il quadro completo

Coronavirus, il ballo delle app nazionali: ecco le scelte in Europa, Australia, India

Dalla trasparenza del modello svizzero, alle criticità di quello indiano, passando da Australia e Regno Unito: i Governi europei e mondiali stanno adottando una varietà di soluzioni per il monitoraggio digitale dei contatti, al fine di contenere la diffusione del contagio. Facciamo un’analisi di alcune di loro

07 Mag 2020
Marina Rita Carbone

Consulente privacy

covid app

Paese che vai, app coronavirus che trovi. Anzi, troverai. Lo sviluppo di app di contact tracing o exposure notification (come si chiamano laddove si scegli modello decentralizzato) segue scelte governative diverse a seconda del Paese, anche se l’Europa sta andando sempre più verso il modello adottato anche dall’italiana “Immuni” (basata sulle librerie Apple e Google, decentralizzato).

E quasi tutti i Paesi occidentali sono in ritardo, anche per la necessità di confrontarsi con gli stessi Apple e Google. Per adottare in corsa il loro modello (concretizzatosi solo il 29 aprile con il rilascio delle librerie) oppure per cercare di ovviare ai problemi tecnici conseguenti della decisione di farne a meno (problematico il tracciamento tra utenti iPhone).

Fine maggio e soprattutto giugno dovrebbe essere il momento della verità. Facciamo un quadro.

La chiarezza del modello svizzero

Attualmente nelle ultime fasi del suo sviluppo, la app svizzera prende fondamento dal sistema DP-3T (Decentralized Privacy-Preserving Proximity Tracing), ritenuto dagli addetti ai lavori estremamente più sicuro rispetto al sistema PEPP-PT adottato da altri paesi.

Digital event
Torna il Cybersecurity 360 Summit strategia nazionale di cybersicurezza. Online, 27 ottobre
Sicurezza
Sicurezza dei dati

La ragione di tale scelta risiede in una netta presa di posizione da parte dei professionisti e dei tecnici svizzeri, secondo i quali questo sarebbe l’unico modo per garantire la trasparenza della app e la sicurezza dei dati tramite di essa raccolti.

Ad oggi, il codice dell’applicazione è liberamente visibile su Github ed è accompagnato non solo da una puntuale Valutazione d’Impatto ma anche da un prospetto sintetico che ne enuncia i dettagli tecnici e da un fumetto free-domain che spiega, in numerose lingue, quale sia lo scopo ultimo del contact tracing.

La Svizzera fornisce dunque un incredibile esempio di trasparenza e chiarezza, spiegando con parole semplici quanto avverrà una volta scaricata la app:

  • Una volta fornite le necessarie autorizzazioni, la app assegnerà al dispositivo un ID numerico “pseudo-casuale” che cambia in modo randomico ogni cinque minuti;
  • Tale ID sarà inviato, tramite Bluetooth, a tutti i dispositivi nelle vicinanze dotati della medesima app o di una app compatibile (all’insegna del principio di interoperabilità dei sistemi), senza che da tale dato possa desumersi la posizione del soggetto o la sua identità;
  • Allo stesso modo, il proprio dispositivo riceverà gli ID inviati dagli altri dispositivi;
  • Lo scambio di ID avverrà tra i dispositivi solamente se il contatto si protrae per più di 5 minuti;
  • Questi id saranno conservati nel telefono per 14 giorni, o per un diverso periodo di tempo qualora nuovi studi dovessero accertare che il periodo di possibile contagio sia più corto o più lungo);
  • Qualora un soggetto dovesse contrarre il COVID-19, caricherà la lista dei propri contatti nel database dell’ospedale, tramite un codice univoco assegnato dal proprio medico curante;
  • La app dà la facoltà anche di nascondere alcuni contatti, qualora il soggetto positivo avesse intenzione di mantenerli privati (ad esempio, i momenti passati nella propria abitazione);
  • Tutte queste informazioni saranno conservate dall’ospedale ma non potranno ricondurre ad uno specifico soggetto;
  • Il database sarà, però, scaricato periodicamente dagli utenti, i quali verificheranno quali contatti si sono poi rivelati rischiosi negli ultimi 14 giorni;
  • Se l’esposizione al rischio supera una determinata soglia (ad esempio, negli ultimi 14 giorni si è stati esposti a 6 casi per 5 minuti o più), il dispositivo personale invia una notifica, avvertendo l’utente di porsi in quarantena, diminuendo le possibilità di trasmissione del virus.

La app, così strutturata e attualmente in fase di test, dovrebbe essere resa operativa l’11 maggio.

Il Belgio e la app “Covid19 Alert!”

Basata sempre sul medesimo protocollo utilizzato in Svizzera, la app belga è stata recentemente al centro delle attenzioni per un data breach tanto grave quanto frutto della situazione di emergenza dalla quale nasce.

La pubblicazione del codice sorgente della stessa, infatti, è avvenuta secondo modalità e tempistiche tali da rendere immediatamente visibili in chiaro i dati personali degli utenti, originati da una diversa applicazione della stessa software house, causando la diffusione non autorizzata di circa 200 nomi, indirizzi e-mail e password.

Un errore decisamente umano, che, sebbene risolto tempestivamente, è senza dubbio dimostrazione di uno dei possibili scenari che una implementazione frettolosa e poco attenta potrebbe provocare.

Il braccialetto elettronico di Liechtenstein e Hong Kong

In controtendenza rispetto al resto del mondo, questi due Stati hanno deciso di effettuare dei test di monitoraggio del contagio tramite dei braccialetti elettronici per consentire al governo di monitorare la salute dei propri cittadini.

A Hong Kong, in particolare, questa soluzione è stata adottata anche nei confronti dei viaggiatori provenienti da altri Paesi, cui spetta l’obbligo non solo di porsi in quarantena per 14 giorni ma, altresì, di dotarsi di tale strumento (messo a disposizione dalle autorità) senza poterlo rimuovere per tutta la durata dell’isolamento, pena sanzioni sia amministrative che penali.

Il dispositivo, che non raccoglie dati personali, è utilizzato in tal caso più come una risorsa per accertare che non vi siano violazioni dei protocolli di quarantena, che per monitorare il contagio.

L’Australia e la app “Covidsafe”

Lanciata da pochi giorni e già utilizzata da più di 3,5 milioni di persone, rappresentando quasi un unicum nel panorama mondiale, tale app si basa sulla tecnologia Bluetooth al pari di molte altre.

Analizziamone il funzionamento:

  • L’utente scarica la app e vi si registra;
  • Qualora ci si trovi a meno di un metro e mezzo di distanza da un altro utente, i dispositivi si scambieranno una “stretta di mano digitale”;
  • Le informazioni saranno registrate e crittografate dalla app, secondo un sistema decentralizzato di raccolta;
  • Il tempo di conservazione dei dati è di 21 giorni;
  • Qualora un soggetto risulti positivo al COVID-19, quest’ultimo potrà fornire il proprio consenso per caricare i dati raccolti all’interno di un database centralizzato che potrà essere usato dalle autorità per tracciare i contatti.

Il modello australiano, sebbene sia stato apprezzato e adottato da una grossa fetta della popolazione, non è stato esente, tuttavia, da critiche: ciò che spaventa, in particolare, è il numero di dati che il governo raccoglie per mettersi in contatto con i possibili soggetti infetti, il quale rappresenta senza dubbio una golosa preda per i criminali digitali, da utilizzare secondo scopi che vanno ben oltre quelli necessari, nonché le limitazioni all’accesso agli stessi.

Riguardo a tali preoccupazioni, tuttavia, il Governo ha sostenuto che solo gli investigatori sanitari potranno avere accesso ai dati, i quali saranno preclusi persino alle forze di polizia. Non solo: anche le misure di sicurezza saranno gradualmente potenziate.

La Francia e la app “StopCOVID”

In controtendenza rispetto alla maggioranza dei Paesi europei, la Francia ha deciso di optare per una soluzione basata su un sistema centralizzato. Il funzionamento della app è, sinteticamente, il seguente:

  • L’utente scarica la app, concedendo le rispettive autorizzazioni all’uso del Bluetooth;
  • La app assocerà ad ogni utente un ID permanente, che sarà scambiato fra i dispositivi qualora si entri in contatto per un determinato lasso di tempo;
  • Quando l’utente riceve una diagnosi di positività al Covid-19, fornendo apposito consenso, caricherà sul server centrale non solo la propria positività ma, altresì, la lista di tutti gli identificativi pseudonimizzati con i quali è entrato in contatto negli ultimi 14 giorni e la distanza alla quale si trovava, andando ad alimentare una lista di utenti potenzialmente esposti conservata sul server e di progressiva formazione;
  • Le Autorità avranno dunque accesso ad un database di ID permanenti rappresentanti ognuno uno specifico individuo, cui sarà assegnato un relativo rischio;
  • Al raggiungimento di una determinata percentuale di rischio, scatterà la notifica.

Al momento c’è un forte dibattito parlamentare, pro privacy, su questa soluzione. Le autorità hanno assicurato che modificheranno il modello per evitare la circolazione dei dati dei contagiati (anche in forma anonima). Ma non c’è un’adesione finora al modello Google-Apple. Il lancio annunciato è per il 2 giugno.

