il progetto

Agenzia nazionale cybersecurity, è la volta buona? I nodi da sciogliere per realizzarla

L’agenzia nazionale per la cybersecurity, come delineata dal sottosegretario Franco Gabrielli, si pone obiettivi molto ambiziosi per un paese che deve recuperare un forte ritardo su questo fronte. Le premesse, tuttavia, fanno ben sperare. Vediamo perché

Pubblicato il 29 Apr 2021

Danilo Bruschi

Professore ordinario, Dipartimento di Informatica Giovanni degli Antoni

cyberdefense

Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Franco Gabrielli ha annunciato la prossima costituzione di un’agenzia nazionale per la cybersecurity delineandone i tratti caratteristici.

L’intervento del sottosegretario Gabrielli rispetto a quanti lo hanno preceduto è, a nostro modesto avviso, suffragato da un’analisi dello stato delle cose molto aderente alla realtà, ed è proprio questa consapevolezza che ci fa sperare che questa volta alle parole seguano anche dei fatti concreti.

Ma ci sono alcuni ostacoli da affrontare per passare dalle parole ai fatti. Proviamo a esaminarli.

Un’agenzia nazionale per la cybersecurity: perché la svolta “Gabrielli” è una buona idea

Le origini del ritardo italiano sul fronte cybersecurity

Risale al marzo del 2006 il primo documento in cui si auspicava la costituzione di un organismo centrale per il coordinamento e la promozione delle iniziative di cyber security a livello nazionale. Si trattava del Quaderno n. 23 del CNIPA ancora oggi reperibile all’indirizzo.

Sono trascorsi 15 anni da quella pubblicazione, e nonostante il tema sia stato periodicamente ripreso dai media e dagli organismi che operano nel settore, è entrato nell’agenda dei nostri governanti solo a partire dal 2018 con il recepimento da parte del nostro paese della direttiva NIS. Tutto questo a riprova della scarsa sensibilizzazione che ha sinora avuto la nostra classe dirigente sul tema cybersecurity.

Il puzzle della cybersecurity in Italia

Ovviamente oggi quando si parla dell’Agenzia sulla cybersecurity, e quindi di fatto della governance delle cybersecurity in Italia, tutti concordano sul fatto che “siamo in ritardo”, anche se a voler ben vedere gli “avvertimenti” erano stati mandati in tempo debito.

Sicuramente a questo ritardo sta contribuendo una mancata determinazione o difficoltà politica ad imporre una visione unitaria sul tema, tant’è vero che attualmente il nostro quadro normativo prevede come “autorità competenti NIS” ben cinque ministeri (sviluppo economico, infrastrutture e trasporti, economia, salute e ambiente), ciascuno responsabile per uno o più settori rientranti nelle proprie aree di competenza, nonché, per taluni limitati ambiti, le regioni e le province autonome, a cui si aggiungono i servizi di intelligence attraverso Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) designato quale punto di contatto unico. Al DIS spetta quindi di svolgere le funzioni di collegamento verso l’Unione europea e di coordinamento con le autorità competenti in materia di cybersecurity negli altri Stati membri.

Perimetro di sicurezza cibernetica e Agenzia dedicata: così la cyber italiana cerca il salto di qualità

Il progetto di un’agenzia nazionale per la cybersecurity

Una compagine particolarmente numerosa il cui coordinamento è probabilmente lungi dall’essere banale. Per cercare di mettere un po’ d’ordine in questo ambito nell’ottobre 2020 il governo Conte bis aveva cercato di introdurre nella legge di bilancio 2021 la formazione di un Istituto Italiano per la Cybersecurity. Fortunatamente la proposta veniva stralciata per tornare però nel dimenticatoio, da dove è stata ripescata da Franco Gabrielli.

Italia incompetente in cybersecurity: ecco il problema che tutti trascurano

Riprendiamo alcuni di questi spunti. Per prima cosa l’agenzia dovrebbe essere incentrata sulla cyber resilienza del sistema paese superando così il concetto di cyber defense. Brevemente ricordiamo che il concetto di cyber resilienza nasce dalla constatazione che le tradizionali misure di protezione informatica, anche nelle loro forme più aggiornate ed avanzate, non sono in grado di evitare che un attacco informatico faccia breccia nei sistemi di difesa di un’organizzazione ed in questi casi è necessario aver predisposto le necessarie misure per poter “assorbire” il più velocemente l’attacco. La cyber resilience è quindi la capacità di un’organizzazione di prepararsi, rispondere e riprendersi dagli attacchi informatici. Non basta più quindi limitarsi a difendere i propri asset ma bisogna essere pronti a ripristinarne la funzionalità nel minor tempo possibile. In sostanza, invece di concentrare i propri sforzi su come tenere i cyber criminali fuori dalla propria rete, è meglio presumere che alla fine avranno la meglio e iniziare a lavorare su una strategia per ridurre l’impatto dell’attacco.

Un tema non banale, che va ben oltre la cyber defense, e ci si consenta, decisamente ambizioso per un paese dove anche ai massimi livelli manageriali si fa fatica a capire che cos’è la cybersecurity.

Un’agenzia indipendente dai servizi

Altra nota estremamente importante. L’agenzia sarà svincolata dai servizi di intelligence. Gabrielli dopo aver sottolineato come la delega alla gestione della cybersecurity nazionale avvenuta con il decreto NIS (Dlgs. 18 maggio 2018, n. 65) sia stata dettata dall’emergenza della situazione, ha sostenuto la necessità di normalizzare la situazione e di creare un’agenzia per la cybersecurity che sia indipendente da “servizi”. Si tratta di una scelta molto importante e che condividiamo completamente. La storia ci insegna che quando coinvolti in grossi progetti di protezione nazionale i servizi di intelligence hanno sempre operato per mitigarne l’efficacia. Molto emblematici in questo senso i tentativi avviati oltre oceano per imporre schemi di crittografia “indebolita” e backdoor in standard e prodotti commerciali. Così facendo in fondo i servizi di intelligence provano ad agevolare la propria missione: sorvegliare quanto accade nelle altre nazioni ed evitare che le altre nazioni sorveglino la propria. In un mondo governato dalle tecnologie digitali l’intrusione informatica è lo strumento più efficace per il raggiungimento di tale finalità. Paradossalmente, l’ambito operativo ideale per i servizi di intelligence di un paese sarebbe un’Internet non sicura, con l’eccezione ovviamente della rete del proprio paese.

Purtroppo, Internet non consente queste distinzioni e tutti i suoi protocolli devono essere condivisi su basi globali, bug compresi. Se guardiamo la storia delle intrusioni informatiche degli ultimi decenni scopriamo che quando i servizi di intelligence hanno individuato un bug si sono ben guardati dal rivelarlo per mettere in sicurezza le infrastrutture del proprio paese ma lo hanno utilizzato per compromettere sistemi informatici di paesi “concorrenti”. Non proprio l’atteggiamento che dovrebbe contraddistinguere un’agenzia nazionale per la cybersecurity che dovrebbe garantire alla propria constituency (e quindi per quanto detto sopra all’intero globo) il maggior livello di protezione possibile (o cyber resilience se vogliamo).

È necessario quindi trovare il giusto bilanciamento tra cyber offense e cyber defense/resilience, una dialettica che ha necessariamente bisogno di due attori autorevoli per essere tale. È indubbio che i servizi di intelligence debbano svolgere il loro ruolo e rappresentare le proprie istanze, il problema è fino a che punto la politica ed i governi debbano assecondarle. Si tratta di una scelta molto difficile e coraggiosa che richiede saggezza, competenze e visione. Soprattutto una scelta che per il nostro paese dovrà essere condivisa a livello europeo e NATO.

Il ritardo culturale del nostro paese sul tema della cybersecurity

Nel corso della sua intervista, Gabrielli ha toccato un altro punto estremamente critico: l’assoluto ritardo culturale del nostro paese sul tema della cybersecurity sia a livello pubblico che privato. Anche su questo punto ci troviamo allineati su quanto detto dal sottosegretario alla presidenza del consiglio. Si tratta di un problema cronico, particolarmente grave perché tocca le fasce dei decisori, i cosidetti C-executives sia a livello pubblico che privato. Non sappiamo come la nascente agenzia intenda affrontare il problema, ci limitiamo solo a sottolineare come il problema non sia relegato alla sola cybersecurity ma abbia radici molto più profonde, è difatti il sintomo più evidente di un ritardo culturale del paese sull’intera area delle nuove tecnologie. A poco serviranno programmi/iniziative di security awareness per mitigare il problema. Sarà invece necessario un massiccio intervento di formazione e di revisione dei programmi scolastici a partire da quelli universitari.

La Ue accelera sui Security Operation Centre: le sfide per l’Italia

I danni di una “cattiva” cultura della cybersecurity

Un’ulteriore osservazione. Dal nostro punto di vista il problema si è ulteriormente aggravato negli ultimi anni, perché ha visto nascere una pletora di personaggi improvvisati, che approfittando dell’ignoranza diffusa sul tema dopo aver letto qualche articolo o qualche testo specialistico si sono proposti al mercato in qualità di “Cybersecurity Analyst”, “Cybersecurity Experts”, ecc. ecc. Per cui ora non c’è solo da contrastare una mancata diffusione della cultura della cybersecurity ma c’è anche da contrastare la diffusione di una “cattiva” cultura della cybersecurity.

Ovviamente il discorso della scarsa consapevolezza e conseguentemente della scarsa preparazione e adeguatezza delle nostre realtà a saper gestire il rischio cibernetico non si riferisce solo alle pubbliche amministrazioni ma anche al settore privato. Potremmo quasi azzardare che in questo contesto il settore pubblico presenta un margine di distacco significativo rispetto al settore privato. Se si eliminano infatti le multinazionali o le grandi realtà produttive ci troviamo di fronte ad una vastissima platea di piccole/medie realtà che difficilmente hanno le risorse per poter affrontare i costi di un serio programma di cybersecurity, eppure si tratta delle realtà che costituiscono il tessuto produttivo del paese. Sono quindi l’anello debole della catena che richiederanno quindi attenzioni particolari da parte della nascente agenzia nel dovuto rispetto della loro autonomia e indipendenza.

Il nodo dei fondi alla ricerca

Un ultimo appunto: la ricerca. È stata accennata anche dal sottosegretario, ma in realtà in tutti i contesti si cita l’importanza della ricerca (basti pensare al battage avuto sulla ricerca dei vaccini nell’ultimo anno). Dopodiché se si guarda con attenzione alle fonti di finanziamento alla ricerca del nostro paese fatta eccezione per alcuni settori che si rifanno alle scienze della vita, le risorse sono davvero esigue e questo è altrettanto vero per la cybersecurity che non gode di alcun trattamento di favore. Ma non è una disciplina strategica per il paese? Nella maggior parte dei paesi europei più avanzati esistono programmi di ricerca nazionali espressamente dedicati al tema, mirati a stimolare ricerche di diversa natura in cybersecurity e alla crescita di gruppi di ricerca nel settore. Nel nostro paese non credo di sbagliare se affermo che non è mai stato erogato un solo progetto con queste finalità.

Di proclami in questi anni la comunità nazionale della cybersecurity ne ha sentiti davvero tanti, è purtroppo una comunità che è cresciuta molto sulle parole poco sui fatti. È indubbio che la cybersecurity sia un tema che negli ultimi anni attrae molto l’attenzione dei media e del pubblico, ma se si commisurano i fatti ed i risultati ai proclami il rapporto è ben lungi dall’avere valori decimali significativi.

Affinché però questi fatti non si traducano nell’ennesima delusione ci auguriamo che la nascente agenzia non si limiti solo a promulgare direttive, linee guida, misure minime, schemi di certificazione, ecc. ecc. ma si preoccupi anche di predisporre tutte le necessarie precondizioni culturali, politiche e finanziarie affinché le stesse possano essere implementate con successo. In questi anni si è parlato tanto di cybersecurity, ora sarebbe anche ora di fare, o insegnare a fare. Ci piacerebbe che l’agenzia ponesse fine alla “cybersecurity parlata” e desse inizio alla “cybersecurity realizzata”.

Colao: “Il 95% delle PA è facile preda hacker”, ma il Governo non sa ancora come rimediare

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati