilità di piattaforma come quelle basate ad esempio su tecnologie  di tipo “container”.

Questo sopra rappresentato è solo uno degli esempi di come sia possibile esportare soluzioni nate per la realizzazione degli ecosistemi dei servizi digitali della PA verso uno scenario che tipicamente viene considerato molto lontano dagli interessi dell’AgID, se non della PA in genere. La possibilità offerta da Agcom e da Aeeg e dalle altre Autorità di settore di lavorare insieme su questi ambiti dovrebbe proliferare verso una collaborazione strutturata dove, in maniera programmatica, si potrebbero affrontare scenari finora inesplorati, la cui trattazione congiunta porterebbe solo valore in termini di tutela del consumatore e stimolo per la concorrenza in ambiti dove se ne sente veramente il bisogno.

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