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Scuola, gli “Avvisi Pnrr” la possono migliorare davvero: ecco come

I due avvisi PNRR riferiti all’abilitazione al cloud e all’implementazione di siti web rappresentano la base della strategia digitale nelle scuole. Strategia che deve tenere conto di una platea di utenze diversificate, che include lavoratori e cittadini: personale scolastico, genitori, docenti, studenti. Sfide e obiettivi

11 Mag 2022
Annalisa Buffardi

Ricercatrice, Indire - Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa

Photo by Kuanish Reymbaev on Unsplash

Il PNRR promette una rivoluzione digitale che modernizza il Paese, nella direzione, tra l’altro, di una “pubblica amministrazione più semplice”. Fino al 24 giugno le scuole potranno partecipare a 2 Avvisi finanziati dal Piano, riferiti all’abilitazione al cloud e all’implementazione di siti web, ambiti che, per molti aspetti, rappresentano la base della strategia digitale nella trasformazione culturale in corso.

Un mutamento che è giunto ad un punto di maturazione nel quale i concetti di accessibilità, sicurezza, trasparenza, semplificazione, riuso, necessitano – finalmente – di essere tradotti in pratica, per evitare il ribaltamento dei presupposti di apertura democratica che hanno animato le intenzioni dei padri fondatori di Internet e i creatori del web.

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I due avvisi destinati alle istituzioni scolastiche

Per quanto riguarda i due Avvisi destinati alle istituzioni scolastiche, un primo aspetto, ovvio e tuttavia importante da evidenziare, è che sono rivolti alle scuole e, pertanto, alla cittadinanza. Gli oltre ottomila istituti scolastici previsti dal PNRR sul territorio nazionale rappresentano, infatti, una platea di utenze diversificate, che include lavoratori e cittadini: personale scolastico, genitori, docenti, studenti.

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La digitalizzazione della PA, nelle scuole, rappresenta un obiettivo che risponde ad esigenze diversificate di semplificazione, accessibilità, trasparenza, da perseguire in maniera congiunta, per evitare che la stessa digitalizzazione si traduca in una procedura (magari nuova) ma priva di significato e povera di contenuto, tanto per il personale scolastico che per la cittadinanza-utenza scolastica.

Per il primo Avviso, le scuole possono partecipare “per l’implementazione di un Piano di migrazione al cloud (comprensivo delle attività di assessment, pianificazione della migrazione, esecuzione e completamento della migrazione, formazione) delle basi dati e delle applicazioni e servizi dell’amministrazione”. Come chiarito nell’Avviso, “tutti i servizi erogati in tutte le loro forme dal singolo Ente” potranno essere oggetto di migrazione verso piattaforme cloud qualificate o presso infrastrutture della PA idonee. A seconda delle necessità e delle richieste in sede di candidatura, si prevede la migrazione da 3 a 23 servizi.

L’Avviso “Esperienza del cittadino. Scuola Aprile 2022” è invece rivolto a migliorare l’esperienza dei servizi pubblici online, nell’ambito di un più ampio obiettivo che nel PNRR comprende i diversi comparti della PA.

In questo caso, le scuole si candidano per l’implementazione di un modello standard di siti web destinato alle comunità scolastiche.

PNRR, come spendere bene i fondi?

L’Avviso sembra prestare attenzione alle diverse parti coinvolte nel processo di digitalizzazione: a chi, tra il personale scolastico dovrà sviluppare e mantenere viva la presenza digitale della scuola, a coloro i quali potranno contribuirvi e identificarvisi, ai cittadini che potranno, dovranno o vorranno confrontarsi con l’interfaccia digitale per trovare risposte, informazioni e servizi.

Alle scuole offre, quindi, una architettura standard ma personalizzabile, soluzioni pre-confezionate e flessibili al fine di implementare più semplicemente il proprio sito web, per consentire così “a ciascun istituto scolastico di concentrare le risorse sulle attività a valore aggiunto, in particolare i contenuti e la didattica”. E, quindi, anche per offrire una via al digitale che consenta ai lavoratori scolastici, ai diversi livelli amministrativo e docente, di coglierne i vantaggi sui diversi versanti.

L’indagine che ha preceduto gli avvisi

L’indagine che precede gli Avvisi, i cui risultati sono pubblicati a corredo (Progetto siti web delle scuole | Il sito web delle scuole italiane) è focalizzata proprio sulla user experience ed evidenzia, ad esempio la richiesta di integrazione tra i diversi ambienti online di lavoro, registrata tra i docenti, che lamentano la frammentazione degli ambienti e delle piattaforme progressivamente introdotte nella scuola.

La ricerca ha previsto analisi desk e di benchmarking, una fase quantitativa attraverso sondaggio ed un approfondimento qualitativo mediante interviste, coinvolgendo docenti, dirigenti scolastici, personale tecnico-amministrativo, genitori e studenti sul territorio nazionale. Tra i diversi dati che l’indagine rileva, alcuni possono essere rapidamente richiamati come spunto di riflessione. L’analisi di benchmarking, condotta su 14 siti web di istituzioni scolastiche nazionali, registra, ad esempio, che in tutti i casi sono stati pubblicati i documenti ufficiali della scuola. Prendendo ad esempio il PTOF, nella successiva fase di approfondimento qualitativo si registra tuttavia che, sebbene ne venga riconosciuta l’importanza da tutti i target utenti, la modalità di pubblicazione risulta “poco attraente in termini di presentazione delle informazioni”. In linea generale, i siti web appaiono “di scarsa attrattiva per la comunità scolastica”,

Relativamente ai docenti, gli esiti delle interviste qualitative rilevano, tra l’altro, il bisogno di poter ricevere e consultare facilmente aggiornamenti circa il proprio percorso professionale, di reperire e proporre attività didattiche e extrascolastiche, di poter condividere attività ed esperienze con i colleghi della propria scuola.

Per i genitori, emerge la necessità di usufruire facilmente dei servizi, di comunicare con la scuola, ma anche di poter consultare informazioni, aggiornamenti, attività svolte e in programma, di poter comparare servizi, metodologie e obiettivi delle diverse scuole locali.

Gli studenti vorrebbero avere uno spazio per la promozione di attività, progetti e premi, c’è chi rileva di non sentirsi “rappresentato dal sito web della scuola” e vorrebbe inoltre reperire facilmente materiale didattico, essere aggiornato su attività e compiti da svolgere, comunicare con la classe e con i compagni.

Tra il personale amministrativo, c’è chi evidenzia che la quantità di comunicazioni in entrata è eccessiva e difficile da gestire giornalmente, anche a fronte di un livello di digitalizzazione dei docenti talvolta basso, che crea difficoltà nella gestione delle comunicazioni. E resta forte, anche per il personale tecnico-amministrativo, l’obiettivo di un sito web della scuola che diventi un vero punto di riferimento per famiglie e docenti, per reperire facilmente informazioni utili in tempo reale.

Non ultimo, emergono due importanti aspetti relativi alla partecipazione. Innanzitutto, “la comunità scolastica non si identifica appieno in ciò che viene condiviso nel sito web della scuola”. Inoltre, l’indagine evidenzia che l’identità della scuola veicolata dal sito web dovrebbe rappresentare il territorio e le relazioni che la scuola intreccia con esso: “la quasi totalità degli utenti ritiene che il sito web della scuola dovrebbe raccontare le attività svolte nel territorio con gli enti locali, le associazioni e le aziende. Raccontare i progetti attivi sul sito scolastico incentiva la promozione dell’istituto verso soggetti esterni. Inoltre, influisce sulla percezione dell’identità della scuola: una scuola poco attiva sul territorio potrebbe apparire come un’istituzione fredda”.

Conclusioni

Come sempre, la via del digitale è una strada favorevolmente ricca di elementi, il cui perno restano gli individui. Docenti, genitori, studenti, personale tecnico-amministrativo, stakeholder e, più in generale, cittadini. La prospettiva resta necessariamente multidimensionale, guardando alle diverse tipologie di utenze e alle specifiche loro esigenze, inquadrando un “sito web per la scuola” come un’area di servizi per il cittadino e come un ambiente di contenuti culturali e didattici, di condivisione e di interazione. Uno spazio che rappresenti la singola istituzione scolastica, la sua “presenza” territoriale e la sua identità, e insieme che possa essere espressione della scuola italiana e del suo ruolo per la crescita del paese.

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