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Direttore responsabile Alessandro Longo

Il rapporto

L’eCommerce italiano varrà 9,5 miliardi di euro nel 2012

25 Ott 2012

25 ottobre 2012

E’ una crescita del 19 per cento sul 2011, secondo la fotografia di Netcomm e School of Management-Politecnico di Milano

L’eCommerce arriverà a quota 9,5 miliardi di euro nel 2012, più 19 per cento sul 2011. Gli utenti aumenteranno del 33% gli acquirenti online, 3 milioni in più rispetto al 2011 per un totale di 12 milioni, quasi il 40% dell’utenza totale internet. 

E’ la fotografia scattata oggi da Netcomm e Osservatori Ict di School of Management-Politecnico di Milano,

Crescono tutti i principali comparti: +11% dell’Editoria, musica e audiovisivi; +27% Informatica ed elettronica di consumo; +33% Abbigliamento. Anche nel 2012 crescono a tassi più elevati i comparti di prodotto (+29%) rispetto ai servizi (+14%). In termini di valore prodotto i servizi pesano ancora per i due terzi dell’eCommerce B2c in Italia, sebbene siano passati dal 66% del 2011 al 63% facendo guadagnare quota ai prodotti (37%). 

Il turismo mantiene la quota di mercato più ampia (46%), seguito da abbigliamento (11%), Informatica-Elettronica di consumo e Assicurazioni (10%), Editoria (3%) e Grocery (1%).

La crescita tuttavia non è generalizzata ma riguarda “solamente” 3 merchant su 4, in genere quelli più “aggressivi” in termini di prezzo o di comunicazione, come i siti di couponing, i club online e alcune Dot Com. Il ruolo complementare e non esclusivo del canale online nel caso della grande distribuzione e la limitata capacità di investimento per le Dot Com minori sono fattori che ne limitano in parte l’aggressività commerciale in un contesto in cui la battaglia per l’acquisizione del cliente è invece particolarmente agguerrita.

Gli italiani comprano però ancora di più su siti di negozi stranieri. Il saldo della bilancia commerciale (Export-Import) resta infatti negativa nel 2012 (-1,37 miliardi di euro) con tassi di crescita superiori per il primo (+29% contro +19%) ma con incrementi in valore assoluto favorevoli al secondo (+380 milioni contro +480 milioni). Gli utenti italiani acquistano per il 38% a valore da siti di eCommerce italiani, per il 19% da siti di filiali italiane di multinazionali, per il 15% da multinazionali senza base societaria in Italia e per il 28% da siti di imprese straniere “globali”.

Il mobile commerce cresce a tripla cifra portando il valore delle vendite via mobile site o App a oltre 170 milioni di euro, pari al 2% delle vendite eCommerce. Bene anche il social commerce: il 90 per cento dei primi 200 merchant è su social network. 

“Questo balzo è da attribuire a tre ragioni principali”, dice Roberto Liscia, presidente di Netcomm, consorzio del commercio elettronico: “la crisi, che ha fatto rompere gli indugi agli internauti ancora incerti e insicuri; la forte diffusione degli smartphone, con 30 milioni di possessori, che ha reso più facile l’accesso a internet educando e creando il cosiddetto fenomeno me too che porta a modelli di consumo di massa; infine l’evoluzione dell’offerta delle vendite di abbigliamento sul modello delle Cash sales e l’offerta di coupon di servizi locali fortemente scontati che hanno dato una scossa al mercato. Dal lato dell’offerta oltre agli attori “discount” sono comparsi in forze i produttori del “Made in Italy” dalla moda e accessori al piccolo artigianato, cuore pulsante di una Italia dimenticata”.

“Se il 2011 era stato l’anno del boom dei siti di Couponing, dei club online e dell’ingresso di Amazon, il 2012 è invece l’anno del consolidamento di questi fenomeni”, ha commentato Alessandro Perego, responsabile Scientifico Osservatorio B2c Netcomm-Politecnico di Milano. “La ricerca di quest’anno evidenzia il ruolo sempre più rilevante della multicanalità, soprattutto intesa come l’utilizzo congiunto e integrato di canale fisico e canale online. Molti i benefici: maggiore efficacia nel trasferimento delle informazioni grazie all’Infocommerce, incremento nell’efficienza dei processi di punto vendita mediante il Prenota online e ritira in negozio” e miglioramento del servizio al cliente con l’acquisto online e l’assistenza in-store”.

“Il confronto con i principali mercati occidentali evidenzia un buono stato di salute dell’eCommerce italiano, che cresce a ritmi superiori rispetto a UK (+11% nel 2012), Francia e Germania (+12%) e USA (+14%), anche se in valore assoluto le differenze sono ancora importanti”, commenta Riccardo Mangiaracina, responsabile della Ricerca Dell’Osservatorio B2C Netcomm-Politecnico di Milano. “Il mercato italiano è infatti un sesto di quello inglese (60 miliardi di euro), un quarto di quello tedesco (39 miliardi) e quasi la metà di quello francese (25 miliardi)”.

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