oltre la pandemia

La città dopo il covid 19: più sostenibile grazie al digitale

Il Covid-19 ci porta a ritenere che non serve contrapporre città e campagna, piuttosto porsi con un approccio nei sistemi di governo territoriale sia nella progettazione degli spazi e dei servizi collettivi (a partire da quelli sanitari).

18 Mag 2020
Francesco Alessandria

Architetto e Professore a contratto, Sapienza Università di Roma

smart city digital

Dall’inizio del 2020 la città, di qualsiasi dimensione ed a quasi tutte le latitudini, sta affrontando una nuova situazione alla quale non era preparata: la pandemia di Covid-19. Essa ha rivoluzionato il modo di pensare di ciascuno di noi e ha lasciato storditi i decisori che sembrano navigare a vista.

Ma se dalla crisi può nascere un’opportunità, allora da cogliere è senz’altro quella, per altro rilevata da molti indicatori, della spinta decisiva alla sostenibilità grazie alla tecnologia nell’era post covid-19.

Le criticità della città contemporanea

È noto che le città siano centri-fucine di idee per le attività dell’uomo da quando esse stesse furono fondate. In esse hanno trovato  spazio il commercio, la cultura, la scienza, la produttività, lo sviluppo sociale. Ed è possibile affermare che, dalla rivoluzione industriale in avanti, le città hanno permesso agli abitanti di migliorare la propria condizione sociale ed economica diventando esse stesse la sede della produzione della ricchezza.

WHITEPAPER
Ripensare il performance management. Quali nuovi approcci possibili? Scopri l’app Feedback4You!
Risorse Umane/Organizzazione
Smart working

Tuttavia, il miglioramento della qualità della vita individuale non è stato parallelo alla qualità della vita collettiva. Anzi, man mano che migliorava la qualità individuale è andata peggiorando quella collettiva. In particolare, ciò si è manifestato soprattutto nei grandi agglomerati urbani, diventati poi aree metropolitane e più recentemente città metropolitane con precise identità amministrative.

Oggi, a causa della pandemia identificata con il termine scientifico covid 19, la città tradizionale presenta un nuovo aspetto di criticità e ciò impone la necessita di re-inventare molte funzioni urbane tradizionali.

La sfida e la situazione attuale

La sfida in atto dalla metà degli anni 80 è quella di mantenere nei centri urbani le funzioni caratterizzanti senza compromettere l’ambiente, non solo per gli attuali abitanti, ma, soprattutto, per le generazioni future. Per fare ciò si è sempre affermato che è necessario ridurre il traffico, l’inquinamento, ottimizzare l’uso delle risorse, garantire l’accesso ai servizi alle diverse categorie d’utenza, far si che vi sia la possibilità di residenza, di mobilità di lavoro, di sicurezza. In sostanza, in una parola, una citta inclusiva.

Oggi, dei 7 miliardi di abitanti sul pianeta terra, la metà (3,5 miliardi) vive in città.
Si stima che entro il 2030, quasi il 60% della popolazione mondiale abiterà in aree urbane e che il 95% dell’espansione urbana si registrerà nei Paesi in via di sviluppo.

Attualmente 828 milioni di persone vivono in baraccopoli, e il numero è in continuo aumento
Le città occupano solamente il 3% della superficie terrestre, ma consumano una quantità di energia pari al 60-80% delle risorse disponibili e sono responsabili del 75% delle emissioni di carbonio.

Le proposte e il ruolo dei decisori

Il problema dei decisori, nella storia recente, è stato principalmente quello della sostenibilità che ha indotto l’assemblea generale delle nazioni unite, nel 2015, a adottare una risoluzione avente ad oggetto: “trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile”: nel corpo della risoluzione sono stati indicati una serie di punti da raggiungere entro il 2030. Tra questi:

  • garantire a tutti l’accesso a un sistema di trasporti sicuro, conveniente, accessibile e sostenibile, migliorando la sicurezza delle strade, in particolar modo potenziando i trasporti pubblici, con particolare attenzione ai bisogni di coloro che sono più vulnerabili, donne, bambini, persone con invalidità e anziani;
  • potenziare un’urbanizzazione inclusiva e sostenibile e la capacità di pianificare e gestire in tutti i paesi un insediamento umano che sia partecipativo, integrato e sostenibile;
  • ridurre l’impatto ambientale negativo pro-capite delle città, prestando particolare attenzione alla qualità dell’aria e alla gestione dei rifiuti urbani e di altri rifiuti;
  • fornire accesso universale a spazi verdi e pubblici sicuri, inclusivi e accessibili, in particolare per donne, bambini, anziani e disabili.

Tali enunciazioni di principio più che mai appaiono conferenti con questo tempo del post Covid-19 dove dare concreta attuazione è irrinunciabile. Soprattutto in materia di trasporti, di urbanizzazione inclusiva (ma a distanza) di gestione dei rifiuti.

Come trasformare le enunciazioni in attuazioni

Alle enunciazioni bisogna far seguire modalità operative.

È naturale confermare il concetto di smart city, l’impiego di smart grid, sia per l’alloggio intelligente dotato di connessioni telematiche di domotica, con la possibilità di consentire lo smart working sia per le diverse funzioni della città.

Tutti temi e strumenti noti da tempo, ma fino a poco prima del Covid 19, pensati come una sorta di evoluzione di dotazioni e di dispositivi capaci di supportare e accompagnare un modo di abitare la casa e la città che non ha mai imposto importanti ripensamenti dello spazio; ciò perché non presupponevano un reale mutamento dell’abitare e del vivere-

Le attività dentro casa, pur con l’impiego dell’IT, sono sempre state intese come un supporto di un abitare fatto di comportamenti, elementi, e relazioni consolidate e tradizionali; senza, quindi una radicale e reale innovazione. Questo perché non si è mai stati obbligati, o meglio, costretti, ad utilizzarli prima della pandemia.

Anche per la città l’idea comune delle funzioni è quella che la nostra mente ed il nostro modo di pensare ha oramai fissato, nel periodo di pace più lungo che lo storia ricordi, e dove l’innovazione tecnologica è l’app per il car sharing o per il parcometro.

In realtà si prospettavano come una sorta di griglie, reti, elementi quasi immateriali e intangibili giustapposti a realtà e spazi esistenti e che non hanno mai realmente trasformato gli spazi stessi del vivere. Non hanno determinato, di conseguenza, modifiche al modo di vivere, muoversi pensare che, invece, si renderà necessario per periodi futuri (non si sa quanto lunghi).

Le città del domani, più che mai prossimo, da tempo vengono pensate e progettate quali grandi ecosistemi iperconnessi, costellati di sensori e dispositivi capaci di raccogliere ed elaborare un’enorme quantità di dati necessari ai servizi da fornire. I Big Data si presentano come il cuore pulsante della città intelligente e potranno contribuire enormemente alla gestione delle principali criticità urbane, dal traffico alla sicurezza, dalla residenza alla salute.

Un’infrastruttura basata sull’Internet of things viene già usata ad Amsterdam per monitorare in tempo reale il traffico e limitare le emissioni nocive per la salute. Barcellona usa un sistema simile per la gestione integrata di acqua, illuminazione e parcheggi. A Los Angeles nuove politiche di gestione dei rifiuti, , sono riuscite a ridurre dell’80% le aree classificate come non pulite.

Fondamentale il contributo della pianificazione urbanistica e la modalità di progettazione architettonica. Più spazi verdi aiuteranno a liberare le città dallo smog e a mantenere l’aria pulita, mentre l’efficienza energetica applicata all’edilizia renderà abitazioni e uffici più resilienti.

Non si tratta, quindi, di fare realizzare ulteriori reti o cablaggi ed aumentare la smart grid (aspetti peraltro importanti e sui quali occorre continuare a lavorare con intensità), ma vi è anche ben altro nei possibili sviluppi futuri, perché sono gli stessi spazi, gli stessi alloggi, le stesse città ed i sistemi urbani che devono cambiare.

Le sperimentazioni in atto e le prospettive

Ma quali città nel mondo si stanno già muovendo in questa direzione? Secondo l’organizzazione non profit Climate Reality Project sono 5 le città che stanno indicando la strada del futuro:

  • Copenaghen (Danimarca) che punta a diventare la prima capitale carbon free al mondo;
  • San Francisco (Stati Uniti) soprattutto grazie all’innovazione tecnologica applicata ai trasporti e all’efficienza energetica degli edifici;
  • Vancouver (Canada) che applica una strategia green a 360 gradi;
  • Stoccolma (Svezia) che ha creato un sistema centralizzato di riscaldamento, più pulito ed efficiente;
  • Singapore, grazie a un piano dei trasporti che riduce inquinamento e traffico sulle strade, fornendo servizi capillari e fissando limiti all’utilizzo dell’auto da parte dei residenti ma garantendo nei mezzi pubblici condizioni di sicurezza anche per i rischi da Covid 19.

L’Arcadis Sustainable Cities Index, del Gruppo globale leader in ingegneria e consulenza nel settore immobiliare, seleziona ogni anno le 100 città più sostenibili sulla base di tre parametri: persone (qualità della vita), pianeta (impatto ambientale), profitto (produttività e infrastrutture). Il rapporto 2018, ha incoronato al primo posto Londra, seguita da Stoccolma, Edimburgo, Singapore e Vienna. In generale le città europee dominano l’indice occupando otto posizioni tra le prime 10, dove non figurano città degli Stati Uniti.

In Italia, le città più intelligenti e sostenibili vengono individuate dal rapporto ICity Rate di FPA, società del Gruppo Digital 360. La classifica annuale analizza 15 dimensioni della vita urbana declinata attraverso 107 fattori che sintetizzano il livello di intelligenza di una città. Nell’ultima edizione i primi tre posti sono stati assegnati a:

  • Firenze che ha realizzato un sistema di elaborazione integrata dei dati georeferenziati sulla città per la gestione in tempo reale del traffico e può vantare un primato nello sviluppo della mobilità elettrica;
  • Bologna che ha costruito una rete pubblica basata sul cloud e su un’identità digitale integrata per raccogliere l’offerta di contenuti e servizi da parte di pubblica amministrazione, imprese e cittadini.
  • Milano che ha sperimentato forme di smart mobility e servizi come il fascicolo digitale del cittadino, oltre ad aver messo la sostenibilità al centro di alcuni interventi architettonici che stanno ridisegnando lo skyline della città.

Conclusioni

Quelle citate sono esperienze in atto da qualche tempo e su cui si innesteranno le esigenze sopravvenute a causa del Covid 19. Vi è, tuttavia, un altro approccio degno di nota che introduce due diverse questioni sul governo della città in epoca post Covid 19.

La prima questione è il rapporto tra la vita urbana e quella di provincia. Il concetto di città protagonista è stato introdotto all’inizio di questo scritto e proprio tale molteplicità di luoghi di scambio e relazione è diventata un luogo potenzialmente molto pericoloso: è stato, altresi, evidenziato come nelle città la popolazione potrà solo aumentare né è pensabile un’inversione di tendenza. E’ tuttavia, possibile immaginare una sorta di riequilibrio di localizzazione di funzioni e servizi grazie ad investimenti anche attraverso politiche urbane mirate, finalizzate ad attutire il processo di impoverimento che ha interessato molti territori di periferia

Il COVID-19 ci porta a ritenere che non serve contrapporre città e campagna, piuttosto porsi con un approccio nei sistemi di governo territoriale sia nella progettazione degli spazi e dei servizi collettivi (a partire da quelli sanitari), ricercando una maggiore integrazione di funzioni e di dotazioni tra città metropolitane e città medie. In tal modo è possibile immaginare una comunità capace di prendersi cura adeguatamente della salute dei propri cittadini ma anche di affrontare una nuova stagione all’insegna della sostenibilità economica e sociale.

La seconda questione attiene invece all’uso dei dati e delle nuove tecnologie digitali nei processi di governo, in particolare delle città. L’agenzia creativa WE Are Social ha fornito dei dati secondo i quali tra pochi anni (forse 4) il 5G consentirà collegamenti ad oltre il 40% della popolazione ed alla gran parte dei dispositivi (cellurari, semafori, automobili, elettrodomestici ecc). Ma come saranno utilizzati tali dati e, soprattutto chi ne avrà il possesso? Il garante per la protezione dei dati personali ha, ed avrà, un gran bel daffare!

WHITEPAPER
Smart working: perché conviene avere i device giusti
Risorse Umane/Organizzazione
Smart working
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4