Data economy, il 2022 delle regole e delle sfide: cosa ci attende

Sarà un anno di svolta per privacy e data protection. I segnali 2021 sono chiari. Sullo sfondo ci sono Data Governance Act, il Digital Services Act, il Digital Markets Act, ma anche azioni che le autorità faranno e dovranno fare per dare confini più certi alle aziende per operare nella data economy

Pubblicato il 10 Gen 2022

Rocco Panetta

Partner Panetta Studio Legale e IAPP Country Leader per l’Italia

dati data big data data scraping

Abbiamo da poco voltato l’ultima pagina del copione di un anno, il 2021, purtroppo ancora dominato dal monologo di un protagonista che tutti vorremmo eliminare o almeno silenziare, un po’ come Emily Blunt magistralmente nel film il Diavolo veste Prada invita Anne Hathaway a star zitta e sparire. E tuttavia, in questi dodici mesi, altri attori hanno lasciato un indiscusso segno sul palco della vita di cittadini ed imprese. In questo senso, non c’è dubbio che il mondo della privacy e quello della data economy sarebbero candidati per la statuetta da migliori attori non protagonisti.

Quanta privacy c’è nel covid-19

Per un verso, sono state proprio le vicende legate alle misure di prevenzione e contrasto al Coronavirus a portare in auge il tema della protezione dei dati, tanto nella collettività quanto nel reticolato di aziende e pubbliche amministrazioni. Pensiamo solo ai dibattiti su green pass e vaccini e all’impatto sulle relative norme sui luoghi di lavoro. Per altro verso, l’implacabile progresso dei mercati digitali ha ulteriormente stressato l’importanza di considerare attentamente la fenomenologia del trattamento e della valorizzazione dei dati. A tal riguardo, la sfida della regolamentazione dei margini di manovra delle grandi società di internet è l’esempio di sicuro più calzante. Completano il quadro le crescenti minacce cibernetiche ai patrimoni informativi pubblici e privati, forse il dato più d’impatto per una necessaria presa di consapevolezza circa il valore della sicurezza di dati e trattamenti.

Cyber security, i trend del 2022: un anno critico per la sicurezza digitale

Date queste premesse, il 2022 si prospetta allora come l’anno “swing” della data economy. Siamo infatti giunti ad un punto di inevitabile reazione rispetto alle innumerevoli sfaccettature di tal fenomeno. Alcuni processi sono stati già avviati, altri si spera potranno trovare compimento nei prossimi (dodici) mesi. Ciò che fin da oggi è certo è che nell’anno in corso si parlerà davvero molto di privacy e di dati, sperando poco a sproposito e più in maniera appropriata e costruttiva.

Ecco, dunque, quelli che a mio parere potranno essere i trending topic (con qualche auspicio) per il 2022.

Nuove regole europee per la data economy

Tra il 2020 e il 2021 le istituzioni dell’Unione Europea, ed in particolare la Commissione, hanno profuso sforzi quasi inediti per introdurre una serie di nuovi atti normativi volti a disciplinare il mutato scenario legato al digitale e all’economia dei dati. Un impegno che si è principalmente concretizzato in quattro proposte di regolamento presentate nell’arco di pochi mesi. Con il Data Governance Act, il Digital Services Act, il Digital Markets Act e l’Artificial Intelligence Act l’UE si è dimostrata pronta a cambiare radicalmente le regole del gioco nel mondo della data economy. L’impatto potrà addirittura essere pari a quello raggiunto dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), ad oggi indiscusso punto di riferimento internazionale per il comparto data protection.

Il 2022 sarà dunque cruciale per l’approvazione di queste nuove regole. Non ci è dato ancora sapere se entro la fine dell’anno tutti questi regolamenti saranno già pienamente efficaci. Il travagliato iter di approvazione del Regolamento ePrivacy, ormai eterno atteso al varco, suggerisce cautela. Una cautela che può tuttavia bilanciarsi con la speditezza che sta caratterizzando il varo del primo dei quattro atti citati, ossia il Data Governance Act. L’Unione Europea sembra dunque avere fretta, uno spirito che si spera possa coinvolgere anche l’ePrivacy Regulation. Ragion per cui è ragionevole prevedere che tali proposte normative, e le relative tematiche sottostanti, saranno al centro del dibattitto politico e sociale dei prossimi mesi.

“Scacco matto” alla deregulation

Il 2021 è stato altresì contraddistinto da una sorta di climax di tensione nei rapporti tra istituzioni e autorità, da un lato, e grandi piattaforme digitali, dall’altro. Non ci sono state però solo le prospettate nuove regole che disciplineranno anche le attività dei colossi della Rete. La stretta sanzionatoria ha infatti registrato picchi quasi senza precedenti, peraltro sottoponendo le big tech ad una sorta di fuoco incrociato. Ciò in quanto tanto le autorità privacy quanto quelle antitrust hanno affondato il colpo. Un colpo che in molti casi è stato da record, come testimoniano la sanzione da 774 milioni comminata dal Garante lussemburghese ad Amazon o quella recentissima da 1 miliardo della nostra Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), sempre ad Amazon. Si tratta peraltro di un fenomeno diffuso in tutta l’Unione, con alcune autorità, come il nostro Garante, a confermarsi istituzioni trainanti, e altre autorità – irlandese in primis – che hanno iniziato finalmente a destarsi dopo alcuni anni di torpore.

Non c’è dubbio che la tendenza non abbia ancora raggiunto il proprio picco. Il 2022 è dunque un grande atteso in questo senso. È infatti prevedibile che i garanti e le autorità europee continueranno sulla linea già tracciata, presumibilmente allargando ancor di più il campo visuale della propria lente di ingrandimento.

La figura del DPO e le competenze 

Nonostante il nome, la data economy è un fenomeno che per essere compreso, governato e valorizzato richiede un presidio di professionalità ed esperienze umane. Figura preposta a reggere la bussola di imprese e pubbliche amministrazioni è e sarà sicuramente ancora il Data Protection Officer (DPO), funzione di consulenza e controllo istituita dal GDPR ed entrata ormai stabilmente nell’organigramma di pressoché ogni organizzazione evoluta, pubblica o privata che sia. L’anno appena trascorso ha confermato il trend di fiducia verso i DPO, siano essi interni o esterni, con il numero delle comunicazioni al Garante dei relativi dati di contatto che al 30 settembre 2021 ha toccato quota 61.376 (esattamente un anno prima, sempre secondo le rilevazioni dell’Autorità, si era arrivati a 57.998). La tendenza trova riscontro anche a livello internazionale: secondo il “Privacy Governance Report” prodotto dall’International Association of Privacy Professionals (IAPP), il 74% delle aziende ha nominato un DPO, dunque tre su quattro (nel 2018 erano il 75%, contro il 71% nel 2020 e il 72% nel 2019).

Professionisti della privacy, ecco i dati per essere preparati al 2022

Il 2022 vedrà auspicabilmente questi numeri aumentare ancora, poiché parallelamente stanno crescendo le complessità che imprese e PA sono chiamate ad affrontare quotidianamente nella catena di trattamento dei dati. L’ormai indubitabile pregnanza di tali questioni imporrà tuttavia l’arruolamento di nuovi ambasciatori della data economy, che dovranno operare direttamente nel cuore decisorio delle organizzazioni. Penso in particolare ai Consigli d’Amministrazione, i quali dovrebbero popolarsi di soggetti altamente specializzati in queste materie, al fine di prevedere ed attuare, by design e by default, politiche sensibili ai nuovi equilibri portati dalla rivoluzione digitale (e presto artificiale).

Allo stesso tempo, il tema della sicurezza cibernetica, destinato a raggiungere picchi di urgenza ed interesse inediti, dovrà essere opportunamente piantonato con professionalità altamente preparate e in grado di coniugare le esigenze della sicurezza con quelle della valorizzazione del patrimonio informativo detenuto da imprese ed enti pubblici.

Il tutto a beneficio della tanto agognata maturazione di una piena consapevolezza circa il valore e l’importanza della protezione e della sicurezza dei dati. In altre parole, l’auspicio è che il 2022 possa essere l’anno di definitivo abbandono di ogni forma di pericolosa banalizzazione di diritti e materie fondamentali per il nostro tempo.

La partita della monetizzazione

Non c’è dubbio che uno degli argomenti che terrà maggiormente banco nei prossimi mesi è quello della cosiddetta monetizzazione. La possibilità di “scambiare” i propri dati personali con un bene o un servizio è una novità normativa del nuovo anno, con il D.Lgs. 4 novembre 2021, n. 173 che, attuando la Direttiva (UE) 2019/770 (relativa a determinati aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale e di servizi digitali), ha aggiunto al Codice del Consumo, tra gli altri, il nuovo articolo 135-ocites, il quale considera proprio i casi in cui «il professionista fornisce o si obbliga a fornire un contenuto digitale o un servizio digitale al consumatore e il consumatore fornisce o si obbliga a fornire dati personali al professionista».

Appena poche settimane fa, sempre per questa testata, accennavo ai possibili impatti di tale novella per i trattamenti in ambito marketing e profilazione. E sempre in quella sede, auspicavo una riflessione accurata su tale cruciale tematica, visti i potenziali impatti che la stessa è in grado di generare sulle libertà fondamentali dei cittadini. No agli estremismi e alle demonizzazioni a priori su questa tematica, ma attenzione massima dei regolatori e velocità di azione nel loro auspicato inquadramento del fenomeno, a partire dall’EDPB, per evitare trend rapaci e sistematico sciacallaggio di dati personali da parte di malintenzionati o furbi della prima o dell’ultima ora.

L’anno che ci si presenta davanti dovrà dunque essere sfruttato pienamente in tal senso, stimolando la riflessione e il confronto in seno ad istituzioni e autorità e sfruttando le contingenze temporali ed economiche a disposizione per raggiungere soluzione soppesate e di equilibrio, con una regola aurea da non corrompere mai: non sacrificare i diritti fondamentali.

I temi operativi

Ed eccoci arrivati alle previsioni più operative, e per questo anche più difficili.

Dovendo operare una necessaria selezione di alcune fra le tematiche data protection che con più alta probabilità occuperanno le agende di aziende e professionisti della privacy nel 2022, un posto di riguardo lo ricoprirà certamente la compliance con le regole in materia di trasferimenti internazionali di dati. Un task cruciale ed in Italia sempre troppo sottovalutato da operatori e regolatori – e stando a quanto rilevato dal citato report della IAPP, il più complesso per la maggioranza dei privacy professionals – che semestre dopo semestre aggiunge nuove carte al mazzo.

Pensiamo solo al nuovo set di Standard Contractual Clauses, alle conseguenze ancora in atto dall’invalidazione del Privacy Shield, o al post Brexit, fino alle ultime decisioni di adeguatezza adottate dalla Commissione Ue. La dimensione del fenomeno potrà inoltre comportare la necessità di confrontarsi con normative privacy straniere, anche di nuovo conio, come quella cinese, senza dimenticare che anche negli Stati Uniti questo fronte negli ultimi anni è sempre più caldo.

Altro tema sicuramente battuto in Italia nel nuovo anno sarà quello dei cookie (si vedano le nuove linee guida del Garante, con il termine per l’adeguamento dei sistemi e dei trattamenti già in atto ai principi espressi dalle linee guida che scade proprio a gennaio), mentre marketing e profilazione resteranno probabilmente ancora gli osservati speciali a livello di impatto sanzionatorio, con conseguente grado di priorità altissima per le aziende rispetto a detti ambiti. A tale ultimo proposito, come scritto in passato, ci si auspica che il nuovo anno possa portare ad un ammodernamento dei provvedimenti generali in materia da parte del Garante, magari proprio con l’adozione di un codice di condotta ad hoc. Ci sarà poi sicuramente spazio per nuovi approcci improntati alla privacy e alla sicurezza by design e by default, anche per far fronte a data breach (secondo le stime del Garante, sono state 4.778 le notifiche di data breach dal 25 maggio 2018 al 30 settembre 2021, al 30 settembre 2020 erano invece 3.039) e attacchi informatici.

Il grande assente

Non sarà sfuggita l’assenza dell’Intelligenza Artificiale dalla rosa dei trending topic. Non si tratta di una svista, piuttosto di una sospensione del giudizio sul suo impatto concreto. Il tema dell’IA è costantemente presente intorno a noi ed in continua crescita. Anche il nostro Garante ha istituito lo scorso anno un dipartimento ad hoc che dovrà focalizzare la sua azione sul tema. Ma è ancora presto per poter realmente comprenderne l’impatto reale. Che questo nuovo anno ci possa portare in dote, grazie all’impegno civile collettivo, anche una migliore messa a fuoco etica di questa sfida, al tempo stesso bella e terribile.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati