l’approfondimento

Ambiente, il nuovo Annex SL sui sistemi di gestione ISO: cosa devono fare le aziende



Indirizzo copiato

L’ISO ha aggiornato l’Annex SL, il documento che definisce la struttura e l’indice comune a tutte le norme del sistema di gestione, inserendo requisiti che integrano la considerazione del cambiamento climatico nelle pratiche organizzative e aspettative delle parti interessate. Cosa comportano i nuovi requisiti e come possono essere presi in carico

Pubblicato il 21 mar 2024

Nicola Nuti

Amministratore Inprivacy S.r.l.

Monica Perego

Ingegnere, Gaiani Grinzato Avvocati



Climate Tech: le tecnologie per decarbonizzare

Le norme sui sistemi di gestione ISO sono state aggiornate, integrando requisiti sul cambiamento climatico, ponendo le organizzazioni di fronte alla necessità di valutare l’impatto delle loro attività sul clima e di adottare misure di mitigazione. Questo comporta una maggiore attenzione alle esigenze delle parti interessate riguardo al clima, l’adozione di politiche gestionali adeguate, e l’identificazione di rischi e opportunità legati al clima.

Le organizzazioni devono ora documentare azioni concrete per ridurre l’impatto ambientale, promuovendo un miglioramento continuo. Questo cambiamento evidenzia il ruolo cruciale delle aziende nella lotta al cambiamento climatico, orientandole verso una gestione più sostenibile.

Approfondiremo, quindi, di seguito come il tema del cambiamento climatico è stato considerato nell’ambito delle modifiche intervenute sulla struttura dell’Annex SL e conseguentemente a febbraio 2024 sui requisiti delle norme sui sistemi di gestione e fornire indicazioni operative, da adattare al contesto di ogni singola organizzazione per la presa in carico.

Mitigazione, adattamento e sofferenza

John Holdren, consigliere scientifico dell’ex presidente Barack Obama, nel 2007 ha sostenuto che rispetto al cambiamento climatico “We basically have three choices: mitigation, adaptation and suffering. We’re going to do some of each. The question is what the mix is going to be. The more mitigation we do, the less adaptation will be required and the less suffering there will be” (“Di base abbiamo tre scelte: mitigazione, adattamento e sofferenza. Faremo un po’ di ciascuna. La questione è quale sarà il mix. Più mitigazione faremo, meno adattamento sarà necessario e meno sofferenza ci sarà.”).

In sintesi ci pone di fronte a tre scelte: “adattamento, mitigazione e sopportazione”; in questo momento siamo nel bel mezzo di tutte e tre, ma non lo siamo tutti allo stesso modo, questo è un ulteriore problema. L’International Organization for Standardization (ISO) sta dando il suo contributo al tema con una soluzione che ha creato ampia discussione e polarizzato gli esperti.

L’attualità dei temi legati al cambiamento climatico

Il tema del cambiamento climatico è di stretta attualità anche se, come puntualizzato in un recente articolo apparso su Le Scienze, si dovrebbe usare, in modo più appropriato, il termine “stravolgimenti climatici” data la rapidità con cui essi si stanno manifestando. Esso è diventato una delle principali preoccupazioni a livello globale, con crescenti e solide evidenze scientifiche che dimostrano l’impatto delle attività umane sul clima del nostro pianeta. Le organizzazioni, indipendentemente dalle dimensioni, dal settore dalla localizzazione, hanno un ruolo cruciale e possono dare un contributo fondamentale nell’affrontare questa sfida. La gestione ambientale non può più essere considerata un’opzione, ma piuttosto una necessità imprescindibile per garantire la sostenibilità a lungo termine delle attività aziendali.

La ISO[1] non si è potuta esimere dal considerare tale aspetto ed ha modificato l’Annex SL, ovvero il documento che definisce la struttura e l’indice comune a tutte le norme del sistema di gestione e integrando due nuovi requisiti che a cascata comportano le seguenti modifiche:

  • Requisito 4.1 Requisito Comprendere l’organizzazione ed il suo contesto – determinare se il cambiamento climatico è una questione pertinente;
  • Requisito 4.2 Nota Esigenze ed aspettative delle parti interessate – le parti interessate possono avere requisiti relativi al cambiamento climatico.

Le norme sono state allineate, a seguito della modifica intervenuta (tramite un “amendment”) ed a fine febbraio 2024 è stata pubblicata la ISO 9001:2015/Amd 1:2024, analogamente è stato aggiornato anche la ISO 14001:2015/Amd 1:2024, la ISO 45001:2018/Amd 1:2024, la ISO/IEC 27001:2022/Amd 1:2024, ISO 37001:2016/Amd 1:2024 ecc. per un totale di 31 standard modificati al 23 febbraio 2024.

Mentre, ad esempio, norme che recentemente sono state emesse nella prima versione con la ISO/IEC 42001:2023 – Information technology – Artificial intelligence – del dicembre 2023, già avevano inglobato questo requisito.

Insomma la ISO ha scelto la strada di modificare senza indugio, a seguito dei cambiamenti nella Struttura Armonizzata Annex SL, tutte le norme. Le integrazioni introdotte dall’emendamento non devono essere confuse con la revisione in corso della ISO 9001 che dovrebbe essere pubblicata tra circa 2 anni e che prevederà poi il consueto periodo di transizione di 3 anni.

Ovviamente l’impatto che i cambiamenti possono avere, dipende in modo rilevante, anche dal sistema di gestione. Mentre è facile individuare impatti su sistemi di gestione basati sulla ISO 9001 e sulla ISO/IEC 27001, risulta più complesso considerando altri sistemi di gestione come la ISO 37001, la ISO 45001, ecc. Altri sistemi infine, come la ISO 14001 e la ISO 50001, sono per loro natura già proiettati a considerare aspetti che impattano sui cambiamenti climatici.

Per quanto ci sia noto, ad oggi nessun requisito integrativo è stato invece imposto né agli enti di certificazione né a quelli di accreditamento che per altro possono anche loro impattare (trasferimenti, server, introduzione di componenti di AI) sui temi ambientali.

Va notato, inoltre, che il cambiamento climatico può avere un effetto diverso su ciascun tipo di sistema di gestione. Ad esempio, l’effetto su un sistema di gestione della qualità potrebbe essere molto diverso da quello di un sistema di gestione sulla prevenzione della corruzione. Inoltre, in relazione alla ISO 9001 per quanto concerne il sistema di gestione della qualità o alla ISO/IEC 27001 per quelli sulla sicurezza delle informazioni, si potrebbe osservare che la gran parte delle misure adottate non hanno impatto sulla soddisfazione del cliente. Ad esempio scegliere un fornitore di servizio cloud che utilizza energia prodotta da fonti rinnovabili è sicuramente una misura volta a ridurre l’impatto sul cambiamento climatico ma non assicura in alcun modo maggiore soddisfazione del cliente ovvero maggiori garanzie sulla sicurezza delle informazioni. Mentre progettare un impianto che, attraverso soluzioni innovative, consumi quantità molto limitate di energia soddisfa anche il cliente in quanto beneficia anche di una riduzione dei costi di esercizio dello stesso. In altri termini il tema potrebbe non essere necessariamente rilevante o significativamente rilevante per l’organizzazione, ma per i suoi clienti.

L’ISO ha pubblicato la versione aggiornata della UNI EN ISO 9001:2015/ Amd1:2024; l’aggiornamento è disponibile gratuitamente per il download.

L’impatto sui requisiti dei sistemi di gestione

Di seguito si vuole analizzare, come le variazioni introdotte potrebbero impattare sui requisiti dei sistemi di gestione[2].

Requisito 4.1 – Comprendere l’organizzazione ed il suo contesto

Soddisfare il requisito integrativo è in realtà abbastanza semplice: l’organizzazione deve determinare se il cambiamento climatico è una questione rilevante nel suo ambito, con il potenziale di influenzare la sua capacità di raggiungere i risultati attesi dal/dai sistema/i di gestione applicato/i. Peraltro, molte organizzazioni, come precedentemente indicato, già hanno considerato tale aspetto, come quelle che applicano un sistema di gestione ISO 14001:2015 con il quale, attraverso processi di miglioramento continuo, devono introdurre misure per mitigare l’impatto sull’ambiente.

Per altro, le organizzazioni, devono valutare se le loro attività incidono sul cambiamento climatico e, in caso positivo, come attraverso processi interni o di business, possono mettere in atto azioni per contrastare il cambiamento.

Ad esempio:

  • un grande studio di consulenza sul lavoro può fare ricorso a fornitori cloud che utilizzando fonti di energia rinnovabile – impatto sui fornitori;
  • un’azienda di progettazione e produzione di elettrodomestici può progettare utensili che utilizzano meno materie prime a pari prestazioni con conseguente anche riduzione dei costi di energia – impatto sui processi di business;
  • una scuola può favorire un ciclo di seminari per gli allievi, i docenti ed i genitori sulle scelte individuali da mettere in atto per ridurre i rifiuti – impatto sul personale e sulle altre parti interessate;

Per alcune realtà, invece la possibilità di incidere potrebbe essere trascurabile o nulla come nel caso di un piccolo studio di consulenza; infatti, Il requisito non obbliga in alcun modo le aziende ad intervenire con azioni che hanno un impatto ambientale, ma solo a considerare il tema nel loro specifico contesto.

Requisito 4.2 – Comprendere le esigenze e le aspettative delle parti interessate

In questo caso la modifica è limitata ad una nota che richiede di considerare le esigenze e le aspettative delle parti interessate in relazione al cambiamento climatico. Quindi non richiede di valutare nuove parti interessate ma di considerare tale aspetto declinato per quelle già individuate come rilevanti. Ad esempio:

  • per un cliente la mancanza di misure volte a contrastare gli effetti del cambiamento climatico da parte di un’organizzazione, potrebbe portare ad escluderla dalla lista dei fornitori;
  • per la proprietà l’applicazione di tali misure può comportare un allineamento ai temi della sostenibilità, una riduzione di costi ed un miglioramento della reputazione.

Peraltro, come autori segnaliamo che, laddove non fosse già stata presa in considerazione, dovrebbero essere valutate come parti interessate anche le “nuove generazioni”.

Sia per il requisito 4.1 che per la nota in 4.2 non è richiesta nessuna informazione documentata né altra prova verificabile, per quanto la gran parte delle organizzazioni di norma documenti le varie analisi.

Requisito 5.2 – Politica del sistema di gestione

La politica del sistema di gestione preso in considerazione, ovvero la politica integrata potrebbe riportare l’impegno dell’organizzazione a mettere in atto azioni per ridurre l’impatto sul cambiamento climatico causato dalle attività svolte, tale impegno è a sua volta declinato in obiettivi come indicato nel 6.2.

Va notato che laddove l’organizzazione non considerasse rilevante tale aspetto, in relazione al suo contesto, ovvero non reputasse di poter avviare alcuna azione significativa, come di seguito descritta, dovrebbe solo motivare tale scelta. Resta peraltro indubbio che sostenere che le parti interessate “generazioni future” non risultino rilevanti per una organizzazione è estremamente difficile.

Requisito 6.1 – Azioni per affrontare rischi e opportunità

Per quanto il requisito 6.1 non viene in alcun modo modificato, resta inteso che una modifica sul 4.1 e sul 4.2 inevitabilmente si rifletta sul 6.1 e dovranno essere presi in carico gli eventuali rischi e le opportunità

L’importanza di una valutazione dettagliata dei rischi

Le organizzazioni sono quindi tenute a condurre una valutazione dettagliata dei rischi che potrebbe addirittura sfociare in una analisi dell’impatto ambientale[3] delle proprie attività, identificando i principali fattori di rischio legati al cambiamento climatico sulla base di quanto emerso dal 4.1 e dal 4.2. Questa valutazione potrebbe includere l’analisi delle emissioni di gas serra, l’uso delle risorse naturali e altre attività che contribuiscono al cambiamento climatico e che potrebbero essere oggetto di analisi di KPI.

Per quanto riguarda le minacce si possono immaginare, tra i tanti, i seguenti scenari:

  • utilizzo di materie prime che nel medio/breve termine saranno considerate non più conformi alla normativa a causa del loro rilavante impatto sul cambiamento climatico – azione di mitigazione: avviare una ricerca per individuare materie prime alternative con un minore impatto ambientale;
  • aumento dei costi a causa di impianti obsoleti che richiedono rilevanti costi di esercizio – azione di mitigazione pianificare la sostituzione degli impianti – azione di mitigazione: pianificare la sostituzione/revamping degli impianti, installazione di impianti fotovoltaico.

Per entrambi i casi analizzati il rischio associato è quello della perdita di clienti e/o perdita di competitività sul mercato

Le opportunità per le organizzazioni

L’integrazione dei requisiti sul cambiamento climatico nell’Annex SL offre una serie di opportunità (anche sotto forma di benefici) per le organizzazioni. Tra questi:

  • il miglioramento delle prestazioni ambientali;
  • la riduzione dei costi grazie ad iniziative che incidono sul cambiamento climatico;
  • la riduzione del rischio di non conformità legislativa;
  • l’implementazione di misure che contribuiscono alla sostenibilità di impresa;
  • una migliore reputazione aziendale;
  • una maggiore fiducia da parte degli stakeholder che si traduce in una maggiore attrattività per talenti e dei clienti (anche in fase di qualifica);
  • un vantaggio competitivo sul mercato.

Requisito 6.2 – Obiettivi e pianificazione del loro raggiungimento

Sulla base della valutazione di cui al 6.1 (compresa l’eventuale valutazione dell’impatto ambientale) le organizzazioni devono stabilire obiettivi e KPI per ridurre le proprie emissioni di gas serra e mitigare l’impatto ambientale delle proprie attività. Questi obiettivi dovrebbero essere integrati nei piani aziendali e monitorati regolarmente per garantire il progresso verso la sostenibilità ambientale. Gli obiettivi di miglioramento possono assumere la forma di azioni di mitigazione dei rischi[4], ovvero di decisioni della direzione che vuole dare dimostrazione del suo impegno nel contribuire a ridurre l’impatto sul cambiamento climatico, pur non derivando da minacce e quindi non comportando dei rischi specifici, come ad esempio l’obiettivo di:

  • riduzione degli imballi;
  • promozione delle attività in smart working;
  • introdurre elementi di eco design nella progettazione del prodotto.

Requisito 4.4 – Sistema di gestione e relativi processi e 9.1.3 – Analisi e valutazione

Per quanto riguarda i KPI se ne possono individuare di numerosi come ad esempio quelli relativi a:

  • i consumi di risorse (acqua, energia, metano) indicizzati in relazione a dati di produzione;
  • le % di riduzione dell’impatto ambientale attraverso l’implementazione di progetti;
  • i calcoli che discendono da valori molto più complessi da analizzare come l’analisi delle emissioni di gas ad effetto serra [5], l’uso delle risorse naturali, ecc.

Tali indicatori del resto sono già ampiamente monitorati da molte aziende per quanto in diversi casi attraverso analisi reattive e non proattive

Requisiti 7.2 e 7.3 – Competenza e consapevolezza

La Direzione dell’organizzazione dovrebbe valutare attività formativa destinata al personale per aumentare la propria competenza sul tema (anche in relazione a progetti mirati), sia per favorire la comprensione dei vari aspetti, sia per acquisire skill specifiche (es. corso eco-drive), sia per aumentare la consapevolezza sulle scelte personali che ogni collaboratore aziendale, sia nel contesto lavorativo che familiare, può mettere in atto.

Requisito 7.5 – Informazioni documentate

Le informazioni documentate dovranno essere aggiornate nella misura in cui l’organizzazione introduce nuove procedure, istruzioni o registrazioni afferenti al tema in oggetto (opzione più remota se già dispone di un sistema ISO 14001). Potenziando i controlli, le analisi e le valutazioni sulla componente ambientale, potrebbe rilevarsi utile, se non necessario, integrazioni alla componente documentale come ad esempio:

  • registrazioni di controlli su parametri ambientali;
  • rapporti di audit di conformità legislativa sui temi ambientali.

Requisito 10.3 – Miglioramento continuo

I requisiti sulla gestione del cambiamento climatico nei sistemi di gestione richiedono un monitoraggio costante delle prestazioni dell’organizzazione (comprese quelle ambientali) e una revisione periodica dei processi per garantire il rispetto degli obiettivi e dei target ambientali stabiliti ed il loro miglioramento continuo in ottica. Questo ciclo di monitoraggio e revisione continua è essenziale per adeguarsi alle condizioni ambientali che sono inevitabilmente in continuo mutamento[6].

Requisito 9.2 – Audit interno

Per quanto riguarda l’attività di audit, oltre a verificare la presa in carico del climate change come elemento di contesto e d’impatto sulle parti interessate, ed “a cascata” altri requisiti come delineato, non si può prescindere dal verificare che le misure poste in atto in capo all’azienda, siano concrete e misurabili piuttosto che misure di green washing.

In relazione alla figura dell’auditor dato che la modifica è stata classificata non significativa e quindi non sono previsti criteri aggiuntivi specifici per gli auditor.

Negli audit di seconda parte i clienti o potenziali clienti valuteranno come il loro fornitore/potenziale fornitore ha affrontato la questione anche in relazione a quelli che sono i propri criteri di qualifica/prequalifica.

Requisito 9.3 – Riesame di direzione

Alla luce di quanto sopra, il riesame della Direzione non può non contenere un paragrafo relativo al tema, ovvero richiamare il tema in vari punti del riesame medesimo visto l’impatto trasversale sul tema.

Tempi di presa in carico delle modifiche

Per quanto non siano stati definiti dei tempi vincolanti entro cui prendere in carico i requisiti, gli enti di certificazione potrebbero, sin dalla prossima verifica, emettere dei rilievi sulla mancata presa in carico da parte dell’organizzazione degli elementi di contesto e delle esigenze ed aspettative delle parti interessate ed il loro impatto sulla analisi dei rischi. Presumibilmente gli enti di certificazione a breve, se non hanno già provveduto in tal senso, dovranno integrare le loro check-list, ma prima dovranno mettere in atto una azione di sensibilizzazione verso i loro clienti proponendo iniziative di informazione/formazione.

Presumibilmente ed in attesa di indicazioni da parte di Accredia (ad oggi inizio marzo 2024 non ancora disponibili) gli organismi di certificazione inizieranno a verificare i requisiti relativi al cambiamento climatico in occasione del prossimo audit programmato di ciascuna organizzazione certificata o di nuova certificazione previa messa a punto della modulistica. Tale soluzione è in contrasto con il periodo di transizione di norma concesso di tre anni per adattarsi alla nuova versione del documento (anche se in questo caso si tratta solo di una modifica minore).

Audit di terza parte e OdC

Ovviamente, in fase di audit di 3^ parte gli Organismi di Certificazione (OdC) devono poi verificare che le aziende certificate abbiano considerato il cambiamento climatico, e verificare il processo decisionale e gli organismi di accreditamento garantiranno quindi che gli organismi di certificazione stiano verificando le decisioni sul cambiamento climatico delle organizzazioni certificate. In ogni caso, la certificazione esistente, in possesso di ogni singola azienda, rimane inalterata e gli OdC non emetteranno un nuovo certificato che resterà ISO 9001:2015.

Conclusioni

Il cambiamento climatico rappresenta la sfida più urgente e complessa che è necessario affrontare per la sopravvivenza delle future generazioni. Anche le organizzazioni devo contribuire dato il ruolo fondamentale da svolgere nel mitigare l’impatto delle proprie attività sull’ambiente e nell’adattarsi ai cambiamenti climatici in corso. L’integrazione dei requisiti sul cambiamento climatico fornisce un quadro solido per guidare le organizzazioni verso una gestione più sostenibile e responsabile.

Attraverso le modifiche proposte si rafforza quindi la visione olistica della gestione aziendale, che tiene conto non solo della qualità dei prodotti e dei servizi, ma anche dell’impatto ambientale e sociale delle attività dell’organizzazione.

D’altra parte, per quanto il tema del cambiamento climatico sia cruciale e non debba essere banalizzato e per quanto anche le singole organizzazioni, nell’ambito di politiche governative, possano contribuire, come già sottolineato, per la loro parte, gli autori condividono la posizione espressa da Cesare Gallotti laddove evidenzia che la scelta di non aspettare le nuove versioni delle norme crea solo confusione ed in alcuni casi anche disaffezione rispetto ai sistemi di gestione.

Infine, da sottolineare che a fronte dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile promossi dall’ONU, solo uno è stato individuato come significativo in termini di impatto sull’Annex SL[7]. Ora è ben vero che non tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile ben si adattano ad essere considerati come elementi di contesto dei sistemi di gestione ovvero alcuni sono già ampiamente considerati, ma è pur vero che da alcuni anni a questa parte, nel sito della ISO, per ogni norma è individuato il sottoinsieme degli obiettivi su cui tale norma impatta.

È stata quindi persa l’occasione per mettere in atto misure concrete che considerino tutti gli aspetti declinati da tali obiettivi.

Note


[1] Approfondimento sulla modifica dell’Annex SL – Il 16 giugno 2023 si è chiuso lo scrutinio sulle proposte di revisione della Struttura Armonizzata (Annex SL, Appendice 2 delle Direttive ISO/IEC) le cui modifiche vanno ad incidere su tutte le norme sui sistemi di gestione pubblicate dalla ISO. Tali modifiche sono in linea con quanto previsto dalla Dichiarazione di Londra del 2021, approvata da tutti gli organismi membri dell’ISO, che afferma l’impegno di tali soggetti nell’affrontare il cambiamento climatico.

Le due principali aggiunte alla struttura armonizzata sono:

4.1 Comprendere l’organizzazione e il suo contesto:

L’organizzazione deve determinare le questioni esterne e interne che sono rilevanti per il suo scopo e che influenzano la sua capacità di raggiungere il/i risultato/i previsto/i del suo sistema di gestione XXX.

Aggiunta – “L’organizzazione dovrà determinare se il cambiamento climatico è una questione rilevante”.

4.2 Comprendere i bisogni e le aspettative delle parti interessate

L’organizzazione deve determinare:

• le parti interessate che sono rilevanti per il sistema di gestione XXX;

• i requisiti rilevanti di tali soggetti interessati;

• quali di questi requisiti saranno soddisfatti attraverso il sistema di gestione XXX.

Aggiunta – “NOTA: le parti interessate rilevanti possono avere requisiti relativi al cambiamento climatico.”

Il dettaglio delle modifiche è disponibile, sotto forma di comunicazione, nel sito della IAF https://iaf.nu/en/iaf-documents/?cat_id=1. dal 22/02 u.s.

Da parte sua la ISO si è impegnata a supportare le organizzazioni con la pubblicazione di line guida sul tema.

[2] I riferimenti ai paragrafi sono stati estrapolati dalla norma sui sistemi di gestione per la qualità.

[3] Non è intenzione degli autori sostenere che per prendere in carico le modifiche intervenute debba essere effettuata un’analisi ambientale (ovviamente laddove non venga richiesto dalla norma tale requisito es. ISO 14001:2015), ma piuttosto sottolineare come tale strumento si configuri come un’opportunità per avere, da parte dei vertici aziendali, maggiore consapevolezza e responsabilizzazione sul tema.

[4] Si veda quanto indicato al punto 6.1

[5] UNI ISO/TR 14069:2017 – Gas ad effetto serra – Quantificazione e rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra per le organizzazioni – Linee guida per l’applicazione della ISO 14064-1

[6] E da qua il riferimento al concetto di “stravolgimento climatico” come indicato all’inizio dell’articolo

[7][7] Nel corso dell’ultimo aggiornamento dell’Annex SL sono pervenuti in totale 39 commenti dagli organi nazionali membri che ad oggi non sono stati presi in carico ma che probabilmente saranno considerati per future potenziali revisioni dell’HS. I temi principali e ricorrenti nei commenti riguardano:

  • considerare, oltre al cambiamento climatico anche altre questioni globali come: inclusività/diversità, biodiversità, responsabilità sociale, lavoro minorile e requisiti legali;
  • includere altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite laddove pertinenti in relazione al singolo sistema di gestione;
  • integrare altri requisiti per includere riferimenti specifici al cambiamento climatico.

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 4