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Ecco come smartphone e tablet stanno cambiando l’eCommerce

di Valentina Pontiggia, Ricercatore Senior Osservatorio eCommerce B2c - Politecnico di Milano

25 Mag 2015

25 maggio 2015

Gli acquisti via smartphone sono sempre meno legati all’istante temporale di acquisto. Con un’incidenza percentuale sul totale eCommerce pari al 25% circa. Risultati molto incoraggianti, quindi, che confermano che smartphone e tablet sono ormai determinanti nell’estendere la fruizione di Internet

Secondo le stime dell’Osservatorio eCommerce B2c della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2015 le vendite online via smartphone cresceranno del 70% circa e supereranno 1,8 miliardi di euro, pari al 12% dell’eCommerce B2c. La situazione è piuttosto diversa da settore a settore. Il comparto con la più alta penetrazione delle vendite da Smartphone è l’Informatica ed elettronica con circa il 18%, seguito dall’Abbigliamento con il 17%.

Troviamo infine l’Editoria e il Turismo con il 15% e con l’8% rispettivamente. Se si considera invece l’apporto in valore assoluto, il Turismo contribuisce alle vendite con più di 440 milioni di euro, l’Abbigliamento con circa 390 milioni e l’Informatica ed elettronica di consumo con circa 370. Tra gli altri comparti si segnalano gli ottimi risultati del Couponing.

A sfruttare il canale mobile, sono oggi diverse categorie di iniziative. In primis, i siti delle vendite private (come ad esempio Amazon BuyVIP, Privalia, SaldiPrivati e vente-privee.com) e quelli del Couponing (come ad esempio Glamoo, Groupalia e Groupon) per un’evidente affinità con un modello di business in cui l’istante di acquisto conta. In secondo luogo, le compagnie di trasporto (come ad esempio Alitalia, Lufthansa, Meridiana, NTV e Trenitalia) dove contano sia l’istante che il luogo in cui l’acquisto viene effettuato. Vi sono poi alcune grandi Dot Com che fanno leva sul carattere personale del dispositivo, come ad esempio TicketOne che propone i biglietti per gli eventi degli artisti preferiti che sono presenti nelle playlist personali sullo Smartphone o sul proprio profilo Facebook. Ve ne sono altre che puntano sulla semplificazione del processo di acquisto, come ad esempio Amazon che nella sua App ha integrato il lettore del codice a barre per favorire la ricerca del prodotto senza digitazione presso i punti vendita dei retailer tradizionali. Ed infine ne troviamo altre ancora che provano a sfruttare al massimo i tempi morti (ad esempio negli spostamenti) laddove il contenuto informativo è particolarmente ampio e complesso (come ad esempio le agenzie online come Expedia, lastminute.com, i portali di hotel come Booking.com o venere.com).

Se invece consideriamo le vendite sia su smartphone che su tablet, la crescita è del 60% e porta i nuovi device a pesare per un quarto dell’intero eCommerce. Erano il 5% nel 2012, il 14% nel 2013 e il 18% nel 2014. Con un peso pari al 25% delle vendite online, l’eCommerce attraverso dispositivi mobili è sostanzialmente in linea con UK e USA (25%), Germania (22%), Spagna (20%) e Francia (17%).

Cosa è lecito aspettarsi per il prossimo futuro? Secondo l’Osservatorio eCommerce B2c sono diversi gli elementi da tenere in considerazione per valutare lo svi­luppo delle vendite online da dispositivi mobili. In primis, c’è la diffusione dei device. Nel 2014 si stimavano 45 milioni di smartphone e circa 11 milioni di tablet attivi nel no­stro Paese, che dovrebbero arrivare nel 2015 a 52 (+16%) e 14 milioni (+25%) rispettivamente.

Negli anni successivi è attesa una crescita più importante per i tablet, che in molte attività di in­trattenimento (soprattutto domestiche) andranno a sostituire il pc (desktop o laptop). In secondo luogo, si ritiene che lo smartphone avrà un ruolo sempre più significativo nell’unire il mondo fisico con quello digitale, spingendo percorsi di acquisto multicanale.

Percorsi multicanale saranno resi disponibili anche attra­verso nuove funzionalità come la ricerca visuale lanciata da Amazon, che consente di fotografare un prodotto in store per verificarne disponibilità e prezzi online o l’acquisto tramite riconoscimento delle immagini e riconoscimento audio (sia all’interno dello store che sui media) offerto dal gruppo Miroglio (Motivi). In terza battuta, riteniamo che l’offerta su smartphone e tablet sarà sempre più completa, grazie alla progettazio­ne di siti “responsive” (ossia che si adattano al display del device da cui vengono fruiti) e allo sviluppo delle App (oggi “solamente” il 22% dei merchant del nostro campione ha una applicazione di mobile Commerce). Infine, pensia­mo che anche l’innovazione attraverso i social network, tipicamente fruiti da dispositivi mobili, potrà spingere ulteriormente le vendite. Amazon ad esempio negli USA dà la possibilità di inserire dei prodotti nella wishlist e nel carrello tramite tweet. Twitter stesso si è poi dotato del bottone “buy” e ha acquisito CardSpring, un’infrastruttu­ra di pagamento che connette i venditori con i payment processor. Sempre in questo ambito si segnala l’accordo tra YOOX Group e WeChat, in Italia, USA e poi in Cina, che consentirà ai clienti di accedere a servizi e contenuti esclu­sivi (come ad esempio chattare con un assistente o consul­tare un personal stylist dedicato).

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