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Equo compenso per gli editori: che fine ha fatto il value gap?



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A che punto siamo con la concreta applicazione nel nostro paese delle regole introdotte dalla direttiva Ue sul diritto d’autore? Vediamo come mai ancora non è stato colmato quel divario tra il valore percepito dai creatori di contenuti e quello ottenuto dagli intermediari che distribuiscono in rete tali contenuti, il cosiddetto “value gap”, cui si voleva porre rimedio con la Direttiva

Pubblicato il 26 lug 2023

Daniela De Pasquale

avvocato, partner studio legale Ughi e Nunziante



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Quando nel 2019 fu adottata la direttiva 790 sul diritto d’autore e diritti connessi nel mercato unico digitale (Direttiva 790/2019, la “Direttiva”) essa fu salutata da un coro di proteste e passò malgrado il voto contrario di un certo numero di Stati Membri dell’Unione Europea, tra cui l’Italia. Il governo italiano (Presidenza Conte) – non ravvisando nel testo la piena tutela della libertà di informazione, espressione e creatività – ha votato contro il provvedimento, insieme a Paesi Bassi, Polonia, Lussemburgo, Finlandia e Svezia.

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