l'analisi

Chip e Stm, l’Italia rilancia sugli investimenti ma è goccia nel mare

La Banca Europea degli Investimenti (BEI) assicurerà un finanziamento di 600 milioni a STM. Un tassello in un quadro più ampio che si realizzerà con il Chips Act. La nostra dimensione nazionale è però insufficiente a cogliere una sfida globale

03 Mar 2022
Mario Dal Co

Economista e manager, già direttore dell’Agenzia per l’innovazione

Prima ancora che sia varato il Chips Act europeo, da poco annunciato dalla Commissione, STMicroelectronics (STM) ha condotto in porto un accordo importante. La Banca Europea degli Investimenti (BEI), assicurerà un finanziamento di 600 milioni alla società italo-francese, per rafforzare lo sviluppo (ricerca e pre-industrializzazione) dei semiconduttori. La ricerca riguarderà tecnologie innovative e componenti mentre linee prototipali di produzione di nuovi semiconduttori dovrebbero essere avviate negli stabilimenti di Agrate e Catania in Italia e di Crolles in Francia. Secondo Bruno Le Maire, ministro francese dell’economia “non c’è sovranità politica senza sovranità digitale. L’Europa deve usare tutti gli strumenti a disposizione…Il ruolo della BEI è cruciale… per accelerare la produzione di semiconduttori in Francia e in Italia”.

STM, nuove risorse per i chip

Qual è il profilo di STM e come indirizzerà gli investimenti STM con le nuove risorse messe a disposizione dalla banca europea?

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Attualmente STM produce per oltre 200.000 clienti e partner, ha poco meno di 50.000 dipendenti e rappresenta uno dei leader mondiali nella produzione di semiconduttori.

Le aree di mercato prevalenti per cui produce semiconduttori sono: industria automobilistica (auto intelligente ed elettrica); risparmio energetico; internet delle cose; tecnologia 5G.

Il partner finanziario, la BEI, è posseduta da 27 Stati Membri dell’Unione ed opera nei finanziamenti a lungo termine. Ha una lunga storia di relazioni con STM, che portano il suo impegno verso questa azienda strategica a 3,15 miliardi di euro (a partire dal 1984).

Il decreto legge 1/3/2022 n. 17, contenente le misure urgenti in materia energetica, contiene all’articolo 23 un nuovo fondo creato presso il ministero dello Sviluppo economico che costituisce di fatto un Chips Act nazionale, con una dotazione che fino al 2030 prevede 4.650 milioni di euro per il settore dei semiconduttori. Dovranno essere determinate le ripartizioni dei fondi previsti da decreti dei ministeri interessati (Sviluppo, Economia, Ricerca e Innovazione) e questo dovrebbe accadere – se tutto va bene – entro i primi giorni di aprile.

I ricavi di STM sono stati, per il 2021, superiori alle attese, con circa 13,5 miliardi di euro (+10%) e con margini in forte crescita a 1,8 miliardi (+81%). Questa situazione consente all’azienda di affrontare con abbondanti risorse proprie un programma ambizioso di investimenti che solo per il 2022 dovrebbe superare i 3 miliardi di euro. Questi investimenti coinvolgeranno Agrate Brianza con linee di produzione delle fette di silicio da 30 cm su cui vengono fotoincisi i chip.

Chip, un posizionamento di mercato favorevole

Le quotazioni delle azioni hanno beneficiato delle informazioni fornite dalla trimestrale relativa all’andamento dell’ultimo trimestre 2021, ma non hanno raggiunto i livelli record di novembre 2021, confermando le difficoltà di borsa anche dei settori più redditizi, crisi aggravata dalla guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina. Clarivate, la società di analisi di mercato e consulenza finanziaria, ha classificato STM tra le 100 società più innovative del mondo, un riconoscimento che si aggiunge ai risultati positivi dell’anno scorso e al riconoscimento della BEI con la concessione del finanziamento a lungo termine[1]. Tra le altre aziende del settore semiconduttori contenute nella lista Top 100, ricordiamo Realtek, TSMC, Infineon, INTEL, che qualificano la presenza del settore forse più innovativo tra quelli considerati.

Negli ultimi anni di scarsità dell’offerta di semiconduttori rispetto alla domanda, STM ha manifestato un miglioramento significativo sia dei ricavi sia dei margini, come si vede dalla tabella seguente.

Tabella 1. Variazioni dei ricavi e dei margini STM sull’anno precedente

201920202021
ricavi-1.1%6.9%24.9%
margine operativo38.7%37.1%41,70%

Una azienda protagonista

L’importanza degli investimenti di STM, annunciati per i prossimi anni, non è dovuta soltanto alle previsioni di ampliamento della produzione in Italia e in Francia: la capacità produttiva è orientata al mercato globale e gli stabilimenti del gruppo sono dislocati in diversi paesi di due continenti: Asia ed Europa.

Le tre grandi classi di semiconduttori prodotte da STM sono: processori per le automobili e gruppi discreti (AMG), memorie, sensori e controller per la gestione dei consumi elettrici (AMS), microcontroller e trasmettitori per IoT (MDG).

Per quanto riguarda la distribuzione di questi prodotti sul mercato mondiale, le tre aree più importanti sono, nell’ordine l’Asia-Pacific, che comprende tra l’altro India, Cina Giappone, l’Europa – Medio Oriente e l’America.

Conclusioni

L’avvio di una sorta di Chips Act nazionale dimostra che il governo e il Parlamento hanno a cuore l’industria critica dei semiconduttori. Non abbiamo che un grande protagonista, STM, e quindi è probabile che questa azienda sarà la beneficiaria non solo dei finanziamenti BEI ricordati, ma anche di parte dei fondi stanziati dal recente decreto su energia e innovazione. Queste risorse per fortuna si aggiungono ad una buona capacità di autofinanziamento, facilitata dalla condizione di mercato favorevole degli ultimi due anni.

Tuttavia non deve sfuggire alla nostra attenzione che la dimensione nazionale è del tutto inadeguata per la predisposizione di strumenti di politica industriale in questo settore completamente globalizzato.

Gli aiuti di stato sono una goccia nel mare del mercato mondiale e spostano di poco le convenienze ad investire. Non solo, essi sortiscono anche effetti discutibili sul piano geopolitico, poiché non è affatto assicurato il risultato, annunciato nei decreti e nelle leggi emanate, di fare in modo che si superino le difficoltà di approvvigionamento del mercato nazionale.

Siamo convinti che il miglior contributo delle politiche nazionali allo sviluppo del mercato dei semiconduttori sia quello del potenziamento della ricerca e della formazione nelle scuole e nell’università, per formare una più ampia e più preparata base di laureati e ricercatori che possano ridurre la carenza di qualificazioni che oggi il mercato registra.

  1. Clarivate, Top 100 Global Innovators 2022.

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