Liceo Civico Manzoni di Milano, Istituto Michelangelo Buonarroti di Monfalcone, Liceo Cannizzaro di Palermo. Sono solo alcune delle scuole italiane, che negli ultimi anni hanno deciso di aprire una riflessione sulla valutazione e sull’utilizzo del voto, assumendo decisioni in controtendenza. In alcune sono stati le studentesse e gli studenti a chiedere a gran voce un ripensamento delle modalità di attribuzione del voto, esigendo che fosse accompagnato perlomeno da una descrizione e che non si usasse perfino il voto 1[1], ritenuto umiliante e privo di contenuto educativo.
cambio di prospettiva
Scuola, togliamo pure il voto ma mettiamo più digitale per favore
Allontanarsi dalla didattica tradizionale per provare a utilizzare nuovi strumenti e nuovi percorsi. Ma si può aprire una riflessione sulla valutazione e sull’utilizzo del voto senza ripensare tutto il resto? Il percorso avviato da alcune scuole, che però rischiano di incagliarsi
Tutor dei percorsi abilitanti presso l'Università degli Studi della Tuscia (Viterbo), Docente di tecnologie didattiche e fondamenti di pedagogia dell'inclusione. PhD in Psicologia sociale, dello sviluppo e della Ricerca educativa, esperta di metodologie didattiche, inclusione e uso delle tecnologie digitali

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