Economia circolare

Gestione dei rifiuti: come funziona la Responsabilità Estesa del Produttore per i siti eCommerce

La normativa EPR estende le responsabilità sulla gestione dei rifiuti anche ai titolari di siti e-commerce: in Francia e Germania è già in vigore ma presto arriverà anche in Italia. Cosa fare per mettersi in regola ed evitare le sanzioni

01 Ago 2022
Floriana Capone

Avvocato specializzato in e-commerce

economia circolare - normativa EPR

EPR è l’acronimo di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), un sistema che definisce responsabilità, compiti e ruoli del produttore nella gestione dei rifiuti, pensato come strategia per favorire l’economia circolare e ridurre la produzione di rifiuti e l’impatto ambientale.

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Di responsabilità del produttore si era già occupata la Direttiva RAEE (Direttiva 2002/96/CE oggi sostituita dalla Direttiva 2012/19/UE) che impone ai produttori alcuni obblighi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (il RAEE).

Con la Direttiva UE 2018/851 e la Direttiva UE 2018/852 sugli imballaggi e relativi rifiuti (appartenenti al “Pacchetto Economia Circolare” europeo) è stato riformato il sistema della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) con nuovi obblighi, ruoli e responsabilità.

Francia e Germania sono stati i primi due Paesi europei ad aver recepito le direttive riguardanti la normativa EPR introducendo precisi obblighi nella gestione degli imballaggi e dei rifiuti di determinate categorie di prodotti.

La normativa EPR coinvolge siti e-commerce e marketplace, perché non riguarda solo chi produce i prodotti, ma anche chi li importa per la prima volta su un nuovo mercato.

Il mancato adeguamento alla normativa EPR da parte dei venditori può comportare non solo sanzioni da parte delle autorità competenti, ma anche la sospensione delle vendite da parte dei marketplace.

Conformità alla Normativa EPR: cosa cambia per gli e-commerce

La Normativa EPR riguarda da vicino tutti i titolari dei siti e-commerce che vendono in Europa. Al momento, la Direttiva UE 2018/851 e la Direttiva UE 2018/852 hanno trovato ora attuazione in Germania e Francia, ma ben presto gli obblighi su imballaggi e rifiuti riguarderanno anche gli altri Stati Membri, Italia compresa.

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Queste Direttive si pongono l’obiettivo di estendere la responsabilità sui rifiuti non solo ai produttori nel senso stretto del termine, ma anche ai merchant e ai venditori che immettono un prodotto sul mercato per la prima volta. In questa categoria rientrano anche i venditori in dropshipping.

Agli Stati membri è chiesto di potenziare un sistema di raccolta dati in cui vengano registrate le informazioni sui produttori e sui beni importati, e di individuare una serie di categorie di prodotti sottoposti alla normativa EPR.

Inoltre, è previsto un sistema di eco-contribuzioni, cioè un contributo finanziario calcolato in base ai volumi e alle categorie dei prodotti importati.

Per facilitare lo smaltimento degli imballaggi, poi, è richiesto che su questi siano riportate determinate informazioni sulla loro composizione.

Normativa EPR: chi è sottoposto ai nuovi obblighi

La normativa EPR si applica a coloro che rivestono il ruolo di “produttore”, con cui si intende non solo chi “fabbrica” un prodotto, ma anche chi per primo lo immette nel mercato di un paese europeo.

Inoltre, la normativa EPR non si applica a tutti i prodotti indistintamente, ma solo a quelli appartenenti a certe categorie di prodotti per cui trova applicazione la normativa EPR.

A quali categorie di prodotti si applicano gli obblighi EPR

In Germania, dal 1° luglio 2022 gli obblighi EPR riguardano gli imballaggi principali (cioè le confezioni proprie dei prodotti) e gli imballaggi secondari (le scatole utilizzate per la spedizione).

Dal 1° gennaio 2023 saranno estesi anche ai RAEE (“rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche” come schermi, monitor, lampade, orologi) e successivamente alle batterie.

In Francia, le tipologie di prodotti soggette alla Normativa sulla Responsabilità Estesa del Produttore sono molto più numerose e includono: imballaggi, batterie, articoli sportivi e per il tempo libero, apparecchiature medicali e piercing, carta, chewing-gum, lubrificanti minerali/sintetici e oli industriali, prodotti per il giardinaggio, giocattoli, apparecchiature elettriche ed elettroniche (destinate all’uso professionale e domestico), mobili, pneumatici, prodotti tessili, prodotti per l’edilizia, tessuti sanitari, attrezzi per la pesca.

