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Le tecniche di AI e gli avanzamenti nella medicina hanno sicuramente il potenziale per migliorare la nostra salute e prolungare la vita umana. Dalla medicina rigenerativa all’l’ingegneria di ricostruzione dei tessuti, ecco i campi i cui l’IA sta dando il suo contributo

Pubblicato il 26 lug 2023

Michele Gentili

Responsabile progetti di migrazione documentale – Medas Solutions ICT e Digital transformation – Fatto24



Human,Eye,And,Graphical,Interface.,Smart,Contact,Lens,Concept.

L’eterna sfida dell’uomo per il prolungamento della vita, cercando di sconfiggere la morte, è un argomento complesso ed è sempre stato oggetto di dibattito nella comunità scientifica e non solo, soprattutto per le questioni etiche legate a tali pratiche, quasi sempre al limite (e oltre) delle leggi.

Nel corso della storia sono cambiate le tecniche ma rimane sempre uguale l’obiettivo, che passa dal miglioramento della qualità della vita, all’allungamento dell’aspettativa, passando per un ipotetico raggiungimento dell’immortalità. Oggi, le moderne tecniche di intelligenza artificiale (AI) e l’avanzamento in campo sanitario e della cura della persona, hanno contribuito molto a migliorare la nostra salute, ma prolungare in modo significativo la durata media della vita umana o sconfiggere completamente la morte sono ancora obiettivi che sembrano molto lontani e soprattutto, temuti da molti.

L’eterna sfida dell’uomo contro la morte

La ricerca dell’immortalità è una questione complessa che, nonostante l’enorme evoluzione tecnologica degli ultimi anni, continua ad affascinare l’umanità e anzi, proprio con le ultime conquiste scientifiche, sta tornando prepotentemente al centro del dibattito nella comunità scientifica. Ci sono diverse ragioni culturali, psicologiche e filosofiche che spiegano il desiderio umano di cercare di vincere la morte, tra le quali la prima è sicuramente la paura della morte in quanto esperienza sconosciuta e che suscita timore nell’uomo. Da sempre l’uomo ha temuto l’ignoto e la morte che è forse quanto di più ignoto possa esistere. Questo, insieme alla volontà di evitare il dolore e le perdite associate alla morte, ha sempre spinto l’uomo verso il desiderio di sconfiggerla, per poter prolungare la propria esistenza, per continuare a godere delle esperienze, delle relazioni e delle cose che ama.

Da non sottovalutare sono anche gli aspetti religiosi che, nelle diverse culture, hanno sempre affrontato la questione della morte in modi diversi, ma quasi tutte hanno alla base il concetto di “vita eterna” o di trascendenza dopo la morte. Anche questo ha influenzato molto l’uomo nel corso della storia, consolidando il suo desiderio di cercare l’immortalità o di rimandare il più possibile quell’aspetto così misterioso e legato indissolubilmente al concetto di vita ultraterrena.

Altro elemento fondamentale nel corso della storia è stata la continua ricerca e la voglia di progresso che ha spinto sempre l’essere umano verso la curiosità e la voglia di conoscere e comprendere il mondo che lo circonda. La lotta contro la morte può essere vista come un’estensione di questo desiderio di conoscenza, una sfida contro i limiti dell’esistenza e il superamento dei confini dell’ignoto.

Intelligenza artificiale e terapie antinvecchiamento

Ci sono diversi campi di ricerca nel settore sanitario, in cui l’intelligenza artificiale sta offrendo il suo contributo, come la medicina rigenerativa e l’ingegneria di ricostruzione dei tessuti, che mirano a sviluppare terapie per rigenerare e riparare parti del corpo danneggiate supportando così le terapie antietà.

Lo sviluppo dei senolitici

Nello sviluppo dei senolitici, ad esempio, che sono una classe di farmaci che mirano a eliminare o ridurre le cellule senescenti nel corpo. Le cellule senescenti sono cellule che hanno perso la loro capacità di dividersi e di svolgere correttamente le loro funzioni e si accumulano nel corso dell’invecchiamento e sono associate a una serie di condizioni e malattie correlate all’invecchiamento. I senolitici agiscono inducendo l’apoptosi, ovvero la morte programmata delle cellule senescenti e ciò può aiutare a rimuovere queste cellule danneggiate e contribuire a ripristinare la funzione tissutale normale. L’eliminazione delle cellule senescenti potrebbe avere benefici in diversi ambiti, tra cui un migliore e più lento invecchiamento delle cellule, nelle malattie croniche associate all’età, nell’oncologia e la rigenerazione tessutale. Le cellule senescenti sono state collegate a una serie di malattie legate all’età, tra cui il morbo di Alzheimer, il cancro e le malattie cardiache.

Le terapie epigenetiche

Altra applicazione concreta dell’intelligenza artificiale è quello dello sviluppo di terapie epigenetiche. Le terapie epigenetiche sono trattamenti che cercano di ridurre l’esposizione del corpo a fattori ambientali, tra cui agenti fisici e chimici, dieta, attività fisica, che possono modificare l’espressione dei geni pur senza modificare la sequenza del DNA. Si ritiene che i cambiamenti epigenetici svolgano un ruolo nell’invecchiamento e le terapie epigenetiche hanno il potenziale per rallentare o invertire il processo di invecchiamento. L’intelligenza artificiale viene utilizzata per identificare nuovi bersagli epigenetici e per sviluppare terapie più efficaci. L’AI può aiutare anche a identificare i geni e le regioni epigenetiche che sono coinvolti nello sviluppo di una malattia specifica. Utilizzando algoritmi di apprendimento automatico, l’AI può analizzare i dati epigenetici insieme ai dati clinici e genomici per identificare le molecole che potrebbero essere poi oggetto di terapie epigenetiche.

Trattamenti antietà personalizzati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale

Ci sono molte attese anche per quello che riguarda la possibilità di sviluppare trattamenti antietà personalizzati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale che può essere utilizzata per analizzare il profilo genetico individuale e la storia medica di una persona per sviluppare trattamenti mirati che possano ridurre in modo significativo l’impatto del passare del tempo sul corpo. Questo approccio ha sicuramente il potenziale per essere molto più efficace dei trattamenti generici che già esistono da tempo.

Le prospettive della robotica combinata con l’AI

C’è poi la robotica combinata con l’AI per sviluppare “robot assistenti” che possano aiutare gli anziani o chi ha difficoltà motorie nelle attività quotidiane. Questi robot possono assistere nella preparazione dei pasti, nella pulizia della casa, nel movimento e nella comunicazione. L’AI permette ai robot di apprendere e adattarsi alle esigenze specifiche degli assistiti, migliorando la loro autonomia e la qualità generale della vita, riducendo in molti casi anche l’impatto emotivo di doversi trovare ad essere assistiti da persone sconosciute e magari non completamente accettate.

L’IA e la scoperta di nuovi farmaci

Ormai anche la scoperta di nuovi farmaci è spesso legata ad un importante ruolo dell’Intelligenza Artificiale che può essere utilizzata per analizzare grandi quantità di dati per identificare nuovi elementi farmacologici e sviluppare nuovi farmaci che possono rallentare o addirittura invertire, almeno per un periodo, il processo di invecchiamento. Diverse Start Up utilizzano l’intelligenza artificiale per sviluppare farmaci in grado di colpire le cause alla base dell’invecchiamento, come la disfunzione mitocondriale e l’accorciamento dei telomeri (piccole porzioni di Dna che si trovano alla fine di ogni cromosoma).

Diagnosi e previsione delle malattie con l’IA

Altro supporto determinante dell’AI arriva per quello che riguarda la diagnosi e previsione delle malattie. L’intelligenza artificiale può essere infatti utilizzata per analizzare immagini e supportare i medici per identificare precocemente i segni di malattie legate all’invecchiamento, come il cancro, il morbo di Alzheimer o il morbo di Parkinson. Questo ausilio consente ai medici di effettuare una diagnosi precoce e può contribuire a fornire un trattamento rapido ed efficace. Sfruttando queste tecnologie ci sono aziende specializzate nello sviluppo di algoritmi di intelligenza artificiale per analizzare le immagini delle cellule tumorali e per identificare i pazienti a rischio di sviluppare forme aggressive della malattia.

Aziende leader nello sviluppo di AI per l’antinvecchiamento

Le società che sviluppano algoritmi di intelligenza artificiale per la ricerca nelle terapie antinvecchiamento hanno un’importanza crescente, in quanto l’AI può aiutare a comprendere i meccanismi dell’invecchiamento e a sviluppare interventi personalizzati per promuovere la salute e la longevità. In questo settore ci sono sia i “colossi” Big Tech, ma anche diverse startup che svolgono un ruolo di primaria importanza in questo settore. Grazie alle loro caratteristiche di flessibilità, innovazione e capacità di rapido adattamento, le startup sono spesso in grado di guidare e promuovere l’innovazione nel campo dell’AI sanitaria.

California Life Company

Calico, o California Life Company, è una società che fa parte di Alphabet Inc (Google) fondata nel 2013. La missione dell’azienda è “sfruttare tecnologie avanzate per aumentare la comprensione della biologia che sta alla base del controllo della durata della vita”. È dunque da oltre dieci anni che Calico svolge attività di ricerca e sviluppo focalizzata su nuovi trattamenti e interventi che possono rallentare o invertire il processo di invecchiamento. L’azienda lavora su un approccio basato sull’identificazione di nuovi geni e percorsi coinvolti nell’invecchiamento, procedendo con l’analisi genetica e lo screening dei farmaci, per identificare nuove frontiere in fatto di terapie antinvecchiamento.

Insilico Medicine

Insilico Medicine è un’azienda che utilizza l’intelligenza artificiale per sviluppare nuovi farmaci in grado di rallentare fin o anche ad invertire il processo di invecchiamento. Hanno una pipeline di farmaci che prendono di mira le cause alla base dell’invecchiamento, come la disfunzione mitocondriale e l’accorciamento dei telomeri. L’azienda ha sviluppato una piattaforma in grado di selezionare milioni di potenziali nuovi farmaci nel giro di poche settimane. Questa piattaforma è stata utilizzata per identificare una serie di nuovi farmaci molto promettenti per il morbo di Alzheimer, il cancro e altre malattie legate all’età tutt’ora in corso di sperimentazione.

Coherence Health

Coherence Health utilizza l’intelligenza artificiale per sviluppare piani antietà personalizzati per i pazienti in base ai loro fattori di rischio individuali. Hanno una piattaforma che analizza il profilo genetico, lo stile di vita e le cartelle cliniche di un paziente per creare piani di trattamento antinvecchiamento personalizzato.

PathAI

PathAI utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare immagini e dati medici identificando segni di malattie legate all’invecchiamento. Hanno sviluppato una piattaforma in grado di analizzare le immagini delle cellule tumorali per identificare i pazienti con profilo di rischio simile a quello dell’immagine analizzata e che sono a rischio di sviluppare forme aggressive della malattia.

Juvenescence sta sviluppando trattamenti in grado di rallentare il processo di invecchiamento tramite la realizzazione di prodotti che mirano alle cause che stanno alla base del deterioramento cellulare, come la senescenza e i cambiamenti epigenetici.

Deep Longevity

Deep Longevity è un’azienda che utilizza l’intelligenza artificiale per sviluppare un algoritmo che riesce a determinare un “orologio dell’invecchiamento” in grado di prevedere l’età biologica di una persona. Queste informazioni possono essere utilizzate poi per identificare le persone a rischio di malattie legate all’età per intervenire tempestivamente tramite misure preventive.

Human Longevity

Human Longevity Inc. è un’altra società che utilizza l’intelligenza artificiale per studiare l’invecchiamento. L’azienda ha sviluppato un database di oltre 100.000 campioni biologici di persone di tutte le età. Questo database viene utilizzato dall’AI per identificare i geni e altri fattori associati all’invecchiamento.

Ci sono ovviamente tante altre società nel mondo che stanno sviluppando tecnologie e algoritmi in campo sanitario e nel settore specifico dell’antinvecchiamento e contrasto alle cause di morte con un primo obiettivo di allungare notevolmente l’aspettativa di vita media delle persone.

Man mano che la tecnologia AI continua a svilupparsi e negli ultimi anni i progressi come sappiamo sono stati enormi, possiamo aspettarci di vedere ancora più aziende entrare in questo campo per sviluppare nuovi modi innovativi di utilizzare l’AI per migliorare la salute e la longevità.

Entro i prossimi due-tre anni, saremo in grado di capire il reale potenziale dell’AI nel contribuire all’allagamento delle aspettative di vita fornendo nuove informazioni sul processo di antinvecchiamento e sviluppando nuovi trattamenti, potrebbe aiutarci a vivere vite più lunghe e soprattutto più sane.

Le questioni etiche legate allo sviluppo dell’AI nella sfida con la morte

Parliamo di intelligenza artificiale ormai da diversi anni, ma è proprio negli ultimi periodi che sono stati fatti passi veramente da gigante e, come al solito, la differenza l’ha fatta la diffusione di strumenti basati sull’AI che sono diventati disponibili per tutti; ovviamente mi riferisco a ChatGPT e a tutte le altre piattaforme (vedi Microsoft Bing, Google Bard, etc.) basate sulla tecnologia dell’apprendimento automatico (machine learning) e in particolare sull’architettura GPT (Generative Pre-trained Transformer). Su queste piattaforme vengono sfruttate anche altre tecnologie correlate, come il reinforcement learning (apprendimento per rinforzo), per addestrare i modelli e migliorare le loro capacità di rispondere a una vasta gamma di domande e compiti.

Ma quando si parla di intelligenza artificiale, non solo legata a concetti di contrasto all’invecchiamento e alla sfida con la morte, è importante considerare, in primo luogo, anche i fattori etici, sociali e psicologici, legati alla questione dell’utilizzo di queste tecnologie al fine di prolungare la vita. L’aspettativa di vita più lunga solleva questioni complesse come la sovrappopolazione, l’equità nell’accesso alle cure sanitarie, la disparità di trattamento tra paesi ricchi e paesi poveri e la qualità generale della vita nelle sue fasi finali. Tra le varie problematiche etiche molto rilevanti, ad esempio, avremmo anche quello del sovraffollamento del pianeta che, nel caso di un aumento considerevole dell’aspettativa di vita di gran parte della popolazione, ci potrebbe a conseguenze negative in termini utilizzo delle risorse del pianeta e a mettere ancora maggiormente in crisi il sistema di welfare (accesso alle cure, scuole, sistema pensionistico, etc.).

Avremmo inoltre un impatto devastante sulle logiche evolutive in quanto la morte e la selezione naturale, hanno da sempre plasmato l’evoluzione delle specie nel corso di miliardi di anni. L’eliminazione della morte, o anche solo il prolungamento significativo della vita, potrebbero avere effetti imprevisti sull’evoluzione umana e sull’equilibrio dell’intero dell’ecosistema.

Conclusioni

È importante sottolineare che, nonostante l’atavico desiderio di vincere la morte, finora non esiste alcun metodo certo o tecnologia che nel corso dei prossimi anni possa permettere all’uomo di raggiungere l’immortalità. La morte rimane una parte inevitabile del ciclo della vita e molte persone trovano significato ed equilibrio proprio nell’accettazione della propria “condizione mortale” che porta a un maggiore apprezzamento della vita nel presente.

Le tecniche di AI e gli avanzamenti nella medicina hanno sicuramente il potenziale per migliorare la nostra salute e prolungare la vita umana, mentre sconfiggere completamente la morte rimane un obiettivo complesso e ad oggi non pensabile. In fondo, la morte dà significato alla vita stessa, rendendola preziosa e aiutandoci, anche se inconsapevolmente, a valorizzare il tempo che abbiamo a disposizione.

Non vanno trascurate poi le tematiche legate alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale che sono tematiche estremamente complesse e che l’Italia non può affrontare da sola, ma vanno affrontate nella sede del parlamento Europeo che, proprio in data 14 giugno 2023, ha dato il via libera all’Artificial Intelligence Act (AI Act), che regolerà l’uso dell’Intelligenza Artificiale nel rispetto dei diritti e dei valori dell’Unione Europea. Il vero problema sarà vedere cosa faranno le due vere super potenze in questo ambito, USA e Cina (senza dimenticare la Russia), perché limitare e circoscrivere queste tecnologie laddove si intravedono dei problemi reali per la società e per le democrazie sarà la vera sfida.

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