protezione dati personali

Marketing diretto: sfatiamo il mito del consenso



Indirizzo copiato

Se davvero il consenso fosse stato la diga che il legislatore Ue aveva immaginato, non saremmo tutti subissati di spam, soprattutto di tele-selling molesto. Ci chiediamo allora: è il consenso la salvezza, o ci sono altre vie per tutelare le persone da comunicazioni commerciali indesiderate?

Pubblicato il 23 mag 2023

Diego Fulco

Direttore Scientifico Istituto Italiano per la privacy e la valorizzazione dei dati



adverstrising pubblicità marketing

Un marketer considera il marketing diretto (la comunicazione commerciale rivolta a un singolo individuo per indurlo a comprare) e la profilazione (l’analisi delle preferenze e dei comportamenti dell’individuo per meglio calibrare le comunicazioni) come due metodi diversi ma naturalmente convergenti, da integrare a seconda delle possibilità. Invece, la normativa a protezione dei dati personali li vede come finalità distinte.

Il marketing diretto è il push commerciale, realizzabile anche solo con i dati di contatto dell’interessato. La profilazione è l’elaborazione/raffronto di varie informazioni, che genera un valore aggiunto (il profilo, appunto). Ovviamente, un marketing diretto può essere profilato, ma quando ciò avviene la sua impostazione legale sarà corretta solo se riesce a garantire le condizioni di liceità previste per entrambe le finalità.

Negli ultimi anni, è stata la profilazione ad attrarre maggiormente gli studiosi. Il Privacy Symposium di Venezia del 2023 ha giustamente destinato un panel al marketing diretto, finalità che il GDPR considera meno rischiosa, e che invece gli interessati avvertono come più invasiva. Il confronto fra relatori è stato molto ricco. Qui, ripercorriamo il mio personale contributo al dibattito.

Come tutelare le persone da comunicazioni commerciali indesiderate

A distanza di 28 anni dalla direttiva 95/46/CE, il perno della discussione su come tutelare le persone da comunicazioni commerciali indesiderate è ancora se, in quali casi e a quali condizioni sdoganare, per di più con norme ad hoc, meccanismi di opt-out. Questi ultimi sono ancora considerati come un’eccezione da dosare col contagocce rispetto all’opt-in (consenso preventivo), ritenuto comunque più tutelante per l’interessato. Tutto ciò come se non ci fosse il GDPR; come se, nella scelta della base giuridica per un trattamento di dati personali a fini di marketing diretto, solo eccezionalmente potessimo dare la risposta che l’art. 5 del GDPR ci suggerisce di dare – sempre – alla domanda “posso farlo?”. E cioè: “dipende dal contesto e da come lo fai”.

Cosa è successo? Come è possibile che per il marketing diretto non sia ancora percorribile quell’approccio basato sui rischi, quella responsabilizzazione del Titolare (accountability) che il GDPR ci indica come la chiave di volta per un sistema flessibile ed equo? Perché, salvo rari casi ammessi dalla norma, un Titolare non può fare caso per caso un’analisi dei rischi che tenga conto dei contesti di raccolta dei dati personali, dei canali utilizzati per le comunicazioni e della pervasività delle stesse, ed assumersi caso per caso la responsabilità di scegliere fra la richiesta di un consenso preventivo o la messa a disposizione di un opt-out?

La protezione dei dati personali nelle comunicazioni elettroniche

La ragione è ben nota agli addetti ai lavori, ma merita di essere rivisitata e discussa. Sulla carta, il GDPR permette al Titolare di scegliere fra consenso e legittimo interesse, e al considerando 47 afferma che «può essere considerato legittimo interesse trattare dati personali per finalità di marketing diretto».

Tuttavia, il GDPR non copre la protezione dei dati personali nelle comunicazioni elettroniche. Per queste ultime, prevale la disciplina speciale dettata dalla direttiva 2002/58/CE, recepita in Italia nel Titolo X della Parte seconda del codice privacy, in particolare agli articoli 129 e 130. Questa prevede che per le comunicazioni elettroniche di natura commerciale sia sempre necessario il consenso, salvo due eccezioni:

  • le telefonate commerciali su numeri estratti dagli elenchi telefonici a disposizione del pubblico (per le quali gli Stati membri possono introdurre un regime di opt-out preventivo)
  • l’invio di comunicazioni commerciali via e-mail, se fatto verso clienti, a seguito di una vendita diretta, se avente ad oggetto prodotti o servizi analoghi a quelli acquistati nell’interessato, e se si dà all’interessato l’opzione “cancellami” (soft spam).

Perciò, l’approccio basato sui rischi e l’accountability possono essere applicati solo per comunicazioni commerciali che avvengono mediante canali non elettronici, cioè il marketing postale, utilizzato ormai in ambiti molto ristretti, come il non profit o le vendite per corrispondenza. Per le comunicazioni commerciali nel contesto digitale, con buona pace dell’intento del GDPR di favorire lo sviluppo dell’economia digitale, valgono tuttora le norme del 2002, peraltro applicate in modo un po’ diverso nei vari Stati!

Inutile sperare nella normativa che avrebbe dovuto sostituire la direttiva 2002/58/CE, e cioè il Regolamento e-privacy. È stato presentato in bozza nel 2017, ma è sparito dai radar e considerato ormai come abortito. D’altra parte, la bozza, nelle versioni note, sembrava ferma all’idea di vincolare ex lege al consenso preventivo.

Naturalmente, le legislazioni nazionali non sono state ferme. Soprattutto per il tele-marketing e il tele-selling, ci sono stati interventi aggiuntivi volti a porre un argine al debordare di chiamate indesiderate. In Italia abbiamo avuto la legge 5/2018, seguita dalla riforma del Registro Pubblico delle Opposizioni (D.P.R. 26/2022). Disciplina estremamente complessa, connotata dal consueto ginepraio regole/eccezioni. Dietro impulso del Governo Draghi, con grande sforzo del Gestore del Registro (Fondazione Bordoni), del Garante e delle tante imprese intenzionate a conformarsi, il Registro è stato creato, pubblicizzato, popolato. Eppure, il tasso di evasione, di mancato rispetto delle norme, è altissimo: forse ancora più alto che in passato. Adesso riponiamo attese nel Codice di condotta per le attività di telemarketing e tele-selling, promosso da associazioni di committenti, call center, tele-seller, list provider e consumatori, e approvato dal Garante a marzo. Occorre che si concluda la fase di accreditamento dell’Organismo di monitoraggio (Odm) e che il Codice sia pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Dopo di che, le imprese aderenti inizieranno ad applicarlo, e a sottoporsi al monitoraggio. Quali imprese aderiranno? Presumibilmente, non quelle che violano deliberatamente la legge, ma quelle che nell’ultimo anno si sono attrezzate a consultare il Registro delle Opposizioni, incluse quelle che, ai sensi della legge 5/2018, possono fare prevalere i consensi loro conferiti da interessati con cui hanno rapporti contrattuali di durata (somministrazione, ecc.), indipendentemente dall’iscrizione di questi ultimi al Registro.

È il consenso la salvezza?

Se davvero il consenso fosse stato la diga che il legislatore europeo del 2002 aveva immaginato, non saremmo tutti subissati di spam, soprattutto di tele-selling molesto. Talvolta, un nostro consenso c’è stato, ma non ci siamo accorti di averlo dato, oppure siamo stati sottilmente costretti a darlo: non abbiamo avuto vera libertà.

L’interrogativo è: siamo sicuri che l’obbligo di richiesta del consenso per le comunicazioni commerciali attraverso canali elettronici dia agli interessati maggiori garanzie di non essere bersagliati da comunicazioni indesiderate e/o di interromperle? È il consenso la salvezza? Non è forse meglio permettere al Titolare – per tutti i canali di comunicazione, compresi quelli elettronici – di valutare volta per volta, assumendosene responsabilità e rischi, quale base giuridica fra il consenso e il legittimo interesse con opt-out è più idonea?

All’art. 5.1, a) il GDPR esige che i dati personali siano trattati in modo corretto e trasparente nei confronti dell’interessato. Correttezza e trasparenza sono il contrario della slealtà, dei metodi che –nel contesto digitale – permettono a un Titolare smaliziato di usare le interfacce ingannevoli o dark patterns. Un Titolare incline alla scorrettezza può esserlo sia se si avvale dell’opt-out (opzione «cancellami» minuscola) sia se segue un sistema di opt-in (un consenso preselezionato o posizionato in modo che l’interessato sia indotto a darlo).

Rispettare la limitazione della finalità prevista dall’art. 5.1, b) del GDPR dovrebbe significare, fra l’altro, scegliere volta per volta un mezzo di trattamento appropriato al fine. Un Titolare dovrebbe selezionare il canale di comunicazione commerciale (telefono, mail, ecc.) tenendo conto della ragionevole aspettativa dell’interessato a essere contattato lì, e a seconda delle circostanze dovrebbe valutare se per l’interessato è più comodo o intuitivo essere invitato a dare un consenso oppure essere posto nelle condizioni di opporsi.

Non dovrebbe essere la legge a scegliere fra opt-in e opt-out

Non dovrebbe essere la legge a scegliere fra opt-in e opt-out. Dovrebbe essere il Titolare a scegliere volta per volta quella fra le due soluzioni che permette all’interessato una migliore auto-determinazione informativa. Come? Semplicemente considerando la user experience (landing page dedicata? form in un percorso di registrazione?), la relazione che sussiste fra interessato e il Titolare (cliente, prospect, lead?) e le modalità con cui le comunicazioni saranno realizzate (chiamate su fisso? su mobile? SMS? Whatsapp?).

Gli spunti dalle altre legislazioni

Alcune esperienze legislative ci offrono spunti, specie perché vengono da Paesi di cultura anglosassone che siamo soliti considerare meno attenti e rigorosi di noi nella protezione dei dati personali.

La normativa britannica sulle nuisance calls

Una è la normativa britannica sulle nuisance calls, le comunicazioni indesiderate a mezzo telefono. Talora, il Regno Unito passa per la patria della deregulation, ma non è così. Anche nel Regno Unito esiste una sorta di Registro Pubblico delle Opposizioni: il Telephone Preference Service, ma non solo. Dal 2018, per l’amministratore di una società che viene sanzionata dall’ICO per tele-selling abusivo (effettuato nei confronti di interessati iscritti al Telephone Preference Service) è prevista la disqualification. Un manager può essere squalificato (interdetto) fino a 15 anni. Per la durata della squalifica non può essere amministratore di una società registrata nel Regno Unito né essere coinvolto nella costituzione di nuove società: è bannato.

Il California Privacy Rights Act

L’altra è il California Privacy Rights Act del 2020 (CPRA), operativo dal 1° gennaio 2023. Fra gli Stati Uniti d’America, la California è fra quelli che hanno ritenuto il GDPR un modello cui ispirarsi, adattandolo però in molti elementi alla mentalità e al sistema statunitense. Rispetto al marketing diretto, il CPRA sceglie l’opt-out. È interessante che il rispetto del sistema di l’opt-out sia: a) corredato dall’obbligo di gestirlo in un modo che permetta all’interessato di accorgersene e di farlo valere; b) presidiato da sanzioni (come da noi). Particolarmente interessante è la corsia preferenziale creata per agevolare il consumatore ad opporsi alla condivisione o vendita di suoi dati personali. L’impresa deve rendere visivamente chiaro ai consumatori che possono opporsi, ad esempio, inserendo sulla home page un link a uno spazio dedicato recante la dicitura “Do Not Sell or Share My Personal Information“. Il CPRA offre al business varie soluzioni tecniche per l’opt-out, a patto però che il meccanismo non sminuisca l’esperienza del consumatore sulla pagina, anzi gli offra la medesima percezione visiva, di apparenza e dimensioni che hanno altri eventuali link sulla stessa pagina. Interessante esempio d’oltreoceano di una declinazione normativa della privacy by design.

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 3