sanità digitale

Regione Marche: “La nostra Sanità paziente-centrica col digitale, ecco il futuro”

Percorsi di cura coordinati e trasversali, focus su assistenza domiciliare e piani individualizzati. Un percorso in evoluzione verso la telemedicina e l’empowerment di pazienti e operatori. Così il digitale ha ridisegnato il modello di Sanità delle Marche in ottica unitaria e di sperimentazione di nuovi modelli condivisi

12 Nov 2018
Giancarlo Conti

Ingegnere Clinico P.F. HTA e Tecnologie Biomediche

Cristiana Sisti

Dirigente Analista Sistemi Informativi P.F. HTA e Tecnologie Biomediche Agenzia Regionale Sanitaria Marche

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La Regione Marche continua a perseguire un progressivo miglioramento dell’efficienza dei servizi sanitari e ad ottimizzare il rapporto costo-qualità dei servizi, con l’obiettivo di garantire l’equità di accesso a tutti gli assistiti marchigiani, indipendentemente dal loro luogo o condizione di vita, e di garantire la presa in carico dei pazienti basata su standard e modelli condivisi con gli operatori sanitari. Vediamo il percorso già fatto, gli obiettivi raggiunti e le nuove trategie di empowerment di pazienti e care giver.

La presenza di un’unica Azienda Sanitaria in Regione Marche (per circa 1,5 milioni di assistiti) ha prima reso necessario e poi favorito un percorso unitario di rimodellazione dei processi assistenziali e di sviluppo di piattaforme telematiche ed informatiche uniche a livello regionale a supporto dei nuovi processi.

Come spesso accade, l’introduzione di alcuni di questi sistemi informativi ha anticipato la revisione dei modelli organizzativi con visione unitaria, costituendo un forte traino per l’unificazione dei percorsi.

Sistemi informativi e infrastrutture condivisi

Ad oggi la Regione Marche dispone di un patrimonio di sistemi informativi e infrastrutture, condiviso tra tutte le Aziende del Sistema sanitario Regionale, grazie al quale è possibile impostare una governance regionale su modelli organizzativi e percorsi unitari.

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Per citare i principali: un Sistema informativo amministrativo, di gestione del personale e di controllo di gestione, un Centro Unico di prenotazione (CUP), un’Anagrafe unica degli assistiti (ARCA), un sistema di gestione degli screening, dipartimento di prevenzione e di medicina legale, un sistema di accoglienza delle prescrizioni dematerializzate (SAR), un Framework di autenticazione regionale (FED-Cohesion) integrato con SPID ed un Polo di Archiviazione documentale per la conservazione dei documenti sanitari ed amministrativi.

Dal 2011, inoltre, ha avviato l’acquisizione di alcune componenti del sistema informativo sanitario e socio sanitario regionale, che ha consentito a Regione Marche di istituire il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e di dotarsi di altri importanti sistemi integrati con il Fascicolo:

  • Sistema di network regionale di diagnostica per immagini (denominato RIS-SIAT);
  • Sistema di Laboratorio Analisi (denominato SILARM);
  • Rete del Territorio (denominato “Sirte”);
  • Sistema dei cataloghi unici regionali;

che sono tutti ospitati in un Data center sanitario unico, di recente realizzazione.

Rete del territorio (Sirte)

Il progressivo e costante invecchiamento della popolazione assieme all’aumento della morbosità e della complessità clinica sta rendendo sempre più indispensabile lo sviluppo di modelli assistenziali caratterizzati da estensività socioassistenziale e modularità della presa in carico, piuttosto che dall’intensività del trattamento, tipica delle patologie acute.

La necessità di ridisegnare la rete dei servizi dal punto di vista organizzativo e strutturale, per rafforzare l’ambito territoriale di assistenza e cura, ha coinciso temporalmente con l’introduzione del sistema informativo per il territorio, generando un’occasione unica di revisione dei processi e dei percorsi di cura in ottica unitaria e di sperimentazione di nuovi modelli clinici e organizzativi condivisi.

