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lo studio

Nicita (Agcom): “Ecco le migliori politiche per incentivare domande e offerta banda larga”

di Antonio Nicita, Agcom

23 Nov 2015

23 novembre 2015

Tutte le politiche sviluppate finora, in 30 Paesi Ocse, per incentivare la diffusione di internet veloce hanno avuto successo. Sul fronte dell’offerta, invece, lo studio di Nicita mostra i vantaggi delle forme di partenariato pubblico-privato (PPP). In generale, la maggiore efficacia si ha investendo prima nel potenziamento dell’offerta, per raggiungere almeno un livello minimo di infrastrutturazione, e poi stimolando la domanda

Una delle più importanti novità consiste nell’assunzione di consapevolezza circa la necessaria combinazione di politiche che agiscano tanto dal lato dell’offerta quanto dal lato della domanda. Il dibattito di policy tende a concentrarsi, inevitabilmente, sul tema della costruzione delle reti Ngn a larghissima banda che richiedono ingenti investimenti per la copertura nazionale e che gli operatori privati non ritengono remunerativi, data la scarsità dell’attuale domanda per livelli così elevati di capacità. 

Meno attenzione – non sul versante dei policy maker ma presso gli osservatori – viene riposta sulla centralità del ruolo pubblico di sostegno alla domanda, nonostante recenti iniziative sulla semplificazione indotta dalla digitalizzazione di alcuni servizi. Per contribuire al rilancio di questa anima del dibattito ritengo utile richiamare i risultati di una recente ricerca empirica che ho svolto con alcuni colleghi.

Abbiamo analizzato le determinanti della penetrazione della banda larga in trenta paesi Ocse, negli ultimi dieci anni, emergono alcuni interessanti suggerimenti per i policy maker: accanto alle politiche dal lato dell’offerta, basate soprattutto su finanziamento e costruzione delle reti,– assumono un ruolo propulsivo, e talvolta più significativo, le politiche dal lato della domanda. 

Sulla base delle esperienze internazionali che abbiamo classificato, le principali politiche dal lato della domanda si concentrano su: domanda pubblica di servizi digitali; incentivi alla domanda residenziale e business; politiche di aggregazione della domanda; sussidi diretti ai consumatori per l’acquisto di terminali o abbonamenti al servizio. Tutte queste politiche, considerate singolarmente e in aggregato, risultano influenzare significativamente la diffusione di banda larga nei trenta paesi Ocse analizzati.

Per quanto riguarda l’identificazione delle politiche che hanno avuto successo e che dovrebbero dunque essere presenti, la nostra analisi conclude che tutte le politiche di stimolo alla domanda (es. e-government, alfabetizzazione informatica) si sono dimostrate efficaci. Gli sforzi già intrapresi in Europa ed in Italia su questo fronte dovrebbero dunque portare ad esiti positivi nel medio periodo.

Sul fronte delle politiche dal lato dell’offerta, lo studio mostra che l’enfasi posta in questi anni sull’implementazione di forme di partenariato pubblico-privato (PPP) è ben riposta, poiché l’adozione di PPP ha esercitato un effetto positivo e significativo sulla penetrazione della banda larga, specie in ambiti nei quali non si sviluppa una soddisfacente dinamica di mercato.

Per quanto riguarda invece la scelta fra investimento immediato ed attesa della creazione della domanda, lo studio mostra che le politiche più efficaci sono quelle che prevedono una chiara sequenza di intervento: investire prima nel potenziamento dell’offerta, per raggiungere almeno un livello minimo di infrastrutturazione, e poi nello stimolo alla domanda. 

In figura 1, si riporta l’effetto stimato delle singole politiche dal lato della domanda sull’aumento della penetrazione della banda larga in percentuale della popolazione. Le politiche dal lato dell’offerta (prestiti di lungo periodo agli operatori, programmi nazionali di finanziamento, incentivi fiscali agli operatori, Ppp, mapping territoriale, semplificazione amministrativa) risultano significative, ma solo per livelli bassi e intermedi di diffusione della banda larga. Al contrario, l’impatto delle politiche dal lato della domanda è crescente nel grado di diffusione (figura 2).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di qui due conclusioni:

-le due politiche per la diffusione della banda larga, dal alto della domanda e dell’offerta, hanno natura complementare e un efficace intervento pubblico deve impegnare risorse su entrambi gli ambiti, assicurandone un valido coordinamento;

-incisive politiche dal lato della domanda andrebbero attuate al più presto in quanto sono efficaci tanto nel promuovere l’accesso alle reti esistenti (anche in funzione della riduzione del digital divide) quanto nel facilitare la migrazione degli utenti verso le reti di nuova generazione.

Queste conclusioni sono state peraltro già sottolineate da AGCM e AGCOM nella indagine conoscitiva congiunta del 2014.

Fonte per le figure: F. Belloc, A. Nicita, M.A. Rossi (2012) Whither Policy Design for Broadband Penetration? Evidence from 30 OECD Countries. Telecommunications Policy, 36(5): 382-398. 

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