Regno Unito: app inglese NHS COVID-19

Sulla base di quanto comunicato in via ufficiale dal National Health Service la app si basa su un sistema centralizzato i cui punti salienti sono i seguenti:

  • Una volta installata la app, volontariamente, la stessa potrà utilizzare il segnale Bluetooth per prendere traccia dei contatti avvenuti tra due utenti, della distanza mantenuta dagli stessi nonché del tempo per il quale tale contatto si è prolungato, in modo da stilare una sorta di “classifica di rischio”: maggiore il tempo del contatto, maggiore il rischio che il virus si trasmetta;
  • Ogni utente avrà un proprio ID giornaliero che non potrà essere visualizzato dagli altri utenti;
  • La lista dei contatti sarà conservata in un server centralizzato, senza trasmissione di alcun dato personale come il nome o l’e-mail. Sarà chiesto solo il modello del telefono e parte del codice postale;
  • La cancellazione dei dati inseriti nell’app avverrà non appena questi non si rivelino più necessari al contenimento e/o alla gestione del coronavirus;
  • L’utente potrà volontariamente usare la app per comunicare il manifestarsi di sintomi del covid-19: la sua segnalazione farà scattare automaticamente un alert nei confronti di tutti gli utenti con i quali si è entrati in contatto, invitandoli ad adottare ogni misura idonea a contenere il contagio, incluso l’auto-isolamento. Non sarà comunicato né quando il contatto è avvenuto né l’ID o l’identità di chi manifesta dei sintomi;
  • Se il Sistema Sanitario Nazionale smentisce la diagnosi di positività, invece che darne conferma, sarà inviata una notifica ai contatti per rendere noto che possono interrompere l’isolamento;
  • Qualora un utente, invece, risulti positivo, i contatti saranno invitati a restare in isolamento per 14 giorni, nonché a porre in essere le azioni necessarie per poter essere sottoposti al test e fermare il contagio;
  • Il sistema si occuperà, nel caso in cui il soggetto che segnala il manifestarsi dei sintomi non sia sottoposto ad un test sierologico o ad un tampone, anche di analizzare, sulla base dei sintomi segnalati anche dai contatti avuti da quest’ultimo, se costoro debbano continuare o meno l’isolamento: se quasi nessuno dei contatti manifesta sintomi simili, il sistema desumerà che l’utente non fosse contagioso, notificando loro che possono cessare l’isolamento; viceversa, se un numero sufficienti di contatti manifesta sintomi, il sistema desumerà che l’infezione si stia propagando, invitando tutti a proseguire l’isolamento.

Tutte le informazioni raccolte saranno protette da avanzati sistemi di crittografia che possano impedire, nel miglior modo possibile, l’accesso a soggetti non autorizzati e la diffusione illecita di quanto raccolto dalle applicazioni.

L’app di tracing, in questa sua ultima versione, dovrebbe così consentire agevolmente di rispettare i principi di minimizzazione del dato (idealmente, nessun dato personale), tutelare la privacy, impedire che possa essere associato l’ID a qualsiasi altra specifica informazione del dispositivo. Allo stesso modo, aiuterà le Autorità Sanitarie Nazionali ad avere una traccia più specifica di quanto sta accadendo sul territorio, anche a fini di ricerca dei metodi di propagazione del virus.

Tuttavia, molta attenzione dovrà essere posta con riguardo alle possibili false segnalazioni di positività da parte degli utenti. Il Governo ha iniziato il test nell’isola di Wight. Il lancio nazionale è previsto a giugno, tanto che l’app sarà parte di un più ampio sistema di contact tracing analogico e telefonico.

La ‘Smittestopp’ norvegese

Tradotta letteralmente come “Stop Infetti”, utilizza sia la geolocalizzazione che il Bluetooth per identificare, in modo accurato, i possibili contatti avuti dall’utente. Nello specifico, stando a quanto riportato ufficialmente:

  • L’utente installa la app, condividendo in modo anonimo informazioni con il Norwegian Institute of Public Health, per consentire di studiare gli effetti delle misure di contenimento intraprese dal Governo sulla riduzione dei contagi;
  • I dati sono cancellati dopo un lasso di tempo di 30 giorni, salvo che l’utente decida di cancellarli prima;
  • Tutte le informazioni saranno accessibili esclusivamente al personale autorizzato;
  • In una seconda fase, a seguito dell’attivazione della funzione di notifica della app, la stessa avviserà l’utente qualora uno dei suoi contatti riceve una diagnosi di positività al Covid-19, informandolo del giorno in cui è avvenuta la possibile esposizione (non del soggetto positivo) e quali azioni deve intraprendere per porsi in contatto con le Autorità sanitarie.

