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Maffè (Bocconi): “Netflix renderà di massa la fibra ottica. Come l’iPhone”

22 Ott 2015

Carlo Alberto Carnevale Maffè, università Bocconi di Milano


Finalmente arriva una buona ragione per dare lustro al settore della banda larga fissa, con lo sbarco di Netflix oggi. Si ripete il ciclo che abbiamo visto con la musica e l’Adsl. Tutti noi ci “siamo fatti” l’Adsl per scaricare la musica pirata. Poi è arrivata la musica digitale di qualità.

Allo stesso modo: finora ci sono stati solo video di bassa qualità; adesso cambia tutto e nasce una giustificazione forte per “farsi” la banda ultra larga.

Si entra in una nuova era. Riparte un ciclo di domanda privata fatta di elite che attivano la banda ultra larga (laddove finora ci siamo accontentati- anche io!- di Adsl e di internet mobile). Un po’ come tanti anni fa ci sono stati i pionieri dell’Adsl rispetto al dial-up.

Si può dire che gliutenti di Netflix sono soltanto una nicchia, 500 mila italiani circa: benestanti, conoscitori dell’inglese. E’ vero, ma questa è una nicchia che ingenera meccanismi di imitazione. Proprio come l’iPhone. Gli analisi dicevano che l’iPhone l’avrebbero preso il 2 per cento della popolazione. Direi che non c’hanno azzeccato. Lo stesso capiterà con Netflix.

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