Il commento

Cybersecurity comune nell’UE: ecco le ragioni di una NIS2

Approvata la nuova direttiva con misure per migliorare le capacità di resilienza e di risposta agli incidenti di soggetti pubblici e privati. L’impegno delle autorità competenti e dell’Unione nel campo della cybersicurezza e della protezione delle infrastrutture critiche

24 Nov 2022
Gianluigi Marino

Partner, Head of Data Protection practice, Osborne Clarke

europa_425582359

Con l’approvazione da parte del Parlamento Europeo prosegue la procedura per l’adozione della direttiva NIS2 relativa a misure per un livello comune elevato di cybersicurezza nell’Unione.

È interessante approfondire le ragioni di una revisione massiccia della direttiva NIS1, dopo sei anni dalla pubblicazione (direttiva 2016/1148), e capire come questo ennesimo sforzo normativo si colloca nel panorama sempre più affollato di legislazione cyber e, in senso lato, digital nell’Unione Europea.

Come alzare il livello di cybersecurity nell’UE

La proposta di direttiva NIS2 rientra in un pacchetto di misure volte a migliorare ulteriormente le capacità di resilienza e di risposta agli incidenti di soggetti pubblici e privati, delle autorità competenti e dell’Unione nel suo complesso nel campo della cybersicurezza e della protezione delle infrastrutture critiche. L’esigenza è cresciuta con l’accelerazione della digitalizzazione dovuti alla pandemia COVID-19 ed è una priorità della Commissione Europea.

WHITEPAPER
Migrare l'ERP nel cloud pubblico: scopri la strada verso una maggiore sicurezza
Cloud
ERP

NIS 2 approvata: gli effetti su aziende e PA

Che cosa si è fatto finora con NIS1

Stando alla relazione di accompagnamento della proposta, la direttiva NIS ha:

1) contribuito al miglioramento delle capacità di cybersicurezza a livello nazionale chiedendo agli Stati membri di adottare strategie nazionali per la cybersicurezza e nominare autorità competenti in materia;

2) rafforzato la cooperazione tra Stati membri a livello dell’Unione istituendo vari forum che facilitano lo scambio di informazioni strategiche e operative;

3) migliorato la resilienza informatica (cyberresilienza) di soggetti pubblici e privati in sette settori specifici (energia, trasporti, banche, infrastrutture dei mercati finanziari, sanità, fornitura e distribuzione di acqua potabile e infrastrutture digitali) e in tre servizi digitali (mercati online, motori di ricerca online e servizi di cloud computing) chiedendo agli Stati membri di garantire che gli operatori di servizi essenziali e i fornitori di servizi digitali introducano requisiti di cybersicurezza e segnalino gli incidenti.

La proposta affronta inoltre alcune carenze che hanno impedito alla direttiva NIS di realizzare appieno il suo potenziale. La trasformazione digitale della società (intensificata dalla crisi COVID-19) ha ampliato il panorama delle minacce e sta lanciando nuove sfide, che richiedono risposte adeguate e innovative.

Gli attacchi informatici sono in continuo aumento, molti dei quali, sempre più sofisticati, provengono da un’ampia gamma di fonti interne ed esterne all’UE.

La valutazione del funzionamento della direttiva NIS, condotta ai fini della valutazione d’impatto della proposta di NIS2, ha identificato i seguenti problemi:

1) il basso livello di cyber resilienza delle imprese operanti nell’UE;

2) i diversi livelli di resilienza tra Stati membri e tra settori;

3) il basso livello di consapevolezza e la mancanza di una risposta comune alle crisi. Ad esempio, alcuni importanti ospedali di uno Stato membro non rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva NIS e pertanto non sono tenuti ad attuare le risultanti misure di sicurezza, mentre in un altro Stato membro quasi tutti gli ospedali sono soggetti ai requisiti di sicurezza della direttiva NIS.

Direttiva NIS2 approvata: i nuovi obblighi di cyber sicurezza per le aziende

Perché la NIS1 non è stata recepita adeguatamente

Da un punto di vista paneuropeo, appaiono sconcertanti le conclusioni dell’analisi dell’adeguatezza della legislazione vigente, in altre parole di come è stata recepita la direttiva NIS complessivamente:

  • L’ambito di applicazione della direttiva NIS è troppo limitato in termini di settori considerati, principalmente a causa de: i) l’aumento della digitalizzazione negli ultimi anni e il livello più elevato di interconnessione, ii) il fatto che l’ambito di applicazione della direttiva NIS non riflette più tutti i settori digitalizzati che forniscono servizi chiave all’economia e alla società nel suo complesso.
  • La direttiva NIS non è sufficientemente chiara per quanto riguarda l’ambito di applicazione per gli operatori di servizi essenziali e le sue disposizioni non chiariscono a sufficienza la competenza nazionale sui fornitori di servizi digitali. Questo ha determinato una situazione in cui determinati tipi di soggetti non sono stati individuati in tutti gli Stati membri e non hanno pertanto l’obbligo di mettere in atto misure di sicurezza e segnalare incidenti.
  • La direttiva NIS ha concesso agli Stati membri un’ampia discrezionalità nello stabilire i requisiti di sicurezza e di segnalazione di incidenti per gli operatori di servizi essenziali. La valutazione mostra che in alcuni casi gli Stati membri hanno attuato tali requisiti in modi significativamente diversi, creando oneri aggiuntivi per le società operanti in più di uno Stato membro.
  • Il regime di vigilanza e esecuzione della direttiva NIS non è efficace. Gli Stati membri hanno ad esempio mostrato molta riluttanza nell’applicazione delle sanzioni ai soggetti che omettevano di adottare requisiti di sicurezza o di segnalare incidenti. Ciò può avere conseguenze negative per la cyberresilienza di singoli soggetti.
  • Le risorse finanziarie e umane accantonate dagli Stati membri per l’adempimento dei loro compiti (come l’identificazione o la vigilanza degli operatori di servizi essenziali), e di conseguenza i diversi livelli di maturità nell’affrontare i rischi di cybersicurezza, variano considerevolmente. Ciò ha ulteriormente accentuato le differenze in termini di cyberresilienza tra gli Stati membri.
  • Gli Stati membri non condividono sistematicamente le informazioni tra loro, con conseguenze negative in particolare sull’efficacia delle misure di cybersicurezza e sul livello di consapevolezza situazionale comune a livello dell’UE. Questo vale anche per la condivisione di informazioni tra soggetti privati e per il coinvolgimento tra soggetti privati e strutture di cooperazione a livello dell’UE.

Le scelte della Commissione europea

Alla luce di quanto sopra la Commissione ha individuato tre opzioni:

1) nessun intervento a livello legislativo,

2) modifiche mirate alla direttiva NIS,

3) modifiche sistemiche e strutturali alla direttiva NIS tramite un nuovo provvedimento.

Secondo le valutazioni della Commissione, la scelta della terza opzione trova ragioni in termini di efficacia e di efficienza.

Le modifiche strutturali che portano alla NIS2

Quanto all’efficacia, l’opzione prescelta determinerebbe chiaramente l’ambito di applicazione della direttiva NIS, estendendolo a un insieme più rappresentativo di economie e società dell’UE, e la razionalizzazione dei requisiti, unitamente a un quadro più definito di vigilanza e controllo che dovrebbe mirare ad aumentare il livello di conformità.

Tale opzione comporta altresì misure volte a migliorare gli approcci di definizione delle politiche a livello degli Stati membri e a cambiarne il paradigma, promuovendo nuovi quadri per la gestione del rischio relativo alle relazioni con i fornitori e la divulgazione coordinata delle vulnerabilità.

Al contempo, l’opzione strategica prescelta crea una chiara base per la responsabilizzazione (accountability) e le responsabilità condivise e prevede meccanismi volti a promuovere una maggiore fiducia tra Stati membri, sia a livello di autorità che di industria, incentivando la condivisione di informazioni e garantendo un approccio maggiormente operativo, come ad esempio meccanismi di assistenza reciproca e di revisione tra pari.

Come gestire le crisi

Questa opzione prevedrebbe anche un quadro di gestione delle crisi a livello dell’UE, basato sulla rete operativa dell’UE varata di recente, e garantirebbe un maggiore coinvolgimento dell’ENISA, entro i limiti del suo mandato attuale, nel mantenere un’accurata panoramica dello stato di cybersicurezza dell’Unione.

Quanto all’efficienza, sebbene l’opzione prescelta comporterà con tutta probabilità ulteriori costi di compliance e messa in esecuzione per imprese e Stati membri, essa potrebbe determinare anche efficienti compromessi per garantire un livello superiore e coerente di cyberresilienza dei soggetti chiave all’interno dell’Unione, con conseguenti risparmi di costi sia per le imprese che per la società.

Questa opzione d’intervento potrà determinare alcuni oneri amministrativi e costi di compliance supplementari per le autorità degli Stati membri.

Armonizzare norme, iniziative e misure strategiche

Nel complesso, tuttavia, nel medio e lungo termine si auspica che porti anche benefici sostanziali mediante una maggiore cooperazione tra Stati membri, anche a livello operativo, nonché incentivando un aumento complessivo delle capacità di cybersicurezza a livello nazionale e regionale attraverso l’assistenza reciproca, i meccanismi di revisione tra pari e una migliore panoramica delle imprese chiave e dell’interazione con le stesse.

L’opzione d’intervento prescelta dovrebbe inoltre garantire maggiore coerenza con altre normative, iniziative o misure strategiche, compresa la lex specialis settoriale (ad esempio il regolamento DORA relativo alla resilienza operativa digitale per il settore finanziario).

Sebbene gli effetti della NIS2 si vedranno tra qualche anno visto che la direttiva deve ancora essere approvata dal Consiglio prima che venga pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE e che gli Stati membri avranno poi un periodo massimo di 21 mesi per il recepimento nazionale, è possibile che gli operatori più grandi si portino avanti alzando il livello dei presidi cyber alla luce dei principi e delle nuove norme di cui alla NIS2.

Inoltre la conformità a questa normativa è strumentale a una maggiore e migliore tutela dei dati personali e, quindi, a un innalzamento della compliance GDPR.

In ogni caso, resta il tema del sovraffollamento normativo di matrice europea che imporrà sempre di più alle società uno sforzo di comprensione e sintesi delle regolamentazione di natura orizzontale (NIS) e di natura verticale (come il già citato regolamento DORA) o ancora di natura orizzontale ma con focus specifici come il cyber resilience act riguardo la cybersicurezza per i prodotti con elementi digitali, senza dimenticare tutto il resto della normativa in ambito digital e di gestione dei dati (personali e non).

Ora come non mai, un approccio olistico e non a silos è fondamentale per dominare e razionalizzare gli obblighi che la nuova legislazione di derivazione europea impone.

WHITEPAPER
DATI: come PROTEGGERLI e mantenerli CONFORMI alle regole? Scarica la Guida
Sicurezza dei dati
Database
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4