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Regione

Umbria, la scuola fa “rete” per l’innovazione e l’inclusione

La Rete degli Animatori Digitali e membri dei Team Innovazione delle scuole umbre nasce dalla necessità di costruire un modello d’innovazione che coinvolgesse tutte le scuole del territorio. Una piattaforma su cui condividere esperienze e best practice, che ha favorito l’inclusione e il coinvolgimento di ragazzi e famiglie

09 Mar 2018

Antonio Bartolini

Assessore Agenda Digitale Regione Umbria


Come si può supportare la diffusione della cultura, indispensabile per affrontare la trasformazione digitale sostenibile e utile dei territori e per aprirsi all’innovazione? Una domanda non banale, che spesso ci viene rivolta e alla quale, in Umbria, abbiamo provato a dare una risposta: partendo dalla scuola, investendo sui ragazzi e includendo, di conseguenza, le famiglie. La scuola vista come acceleratore d’innovazione.

La Rete degli Animatori Digitali e membri dei Team Innovazione delle scuole umbre è nata proprio dalla necessità di costruire un modello d’innovazione che coinvolgesse tutte le scuole del territorio, andando a massimizzare gli effetti delle varie azioni del PNSD, del PON Scuola e dei POR regionali. Prima esperienza in Italia, diventata anche punto di riferimento per la neonata rete nazionale animatori digitali attivata dal MIUR, la rete non è che il frutto di un’attività di “ascolto” e successivamente di co-progettazione che la Regione ha avviato, circa un paio di anni fa, attraverso l’organizzazione di focus group territoriali, che hanno coinvolto una ottantina di dirigenti scolastici e oltre quattrocento animatori digitali.

Attraverso la costituzione di una rete di interessi, quale quella degli AD, si sono andate a soddisfare due diverse esigenze: quella dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria, parte attiva del progetto, che  intende attivare processi di accompagnamento al Piano Nazionale Scuola Digitale, e quella della Regione Umbria, che vuole far crescere la consapevolezza digitale del territorio in modo da sviluppare le competenze necessarie per usare i sistemi, gli strumenti ed i servizi che l’agenda digitale sta realizzando.

Una rete per condividere esperienze e best practice

La rete aveva bisogno di uno “spazio” di condivisione “privato”, fuori dalle logiche delle piattaforme proprietarie dei social network, attraverso il quale attivare un benefico scambio di conoscenza. Per questo come prima azione supportata dalla Regione c’è stata la messa a disposizione di una piattaforma, basata sul progetto open source Dolphin e individuata nell’ambito di uno dei progetti pilota sull’openness finanziati dalla Regione alle scuole. Un’unica ed esclusiva piattaforma, aperta a tutti in consultazione, con un blog in cui raccontare le attività svolte dalle diverse scuole; un forum e dei gruppi per affrontare tematiche di interesse comune; un repository di contenuti e buone pratiche, categorizzate e organizzate per temi, in cui ciascun partecipante può condividere le proprie esperienze, opportunamente documentate, oppure riusare e valutare quelle altrui assegnando dei rating.

Attualmente i membri della Rete sono quasi 500, con una equilibrata rappresentazione territoriale e dei diversi gradi di scuola che vanno dall’infanzia fino alla secondaria di secondo grado.

In rete stiamo molto spingendo sul concetto di openness, sostenendo la condivisione di buone pratiche sia di tipo tecnologico e infrastrutturale che d’innovazione didattica. Modelli da sperimentare da parte dei membri della comunità, modificare e migliorare per poi pubblicare di nuovo in piattaforma in versione aggiornata. Il tutto secondo una logica di peering review, confronto e collaborazione tra scuole che andremo a incentivare anche attraverso incontri in presenza ai quali abbiamo dato il nome di “mercatini di buone pratiche”, una sorta di baratto a km 0 tra scuole dello stesso territorio che, lavorando insieme, possano migliorare la propria azione innovativa.

Tecnologia e inclusione, risultati e progetti

Con questa modalità e finalità sono stati elaborati e pubblicati alcuni modelli d’innovazione didattica, frutto dell’esperienza di molte scuole umbre coinvolte in 15 laboratori territoriali, organizzati in rete Animatori Digitali lo scorso anno, che hanno visto il coinvolgimento di quasi 200 insegnanti. Esperienze che sono andate a cambiare, in alcuni casi profondamente, il modo di fare lezione in classe e che hanno visto il coinvolgimento proattivo dei ragazzi e, in alcuni casi, delle famiglie, con una ricaduta positiva in particolare su portatori di handicap e ragazzi con difficoltà di apprendimento. Risultato incoraggiante che mostra come l’uso consapevole della tecnologia possa favorire i processi di inclusione.

Tra i progetti in cantiere la co-progettazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro, incentrati sul digitale, che possano coinvolgere, oltre all’Ufficio Scolastico Regionale, Enti locali, associazioni di volontariato, aziende, associazioni di categoria umbre con l’obiettivo di confrontarsi sui servizi digitali regionali, al fine di trarre spunti utili a migliorarne la fruibilità e usabilità da parte dei cittadini. Percorsi che potrebbero andare ad alimentare hackaton da organizzare periodicamente sul territorio, con l’obiettivo di spingere la realizzazione di nuove app e servizi che sfruttino le piattaforme tecnologiche messe a disposizione dalla Regione Umbria, quali autenticazione con SPID, pagamenti elettronici e open data.

La Rete Animatori Digitali e Team Innovazione è un potente strumento in grado di connettere nodi troppo spesso isolati quali scuole, enti locali, cittadini e imprese. Nodi che, uniti tra loro, possano potenziarsi a vicenda e dare vita a quell’indispensabile ecosistema in cui d’innovazione si possa non solo parlare ma anche e soprattutto beneficiare.

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