La app non sostituisce le metodologie tradizionali di contact tracing, ma ne diventa una implementazione, per consentire di raggiungere i soggetti dei quali ogni individuo potrebbe non ricordare, quando intervistato.

Tuttavia, sebbene partita con le migliori delle intenzioni, è attualmente oggetto di numerose critiche non solo dal punto di vista della tutela della privacy degli utenti, ma anche in quanto il suo utilizzo sembrerebbe logorare la batteria dei dispositivi, oltre che esporre l’utenza ad un rischio molto elevato di falsificazione delle notifiche (le quali avvengono tramite semplici SMS).

La Spagna

Al momento la Spagna non ha piani chiari per un’app di tracciamento, ma le autorità si sono impegnate a seguire modelli standard europei. Ci sono app per autodiagnosi, del Governo nazionali e delle diverse regioni, che in certi casi consentono anche di tracciare una mappa dei contagi via gps.

Gli Stati Uniti

Confusione massima regna sugli Usa. Nessuno Stato né il governo federale si è speso a favore della soluzione Google-Apple. Di fatto ora ci sono due app che funzionano su piccola scala in Utah e South Dakota ma con il gps e con utilità molto ridotta (sia per la piccolissima adozione sia per le tecnologie adottate, di fatto più che fare contact tracing fanno un tentativo di mappa epidemiliogica).

La app “Aarogya Setu” in India

Contrariamente a tutte le precedenti, il download di “Aarogya Setu” (dal sanscrito, “Un ponte di salute”) in India è obbligatorio, pena pesanti sanzioni, con l’obiettivo di raggiungere la totalità dell’utenza digitale e non, tramite l’ausilio di sistemi interattivi che coinvolgeranno anche tutti gli “esclusi digitali”.

Stando a quanto dichiarato, la app traccia gli utenti per mezzo sia dei dati di localizzazione che del Bluetooth, conservando i dati sul singolo dispositivo, in forma crittografata. La condivisione dei dati di contatto con le Autorità Governative avviene solo in un secondo momento, qualora si rilevi una positività o si sia stati in contatto con un soggetto positivo, senza essere condivisi con terze parti.

Non solo: all’interno della app sono contenute anche delle schede informative per consentire ai singoli utenti di comprendere e rilevare tempestivamente possibili sintomi del coronavirus.

Per ovvie motivazioni, la soluzione indiana non è stata accolta positivamente dagli esperti in materia di tutela dei dati personali, risultando in più punti lacunosa e troppo esposta ad attacchi. Tale preoccupazione sorge anche dalle attuali normative nazionali sul tema, ritenute non sufficientemente tutelanti per gli utenti finali.

L’India è attualmente l’unica nazione democratica al mondo che sta rendendo obbligatoria la sua app di tracciamento del coronavirus per milioni di persone, secondo Covid Tracing Tracker del MIT Technology Review, un database di app di tracciabilità dei contatti globali.

Mentre la politica ufficiale prevede che il download dell’app sia volontario, la verità è che i dipendenti statali sono tenuti a utilizzarlo, mentre anche i principali datori di lavoro privati e proprietari terrieri lo stanno incaricando. Secondo quanto riferito, la città di Noida sta multando e persino minacciando di arrestare chiunque non riesca a installare l’app sul proprio telefono.

La misura genera forte critiche da parte degli esperti delle libertà civili a livello nazionale e da tutto il mondo.

E in oriente, dov’è cominciato tutto?

In Cina, Singapore, Corea del Sud il contact tracing è gestito in modo ben diverso, più dirigista e con meno (o nessun) riguardo per la privacy. Qui sotto il quadro.

Coronavirus, app e sistemi per tracciare i positivi: come funzionano (nel mondo, in Italia)

Conclusioni

Sebbene le possibili soluzioni siano molteplici, da quanto finora esposto si capisce come uno degli elementi fondamentali per il successo di ognuna di queste app, oltre che l’abilità tecnica di chi le progetta, sia la fiducia che le stesse ingenerano negli utenti finali. Per potersi rivelare efficaci, infatti, dovranno essere adottate da una percentuale della popolazione pari almeno al 60%, un risultato, come prevedibile, impossibile da ottenere senza una adeguata campagna di sensibilizzazione che renda chiaro, immediato e semplice il funzionamento delle stesse.

WHITEPAPER
Perché impostare una strategia di manutenzione dei server?
Datacenter
Sicurezza
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati