Premi in Sanità, focus sull'innovazione: le soluzioni che migliorano la vita dei pazienti - Agenda Digitale

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Premi in Sanità, focus sull’innovazione: le soluzioni che migliorano la vita dei pazienti

I premi per la sanità digitale hanno un carattere nazionale e valorizzano l’apporto della tecnologia. Ma la valutazione deve avvenire sulla base di cinque criteri. Ecco i progetti di maggior interesse premiati negli ultimi anni

18 Nov 2021
Gabriella Borghi

Cefriel – Esperta in progettazione e gestione progetti di sanità digitale

Ornella Fouillouze

Vice Presidente Club TI Milano e coordinatore gruppo sanità

Loredana Luzzi

Direttore Generale Università degli Studi di Brescia

Il maggior utilizzo del digitale nel periodo pandemico e il crescente interesse dei media al fenomeno sono i fattori che maggiormente stanno trainando non solo la sanità digitale, ma anche la proliferazione dei premi in ambito sanitario.

L’occasione di far parte della giuria del premio eHealth4all ci ha portato a studiare e ad indagare con più attenzione il fenomeno, quello dei premi in sanità, che è sempre esistito ma che, nell’ultimo anno, ha avuto un impulso ulteriore.

L’analisi dei progetti finalisti delle ultime edizioni dei premi in ambito sanitario ispira ottimismo nel futuro, anche se permangono punti critici da superare.

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Il meccanismo dei premi

Se si cerca casa è facile esaminare le offerte presenti e capire cosa offre il mercato, analizzando i pro e i contro rispetto alle esigenze dell’acquirente. Forse anche per i premi è così.

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Ci si rende conto che i premi sono numerosi, promossi da realtà diverse, pubbliche o private: dalle università alle aziende sanitarie, dalle fondazioni alle imprese, fino alle associazioni. Si tratta dello stesso meccanismo messo in piedi dall’Accademia di Svezia con il premio Nobel.

Quindi qualità e durata dovrebbero essere le caratteristiche che rendono un premio prestigioso e che inducono alla partecipazione dei migliori. E, di conseguenza, alla scelta di persone o progetti significativi per l’ambito selezionato.

In alcuni casi i vincitori ricevono un premio in denaro, ma in molti contesti è ormai la selezione stessa ad essere premiante.

I premi nella sanità digitale

Sono sempre esistiti i premi anche in sanità e hanno avuto origini e motivazioni diverse. Si usano per premiare sia i lavoratori che i risultati ottenuti. Ogni premio ha il proprio regolamento e bando che evidenziano le motivazioni e gli obiettivi, i requisiti per partecipare e la modalità di selezione dei vincitori, nonché le tempistiche.

Se proviamo a “zoomare” sui premi focalizzati sulla sanità digitale, hanno carattere nazionale e valorizzano l’apporto della tecnologia.

Precursore è il Politecnico di Milano

Possiamo individuare il precursore nel premio del Politecnico di Milano che, già dal 2010, in collaborazione con le associazioni patrocinanti, dava avvio al “Premio Innovazione ICT in Sanità” e che nella sua versione attuale si chiama “Premio Innovazione Digitale in Sanità 2021”.

L’obiettivo era quello “di generare un meccanismo virtuoso di condivisione delle esperienze di eccellenza nelle strutture sanitarie italiane, che spesso non conoscono appieno i benefici derivanti dall’adozione di moderne tecnologie come leva per migliorare le proprie performance” come dichiarava già dalle prime edizioni Mariano Corso.

Innova S@lute, il premio di Forum PA

Questo Premio, come altri che sono stati avviati in seguito, come per esempio nel 2016 la prima edizione del premio Innova S@lute nell’ambito di Forum PA, selezionavano fra i progetti di diversi ambiti sanitari che venivano “fotografati” nel loro stato al momento della candidatura.

Il premio eHealth4all

Il premio per la sanità digitale eHealth4all, in cui abbiamo fatto parte della giuria, ha la peculiarità di non essere “one shot”, ma, fra le candidature pervenute, prevede almeno dieci finalisti da seguire per un anno nelle fasi di attuazione dei progetti presentati e, quindi, si concentra pragmaticamente sugli effettivi risultai ottenuti.

Il premio, organizzato quest’anno da Club TI Milano, Aica, Assintel, Cdti Roma e Distretto produttivo per l’informatica pugliese è nato nel 2013, la prima edizione si è conclusa nel 2015 e la premiazione è avvenuta ad Expo Milano 2015.

I 5 criteri per valutare i premi per la sanità digitale

La focalizzazione è soprattutto sull’area della prevenzione sanitaria e poiché gli organizzatori appartengono al mondo delle tecnologie ICT, l’obiettivo è proprio quello di promuovere l’utilizzo delle tecnologie digitali per semplificare i processi e migliorare il servizio all’utente.

Il 15 ottobre si è conclusa la quarta edizione e quindi, dopo otto anni si può tracciare un quadro e trarre delle indicazioni sui contenuti dei progetti presentati per un concorso sulla prevenzione sanitaria e sull’uso delle tecnologie in tale ambito.

Al premio si sono candidati, nelle quattro edizioni, circa ottanta progetti. Sono stati selezionati come finalisti la metà, e questi progetti sono stati tutti seguiti, come detto, per un anno, dal comitato organizzatore e dal comitato scientifico che avevano messo a punto un’articolata griglia di valutazione, con singoli voti pesati in base alla rilevanza del risultato ottenuto.

La valutazione avviene sulla base di cinque criteri:

  • innovatività del progetto in relazione all’uso dell’ICT (35%);
  • concretezza degli indicatori e modalità di misurazione (25%);
  • sostenibilità e replicabilità (20%);
  • dimensione e importanza del progetto (15%);
  • valutazione sul proponente (5%).

Ogni criterio viene valutato con una scala da 1 a 6.

Il premio ha carattere nazionale e dalla seconda edizione è co-organizzato tra Roma e Milano. Le candidature provengono da tutta Italia.

Nell’ultima edizione i finalisti arrivavano da quattro regioni:

  • quattro dalla Lombardia;
  • tre dalla Puglia;
  • due dall’Emilia-Romagna;
  • uno dalle Marche.

Nella prima fase della selezione (inizio del 2020), la tipologia dei concorrenti era così suddivisa:

  • aziende dell’Ict (40% del totale);
  • Regioni e Asl (23%);
  • ospedali pubblici e privati (23%);
  • provider di telemedicina, università, associazioni di pazienti.

Focus sull’innovazione

In questo contesto ci sembra utile focalizzarci sul merito dei progetti (capire di quali innovazioni si tratta) più che sulla composizione del consorzio di realizzazione o del major partner.
Di seguito un elenco con le innovazioni e i punti d’interesse:

  • app mobili: finalmente in questi anni si è assistito a uno sviluppo formidabile delle applicazioni su smartphone molti progetti le usano come perno per l’interazione struttura sanitaria/cittadini;
  • i progetti Internet of Things (IoT): per esempio, monitoraggi di dati biofisici del paziente. Sono scarsiquelli che hanno ottenuto una certificazione di livello Medical Device e quindi la certificazione, nonostante le nuove indicazioni europee [1], sembra costituire tuttora uno scoglio.

Un aspetto importante da rilevare è la presenza di indicatori specifici di valutazione. Quasi tutti i progetti individuano una serie di indicatori specifici (cruscotti), si danno degli obiettivi e ne misurano il livello di conseguimento, contribuendo a creare modalità oggettive di valutazione dei propri risultati.

Questo approccio è in linea con il concetto di value based healthcare”, in cui si mette al centro il valore trasferito al paziente in termini di esiti di salute (“outcome”) e lo si rapporta all’impegno/costo sostenuto per conseguirlo.

Le verifiche di avanzamento dei progetti condotte di fronte al comitato scientifico e agli organizzatori sono state, anche a detta dei partecipanti, un’utile guida e uno stimolo e in alcuni casi l’attività di “tutoraggio” attuata è stata determinante e ha ri-orientato le scelte progettuali migliorandone gli esiti.

A otto anni dall’avvio si può affermare che il premio è stato testimone e “catalizzatore” di molte iniziative che si sono poi radicate e sono oggi affermate. In otto anni il premio ha messo in luce innovazioni che riteniamo degne di nota.

Ecco le innovazioni premiate per la sanità digitale

Nell’arco di otto anni, il premio eHealth4all ha premiato alcuni progetti innovativi che meritano di essere segnalati:

  • un progetto per la qualità dell’aria;
  • un’innovativa sedia a rotelle per l’autonomia dei disabili;
  • una piattaforma online per consulti e second opinon in sanità.

Il progetto di Nuvap

Con l’avvento della pandemia, l’Organizzazione mondiale di sanità ha rilasciato le linee guida per la qualità dell’aria negli ambienti chiusi, specificando che l’aria pulita è un requisito fondamentale della vita e anche la qualità dell’aria, come il cibo e l’acqua, andrà rigidamente controllata nel nostro futuro.

Come assicurarsi che l’aria di casa o dell’ufficio sia di buona qualità? Già nel 2018 la società Nuvap presentò per la 3° edizione eHealth4all un innovativo progetto di monitoraggio dell’aria negli ambienti indoor tramite proprie apparecchiature e vinse il primo premio. In questi anni Nuvap si è consolidata, ha stretto accordi con Eni per monitorare in continua la salubrità dei luoghi di lavoro e con Generali Juniot per monitorare la qualità dell’aria nelle abitazioni e sta ulteriormente consolidando la propria offerta di soluzioni per le misurazioni di agenti inquinanti e nocivi.

Presidi sanitari di supporto ai disabili

Una vera innovazione riguarda i presidi sanitari di supporto ai disabili per promuoverne l’autonomia. Il prototipo di un’innovativa sedia a rotelle è un altro progetto premiato dalla terza edizione eHealth4all.

Avanchair è la prima sedia che, grazie al suo sistema di traslazione, consente movimenti verticali e spostamenti orizzontali a destra e a sinistra. Inoltre, grazie a una partnership con Enel X, sarà possibile utilizzare le colonnine di ricarica per le auto di Enel X per ricaricare la sedia a rotelle in movimento.

Grazie alla collaborazione con associazioni che offrono supporto a pazienti affetti da disabilità è nata una proposta concreta per le municipalità, per consentire a chi utilizza queste innovative sedie a rotelle di muoversi in città.

Per finanziare lo sviluppo del prodotto definitivo. Avanchair ha inoltre lanciato una campagna di raccolta fondi nell’ambito del microcredito che è stata di grande successo. La stessa Enel ha partecipato in modo significativo.

Piattaforma online per consulti e second opinon

In periodi di pandemia e mobilità ridotta, i consulti oncologici online sono risultati particolarmente preziosi. Proposta nel 2016, per la seconda edizione eHealth4all, la piattaforma online Ultraspecialisti, dedicata a consulti e second opinon, è andata crescendo ed ora è coinvolta nella sperimentazione lombarda Oncohome e in altre partnership istituzionali come case Fìfarmaceutiche, ospedali, poliambulatori.

La prevenzione meriterebbe più attenzione

In altri casi i progetti hanno fatto così fatica a trovare budget che si sono dovuti fermare, recriminando il fatto che alla prevenzione sia dedicata poca attenzione, anche in termini di investimento e sostegno pubblico. Il budget destinato alla prevenzione è meno del 5% della spesa sanitaria.

A questo proposito, merita soffermarsi sull’ultima edizione, caratterizzata dalla presenza di progetti e soluzioni individuate durante la pandemia.

I premi della IV edizione per la sanità digitale

La quarta edizione ha visto uno scarso divario di punteggio fra i primi quattro classificati e riflette l’impatto del Covid-19 sul sistema sanitario.

Il contesto pandemico ha guidato sia i concorrenti sia la valutazione e quindi ha influito sulla premiazione. In modo diverso ma rilevante, tutti i progetti premiati hanno contribuito a facilitare aspetti della vita e della salute dei cittadini.

MyCup Marche

Il progetto vincitore, inizialmente avviato con l’obiettivo di ottimizzare i processi di governo della specialistica e la riduzione delle liste di attesa, nel tempo si è ampliato con l’obiettivo di garantire un’interazione costante, multicanale e trasversale tra cittadino e sanità che possa accompagnare il paziente nei vari punti di contatto con il sistema regionale, in linea con il Codice dell’amministrazione digitale.

Il progetto di sanità digitale si chiama MyCup Marche e prevede funzionalità a supporto dei pazienti in isolamento domiciliare, degli operatori sanitari impegnati in prima linea e dei tanti assistiti che, proprio a causa dell’emergenza, hanno dovuto procrastinare visite ed esami già prenotati. È stato utilizzato anche per il contact tracing.

Ecco alcuni degli indicatori forniti dal progetto relativi al periodo 8 marzo 2020 – settembre 2021:

  • sono state contabilizzate 4.113.105 interazioni (su una popolazione totale della Regione Marche di milione e mezzo di abitanti) tra i contatti gestiti per il CUP (recall, call center, APP) e i contatti gestiti per la pandemia (monitoraggio isolamento, contact tracing, vaccinazioni);
  • i benefici derivanti dall’adozione delle soluzioni di progetto sono difficili da calcolare, ma la regione Marche dichiara che ogni richiesta risolta in automatico fa risparmiare al SSN circa 1,5 euro e quindi se le interazioni gestite in modalità self service sono state 1.529.835, hanno generato un risparmio di 2.294.752 euro;
  • i download dell’APP sono stati effettuati da parte di 35.432 cittadini che hanno anche aumentato le loro prenotazioni in modalità self service attraverso l’app;
  • il sistema di monitoraggio pazienti in isolamento fiduciario ha effettuato 1.115.927 controlli automatici sulla comparsa dei sintomi, con picchi di 4.531 chiamate/giorno, nei momenti critici. le chiamate automatiche di supporto al Contact Tracing sono state 12.543, sgravando notevolmente gli operatori della prevenzione nelle attività ripetitive delle chiamate telefoniche.

La piattaforma multicanale di sanità digitale, già diffusa in altre realtà, integra le funzionalità oggi richieste dal SSN e Regione Marche ha attivato, mediante Sm@rtHealth sviluppata dal partner tecnologico I-Tel Srl, anche un sistema di monitoraggio da remoto dei pazienti Covid-19 in isolamento fiduciario domiciliare.

Il progetto ha quindi contribuito significativamente a semplificare e migliorare la comunicazione tra Asl e cittadini.

Covid feel good

Il secondo progetto classificato si chiama Covid feel good, è una soluzione per il disagio psicologico generato dal Covid-19. Offre un’esperienza virtuale (digital therapeutic), da seguire con un compagno/a, della durata di una settimana che richiede un impegno giornaliero di una ventina di minuti.

Ogni giorno, il protocollo simula la visita di un giardino Zen di cui l’utente è l’unico visitatore ed associa la fruizione di un’esperienza virtuale (chiamato il giardino segreto) a una serie di compiti che consentono di riflettere sulla propria identità e sulle relazioni interpersonali.

Il progetto rappresenta uno dei primi esempi di uso della realtà virtuale (VR) come strumento di auto-aiuto mostrando il potenziale di questa tecnologia indipendentemente dalle differenze culturali, anche senza dispositivi dedicati.

Realizzato da clinici e neuroscienziati, è stato validato da trial clinici e una demo gratuita, che supporta caschi immersivi, è reperibile su YouTube.

Il protocollo e le esperienze virtuali sono disponibili in 13 lingue sul sito dedicato ed è in corso il trial clinico multicentrico di cui è stato completato il braccio europeo – Italia, Svizzera, Germania e Spagna – con il pre-print dei risultati.

Dagli accessi su YouTube si stima che il protocollo completo sia stato seguito in Italia da almeno 1000-1500 persone. Dato che una terapia in presenza di tipo psicologico richiede almeno dieci sedute, del costo medio di 70 euro l’una, il risparmio complessivo per il sistema sanitario nazionale si aggira intorno al milione di euro.

Analogamente è stata stimata una riduzione indicativa di 1.72 kg di emissioni di CO2 per sessione. Pari a 17200 kgCO2 per le dieci mila sessioni sperimentate su YouTube.

Il progetto di sanità digitale offre una soluzione gratuita e semplice a un significativo problema sociale. Allo stesso tempo apre un nuovo mercato potenziale quello dei Virtual Therapeutics per l’auto-aiuto e pertanto l’approccio utilizzato potrebbe portare alla realizzazione di nuove forme di terapia digitale per la cura di ansia e depressione.

ADIGest

Durante la pandemia abbiamo appreso e constatato quanto sia fondamentale una buona assistenza domiciliare e in questo caso l’innovazione digitale del servizio di assistenza domiciliare integrata ai pazienti della ASL Brindisi con una sperimentazione gestionale in partenariato pubblico privato (PPP) è il progetto ADIGest, terzo classificato.

Si tratta di un complesso sistema realizzato per gestire l’assistenza domiciliare integrata con la volontà di riorganizzare i relativi processi attraverso una completa digitalizzazione e la copertura di tutte le funzioni svolte dai vari soggetti interoperanti.

Il progetto nasce come risposta a un bando pubblico per la sperimentazione presso la ASL di Brindisi vinto da una RTI pubblico-privata. Si tratta di un portale basato su tecnologia web e software open source costituito da numerosi sotto sistemi integrati e con caratteristiche modulari.

Ciò consente di isolare singoli moduli rendendoli fruibili singolarmente e integrabili in altre realtà informatico/ organizzative. Il sistema esiste da tempo, ma oggetto del presente progetto in concorso per il premio eHealth4All è una parziale revisione e innovazione funzionale e tecnologica in undici punti.

Attualmente è già integrato con N-Sisr Edotto ed è tecnicamente integrabile con il Fascicolo sanitario elettronico (FSE). Consente l’assistenza quotidiana per un numero di pazienti fra i 1600 e i 2500.

Prevede punti di possibile miglioramento sia tecnologico (esempio: accesso con Spid, integrazione con pago PA), sia clinici (maggior coinvolgimento dei medici di medicina generale – Mmg – ed integrazione con ospedale e Rsa). Ha già vinto il premio Innova S@lute 2017 Forum PA.

Il progetto regionale di telemedicina

Innovativo è il progetto che ha inteso creare, presso le Case della salute, un modello organizzativo/funzionale per la gestione in telemedicina dei pazienti complessi. Attraverso:

  • il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche;
  • lo sviluppo della cultura di autodeterminazione e monitoraggio da parte dei pazienti cronici;
  • il miglioramento dei percorsi assistenziali per queste patologie;
  • il potenziamento della rete dei professionisti e la maggiore integrazione delle professionalità.

È stata quindi acquisita una nuova piattaforma regionale di telemedicina che si integra con l’anagrafe regionale, il Fse e il sistema CUP e che consente:

  • il tele-monitoraggio di alcuni parametri vitali;
  • la tele-visita registrando le informazioni fondamentali della visita;
  • l’invio del referto al Fascicolo sanitario elettronico (Fse);
  • la gestione clinica del piano assistenziale individuale (PAI).

È stata predisposta anche un’app di sanità digitale per il cittadino/paziente che permette l’integrazione e lo scambio di dati con dispositivi medici a cui il Paziente accede tramite SPID. L’attuazione ha incontrato dei punti di resistenza operativa quali le limitate competenze informatiche e dimestichezza con dispositivi medici per pazienti, caregiver e operatori sanitari e in qualche area anche la non disponibilità di una connessione adeguata.

L’impianto e la realizzazione ancora sperimentale del progetto è stata però alla base dei contenuti della Deliberazione della giunta regionale dell’Emilia-Romagna n°1227 del 2 agosto 2021 che indica che “la piattaforma regionale di telemedicina rappresenta l’unica infrastruttura a livello regionale per l’implementazione dei servizi di telemedicina, alla quale le aziende sanitarie dovranno fare riferimento per l’attuazione di progetti ed erogazione delle specifiche prestazioni, anche attraverso forme di interoperabilità e integrazione dei sistemi già esistenti, al fine di favorire l’adozione di modelli assistenziali omogenei e la rilevazione delle prestazioni e attività di telemedicina”.

Il provvedimento regionale fornisce: “indicazioni regionali per l’erogazione di prestazioni in telemedicina”, indicando un modello di percorso per far evolvere con il supporto della tecnologia l’assistenza sanitaria territoriale rivolta in particolare alla gestione dei pazienti complessi e all’integrazione di tutti i servizi socio-sanitari.

Il progetto regionale di telemedicina della Regione Emilia-Romagna ha ottenuto una menzione speciale “per la visione innovativa del progetto e la vastità del bacino di utenza che potrà renderlo, una volta ben avviato, un progetto di riferimento per il sistema”. Il progetto che nella selezione iniziale del premio era stato ritenuto il più innovativo e complesso, a causa della pandemia, ha rallentato la sua realizzazione operativa che è ancora allo stadio iniziale.

Voice analysis

Merita infine una citazione il progetto riabilitativo per il trattamento di disturbi del linguaggio e disartria, finalizzato alla prevenzione dei disturbi specifici di apprendimento (DSA).

L’innovativo motore di riconoscimento vocale, esclusiva di Voice analysis, è in grado di riconoscere l’errore di pronuncia. Voice analysis analizza la voce, valuta la correttezza della lettura in percentuale e grazie a Voys, la mascotte del software, guida, sprona e indirizza adulti e bambini nella riabilitazione. In questo caso il progetto è stato premiato dagli organizzatori della manifestazione Digital health summit.

Conclusioni

Da chi per anni si è battuto per passare dalla “continua fase progettuale” alla messa a sistema delle soluzioni, può sembrare curioso che questa volta proponga innovazioni partendo da proposte progettuali.

Riteniamo però che, ovviamente, l’innovazione debba passare dalla fase progettuale e che gli esempi portati rappresentino non solo idee progettuali, ma capacità realizzativa, spesso frutto di collaborazione stretta fra tecnologi e clinici, di corrette metodologie di ricerca e di grande attenzione al contesto organizzativo. Tutti elementi essenziali, ma spesso carenti nella realtà.

I progetti finalisti complessivamente autorizzano a nutrire un ragionevole ottimismo sul livello di maturità delle soluzioni made in Italy che il premio “fotografa”.

La digitalizzazione è in corso, gli esiti iniziano ad essere misurati e si osserva attenzione alle ricadute sociali. Rimangono però punti critici, dalle applicazioni IoT che devono essere “ingegnerizzate” e non solo usate in modo prototipale all’interno di sperimentazioni cliniche, alla necessità di trovare percorsi che facilitino l’utilizzo di tecnologie user friendly in modo diffuso a livello di sistema sanitario e non solo in contesti progettuali, perché i tempi per la sanità digitale dovrebbero essere ormai maturi.

Ciò richiede però che la tecnologia sia effettivamente di facile uso e che fornisca operativamente e semplicemente tutto quello che promette. In caso contrario l’impatto con il quotidiano degli operatori sanitari diventa poi un ostacolo non sempre superabile e ciò finisce per rendere gli investimenti presto obsoleti e per creare solo malcontento.

Quindi, le tecnologie e i processi per essere veramente innovativi nei risultati devono essere digitalizzati ma a condizione che siano semplificati. Tale semplificazione deve esserci anche nelle modalità applicative perché è questa la sfida presente nel molto complesso mondo della sanità che deve essere eccellente in tutto il Paese per poter essere efficace e per garantire la salute per tutti, come il nome del premio eHealth4all suggerisce.

Sono tutti esempi di innovazione di cui il nostro sistema ha bisogno, sia quelle rivolte a specifici gruppi di pazienti (vedi il riconoscimento vocale per i DSA) sia quelle che prevedono interventi importanti non solo sul fronte tecnologico ma anche su quello organizzativo.

Note

    1. Il regolamento (UE) 2017/745 relativo ai dispositivi medici, anche detto MDR (Medical Device Regulation), entrato in vigore a tutti gli effetti il 26 maggio 2021.
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