Il sistema informativo per la Rete del Territorio (Sirte) è nato con l’obiettivo di assicurare il coordinamento dei percorsi di cura tra i diversi professionisti e la continuità dell’assistenza tra differenti livelli organizzativi, ottimizzando l’integrazione tra Ospedale e territorio.

Per conseguire questi obiettivi, si è scelto di operare strutturando processi omogenei su tutto il territorio delle Marche, superando le specificità dei singoli territori e nel rispetto delle stesse; questo approccio, seppur di complessa attuazione, ha garantito una generale revisione ed ottimizzazione dei processi a livello aziendale ed interaziendale.

La definizione dei processi comuni è stata affidata a gruppi di lavoro, rappresentativi di tutte le Aree Vaste e di tutte le professionalità coinvolte, costituiti da oltre 135 professionisti.

Il sistema informativo, che vede quasi 5.000 utenti abilitati, gestisce i processi interni al percorso assistenziale, che si esplicano in un articolato workflow che prevede l’accesso al sistema tramite un unico punto (definito Punto Unico di Accesso) che, dopo una prima rilevazione del bisogno, avvia la fase di valutazione del paziente, garantendo l’individuazione del corretto percorso assistenziale (cure prestazionali, cure domiciliari integrate, cure in strutture residenziali), la definizione del Piano Assistenziale Individuale (PAI) e la successiva erogazione dell’assistenza con rivalutazioni periodiche fino alla conclusione della presa in carico.

Il sistema prevede inoltre la possibilità di attivare percorsi trasversali, che consentono una visione d’insieme di tutti i servizi disponibili ed erogati agli assistiti presi in carico (es. trasporti programmati, Assistenza protesica, ecc.).

Sostanzialmente il sistema si compone di una molteplicità di moduli informatizzati quali Punto unico di accesso (PUA), Cure domiciliari e prestazionali, Cartelle cliniche per le strutture residenziali (Residenze protette, Residenze sanitarie assistite, Hospice, Cure Intermedie, Ospedali di comunità, Strutture riabilitative), Gestione posti letto delle strutture sanitarie e sociosanitarie, Cartelle cliniche ambulatoriali, Assistenza integrativa, Protesica maggiore, Consultorio, Trasporti programmati, Dimissioni protette e percorsi condivisi con i MMG/PLS tramite il portale web e gli strumenti di Fascicolo sanitario elettronico.

Il sistema, teso anche ad ottimizzare il lavoro dei professionisti, è integrato con il sistema informativo unico amministrativo per espletare, mediante automatismi, le procedure amministrative di avvio dell’ordinativo, rendicontazione e fatturazione delle prestazioni, che spesso rappresentano orpelli per l’attività quotidiana dei nostri operatori. Gestisce inoltre la produzione dei flussi dati per il soddisfacimento dei debiti informativi verso Regione e Ministero della Salute ed è strumento per il monitoraggio e la programmazione aziendale e regionale.

Accesso alle cure domiciliari

Il primo passo per la realizzazione di questo complesso ed articolato sistema è stata l’attivazione del percorso di immissione nelle cure domiciliari integrate e cure prestazionali.

Dopo aver emanato le Linee Guida per l’organizzazione delle cure domiciliari nel 2014, la Regione si è dotata di uno strumento che consente la condivisione delle informazioni tra gli operatori sanitari che operano a casa del paziente (Medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, medici specialisti, medici del distretto, fisioterapisti ed infermieri). Diversamente dalle cure prestate negli ospedali, le cure domiciliari sono spesso caratterizzate da una scarsa condivisione dei dati clinici e delle informazioni tra i diversi professionisti; con Sirte si è voluto superare queste criticità per assicurare la continuità nella presa in carico delle persone a domicilio e qualificare le cure domiciliari, creando una vera e propria rete.

