Quando nel 2019 fu adottata la direttiva 790 sul diritto d’autore e diritti connessi nel mercato unico digitale (Direttiva 790/2019, la “Direttiva”) essa fu salutata da un coro di proteste e passò malgrado il voto contrario di un certo numero di Stati Membri dell’Unione Europea, tra cui l’Italia. Il governo italiano (Presidenza Conte) – non ravvisando nel testo la piena tutela della libertà di informazione, espressione e creatività – ha votato contro il provvedimento, insieme a Paesi Bassi, Polonia, Lussemburgo, Finlandia e Svezia.
direttiva copyright
Equo compenso per gli editori: che fine ha fatto il value gap?
A che punto siamo con la concreta applicazione nel nostro paese delle regole introdotte dalla direttiva Ue sul diritto d’autore? Vediamo come mai ancora non è stato colmato quel divario tra il valore percepito dai creatori di contenuti e quello ottenuto dagli intermediari che distribuiscono in rete tali contenuti, il cosiddetto “value gap”, cui si voleva porre rimedio con la Direttiva
avvocato, partner studio legale Ughi e Nunziante

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