Quello che viene richiesto ai venditori è di individuare esattamente le categorie cui appartengono i prodotti venduti, e spesso può capitare che un singolo prodotto appartenga a più categorie.

Gli smartphone, ad esempio, appartengono alle categorie di imballaggi, Raee e batterie.

Normativa EPR Francia: come importare in Francia

Per continuare a vendere in Francia i prodotti rientranti nelle categorie sottoposte alla normativa EPR, è necessario il numero di registrazione EPR.

La registrazione può essere effettuata presso le autorità francesi oppure può essere delegata ad una delle eco-organizzazioni dislocate sul territorio: le cosiddette PRO (Producer Responsibility Organization).

Successivamente, sarà necessario presentare una dichiarazione stimata dei volumi e dei prodotti rientranti nelle categorie sottoposte alla normativa EPR, e in base a quella verrà stabilito l’eco-contributo che il venditore dovrà versare periodicamente.

Chi vende prodotti AEE, poi, è obbligato anche al ritiro 1:1, cioè al ritiro del prodotto elettronico ed elettrico usato, in cambio dell’acquisto di un prodotto equivalente.

Normativa EPR Germania: come inviare prodotti in Germania

Il primo passo da fare per continuare a vendere nel territorio tedesco è l’iscrizione al Registro LUCID, tramite il quale verrà rilasciato il numero di registrazione EPR per la categoria “imballaggi”.

Inoltre, è necessario stipulare un contratto con un’agenzia accreditata per lo smaltimento degli imballaggi, e provvedere alla comunicazione periodica dei volumi di imballaggi prodotti, per poi versare la relativa quota di eco-contribuzione.

Per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti RAEE e delle batterie, bisogna iscriversi ad un registro apposito, il Registro Stiftung, per dichiarare la quantità di prodotti che verrà inviata in Germania e provvedere al versamento della commissione ecologica.

Cos’è il LUCID

Il LUCID è la banca dati tedesca alla quale bisogna registrarsi per inviare i propri prodotti in Germania. La registrazione è riservata solo ai produttori che spediscono direttamente al cliente finale ed è obbligatoria per rispettare il regime vigente in Germania. La mancata iscrizione al LUCID è considerata una violazione amministrativa.

Dopo l’iscrizione al LUCID, sul portale vanno inseriti periodicamente i dati sugli imballaggi spediti, così da poter corrispondere l’eco-contributo dovuto.

Il LUCID non ha costi d’iscrizione, mentre le agenzie possono richiedere un abbonamento per la comunicazione delle informazioni e il pagamento dell’eco-contributo.

Come si applica la normativa EPR sui marketplace

Sebbene in molti possano pensare che la vendita sui marketplace sia esente dalla normativa EPR, non è così.

Anche chi ha un account su Amazon, Wish, eBay o altro marketplace è chiamato a rispettare questi nuovi obblighi, sia se spedisce direttamente i prodotti sia se utilizza la logistica del marketplace.

Le piattaforme, infatti, sono legalmente obbligate a verificare che i venditori siano in regola con la normativa e a controllare attivamente la loro conformità EPR.

I merchant che non presentino un numero di registrazione EPR valido possono incorrere nel blocco delle vendite o nella sospensione degli account.

In particolare, per l’invio dei prodotti in Francia, gli e-commerce che non vengono considerati produttori sono esenti dall’obbligo di conformità e devono comunicarlo quanto prima alla piattaforma. Mentre, per gli altri account, sarà Amazon ad anticipare gli eco-contributi, addebitandoli direttamente sul loro conto.

Per le spedizioni in Germania, la situazione è più complessa: dal 1° luglio 2022 è in vigore l’obbligo di presentare il numero di registrazione al registro LUCID per non incorrere nella sospensione dell’account.

Mentre, dal 1° gennaio 2023, saranno bloccate le offerte degli account che non risultano in regola con la normativa AEE.

Conclusioni

La Normativa sulla Responsabilità Estesa del Produttore è complessa ma si tratta di un aspetto fondamentale da curare per continuare a vendere in sicurezza nei Paesi dell’Unione Europea.

Occorre verificare in maniera attenta a quali obblighi sono sottoposti i venditori e i siti e-commerce che esportano in Francia e Germania, considerando anche che nei prossimi mesi questa normativa riguarderà anche chi esporta in altri Stati Membri dell’Unione.

Per questo risulta fondamentale seguire le indicazioni dei professionisti, come quelle di un legale specializzato nell’e-commerce, per non subire danni economici derivanti da restrizioni nelle vendite e sanzioni pecuniarie, per adeguarsi alla normativa straniera in modo corretto e sicuro.

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