La scheda di valutazione multidimensionale adottata permette di individuare i bisogni e produrre, mediante automatismi, le relative prestazioni utili alla stesura del Piano Assistenziale individualizzato, inoltre assolve alla compilazione della scheda di valutazione multidimensionale RUG III HC ed alla valutazione per l’invio del flusso ministeriale SIAD.

Mediante una App gli operatori, che si recano al domicilio del paziente, possono vedere l’elenco delle prestazioni erogabili dalla loro figura professionale, scaricare il piano assistenziale previsto per quell’assistito e l’agenda dove tracciare le prestazioni erogate. L’organizzazione delle attività prevede che al domicilio dell’assistito venga lasciata la stampa del QR Code contenente le informazioni anagrafiche dell’assistito stesso, quindi quando l’operatore si trova al domicilio dell’assistito leggendo il QR Code, con la fotocamera di un dispositivo mobile, può identificare immediatamente l’assistito e registrare con estrema semplicità le prestazioni erogate.

Inoltre, nel convincimento che il Piano assistenziale individualizzato (PAI) rappresenti uno strumento forte a garanzia della continuità assistenziale ospedale-territorio, in questi giorni si sta lavorando per definire le specifiche di pubblicazione di questo documento all’interno del Fascicolo sanitario elettronico, affinché possa essere reso disponibile a tutti gli attori coinvolti nel percorso di cura del paziente (Medici di base mediante l’AddOn e mediante portale dedicato, figure professionali delle strutture residenziali, degli ambulatori, degli ospedali di comunità, ecc.).

Dimissioni protette

Un’altra importante attività ha riguardato l’introduzione del percorso informatizzato di dimissioni protette dai presidi ospedalieri regionali verso il territorio, consentendo a Regione Marche di perseguire importanti risultati di governo di questo processo, e di effettuare un’analisi della domanda più puntuale.

Ecco i principali obiettivi raggiunti:

Nell’avviare l’informatizzazione di questo processo, già in parte strutturato in forma cartacea, è emerso come gli operatori siano stati indotti ad uno scambio fruttuoso di informazioni ed opinioni. Sebbene siano abituati ad operare in collaborazione, l’attivazione di nuovi percorsi con ottiche nuove, ha favorito la conoscenza e la costruzione della rete delle persone.

Evoluzione di Sirte e empowerment del cittadino

In sintesi il Sistema Informativo Sirte ha rappresentato un importante strumento per l’unificazione di tutti i processi territoriali di assistenza e cura e per la loro integrazione con i percorsi ospedalieri. E oggi consente l’innestarsi di processi innovativi secondo logiche condivise in tutta la Regione Marche.

Inoltre, disporre di un unico strumento quale supporto ai processi del territorio, consente di immaginare con maggiore fluidità l’introduzione di nuovi strumenti, senza dover rincorrere le informazioni disperse tra tanti sistemi differenti.

Dal mese di ottobre avrà avvio la fase di evoluzione del sistema Sirte, che grazie alla disponibilità di molte informazioni di salute dematerializzate, cercherà di attivare nuove strategie di empowerment del cittadino e del care giver, potenzierà la comunicazione tra famiglia, care giver ed operatori coinvolti nel processo di cura.

Si concentrerà inoltre sul nuovo modello di presa in carico del paziente cronico, nel potenziare l’integrazione tra l’ambito sanitario e l’ambito sociale anche grazie all’estensione delle funzioni dei Punti Unici di Accesso, nell’informatizzare i percorsi di assistenza e cure delle Unità multidisclipinari dell’Età evolutiva e dell’età adulta, nel potenziare gli strumenti di condivisione delle informazioni con i medici di base.

Piattaforma di telemedicina

Un altro importante elemento per la medicina territoriale, di cui la Regione Marche intende dotarsi, è la piattaforma di telemedicina (o tecno-assistenza) unica regionale con funzioni di monitoraggio e diagnosi, che potrà essere utilizzata anche dagli operatori sul territorio, per perseguire un incremento della deospedalizzazioni degli assistiti.

Grazie all’attuazione della programmazione 2014-2020 della Strategia Nazionale per le Aree Interne (definite quali “aree oggi particolarmente fragili, sovente geograficamente interne, che hanno subito nel tempo un processo di marginalizzazione e declino demografico e le cui significative potenzialità di ricchezza naturale, paesaggistica e di saper fare vanno recuperate e valorizzate con politiche integrate sul lato dello sviluppo economico e su quello dell’adeguatezza dei servizi alle comunità“), la Regione Marche ha approvato alcune importanti azioni per lo sviluppo locale e di rafforzamento dei servizi essenziali di cittadinanza (sanità, trasporti ed istruzione).

Gli interventi individuati nell’ambito della strategia Aree Interne prevedono l’utilizzo di una piattaforma unica regionale di Telemedicina per il potenziamento dell’assistenza sanitaria negli ospedali di comunità, visti come il cuore dell’attuale modello assistenziale territoriale in quanto costituiscono punti di accesso alla rete dei servizi socio-sanitari, in connessione strategica con gli studi di medicina generale, le farmacie, i poliambulatori, ed i presidi ospedalieri.

Lo sviluppo delle tecnologie di comunicazione consente di migliorare l’accessibilità ai servizi, ridurre l’ospedalizzazione, e gestire in maniera tempestiva alcune attività di urgenza.

Il progetto Aree Interne prevede interventi innovativi e costituirà una importante palestra per la messa a regime dei nuovi servizi previsti, prevedendo poi di estendere gli stessi servizi anche al resto del territorio regionale.

In merito alla realizzazione della piattaforma unica di telemedicina, la Regione Marche sta elaborando un progetto ambizioso che riguarda l’erogazione dei servizi di tecnoassistenza nei setting residenziale, ambulatoriale e domiciliare e che si pone i seguenti obiettivi:

  • Ambito clinico: i servizi da realizzare mirano a migliorare la qualità di vita dei pazienti cronici affetti da patologie cardiovascolari, BPCO e diabete attraverso il monitoraggio remoto a domicilio e presso le strutture di ricovero, offrendo l’opportunità al medico curante di intervenire prima di un’eventuale riacutizzazione della patologia;
  • dal punto di vista del paziente/utente: vengono forniti servizi di telemonitoraggio in base ai reali bisogni di pazienti e operatori professionali, le loro capacità, i rischi e i benefici, implementando soluzioni che sostengono l’empowerment dei pazienti e l’aumento della loro soddisfazione;
  • economici: il progetto implementa un nuovo modello di assistenza dal quale ci si attende una riduzione dei costi di cura dei pazienti attraverso una progressiva diminuzione al ricorso ai servizi di emergenza, degenza ospedaliera e cure specialistiche;
  • organizzativi: viene definito e valutato un modello organizzativo di telemedicina, incardinato nei processi di diagnosi e cura già strutturati, che garantisca un percorso di cura sicuro ed efficiente, che ottimizzi l’impiego delle risorse e rafforzi la collaborazione tra i diversi operatori sanitari.

Il progetto intende raggiungere risultati concreti per portare i servizi dalla forma di pilot alla dimensione real life, grazie alla definizione di una metodologia di assessment rigorosa, alla individuazione degli standard di servizio e protocolli di utilizzo per le attività di telemedicina (integrati nei PDTA regionali), alla identificazione di strumenti amministrativi per il governo e la rendicontazione di servizi di telemedicina (integrazione nomenclatore e catalogo prestazioni), al fine di garantirne la futura sostenibilità tecnica e finanziaria.

L’intervento prevede azioni per i pazienti cronici (dell’ambito cardiologico, diabetologico, pneumologico, ecc.), si focalizza inoltre sui pazienti ricoverati nei vari setting assistenziali (cure domiciliari e strutture residenziali) per cui si rende necessaria l’attivazione di servizi di consulenza dermatologica per ulcere e ferite difficili, televisita per approfondimento diagnostico e monitoraggio della terapia nutrizionale, infine riguarda i pazienti che accedono agli ambulatori specialistici degli Ospedali di Comunità o di cure primarie (MMG/PLS) e per cui si rende necessario un approfondimento diagnostico con uno specialista remoto mediante televisita (es. televisita pediatrica, dermatologica).

Questa piattaforma sarà integrata con la rete informativa sanitaria ed amministrativa del Sistema sanitario regionale (CUP, SAR, FSE, Anagrafe Unica Regionale, etc.) per diventare parte integrante del sistema e sarà ovviamente utilizzata anche per l’ambito ospedaliero.

Fascicolo Sanitario Elettronico

Nella fase di costruzione del sistema di Fascicolo Sanitario, Regione Marche ha colto l’occasione per dotarsi di una infrastruttura a supporto di tutti i percorsi che richiedono la condivisione di dati e documenti sanitari, generati ed acceduti dai vari sistemi informatici verticali che compongono il panorama regionale ed aziendale.

Nel caso del Laboratorio analisi, del sistema unico di radiologia e del sistema informativo del territorio, ha cercato anche di rimodellare, in un’ottica unitaria, tutti i percorsi che sono alla base della produzione della documentazione sanitaria di questi sistemi, garantendo uniformità nelle codifiche, nelle modalità di produzione della documentazione e nella gestione delle informazioni. Questa scelta, che ha comportato un notevole impegno, produce oggi i suoi effetti positivi, apprezzabili nella fase di consultazione dei dati e documenti da parte delle figure preposte e soprattutto dai medici di base che hanno visibilità della documentazione prodotta dalle differenti Aziende del SSR.

Il Sistema di Fascicolo sanitario elettronico marchigiano è stato progettato sulla base di un modello a repository distribuito (uno per ogni Azienda, quindi 4 differenti repository) e registry regionale centralizzato.

La Regione Marche ha previsto che il cittadino, che dispone già di credenziali di autenticazione forti (SPID, FedCohesion, TS-CNS), possa attivare autonomamente il suo Fascicolo sanitario elettronico accedendo all’apposito portale. In tal caso collegandosi al portale il cittadino può autenticarsi, scaricare l’informativa e rilasciare il consenso all’attivazione e alimentazione del FSE.

Inoltre ogni azienda del SSR, in base alla propria struttura organizzativa, ha individuato appositi sportelli (URP, CUP, ecc.) dove il cittadino può richiedere le informazioni relative alle modalità di attivazione del FSE, ricevere l’informativa ed eventualmente anche rilasciare il consenso all’attivazione con il supporto del personale addetto. Ed infine ha concordato con la rete territoriale dei Medici di Medicina Generale e Pediatri di libera scelta la disponibilità al rilascio dell’informativa e all’acquisizione del consenso all’attivazione del FSE a supporto dei propri assistiti. Quindi ogni cittadino può rivolgersi al proprio medico sia per avere informazioni in merito al FSE, che per procedere alla sua attivazione.

Tutti gli operatori sanitari erano già dotati delle credenziali del framework Fed-Cohesion che consentono di accedere al Fascicolo Sanitario, pertanto non è stato necessario introdurre un nuovo strumento nell’operatività quotidiana.

Ad oggi il Fascicolo marchigiano contiene referti di laboratorio analisi (prodotti dal sistema unico regionale denominato SILARM), referti di radiologia (prodotti dal sistema unico regionale), prescrizioni, profili sanitari sintetici e documenti del taccuino personale dell’assistito. Entro la fine dell’anno verranno pubblicati anche i Piani Assistenziali Individualizzati, le lettere di dimissione ed i verbali di pronto soccorso.

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Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
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Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
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Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
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PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
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PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
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Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
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Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
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Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
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PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
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Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

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