la guida

NIST Cybersecurity Framework: una roadmap per la sicurezza delle infrastrutture

Il NIST Cybersecurity Framework è uno strumento utilissimo nelle mani degli esperti di sicurezza informatica per impostare e implementare un’infrastruttura informatica che presenti delle ragionevoli e adeguate misure di sicurezza. Una strategia per usarlo al meglio

30 Set 2021
Simone Bonavita

Professore a contratto in “Sensitive Personal data Processing”, Università degli Studi di Milano

Alessandro Cortina

Cybersecurity Consultant, Dottore Magistrale in Sicurezza Informatica e Perfezionato in Criminalità Informatica e Investigazioni Digitali

Golden Power

Il NIST Cybersecurity Framework potrebbe vista come un ragionevole roadmap da seguire per garantire scientificità e metodicità all’approccio con sui si affronterebbe le attuali sfide cyber security.

Una guida sempre più necessaria. Il mondo della sicurezza informatica diventa, giorno dopo giorno, sempre più grande e complesso. Mettere in sicurezza, da un punto di vista informatico, una realtà già esistente è sempre una sfida impegnativa per via dei molteplici fattori con cui bisogna scontrarsi: consapevolezza della gravità dei rischi informatici, cultura aziendale, budget, complessità dell’infrastruttura.

In che modo, dunque, un esperto di sicurezza informatica dovrebbe approcciarsi alla sfida di rendere sicura da zero un’infrastruttura informatica societaria, indipendentemente dalla sua grandezza?

Il NIST Cybersecurity Framework fornisce appunto qualche risposta.

Cyber security, le strategie dei Governi e le sfide per le PMI: scenari in mutamento

Cos’è il NIST Cybersecurity Framework

Andiamo, di seguito, ad analizzare i concetti e gli aspetti che sono alla base del suddetto framework.

I “componenti” del framework

Primo concetto da analizzare è quello dei componenti del framework che sono: il framework core, gli implemantion tiers e i profiles.

Il Core racchiude l’insieme delle attività e dei risultati per esse desiderati classificati in diverse categorie. L’obiettivo sostanziale di questo componente è quello di favorire la comunicazione e la collaborazione tra team multidisciplinari evitando un linguaggio tecnico in favore di uno più semplice e intuitivo. Il Core è costituito da tre parti: Funzioni, Categorie e Sottocategorie.

WHITEPAPER
Smart building: una guida per semplificare la progettazione della rete

Le Funzioni sono 5 e descritte ad alto livello: Identify, Protect, Detect, Respond, e Recover. Utilità di queste 5 funzioni è che esse possono essere utilizzate non solamente in un discorso prettamente informatico, ma sono applicabili anche in contesti di gestione del rischio in generale. Per ognuna di queste, proseguendo, vi sono assegnate diverse categorie per un totale di 23.

Le Categorie vengono utilizzate per riportare i possibili obiettivi che da un punto di vista della sicurezza informatica un’organizzazione dovrebbe perseguire. A tal fine, queste sono state sono progettate senza essere eccessivamente dettagliate in modo tale da fornire un raggio d’azione il più ampio possibile: vengono infatti affrontati tematiche quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, la sicurezza fisica, la sicurezza logica, la sicurezza dei dati personali e anche i risultati di business da tenere sempre in considerazione. A loro volta, infine, le categorie presentano delle sottocategorie.

Le Sottocategorie rappresentano il livello di astrazione più profondo del Core. Ci sono 108 sottocategorie, che sono dichiarazioni outcome-driven che forniscono considerazioni per creare o migliorare un programma di cybersecurity. È bene considerare un elemento: poiché il Framework è, come detto, outcome-driven, ossia quindi che la “guida” viene data dai risultati, esso non impone come un’organizzazione debba raggiungere tali risultati, ne segue che vengono permesse implementazioni basate sul rischio che sono personalizzate per le esigenze dell’organizzazione specifica. Per rendere il tutto più chiaro facciamo un esempio.

Consideriamo la funzione “Identify”. Per la suddetta, tra le varie categorie vi è quella di “Business Environment” che, a sua volta, presenta diverse sottocategorie. A titolo esemplificativo una di queste è: “Priorities for organizational mission, objectives, and activities are established and communicated”. Come si può notare dunque, le sottocategorie sono delle vere e proprie “attestazioni” dei risultati raggiunti dall’organizzazione. Ogni sottocategoria, infine, è corredata da tutt’insieme di riferimenti a documenti tecnici aggiuntivi, detti Informative References, che possono essere utilizzati, a discrezione dell’organizzazione, come elementi di riferimento da seguire per raggiungere gli obiettivi prefissati nelle sottocategorie. Di seguito è proposta un’immagine riepilogativa di questi concetti ripresa dal settore del sito del NIST dedicato al Framework.

Implementaion tiers del NIST Cybersecurity Framework

Passiamo ora agli implementation tiers. I Tier descrivono il livello con cui i processi di gestione del rischio informatico di un’organizzazione catturano e implementano le caratteristiche definite nel Framework. I livelli vanno da Partial (Tier 1) ad Adaptive (Tier 4) e descrivono:

  • Quanto positivamente, con un crescente grado di rigore, le decisioni sul rischio informatico sono integrate in decisioni di rischio più ampie; e
  • Il grado con cui l’organizzazione condivide e riceve informazioni di riguardanti la sicurezza informatica da entità esterne.

Questi livelli, infine, non rappresentano e non dovrebbero essere interpretati come, necessariamente, i livelli di maturità raggiunti da un’organizzazione ma dovrebbero indicare il livello desiderato dall’organizzazione, assicurandosi che il suddetto soddisfi

Subcategories 1.1
gli obiettivi organizzativi, riduca il rischio informatico a livelli accettabili per l’organizzazione, e sia ragionevolmente implementabile.

Figura – fonte: https://www.nist.gov/cyberframework/online-learning/components-framework

I profile del NIST Cybersecurity Framework

Ultimo elemento da analizzare è quello riguardante i Framework Profiles. I Profile racchiudono al loro interno:

  • I requisiti e gli obiettivi organizzativi di un’organizzazione;
  • La propensione al rischio dell’organizzazione;
  • Le risorse utilizzate rispetto ai risultati desiderati del Core.

I profile, dunque, possono essere visti come una fotografia dello stato corrente dell’infrastruttura dell’organizzazione. Ne segue che questi possono essere utilizzati sia per effettuare delle attività descrittive dello status attuale della suddetta, sia possono essere creati dei profili “target” che rappresentano dei possibili stati futuri migliori rispetto a quelli in essere che l’organizzazione intende raggiungere. Un modo con cui un’organizzazione realizzare i profile è quello di determinare i propri requisiti relativamente alla sicurezza della propria struttura informatica, gli obiettivi della missione organizzativa e le metodologie operative che si vorrebbero implementare rispetto alle sottocategorie del Core.

A tali risultanze si andrebbe a confrontare quello che è, invece, lo stato attuale dell’infrastruttura dell’organizzazione per determinare i vari disallineamenti tra stato attuale e stato desiderato e tentare di comprendere al meglio, dunque, quelli che potrebbero essere gli interventi da effettuare per raggiungere lo stato desiderato. In questo modo, inoltre, si permetterebbe alle organizzazioni di creare un piano di implementazione dei miglioramenti andando a classificare, ad esempio, i vari interventi secondo una logica prioritaria. La priorità di realizzare una miglioria rispetto che a un’altra, la dimensione del gap tra stato attuale e desiderato per uno specifico aspetto e, infine, il costo stimato delle azioni correttive sono elementi che risultano essere di aiuto alle organizzazioni per pianificare e preventivare le attività di miglioramento della sicurezza informatica della loro infrastruttura.

Le funzioni del NIST Cybersecurity Framework

Dopo aver analizzato le tre componenti principali del Framework, approfondiamo in questo paragrafo quelle che sono le cinque funzioni brevemente introdotte nel precedente paragrafo.

Lo scopo di queste cinque funzioni è quello di fornire una guida agli operatori del settore e fissare quelle che sono, a livello astratto, le attività principali da eseguire al fine di intraprendere un efficace programma di miglioramento della sicurezza informatica di un’infrastruttura informatica. Volendo fare una similitudine a fini esemplificativi, tali funzioni potrebbero essere paragonate alle attività di identificazione, raccolta, acquisizione e conservazione delle evidenze digitali descritte nello standard ISO/IEC 27037 relativo all’ambito della digital forensics. Come nello Standard, infatti, vengono indicate le varie fasi attraverso le quali un operatore forense si dovrebbe muovere al fine di trattare nel modo corrette le possibili fonti di prova digitali, in modo similare nel framework si cerca di guidare l’operatore di fase in fase in un processo ciclico che, per dare i suoi frutti, dovrà essere periodicamente applicato.

  • La prima funzione indicata nel Framework è quella identificazione (identify function). Come in molti contesti legati alla gestione del rischio (di qualsiasi natura), infatti, anche nell’ambito della sicurezza informatica mettere a fuoco quello che è il contesto organizzativo comprendendo elementi quali: l’ambito applicativo dell’organizzazione, l’ambiente esterno, gli asset da tutelare – siano intesi non solo quelli più immediati come i dispositivi informativi in sé, ma anche a titolo esemplificativo i vari prodotti e/o servizi erogati dall’organizzazione, le risorse umane, il patrimonio intellettuale e la reputazione – rappresenta un passo fondamentale per la buona riuscita di un programma per la messa in sicurezza di un’infrastruttura informatica. Un medicinale ad ampio spettro è generalmente buono, ma in determinati casi sono quelli specifici che fanno la differenza. Allo stesso modo, adottare delle soluzioni di sicurezza generali che non entrano nel merito del contesto organizzativo ma che implementano delle misure di protezione generali avranno un’efficacia limitata e inferiore a soluzioni ad hoc pensate specificatamente per un determinato scenario nel quale sono stati analizzati tutti i fattori del caso.
  • La seconda funzione indicata nel Framework è quella di protezione (protect function). In questa fase si vanno a identificare quelle soluzioni che hanno il ruolo di impedire il verificare di un incidente di sicurezza informatico o, quantomeno, di mitigarne gli effetti negativi. Ad esempio, dei possibili esempi di risultati desiderati relativamente alle Categorie di questa funzione sono la responsabilizzazione e la sensibilizzazione del personale dell’organizzazione nei confronti delle tematiche e dei pericoli relativi alla sicurezza informatica tramite programmi di formazione sull’argomento, e l’implementazione di misure di sicurezza, in linea con la strategia di gestione del rischio dell’organizzazione, al fine di tutelare la confidenzialità, integrità e disponibilità dell’informazioni gestite all’interno dell’infrastruttura.
  • La terza funzione è quella di rilevamento (detect function), nella quale vengono indicate delle metodologie volte a rilevare e identificare degli eventi eventi potenzialmente configurabili come incidenti informatici. AD esempio, un risultato desiderato in questo ambito sarebbe quello per cui all’interno dell’organizzazione si fosse sempre in grado di rilevare eventuali eventi anomali e stabilire il loro potenziale impatto sull’infrastruttura.
  • Quarta funzione è quella di risposta (respond function), che intuitivamente riguarda quell’insieme di attività che dovrebbero essere intraprese al verificarsi di un incidente di sicurezza. Obiettivo di queste attività e, dunque, ridurre il più possibile l’impatto che, con i relativi effettivi negativi, l’incidente ha provocato all’interno dell’infrastruttura organizzativa. Risultati desiderati per questa funzione potrebbero essere i seguenti: vengono adottate attività di mitigazione dell’incidente per prevenire che l’impatto, e gli eventuali danni, dell’incidente si espandano e colpiscano una porzione più ampia dell’infrastruttura; vengano adottate delle migliorie per quanto riguarda le misure di sicurezza dell’infrastruttura
  • Infine, quinta e ultima funzione è quella di ripristino (recover function). Una volta che, infatti, l’incidente è stato rilevato e gestito bisognerà ripristinare lo stato dell’infrastruttura a una situazione di normalità. Al fine di raggiungerò questo stato è necessario implementare delle soluzioni che influiscano sulla resilienza dell’infrastruttura e che permettano di effettuare delle attività di ripristino. A tal proposito, un risultato desiderato per questo ambito potrebbe essere quello di definire e realizzare un recovery plan, ossia un piano in cui vengono descritte delle procedure per la gestione delle attività di ripristino dei sistemi informatici in seguito a degli incidenti di sicurezza.

Come è possibile notare, in conclusione, tali funzioni sono realizzate a un alto livello di astrazione al fine di guidare gli operatori del settore ad una facile identificazione di quelle che sono le macro-aree in cui intervenire. Inoltre, una corretta suddivisione delle attività in queste varie Funzioni permette anche alle organizzazioni di poter distribuire e allocare le proprie risorse in modo più preciso, contribuendo così anche alla specializzazione del personale in un ristretto insieme di attività favorendo, in tal modo, la crescita e il raffinamento delle capacità degli operatori per quelle mansioni per cui sono stati assegnati.

Conclusioni

Affrontare una sfida che già si preannuncia complessa con però una metodologia e un insieme di strumenti ben definiti non possono che essere un valido alleato per l’operatore del mondo della sicurezza informatica in modo tale da poter svolgere un lavoro in maniera precisa e strutturata e con delle solide basi tecnico-scientifiche che giustificano le modalità di esecuzione e realizzazione delle attività svolte.

Note

  1. Per dei generali approfondimenti sul punto si veda: Moulos, V., et al. “A robust information life cycle management framework for securing and governing critical infrastructure systems.” Inventions 3.4 (2018): 71; Gupta, A., and Singh, N.. “Securing Critical Information Assets, Sensitive Business Data and Privacy”, in “The New Normal. The New Normal: Challenges of Managing Business, Social and Ecological Systems in the Post COVID 19 Era”, di Chaturvedi, H., Kumar Dey, A., Bloomsbury Publishing, 2021; Brotherston, L., Berlin A., “Defensive Security Handbook: Best Practices for Securing Infrastructure”, O’Reilly Media, Inc., 2017.
WHITEPAPER
Efficienza energetica nei processi produttivi: scopri come, grazie a Digitalizzazione e AI
Intelligenza Artificiale
IoT
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati