Autocertificazione novembre: quando serve e come compilare il modulo

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Autocertificazione covid a novembre: dove servirà il modulo e come compilarlo

Bisogna avere con sé l’autocertificazione per spostarsi in vari casi. È così da ottobre in alcune Regioni che hanno istituto il coprifuoco. Dal 4 novembre è obbligatorio su scala nazionale come chiarito da una circolare del Viminale. Ecco come compilare il modulo, che si rischia per false dichiarazioni, la privacy

20 Nov 2020
Chiara Ponti

Avvocato, Privacy Specialist & Legal Compliance e nuove tecnologie


L’autocertificazione covid che ritorna, anche per questa fase 2 di ripresa del virus. A stabilirne l’obbligatorietà sono state prima alcune Regioni, in virtù delle relative ordinanze e per chi si sposta dopo le 23-24 e fino alle 5 del mattino (coprifuoco). Poi la circolare del ministero dell’Interno, a livello nazionale, a commento del decreto 3 novembre.

Questa circolare (scaricala qui) ha chiarito la necessità dell’autocertificazione perché il decreto in questione (DPCM) uscito in gazzetta ufficiale il 4 novembre (quello delle zone rosse, arancioni) e in vigore dal 6 novembre non cita l’autocertificazione per spostarsi, fino al 3 dicembre.

Al momento le Regioni con l’autocertificazione sono Lombardia, Piemonte, Campania e Lazio; come nel lockdown di primavera bisognerà indicare i motivi dello spostamento, lavoro, studio, salute, necessità.

I termini fissati sono fino al 13 novembre nei primi tre casi con coprifuoco dalle 23; 24 novembre per il Lazio che lo stabilisce dalle 24. Termini prorogabili con future ordinanze.

Dove scaricare il modulo per la nuova autocertificazione

Il Ministero dell’Interno (Viminale) ha fornito tutte le indicazioni necessarie per compilare correttamente il modulo da dover esibire alle forze dell’ordine in caso di controllo, nelle Regioni e nei casi nazionali che lo prevedono.

Il ministero ha chiarito che si tratta dello stesso modulo pubblicato a ottobre (per le regioni del coprifuoco), che ora torna utile su base nazionale.

Scarica il modulo per l’autocertificazione compilabile (PDF) del Viminale

 

Quando serve l’autocertificazione, coprifuoco per il covid

In questa fase 2, ad oggi, gli spostamenti sono limitati al fine di contenere l’espandersi della pandemia e ridurre la curva dei contagi.

L’autocertificazione serve quindi ovunque in Italia, con regole però diverse a seconda delle zone (rossa, gialla e arancione) e anche a seconda delle regioni (per via delle diverse ordinanze).

I limiti agli spostamenti

Non bastano infatti più distanziamento, mascherine, ed altri presidi. A distanza di cinque mesi o poco più dal lockdown generalizzato, si assiste di nuovo a misure più strette, decise a livello governativo e locale. In pratica, la misura valida a livello nazionale ovunque è il cosiddetto “coprifuoco” — espressione che deriva dall’usanza medievale per cui «a una determinata ora della sera, gli abitanti di una città erano tenuti a coprire il fuoco con la cenere per evitare incendî; anche il segnale (suono di campane o altro) con cui s’intimava il coprifuoco» — da una certa ora (le 22, 23 o 24 a seconda della regione) sino al mattino presto (le 5).

Le Regioni del coprifuoco: Lombardia, Campania, Piemonte, Liguria

Le prime Regioni propense ad una stretta in tal senso, sono state quelle come la Lombardia e la Campania, seguite dal Piemonte e la Liguria, in cui si assiste ad un aumento progressivo dei contagi.

Ecco le misure del coprifuoco regione per regione

REGIONEMISURE

Lombardia

Coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino in tutta la Regione con la chiusura dei centri commerciali, salvo i negozi di generi alimentari, nel weekend.

Campania

Coprifuoco dalle 23. Divieto di spostamento “dalla provincia di residenza o domicilio abituale verso altre province della Campania”. In caso di esigenze per motivi di salute, lavoro o necessità, lo spostamento “andrà autocertificato sotto personale responsabilità”. Rimane consentito “il rientro presso la propria residenza o domicilio abituale”.

Piemonte

Chiusura dei centri commerciali nel weekend, e durante la settimana, tutte le attività commerciali al dettaglio (tranne le farmacie) dovranno rimanere chiuse dalle 24 alle 5.
LiguriaChiusura dei centri culturali e sociali. Divieto delle “manifestazioni pubbliche e private”.
LazioCoprifuoco dalle 24 alle 5 del mattino.

Autocertificazione covid novembre 2020 per spostamenti in zone rosse, arancioni

Anche se il DPCM del 4 novembre che istituisce le zone rosse, arancioni e gialle non prevede autocertificazioni (il ministero della Salute ha fatto sapere che è una scelta del premier Conte confermando che non ci saranno moduli di questo tipo), il 7 novembre la circolare del ministero torna a indicare come necessaria l’autocertificazione.

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Il decreto scade il 3 dicembre.

Anche se le circolari, a differenza delle ordinanze regionali, non hanno valore di legge si afferma così l’obbligo generalizzato a usare un’autocertificazione.

In questo modo il cittadino dovrà fornire spiegazioni alle forze dell’ordine per gli spostamenti nelle situazioni di lockdown.

Ossia dovrà giustificarsi se si sposta, a un controllo di polizia:

  • sempre nelle zone rosse;
  • negli spostamenti tra comuni nelle zone arancioni;
  • negli spostamenti tra regioni rosse/gialle;
  • ovunque dopo le 22 fino alle 5 (coprifuoco).

La circolare del ministero dell’Interno 7 novembre 2020 sul Dpcm 3 novembre

Come detto, la circolare – sebbene non sia fonte di diritto – indica senza dubbio la necessità di autocertificazione.

Si legge: “occorre sempre far uso della autocertificazione riguardo alle cause giustificative dello spostamento, sia che si tratti di
spostamenti che avvengano in fasce orarie soggette a limitazioni (area gialla), sia che essi  avvengano in territori soggetti a restrizioni alla mobilità per l’intera giornata (area arancione e area rossa)”.

“Si rammenta, in proposito, che il modulo pubblicato in occasione del precedente d.P.C.M. del 24 ottobre scorso sui siti istituzionali di quest’Amministrazione, modulo che potrà continuare ad essere utilizzato, reca, oltre alle diciture relative a specifiche cause eccettuative (lavoro, salute, urgente necessità), una dicitura finale che rimanda a qualunque altra causa consentita di spostamento personale, la quale, naturalmente, andrà poi declinata dall’interessato in sede di compilazione del modulo, nel rispetto delle esigenze di riservatezza”.

Autocertificazione durante attività motore e sportiva?

In merito all’attività motoria e sportiva, la circolare chiarisce che l’autocertificazione è richiesta anche in questo caso; eccetto quando è evidente a “colpo d’occhio” (ictu oculi) che il cittadino è impegnato in tale attività.

“L’utilizzo del modulo di autocertificazione si correla anche allo svolgimento dell’attività motoria e dell’attività sportiva, che restano consentite nei termini e alle condizioni precisate dall’art. 3, comma 4, lett. e), fatti salvi i casi in cui lo svolgimento di dette attività in conformità al precetto sia verificabile ictu oculi”.

Come compilare l’autocertificazione: il nuovo modulo

Si tratta, nei casi previsti, di un modulo da compilarsi ogni volta, e da doversi consegnare alle forze dell’ordine le quali possono effettuare eventuali controlli successivi. Il Governo comunque assicura che le forze dell’ordine hanno il modulo e quindi lo si potrebbe compilare sul posto in caso di controlli.

Nel compilare il modulo, occorre sempre indicare/barrare con precisione se si tratta di:

  • comprovate esigenze lavorative;
  • motivi di salute;
  • o altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio;

Circa gli “altri motivi ammessi” si intendono le ragioni per le quali rientrano (come già nei mesi di marzo, aprile e maggio) casi di necessità tra cui il rientro al domicilio, ovvero urgenze di qualsiasi tipo, non procrastinabili.

Con il termine “comprovate” si deve intendere la circostanza per la quale – se le forze dell’ordine lo richiedessero – il dichiarante deve dimostrare il fatto, mostrando ad esempio il tesserino, la busta paga, il contratto o una dichiarazione da parte del datore di lavoro.

Dopo di che, il luogo di partenza e destinazione (da ….a ….), i validi motivi per lo spostamento; ed infine, data e firma autografa necessarie.

Nulla di nuovo, rispetto ai moduli che sono circolati nei mesi scorsi.

Che succede se non si è l’autocertificazione con sé

Se non si ha con sé il modulo — che può accadere per dimenticanza o perché non si dispone di una stampante a casa—, non è grave. Come spiega il ministero dell’Interno. Perché il documento in bianco verrà rilasciato direttamente dalle forze dell’ordine in occasione dei controlli a campione.

Il cittadino potrà quindi compilarlo sul posto, basterà dichiarare di volerlo fare.

Multe e carcere per falsa autocertificazione 

I controlli, ad oggi, rimandano alle forze dell’ordine ed agli altri “attori della sicurezza territoriale” deputati ad effettuare i controlli sul rispetto dei divieti in tutte le aree in cui sono entrate in vigore misure di contenimento.

Chi dichiara il falso inserendo dati anagrafici /informazioni/circostanze mendaci rischia la denuncia per falsa dichiarazione o attestazione a pubblico ufficiale ex articolo 495 codice penale, con la reclusione da 1 a 6 anni e multa da 400 a mille euro.

Valgono le considerazioni già esposte in merito alle ipotesi e conseguenze in caso di controllo; alle sanzioni; ai possibili scenari.

Colori delle Regioni, non fidiamoci dell’algoritmo: ecco perché

Cosa cambia rispetto all’autocertificazione covid della fase-1

Sostanzialmente, non cambia nulla.

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Nell’autocertificazione si devono sempre indicare le generalità, i motivi dell’uscita negli orari in cui sono sospese le attività e, se si tratta di lavoro, il datore e l’indirizzo.

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