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Smartbuilding: come usare le tecnologie per aumentare la sostenibilità degli edifici

Le tecnologie digitali rappresentano un’importante opportunità per ridurre l’impatto ambientale nel settore dell’edilizia e delle costruzioni. Gli esempi pratici di come queste possono essere sfruttate per comprendere e affrontare le inefficienze e ridurre gli sprechi degli edifici

Pubblicato il 17 Gen 2023

Matteo Mille

Chief Marketing and Operations Officer di Microsoft

Foto di Tumisu da Pixabay

Il 38% delle emissioni globali totali di anidride carbonica (CO2) legate all’energia proviene dal settore dell’edilizia e delle costruzioni. Dunque, per intraprendere una buona strada per raggiungere un parco immobiliare a zero emissioni nette di carbonio entro il 2050, dobbiamo ridurre le emissioni del settore edilizio del 6% all’anno dal 2020 al 2030. Il raggiungimento degli obiettivi net-zero richiederà un cambiamento radicale nel modo in cui gli edifici sono gestiti e costruiti, in termini di materiali e consumi.

Allo stesso tempo, le aziende di tutti i settori in tutto il mondo stanno cercando un modo per ridurre il consumo di acqua e minimizzare gli sprechi e i proprietari di edifici, i gestori immobiliari e gli inquilini stanno valutando come ridurre l’impatto ambientale degli spazi fisici che occupano, riducendo i costi operativi.

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In questo scenario diventa chiaro come la trasformazione digitale sia un imperativo oltre ad un’opportunità. Molte aziende stanno adottando misure per ridurre consumo energetico ed emissioni di CO2e nell’ottica di una migliore gestione de i costi energetici anche attraverso investimenti nelle energie rinnovabili.

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Il valore maggiore per guidare il cambiamento sistemico, tuttavia, lo si ottiene integrando e collegando i sistemi. La piena visibilità e la contezza su più sistemi ci aiuta a comprendere appieno gli ambienti degli edifici. Quando colleghiamo gli ambienti di costruzione, possiamo gestire meglio interi ecosistemi. E con le tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, possiamo ottimizzare l’infrastruttura che le collega, risparmiando risorse preziose e risparmiando denaro.

Il 5-25% dei costi energetici potrebbe essere risparmiato con soluzioni di edifici intelligenti. Gli edifici verdi rappresentano una delle maggiori opportunità di investimento globali del prossimo decennio, stimata dall’International Finance Corporation (IFC) in 24,7 trilioni di dollari entro il 2030.

Come trarre vantaggio dai dati per ridurre l’impatto ambientale degli edifici

La chiave è fare leva sui i dati: le soluzioni tecnologiche digitali basate sul cloud possono aiutare a comprendere l’impatto ambientale, determinare come ridurlo e adottare strategie più sofisticate, il tutto mentre viene reinventata l’ azienda partendo dalla sostenibilità. Come? Per esempio sviluppando analisi avanzate e modelli virtuali per capire come ridurre al minimo l’impatto ambientale degli edifici, dal riscaldamento e raffreddamento all’illuminazione, alla tensione, all’uso dell’acqua e allo smaltimento dei rifiuti, ottimizzando e integrando il più possibile i sistemi, incrementando l’automazione laddove possibile e identificando ulteriori opportunità per reinventare le operazioni di costruzione.

Inoltre, secondo il World Green Building Council, per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi Celsius ogni edificio del pianeta dovrà azzerare le proprie emissioni entro il 2050 ma ad oggi meno dell’1% degli edifici soddisfa già questo standard.
Le tecnologie digitali possono aiutarci a raggiungere questo obiettivo: per esempio nel comprendere e ottimizzare l’uso dell’energia e l’impatto della CO2. La tecnologia intelligente può connettere e aggregare l’intelligence dei dati dai sistemi legacy, consentendo una visibilità critica sull’uso dell’energia e le tendenze in tempo reale, attraverso un’unica piattaforma.

L’AI per comprendere e affrontare le inefficienze

L’AI può mettere in luce le inefficienze e far comprendere come affrontarle. Le soluzioni intelligenti possono persino semplificare la gestione delle operazioni in modo reattivo per massimizzare l’efficienza, come il controllo dinamico dell’illuminazione, della ventilazione o della sicurezza in base alle esigenze effettive rispetto alle impostazioni predeterminate.

Utilizzando il monitoraggio predittivo, si possono gestire le prestazioni delle apparecchiature identificando eventuali anomalie, riducendo quindi operazioni di manutenzione non pianificata e i tempi di inattività con l’obiettivo di ridurre ulteriormente i costi.

Un’infrastruttura efficiente e interattiva può aiutarci a ottenere molto di più e più velocemente a livello di collettività. Per compensare la crescente domanda di energia degli edifici di tutto il mondo, dovremo infatti fare di più rispetto alla sola efficienza energetica. Gli scenari efficienti interattivi consentono di creare edifici più resilienti e aiutarci a passare all’energia pulita.

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Le soluzioni implementate al Campus di Microsoft a Redmond

Riporto un esempio pratico implementato al Campus di Microsoft a Redmond dove si continuano a sperimentare soluzioni di sostenibilità. Lo sforzo iniziale mirava a ridurre il consumo energetico e le emissioni di carbonio nell’Headquarter che si estende su 125 edifici con sistemi di costruzione distribuiti su 1,4 milioni di metri quadri di uffici e laboratori. In un contesto come questo, per gestire da remoto gli edifici nel Campus è stata adottata una soluzione, basata totalmente sul Cloud, in grado di collegare milioni di punti dati ogni giorno da sistemi diversi, attraverso un’intelligenza chiara. Le grandi aziende come Microsoft, inoltre, per alimentare i datacenter, in genere firmano accordi di acquisto di energia rinnovabile. Gli accordi forniscono garanzie finanziarie necessarie per costruire parchi eolici e solari su scala industriale e connessioni alla rete elettrica. Microsoft per esempio ha recentemente collaborato con un fornitore di energia per testare un nuovo approccio: installare pannelli solari per produrre energia sfruttando le connessioni di rete esistenti e utilizzare le tecnologie IoT per misurare l’energia prodotta e accumulata e calcolare la compensazione di CO2.

Ridurre i consumi di acqua: il caso Marriott

E l’acqua? Anche qui la tecnologia può dare una mano per ridurne il consumo, migliorando al contempo la qualità e la disponibilità della stessa. Questo può avvenire, per esempio, digitalizzando il monitoraggio del consumo di acqua all’interno degli edifici per ridurre al minimo i rischi per la salute e gestire i costi. In sostanza, aumentando la visibilità sugli sprechi d’acqua o su potenziali perdite e controllando a distanza il flusso d’acqua, si possono ridurre i consumi e anche i costi di manodopera.

Anche in questo caso si utilizzano strumenti di analisi dati avanzata per prevedere con precisione le prestazioni del sistema, utilizzando l’intelligenza artificiale per rilevare e classificare crepe, difetti e per esempio infiltrazioni.. Un esempio citabile in questo senso è quello della catena alberghiera Marriott che, come si può immaginare, ha ambiziosi obiettivi di sostenibilità e impatto sociale per il 2025 per le sue oltre 6.500 proprietà globali, tra cui la riduzione dell’intensità idrica del 15%. La sfida consiste nel mantenere i più elevati standard di pulizia per stoviglie, biancheria e acqua, promuovendo al contempo l’efficienza operativa e la sostenibilità, garantendo l’eccellenza per i propri ospiti. Marriott ha adottato una tecnologia totalmente basata sul Cloud per l’acqua di raffreddamento, che consente il controllo on-demand e l’ottimizzazione dei sistemi di raffreddamento, adottando un programma di lavanderia a bassa temperatura. In questo modo, ogni anno Marriott risparmia 3,34 miliardi di litri di acqua, equivalenti al fabbisogno annuale di acqua potabile di oltre 3 milioni di persone. Il programma di lavanderia prolunga la durata della biancheria, riduce il rilavaggio, consente di risparmiare acqua ed energia e riduce le emissioni di gas serra. I risparmi annuali includono 114 milioni di chilowattora di energia, 21.500 tonnellate di CO2e e 2 milioni di libbre di rifiuti.

La riduzione degli sprechi attraverso una gestione dei rifiuti più efficiente

Infine, veniamo all’ultimo punto: la riduzione degli sprechi attraverso una gestione dei rifiuti più efficiente. La spazzatura inquina la nostra terra, intasa i nostri corsi d’acqua, esaurisce le nostre risorse naturali e contamina l’aria stessa che respiriamo. Collegando i dati al cloud, si può intervenire sulla riduzione degli sprechi efficientando allo stesso tempo la gestione dei rifiuti. Questo perché la tecnologia facilita il riutilizzo e il riciclaggio di materiali e risorse all’interno delle operazioni di unedificio o del sistema, utilizzando soluzioni cloud intelligenti in grado di prevedere e valutare la durata d’uso dei materiali stessi e massimizzando l’efficienza della raccolta dei rifiuti solidi, inviando per esempio gli operatori al momento giusto o ottimizzando i percorsi per la raccolta o utilizzando analisi avanzate per rilevare l’uso o la contaminazione dei contenitori.

Le costruzioni e demolizioni producono uno dei più grandi flussi di rifiuti al mondo. Ogni anno vengono generati oltre 1,3 miliardi di tonnellate di rifiuti edili e si prevede che questo importo raddoppierà entro il 2025. L’organizzazione no-profit olandese Madaster ha visto l’opportunità di ridurre i rifiuti destinati alle discariche creando un repository pubblico digitale di materiali da costruzione registrati e catalogati. Madaster ha sviluppato una piattaforma tecnologica basata sul cloud che dà un’identità alle materie prime. legandole a un luogo e creando una sorta di passaporto dei materiali usati per un edificio o un oggetto di costruzione. I passaporti dei materiali descrivono i materiali utilizzati in un edificio, come e dove vengono utilizzati, il loro valore e approssimativamente quando saranno disponibili per il loro riutilizzo. La piattaforma Madaster consente di riciclare, rivendere e riutilizzare i materiali per contribuire a decisioni più sostenibili in tema di costruzione.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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